PREGEANT DE BIDOUX (Preianni, Prejan de Bidos) Guascone. Di nobile famiglia. Cavaliere gerosolomitano. Priore di Saint- Gilles (Gard). Soprannominato dagli inglesi John Perry. Zio dell’Ortica.
1468 ca. – 1528 (agosto)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| ................... | In proprio | Ha il comando di una galea dell'ordine
dei cavalieri di Rodi ed esercita la guerra da corsa. |
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| 1495 | |||
| Marzo | Francia | Napoli Venezia Impero | Prende parte al tentativo perpetrato
dalla flotta francese di impadroniirsi dell'isola d'Ischia. Respinto,
si porta a Genova per accelerarvi nei cantieri i lavori di costruzione
di 12 galee ordinate dal re di Francia. Scopre con disappunto che il duca
di Milano (che controlla Genova) ha posto l'embargo su tali imbarcazioni.
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| 1496 |
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| Giugno | Si costituisce la flotta delle
galee di Levante e gliene viene dato il comando. Organizza la squadra
a Marsiglia (Marseille) sul modello di quelle dell'ordine gerosolomitano.
Ai suoi ordini sottostanno Bernardino d'Ornesan, il Servian, Raphael Rostan,
mercante ed ingegnere navale, Jean Albertinelli ed il pilota navale Dominique
Séguier. |
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| Luglio agosto | A fine luglio prende il mare
con 3 galee, 2 galeoni del Servian, le galeazze "Notre-Dame-Sainte-Marie"
e "La Louise" per prestare soccorso ai difensori di Gaeta. La
potenza di fuoco della sua squadra gli permette di forzare il blocco predisposto
dalla flotta del provveditore generale Domenico Malipiero e di introdurre
nella città viveri e soccorsi. Al termine della missione rientra
a Marsiglia. |
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| Ottobre | Con l'arrivo dalla Normandia
della flotta di Ponente, leva l'ancora da Marsiglia al comando di 26 navi,
"La Louise" in testa. Si dirige verso Livorno, assediata da
terra dall'imperatore Massimiliano d'Austria e dal mare dai veneziani.
La flotta della Serenissima, comandata ancora dal Malipiero e forte di
27 navi, è ancorata dietro lo scoglio dell'isola Meloria. Il Bidoux
approfitta del vento favorevole che lo mette fuori tiro dal fuoco delle
artiglierie nemiche ed entra nel porto accolto dalla popolazione festante.
Riparte, dopo avere rifornito la città di vettovaglie, munizioni
e soldati. Supera il promontorio del Circeo ed entra nelle acque del regno
di Napoli, nuovamente verso Gaeta. Il blocco della località opra
è condotto dalle squadre di Bernardo de Villamarin e da quelle
del Lezcano. |
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| Novembre |
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Compie tre tentativi di prestare soccorso a Gaeta con le sue galee: tutti risultano infruttuosi. Costretto a ritirarsi, riprende la navigazione verso Napoli. La città capitola a metà mese. Con la resa di Gilbert de Montpensier riporta in Francia i resti dell'armata transalpina. |
| 1497 |
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| ………....... |
Francia |
Milano |
La carestia tormenta Marsiglia. Si dirige verso la Sicilia per impadronirsi di navi cariche di frumento al fine di approvvigionare la città. Intercetta una grande nave genovese, "La Promontoria". Al suo ritorno a Marsiglia gli abitanti per ringraziarlo gli concedono la loro cittadinanza. Ha il comando della squadra delle galee di levante. Gode della completa fiducia del re Carlo VIII. I genovesi si impossessano nelle acque di Nizza (Nice), territorio sabaudo, di un galeone francese; per rivalsa, il Bidoux cattura nella rada di Villafranca (Villefranche), sempre nelle acque di pertinenza del duca di Savoia, un galeone genovese. |
| Luglio |
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La squadra di Gian Luigi Fieschi si porta davanti a Tolone (Toulon) per bloccare la città. Il Bidoux esce dal porto con 60 vele (di cui 4 galee di sua proprietà), costringe gli avversari a ritirarsi ed immobilizza nella rada di Portovenere una sessantina di navi mercantili. |
| 1498 |
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Viene inviato dal sovrano a Civitavecchia al fine di ottenere dal pontefice Alessandro VI la dispensa papale per sposare Anna di Bretagna. Al ritorno in Francia, ha l'incarico con il Seranon di trasportare da Ostia a Marsiglia Cesare Borgia che si deve sposare con Carlotta d'Albret. Giunto nelle acque liguri, il Bidoux dà l'abbordaggio ad un'imbarcazione genovese che ha a bordo un carico di corallo. |
| 1499 | |||
| Luglio agosto | Rodi | Impero ottomano | Salpa da Tolone con l'Ornesan
alla testa di 4 galee e di 2 brigantini per combattere i turchi a favore
dei veneziani. La flotta è comandata dal gran priore dei cavalieri
di Rodi Guy de Blanchefort e consta di 16 vascelli. A metà agosto,
le navi dell'ordine gerosolomitano si portano alla difesa di Lepanto (Navpaktos)
e bloccano gli ottomani nella baia di Navarino (Pilos). Gli avversari
vengono attaccati con l'usuale schieramento a mezzaluna; la flotta veneziana
si colloca alla retroguardia pronta a proporsi per una seconda serie di
assalti. La battaglia ha inizio al centro da parte della gerosolomitana
"Santa Maria" con l'appoggio delle galee sottili del Bidoux
e di alcune galeazze veneziane comandate da Tommaso Duodo. Il provveditore
generale Antonio Grimani rimane sostanzialmente inattivo, accontentandosi
di condurre in salvo le navi danneggiate. Il giorno seguente vi è
un nuovo scontro ed anche in questo caso il Grimani non adempie al suo
compito. Gli ottomani si muovono verso il golfo di Patrasso (Patraikos
Kolpos). A fine agosto vi è un ulteriore nuovo combattimento navale;
la flotta turca preferisce allontanarsi verso le coste del Peloponneso
per ricongiungersi con una seconda armata. Il Blanchefort si mette al
suo inseguimento, senza alcun esito perché le sue navi sono troppo
pesanti; il Bidoux, con le sue galee leggere poste all'avanguardia, ha
maggior successo e si appropria di 10 bastimenti che navigano in coda.
