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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1593 |
Venezia |
Uscocchi |
Succede ad Ermolao Tiepolo nel comando della flotta contro i pirati uscocchi. Ricorre in particolare ai soldati di origine albanese (abitanti per lo più in territori controllati dai turchi; paga mensile di 4 ducati; servizio misto sulle barche armate, sia come rematori che come soldati). Affronta gli avversari con 15 galee, 30 barche lunghe ed 800 soldati, fra italiani, croati ed albanesi. Si limita a controllare le acque antistanti per impedire le rapine e, soprattutto, per impedire che siano vettovagliati dal mare i porti di Fiume (Rijeka) e di Trieste, controllati dall’arciduca d’Austria. Assale in Croazia il castello di Novi (dei conti Frangipane) e minaccia di attaccare tutte le località che diano asilo ai nemici. Escono da Segna (Sejny) 700 uscocchi, fra cui sono compresi anche 70 archibugieri tedeschi, che fanno parte del presidio cittadino: il Bembo li affronta e li rinchiude nel porto di Rogovizza, nei pressi di Sebenico (Sibenik). I pirati svendono qui le loro prede ad alcuni morlacchi; gli uscocchi approfittano, infine, di una forte sciroccata che scompagina la flotta veneziana ferma davanti al porto ed escono nottetempo in mare con le loro agili barche. |
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A causa della sua salute cagionevole, viene sostituito nel comando da Niccolò Donato. |
CITAZIONI
-“Singolarissimo sul mare, et riputato molto ardente nelle servitù della patria.” Minucci