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| Settembre | Affianca ancora il Grimani nelle
acque di Corfù (Kerkira) fino all'arrivo del nuovo provveditore
generale veneziano Melchiorre Trevisan: il Grimani, per la sua condotta
poco animosa, viene avviato in catene a Venezia. |
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| 1500 |
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| .................... | Appoggia il Trevisan nelle operazioni.
I due capitani tentano di impedire, all'altezza di Patrasso (Patrai),
la congiunzione delle due flotte ottomane: sono, tuttavia, costretti a
rinunciare ai loro obiettivi. Il Bidoux si porta allora a Siro (Syros)
ed utilizza tale isola come base logistica per le sue scorrerie. |
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| Aprile | Sempre con il Trevisan, tenta un'azione
di sorpresa ai danni degli arsenali di Volo (Volos) ed a quello di Prevesa
(Préveza). La domenica delle Palme entra in Volo alla testa di
600 uomini, fra cui molti soldati greci ed albanesi, e dà alle
fiamme l'arsenale: sono incendiati dagli 8000 ai 9000 remi per imbarcazioni.
Nel rientro a Siro, il Bidoux disperde una dozzina di galeotte turche.
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| Maggio |
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Giunge a Schiro (Skiros) con 4 galee; si reca a Schiatti (Skiathi) e con altre 2 fuste di Rodi (Rodhos) si mette alla ricerca di alcuni schierazzi entrati nel canale di Negroponte (Evvoia) e carichi di munizioni per la flotta turca. Assale tali navi sulle quali sono imbarcati 600 ottomani. Rientrato a Schiro, sorprende una barza della portata di 800 botti, con 18 uomini di equipaggio; prosegue nell’azione, mette in fuga 4 galee, conquista 8 fuste e 2 brigantini (uno dei quali di 22 banchi) e bombarda le navi nemiche. Dà alle fiamme 2 fuste nemiche in disarmo a Stalimene. Tenta, infine, di conquistare l’isola di Tenedo (Imroz). |
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| Agosto | Modone (Mathoni) è assediata
da più settimane e la carestia regna nella città. Al comando
di 4 galee, si distacca dal convoglio costituito dai cavalieri di Rodi
e dai veneziani ed entra nel porto portando vettovaglie e soccorsi per
i difensori. Ciò non impedisce la caduta della città a seguito
di un ultimo attacco generale. |
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| Novembre | Prende parte all'azione che
si conclude con l'espugnazione di Cefalonia (Kefallinia). La cittadella
viene conquistata grazie ad una mina fatta brillare da Pietro Navarro.
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| 1501 |
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| .................... | Rimane nelle acque greche con
il Pesaro anche dopo il rientro in Sicilia delle forze spagnole di Consalvo
di Cordoba e del Navarro. per la mancanza di mezzi a loro disposizione
i due capitani si devono accontentare di operazioni minori. Nelle sue
scorrerie si collega con un altro corsaro francese, René Parent.
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| Marzo | Francia | Napoli | Richiamato in Francia, ha nuovamente
il comando della squadra di galee di Levante (4 galee). Si deve congiungere
con 4 galee e 6 navi genovesi capitanate da Paolo Battista Fregoso ed
ha il compito di combattere gli aragonesi di Napoli. Giunge a Genova.
Gli abitanti lo obbligano a liberare dai remi 80 genovesi che si trovano
incatenati sulle sue galee. |
| Luglio | Si trova sempre a Genova, in attesa della partenza. | ||
| Agosto | Incrocia nelle acque napoletane.
Il conflitto ha termine con la fuga del re Federico d'Aragona all'isola
d'Ischia. |
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| Settembre | Rodi | Impero ottomano | Segue Philippe de Ravenstein,
ammiraglio dei regni di Napoli e di Gerusalemme, nella sua spedizione
contro i turchi. Nei pressi dell'isola di Cefalonia sono avvistate 3 galee
veneziane che sono inseguite da 7 galeotte ottomane. Il Bidoux si propone
di collegarsi con le sue 4 galee con le navi della Serenissima e con queste
si mette alla caccia degli avversari. Blocca costoro e li vince nella
baia di Suda (Souda), all'isola di Candia (Kriti). |
| Ottobre novembre |
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E’ davanti a Mitilene (Mitilini), l’antica Lesbo; assedia l’isola con Jacques Guibé e Jean le Porcon. Con l'arrivo da Milo (Milos) del Ravenstein e della flotta veneziana, ha inizio l'attacco: esso è portato da 3000 uomini fra francesi, genovesi e veneziani, coadiuvati a terra da 18 grossi pezzi di artiglieria e da altri 6 minori. Per venti giorni si ripetono inutili assalti a Mitilene che comportano per gli alleati numerose perdite. Da ultimo, a causa anche delle divergenze sorte fra i vari comandanti, della mancanza di vettovaglie e dell'inevitabile presenza delle malattie, i francesi si ritirano senza neppure aspettare la comparsa del gran maestro dell'ordine gerosolomitano Pierre d'Aubusson, atteso con 24 navi, 400 cavalieri di Rodi e 4000 soldati. Il Bidoux non segue i suoi connazionali e rimane nelle acque del mare Egeo con l'Aubusson ed il Cordova, giunto a sua volta. Scaccia i turchi dall’isola di Stemore. |
| 1502 |
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| Maggio giugno | Il Camali esce da Costantinopoli
(Istanbul). I veneziani del Pesaro ed i cavalieri di Rodi con il Bidoux
e Fabrizio del Carretto, capitano delle galee dell'ordine gerosolomitano,
si portano all'isola di Milo. |
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| Luglio |
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Al comando di 4 galee, si unisce con la flotta veneziana del Pesaro (50 galee) e quella pontificia comandata dal vescovo di Pafo Giacomo Pesaro, fratello del precedente (12 galee). Nell’armata, infine, sono pure inquadrate anche 3 galee dei cavalieri di Rodi, condotte dal cavaliere di Scalenghe. |
| Agosto |
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Prende parte all’espugnazione dell’isola di Santa Maura (Levkas) ai danni del corsaro Camali. La vittoria arride a francesi e veneziani, nonostante le cinque cinte murarie che difendono la località e l’arrivo di 500 giannizzeri in supporto ai corsari turchi. Rifiuta un’offerta fattagli dai veneziani di passare al loro servizio in cambio di una ricca pensione e del comando di una squadra navale. |
| Settembre |
Francia |
Spagna |
A metà mese, lascia il teatro di operazioni per fronteggiare in Italia gli spagnoli. Salpa da Zante (Zakinthos) ed entra nel mare Adriatico; nelle vicinanze di Barletta cattura 2 galee spagnole che stanno infestando le coste della Puglia. Nel proseguimento delle operazioni, nelle acque di Otranto intercetta altri 2 galeoni, sempre spagnoli, carichi di frumento. |
| Ottobre |
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Fa base a Brindisi. Scorre sulle coste pugliesi e calabresi per impedire alle navi spagnole e veneziane di rifornire di vettovaglie le truppe del Cordoba, assediato in Barletta. Sempre nel mese, prende parte all’assedio di Taranto con 5 galee. |
| Novembre |
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E' ancora segnalato a Brindisi; ha con sé anche 2 brigantini. |
| 1503 |
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| Gennaio |
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Sequestra una caravella carica di frumento siciliano nei pressi di Monopoli (territorio controllato dalla Serenissima). Non vuole restituire ai proprietari il relativo carico. Ne nasce un incidente diplomatico con il governatore della città Luca Tagliapietra. Lo stesso comportamento il Bidoux tiene a Polignano a Mare ed a Conversano, dove requisisce navi frumentarie veneziane che egli sospetta essere state noleggiate dagli spagnoli. |
| Febbraio |
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Interviene all’assedio di Gallipoli con 4 galee, una fusta e 2 brigantini. Scorre nelle acque di Taranto dove continua ad intercettare le navi nemiche: prende un barzotto siciliano con 1500 stera di grano; gli sfugge, invece, un’altra nave che entra nella località con 500 stera di cereali. Consalvo di Cordoba gli manda contro 4 galee e 4 barze. Ritorna verso Taranto e tenta di sbarrare il passo alla flotta spagnola comandata da Bernardo de Villamarin e da Juan de Lezcano. Si trova in netta inferiorità numerica di fronte agli avversari; è, inoltre, attaccato alle spalle dal governatore della città, il Navarro. Deve ripiegare su Otranto con le sue navi, rimaste peraltro danneggiate nel corso del combattimento. |
| Marzo |
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Entra in Otranto (città veneziana) con al rimorchio una piccola barza di 350 botti ed una caravella, prese agli spagnoli al largo di Santa Maria di Leuca e diretta al campo avversario con merci varie e grano: il bottino viene valutato in 4000 ducati. Nell’abbordare la barza, il Bidoux pesta un chiodo e si ferisce ad un piede. La squadra spagnola agli ordini del Villamarin penetra nel porto: il governatore veneziano si oppone loro. Il Bidoux scarica a terra i suoi beni, libera la ciurma dei vogatori turchi, fa saltare in aria le sue navi e si può allontanare da Otranto con il consenso delle autorità: deve solo abbandonare le artiglierie nelle mani della Serenissima. Si rifugia a Lecce, ancora controllata dai francesi. |
| Giugno
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Con il sostegno di Gian Luigi Fieschi, arma a Genova 2 galeazze e 6 caracche; da Marsiglia lo raggiungono altre 25 imbarcazioni, di cui 13 navi, 3 fuste, 2 caravelle, 4 brigantini e 3 galeoni carichi di notevoli quantità di provviste, di vino, frumento e carni bovine salate destinati a Napoli, ai difensori di Castelnuovo ed a quelli di Gaeta. Salpa da Genova. A bordo della flotta si trova il marchese Luigi di Saluzzo, destinato a ricoprire l'incarico di viceré al posto del duca di Nemours. Giunge troppo tardi a Napoli, allorché il castello si è già arreso. A metà mese, entra nel porto e con 15 navi e 4 galee e vi blocca la flotta del Villamarin (24 navi, 8 galee e 4 fuste). Gli spagnoli si trovano a mal partito sotto il tiro incrociato dei suoi pezzi d'artiglieria; nonostante ciò, il Villamarin riesce a sganciarsi ed a riparare all'isola d'Ischia con la perdita di 4 navi. Il Bidoux, di seguito, con l'ausilio delle navi di Louis de Bigars de La Londe, riduce alle strette nel porto d’Ischia la caracca “Lomellina” e la travolge con il suo fuoco d’artiglieria. Esita, tuttavia, nel lanciarle contro 3 brulotti, cosicché la nave nemica ha modo di salvarsi. |
| Agosto | Presta soccorso ai difensori di Gaeta.
Giungono i rinforzi condotti dal Conflans (1500 balestrieri), troppo pochi
per resistere all'assedio posto alla città dalle milizie del Cordoba.
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| Ottobre | Gaeta è assediata sempre
più strettamente. Il Bidoux tenta un'azione diversiva verso Baia
con 26 navi. Intercetta un convoglio ed introduce in gaeta il frumento
di cui è riuscito ad impossessarsi. |
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| Novembre |
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Si trova sulle foci del Garigliano contro gli spagnoli. Negli stessi giorni il re di Francia chiede ai veneziani di essere risarcito dei danni per le galee che il Bidoux ha dovuto distruggere ad Otranto o, quanto meno, la restituzione dei pezzi di artiglieria che, nella circostanza, ha dovuto abbandonare sul litorale. |
| Dicembre |
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Prende parte alla battaglia del Garigliano. Bombarda vanamente dal mare le forze spagnole cercando di proteggere la ritirata del contingente francese. Le cattive condizioni atmosferiche lo costringono ad allontanarsi. |
| 1504 |
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| Gennaio |
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Con la sconfitta, Gaeta capitola il primo dell’anno. Il Bidoux conduce in salvo a Genova, nonostante il mare cattivo, gli scampati ai combattimenti. |
| Marzo | A Marsiglia. Rafforza le ciurme
delle sue galee con l'inserimento al rmo di lenoni cittadini. Si prepara
per una nuova spedizione contro i corsari turchi. |
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| Luglio | Rodi | Corsari turchi | Leva l'ancora con l'Ornesan.
Si dirige inizialmente verso Otranto per richiedre ai veneziani la restituzione
dei pezzi di artiglieria che gli sono stati sottratti anni prima. Le sue
richieste rimangono inevase. |
| Agosto | Giunge a Rodi (Rodhos). | ||
| Novembre | Rientra in Francia. Rinnova,
ancora senza esito, le sue istanze ai veneziani. |
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| 1505 |
Francia |
Spagna |
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| 1507 |
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| Marzo | Francia | Genova | Genova si è ribellata
al dominio francese. E' allestita a Marsiglia una flotta di 4 galeoni,
8 navi e 7 galee e gliene viene dato il comando. Secondo i suoi desideri,
i rematori sono provenzali ed i soldati imbarcati balestrieri guasconi.
Esce da tale porto; durante il tragitto per la vicina Liguria alle sue
navi si aggiungono anche 4 vele e 12 galee spagnole. |
| Aprile |
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Scorre nelle acque liguri con 4 galee sottili. Conquista alcuni galeoni ai genovesi. E' respinto un suo tentativo nel golfo di La Spezia da Giovanni di Biassa. |
| Maggio |
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Si presenta davanti al porto di Genova e bombarda la città. Con la rapida vittoria delle truppe francesi, si mette alla caccia dell'ex doge Paolo di Novi, che si è dato alla fuga sulle coste corse. Un corsaro, il Corsetto, gli consegna il Novi in cambio di 800 ducati; costui viene condotto a Genova per esservi squartato. Parti del suo cadavere sono collocate a titolo di monito sulle porte cittadine. Il Bidoux saluta con le sue salve d’artiglieria il trionfale ingresso del re Luigi XII nella città. |
| Giugno luglio | Francia | Monaco | Viene inviato a Monaco per convincere
Luciano Grimaldi a cedere i suoi territori al re di Francia. Sbarca al
comando di 4000 uomini ed assedia il castello. Apparentemente il Grimaldi
sembra cedere alla prova di forza; nella realtà rimanda ad un tempo
futuro la consegna effettiva del suo stato. Il Bidoux si dirige subito
dopo a Savona, dove si trova Luigi XII. A luglio il re di Francia accoglie
nella città il re di Spagna Ferdinando il Cattolico. L'incontro
fra i due sovrani avviene a bordo della nave ammiraglia "La Générale":
nell'occasione il Bidoux funge da maestro delle cerimonie. |
| .................... | Rientra a Marsiglia per imbarcare
sulle sue navi il nuovo governatore di Genova, François de Rochechouart
(il Champniers), che assume tale incarico al posto del Ravenstein. Resta
in tale città per seguire la costruzione di 4 caracche e mantenervi
l'ordine pubblico. |
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| 1509 | |||
| Febbraio | Francia | Venezia | A Marsiglia, per i preparativi
per la prossima guerra da condurre in Levante ai danni dei veneziani.
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| Giugno agosto | Prende il largo con 4 galee
di sua proprietà, 2 galee bastarde genovesi e 2 brigantini. Viene
preceduto di due giorni dall'Aubigny, il comandante della spedizione,
che naviga con 8 velieri. Dalle acque liguri si porta su quelle napoletane,
in attesa di congiungersi con una squadra spagnola e quella pontificia.
Gli alleati non si presentano all'appuntamento, per cui, a fine agosto,
rientra a Marsiglia ed a Rapallo con un nulla di fatto. |
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| 1510 |
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| Aprile |
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Viene convocato a corte con l’Ornesan. Ha il comando effettivo della flotta francese e gode di una provvigione annua di 1000 franchi. |
| Maggio |
Francia |
Chiesa Venezia |
Naviga sulle coste della Toscana alla ricerca di alcune galeotte barbaresche. Si porta, di seguito, a Marsiglia con 10 galee: nella città soffoca con decisione ed energia una rivolta degli equipaggi e delle ciurme delle sue navi. |
| Giugno |
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Entra alla difesa di Genova, con una barza, un galeone, 4 galee e 15 brigantini. |
| Luglio |
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Difende Genova, minacciata dall’azione di Giano Fregoso, con la sua squadra. Si muove contro gli avversari che si sono ancorati in una rada vicino al capoluogo. Pone alla testa 6 galee (4 sottili e 2 grosse); dietro esse colloca le caracche cittadine; davanti alle galee, infine, vi sono 6 grossi pontoni, ciascuno dei quali è armato con un grosso pezzo di artiglieria. Baldassarre di Biassa, Bernardo de Villamarin e Girolamo (Grillo) Contarini (che pure comandano 17 galee) sono costretti dal fuoco delle sue artiglierie a portarsi su dei bassi fondali; da ultimo, devono darsi alla fuga. Il capitano francese incalza i nemici inseguendo il Biassa fino al monte Argentario ed a Portoferraio; il capitano pontificio, alfine, ripara a Lungone, presso l’isola d’Elba. Di seguito, il Bidoux scorre nelle acque corse con 6 galee e numerosi brigantini. |
| Agosto |
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Giunge nei pressi di Recco con 2 galee bastarde, 4 sottili, 3 galeoni, 2 barze (di 2000 botti ciascuna) ed altre vele, per impedire lo sbarco delle truppe nemiche. Si sposta nella Riviera di Levante e con le sue 15 vele affronta, al largo di Portofino, 11 galee veneziane del Contarini ed una galea pontificia. Invia a Marsiglia un suo capitano, l'Albertinelli, per prendere in consegna 4 galee e condurle sulla costa ligure. |
| Settembre |
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Esce ancora da Genova per contrastare la flotta veneto-pontificia del Biassa e del Contarini. Si batte con 15 galee veneziane e pontificie fra Genova e La Spezia: dopo un’ora e mezzo di colpi di artiglieria, la squadra avversaria si ritira con qualche danno a Portovenere. Ritornano sotto Genova i veneziani con le truppe da sbarco; il Bidoux sbarra loro il passo con la sua squadra rafforzata da altri vascelli, galeoni e brigantini. Gli avversari si ritirano a La Spezia per le cattive condizioni atmosferiche. |
| Ottobre |
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Respinge a Portovenere un attacco portato dal Biassa e del Contarini: i nemici lamentano il danneggiamento di 3 galee. Negli stessi giorni ritorna da Marsiglia l'Albertinelli e la sua flotta è rafforzata da 4 nuove galee. |
| Dicembre |
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A Portofino con le sue 6 galee. Da Portovenere accorre con la sua squadra a Genova. Ordina 4 nuove navi ai cantieri di Genova e di Savona. |
| 1511 |
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| Ottobre | Viene richiamato da Marsiglia a Genova dal Rochechouart. Giunge nella città con le 6 galee di sua proprietà ed altre 10 di recente costruzione: provvede rapidamente all'assoldamento di galeotti per rinforzare le ciurme, alla requisizione di 5 galee ed alla messa in cantiere di altre 2. |
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| Dicembre | Con l'arrivo del Navarro nelle
acque del basso Tirreno, al fine di spiarne i movimenti, invia un brigantino
verso Civitavecchia e Napoli. Negli stessi giorni contatta il signore
di Piombino, Jacopo d'Appiano, che rimasto vedovo desidera risposarsi.
Gli propone un matrimonio con una gentildonna francese. Le trattative
non hanno esito. |
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| 1512 |
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| Aprile |
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A Marsiglia, per seguire i lavori di costruzione di 9 galee. |
| Maggio | E' convocato a Blois dal re. Ottiene il comando delle galee. | ||
| Giugno |
In proprio |
Corsari barbareschi |
Parte da Marsiglia; incrocia nelle acque sarde e corse per combattere i corsari con le sue 6 galee. Rientrato a Marsiglia, riceve l'ordine di di difendere con le sue galee le coste della Guienna (Guyenne) dagli attacchi inglesi, mentre l'Ornesan deve condurre a Genova (con altre 6 galee) Jacques de Crussol, nuovo governatore della città al posto del Rochechouart. L'ammiraglio inglese Edward Howard, infatti, si sta dirigendo con 22 vascelli (a bordo vi sono 3000 soldati) verso la Bretagna, mentre il fratello Thomas prende la direzione di Guipuzcoa per collegarsi con la flotta cantabrica comandata dal Lezcano. I due comandanti devono condurre un'offensiva nel golfo di Guascogna. |
| Luglio agosto |
Francia |
Spagna Inghilterra |
Lascia Marsiglia con 6 galee: un forte mistral ostacola inizialmente la sua navigazione. Costeggia i mari della Catalogna della Galizia e della Biscaglia; si dirige su Baiona (Bayonne). Si ferma in tale porto, per fronteggiare la flotta anglo-spagnola di Thomas Howard e del Lezcano. Gli avversari si trovano a loro volta in forti difficoltà per varie concause che vanno sulle divergenze dei due ammiragli sulle strategie da seguire, alle tempeste ed alle correnti atlantiche scompaginano i due schieramenti, al principio di ammutinamento sulle navi inglesi per la presenza a bordo dello scorbuto e per la mancanza di birra per i marinai. |
| Ottobre | A fine mese si sposta in Bretagna ed arriva nella Manica. | ||
| .................... |
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E' costretto a rimanere inattivo nei mesi invernali. |
| 1513 |
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| Marzo |
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A Brest. Si prepara alla difesa delle coste francesi con il du Chillou, comandante della flotta di Ponente. Il rapporto di forze è a favore degli inglei, senza contare l'apporto della squadra del Lezcano consistente in 8 caravelle ed in numerose galee. Il Bidoux ed il du Chillou decidono di non cercare la battaglia, ma di lanciare incursioni sulla costa inglese. Sbarca a Plymouth per un'azione dimostrativa (incendio di un bastione, qualche danneggiamento) e tiene testa ai nemici nel Sussex ad Abervrach: la sua presenza induce Edward Howard ad un'azione punitiva nei suoi confronti. Il Bidoux rientra a Petrieux, dove troverà l'Ornesan. |
| Aprile |
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A fine mese, la flotta inglese si è posta sull'imboccatura del porto di Brest. Cerca di eludere il blocco nemico con le sue navi (6 galee e 4 brigantini), allorché si imbatte in 25 navi inglesi e spagnole, delle quali la maggior parte è di recente costruzione. Il Bidoux fa effettuare una conversione ai suoi legni, nonostante che per il maltempo il mare sia agitato; si porta nella zona pericolosa degli Abers, disseminata di isolotti sabbiosi che affiorano con la bassa marea; attraversa la baia dei Blancs-Sablons (Whiston Bay) e vi getta l'ancora al fine di riordinare la sua squadra; sbarca 600 uomini nella piccola penisola di Kermorvan, che sorge tra la baia dei Blancs-Sablons e Le Conquet, le cui scogliere costituiscono un bastione naturale. Si reca a Berthaume per rifornirsi di galeotti e di munizioni. Rientra alla comparsa della flotta avversaria. nella baia sono schierate in ordinanza 12 galee e 4 galee bastarde agli ordini dell'Ornesan. L'attacco è inizialmente portato da 6 galee e da 4 fuste; affonda un vascello comandato dal Compton e ne danneggia altri capitanati da Stephen Bull; viceversa, uno dei suoi brigantini è preso dalle navi avversarie. Il Bidoux staziona nella baia per qualche tempo cercando di introdurre in Brest munizioni e vettovaglie a favore degli assediati. Lo Howard, nel contempo, oltre a continuare nelle operazioni di assedio, fa sbarcare a terra 6000 uomini tra i Blancs-Sablons e Le Conquet. L'ammiraglio inglese si accorge di trovarsi in mezzo a due fuochi; assale, pertanto, il viceammiraglio di Bretagna Guyon Le Roy du Chillon sotto le mura di Brest, ma è costretto a ritirarsi quando vede venirgli addosso una ventina di brulotti. Per sbarazzarsi, infine, del Bidoux, si porta personalmente con una squadra contro le galee provenzali con 2 piccole galee, 2 larghe maone e 2 barche. Il Bidoux, spalleggiato dai cannoni della vicina isola di Kermorvan, accetta la sfida. L’ammiraglio inglese punta direttamente sulla sua galea "La Générale", seguito dal resto della squadra. Una bordata francese abbatte 119 uomini sui 175 del vascello “Rose”, un’altra, 45 uomini imbarcati sulla nave “Henry”. L’Howard resiste all’abbordaggio; le picche dei marinai francesi lo inchiodano contro il parapetto. 3 bastimenti inglesi investono la capitana del Bidoux; subiscono altre perdite, chi 32, chi 10 uomini. I loro corpi sono tutti gettati in mare. Gli inglesi sono costretti a battere in ritirata: l’Howard muore nello scontro. Il Bidoux ritorna vittorioso a Le Conquet; secondo l'uso in vigone nel Mediterraneo, rifiuta di consegnare il cadavere del suo avversario a chi glielo richiede.Farà imbalsamare il corpo dello Howard e chiederà al re l’autorizzazione a tenere per sé il suo cuore a titolo di trofeo. |
| Maggio giugno | Thomas Howard ha ora il comando
della flotta. Gli inglesi si ritirano in breve tempo a causa della stipula
di una tregua fra le parti. Nel contempo un'epidemia blocca nei porti
le galee provenzali. |
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| Settembre ottobre | Si trova a Brest. Ha il compito
di tagliare la strada ad una flotta avversaria che sta rientrando da una
spedizione effettuata in Scozia. Ad ottobre una tempesta autunnale disperde
la sua armata. Controlla le acque di Caux. |
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| 1514 |
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Gennaio marzo |
Sverna con le sue galee a Dieppe. | ||
| Aprile |
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Compie una nuova scorreria nel Sussex. Tenta pure un’audace azione ai danni di Brighton: segue lo sbarco è l'incendio di un bastione. I francesi sono accolti da una pioggia di frecce, una delle quali lo ferisce gravemente ad un occhio. Portato a bordo, le sue galee si allontanano perché una squadra inglese, agli ordini del Bull, sta provenendo da Wyndham ai suoi danni. Nelle vicinanze della costa francese, viene intercettato da un'altra squadra; il Bidoux fa invertire la rotta alle sue galee e passa con le sue navi allo schieramento degli inseguitori. Ripara nel porto di Boulogne; si reca nella chiesa cittadina di Notre-Dame per ringraziare la Vergine di avere perso solamente un occhio. |
| Luglio |
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Gli viene conferito dall’ordine gerosolomitano il priorato di Saint-Gilles in Provenza. |
| Agosto | La presenza del Bidoux nella
Manica ha termine con la firma del trattato di Londra. Giunge a Baiona,
dove deve abbandonare una galea a causa del suo cattivo stato. Gli è
affidato il compito di soccorrere l'Houdetot, assediato da mesi dai genovesi
nella fortezza di Capo di Faro. |
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| Settembre |
Francia |
Genova |
Cattura a Valencia una caracca genovese, appartenente a Francesco Cattaneo. La conquista con il fuoco dei cannoni delle sue 5 galee: la nave viene rimorchiata. I genovesi si mettono alla sua ricerca con 9 galee, 7 brigantini e 3 fuste. Si scontra con costoro sulle coste catalane: gli avversari perdono in mare, affondate per una tempesta, 3 galee, 3 brigantini ed una fusta. Il Bidoux giunge a Marsiglia con le sue 5 galee e la caracca al traino.Vengono impiccati 25 marinai della galea lasciata a Baiona a causa del loro ammutinamento. Di seguito, si ancora alle isole Hyères una squadra genovese comandata dal Doria. Il Bidoux affronta l'avversario con 4 galee, mentre altre 2, capitanate dall'Albertinelli e da Janot de Fieux, hanno fatto in tempo a trainare la caracca nel porto di Marsiglia. Lo scontro avviene fra Aigues-Mortes e la torre di Bouc. Dopo sei ore di bombardamento reciproco, al tramonto, il Doria è costretto a ritirarsi. Il capitano entra a sua volta in Marsiglia, dopo un'assenza di due anni e mezzo: viene accolto trionfalmente dalla popolazione. Vengono impiccati 25 marinai di una galea perduta in precedenza a causa del loro ammutinamento. |
| Ottobre | Riprende il mare. Gli sono vicini
l'Ornesan (un galeone e 2 brigantini), il Servian con alcuni galeoni e
frà Gianazzo (Janot de Fieux). Desola la costa di Varazze con 12
galee sottili e vi assale 8 galeoni mercantili genovesi. Uno di questi
è dato alle fiamme; l'incendio si propaga agli altri legni a causa
del forte vento. |
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| 1515 |
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| Febbraio aprile |
Francia |
Genova |
Arma a Marsiglia 12 galee ed alcune barze. Con il nuovo re Francesco I retrocede nella carriera: gli è riconosciuto il titolo di luogotenente generale, non più quello di generale delle galee del Levante. A marzo è segnalato a Parigi per un colloquio con il Connestabile di Borbone. |
| Novembre |
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A Milano, al fianco del re di Francia Francesco I. |
| 1516 |
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| Gennaio | Rientra da Genova a Marsiglia per accogliere il sovrano nella città. | ||
| Giugno |
Francia |
Corsari barbareschi |
La
squadra francese salpa da Marsiglia a metà giugno, in testa l'Ornesan
con il suo galeone "La Brava", segue il Bidoux con 6 galee (di
cui 4 sempre di sua proprietà); alla retroguardia il Servian con
2 galeoni ed un brigantino. Si unisce a Genova con i genovesi ed i pontifici,
per dare la caccia nel mare Tirreno al corsaro Curtogoli, che ha portato
le sue depredazioni lungo il canale di Piombino e nell'isola d'Elba. Sono
state date alle fiamme durante la scorreria una dozzina di navi mercantili.
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| Luglio |
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Il comando della spedizione è dato al cardinale di Salerno Federico Fregoso. Il Bidoux protesta energicamente contro tale nomina, ma deve cedere di fronte alle pressioni del papa Leone X. Il Curtogoli, nel frattempo, infesta le acque siciliane. |
| Agosto |
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Agli ordini del Fregoso, si unisce con Paolo Vettori (3 galee e 2 brigantini pontifici), Giovanni ed Antonio di Biassa (4 galee pontificie), Andrea Doria (4 galee genovesi) ed altri privati genovesi (4 galee), per battere il mare Tirreno alla ricerca del Curtogoli. Naviga fra l’isola d’Elba, l’isola di Capraia, la Sardegna e la Corsica. Alla fine, i pontifici, i genovesi ed i francesi assalgono Curtogoli nelle sue basi di Biserta (Banzart) e mettono a sacco il porto ed i suoi immediati dintorni. I soldati si sparpagliano alla ricerca di bottino. Interviene la flotta del Curtogoli, che si è imboscato in precedenza nell'entroterra, alla fiumara, e per gli attaccanti è la disfatta. Il Bidoux riesce a mantenere l'ordine fra i suoi equipaggi; non altrettanto avviene fra i genovesi del Doria. Al termine dell'azione mancano all'appello 2 galee genovesi, 4 brigantiini e 3 barze da trasporto, ognuna delle quali trasportava 200 uomini. Le operazioni proseguono sulla costa tunisina a La Goletta, dove i genovesi recuperano una galea loro catturata dal Curtogoli l’anno precedente a Cipro (Kipros). Il Bidoux costeggia, infine, il litorale maghrebino fino all’isola di Gerbe (Djerba), dà alle fiamme alcune navi ed opera alcune scorrerie a terra. |
| Settembre | Rientra a Marsiglia. Nella città
si incontra con il Navarro, che ora milita al soldo francese, occupato
nella preparazione di una nuova spedizione contro i corsari barbareschi.
Si ammala, forse diplomaticamente; è scontento per la sconfitta
subita di recente, per il favore perduto a corte e per gli onori che,
al contrario, vengono concessi ai suoi emuli. Chiede il permesso di trasferirsi
a Rodi; si ritira, infine, nella sua abbazia di Saint-Gilles dove ricpre
la sua funzione di priore. |
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| 1517 | |||
| Aprile | I corsari barbareschi attaccano
Piombino. lascia subito Genova e si porta a Marsiglia per armarvi le sue
galee. |
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| 1518 |
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| Gennaio | Ottiene da Francesco I il necessario congedo e può trasferirsi a Rodi. | ||
| Aprile | Salpa con la flotta francese
comandata dal Chanoy, generale della Bretagna. Costui naviga sul vascello
"La Sainte-Marie Bonadventure", che viaggia a sua volta di conserva
con un altro vascello, il "Jésus-Maria". Seguono nello
schieramento 2 galeoni del Servian; in coda sono collocate le 4 galee
del Bidoux. |
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| ................... | Giunto a Rodi, è nominato
balivo di Langò (Kos). ha il compito di difendere tale isola, come
quelle vicine di Saria e di Calino (Kalymnos). |
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| Ottobre |
Rodi |
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Esercita l’attività di corsaro con la patente dei cavalieri di Rodi. Con una barza e 2 galeoni incrocia presso Cipro. Si impadronisce delle vettovaglie, che si trovano a bordo delle navi che navigano lungo le coste dell’isola. informa il gran priore dell'ordine gerosolomitano del prossimo arrivo nelle vicinanze della flotta ottomana. |
| 1519 | Richiamato in Francia dal re
Francesco I, preferisce rimanere a Rodi. |
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| 1520 |
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E’ sempre impegnato nelle acque di Rodi. |
| 1521 |
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| Gennaio | E' segnalato alla guardia di Langò. | ||
| Settembre |
Francia |
Impero |
Con l'Ornesan ed il Saint-Blancard (4 galee e 2 barze francesi, per un complesso di 100 cannoni) ed una nave del gran maestro dell’ordine di Rodi Philippe Villiers de L'Isle-Adam, investe un vascello del viceré di Napoli Raimondo di Cardona, che, diretto verso Napoli, sta trasportando 700 balle di panni per velature del valore di 100000 ducati. Tali materiali permettono di equipaggiare la grande caracca dell'ordine, che è rimasta vittima di un grave incendio nei pressi di Marsiglia. Può così riprendere il viaggio per Rodi con altri 200 cavalieri. |
| 1522 |
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| .................... | Mentre sta per rientrare a Rodi
con il gran maestro dell'ordine, sfugge ad un tentativo di intercettamento
perpetrato ai suoi danni dal Curtogoli. |
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| Aprile |
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Opera al largo di Napoli. |
| Maggio | Rodi | Impero ottomano | Sempre alla difesa di Rodi con 6 galee.
Attacca di sorpresa e distrugge un arsenale turco. |
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Giugno |
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E’ alla guardia dell’isola di Kos. Chiede al gran maestro di potersi trasferire a Rodi. Conduce una sortita contro gli avversari. |
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| Luglio |
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Viene chiamato a Rodi, dopo essere stato prelevato a Kos da un brigantino. Ha il comando delle artiglierie e con Desiderio da Tolone anche quello della guardia. |
| Settembre |
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Con Gabriele da Martinengo, difende validamente il baluardo di Sant’Atanasio. Nei giorni seguenti viene ferito da un colpo di archibugio che gli trapassa il collo da parte a parte. |
| Novembre |
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Si distingue alla difesa della Mandra. |
| Dicembre |
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Rodi giunge all’estremo della resistenza. Con il Martinengo, esprime un parere favorevole alla resa a patti ed avvia le prime trattative. Viene dato in ostaggio agli avversari. Nelle operazioni di assedio i turchi hanno perso 94000 uomini. |
| 1523 |
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| Gennaio |
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5000 uomini, fra cavalieri e soldati, sfuggiti alla morte sul campo, lasciano Rodi con i loro famigliari e servitori a bordo di 50 navi. Naviga alla volta dell’isola di Candia (Kriti). Gli viene assegnato il comando della galea “San Giovanni” al posto del galeone precedente: a bordo si trova anche il gran maestro Filippo di Villiers. |
| .................... | Ha dal gran maestro il compito
seguire le relazioni del suo ordine con la Francia. |
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| 1524 |
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| Luglio | Rientra dopo alcuni anni a Marsiglia.
Nella città ritrova il Saint-Blancard e l'Ornesan. |
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| Novembre |
Francia |
Impero |
Alla difesa della città con Renzo di Ceri. |
| 1525 |
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| Aprile |
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Sbarca a Monaco con alcuni fanti, al fine di sorvegliare i propri feudi. |
| Maggio |
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Incrocia al largo di Savona con Andrea Doria. |
| Giugno | Il re Francesco I, catturato
dagli imperiali nella battaglia di Pavia, viene condotto da Genova in
Spagna. E' in vigore una tregua tra i belligeranti. Il Bidoux si porta
all'isola di Sainte-Marguerite, per discutere con il viceré di
Napoli, Carlo di Lannoy, le condizioni per uno scalo tecnico a Marsiglia
della flotta imperiale (rifornimento d'acqua). |
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| 1527 | Si reca in Inghilterra per alcune
missioni diplomatiche alla corte del re Enrico VIII. |
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| 1528 |
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| Marzo | Si trova a Parigi allorché
il Saint-Blancard si impossessa, nei pressi di Villafranca, di una galea
dell'ordine gerosolomitano che sta trasportando a Nizza (Nice), afflitta
dalla fame, cereali prodotti nella sua abbazia di Saint-Gilles. Il gran
maestro si rivolge con aspre critiche nei confronti del Saint-Blancard
in alcuni messaggi diretti al nipote, grand maitre de France, Annes de
Montmorency. |
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| Luglio |
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E’ segnalato verso Livorno. |
| Agosto |
Malta |
Corsari turchi |
Scorta il cardinale Campeggi a Barcellona: il prelato vi si deve incontrare con l'imperatore Carlo V prima di un successivo colloquio con il re d'Inghilterra. Sulla via del ritorno, il Bidoux fa scalo a Marsiglia. Nei pressi della città è scoperta una galeotta turca: la galea sulla quale è imbarcato, comandata da Claudio Gimel, le dà la caccia. Rimane ferito gravemente mentre sta per dare l’abbordaggio a tale nave. Trasportato a Nizza, vi muore poco dopo. |
CITAZIONI
-“Huomo vigilantissimo…Di sommo valore, esperencia, e pratica nelle cose della guerra; e di saldo, e maturo giudicio, e consiglio in tutte le cose importanti…Personaggio di gran valore, e di servigio; e da tuti generalmente amato.” Bosio
-“E’ homo di grandissima condictione e gran valente homo, cussì in mar come in terra.” Sanudo
-“Maritimae rei peritissimo. Hic ab oscuris natalibus in Alvernis ortus, propria virtute et fide tantum apud regem crevit, ut cedere nulli in ditione nostra videretur. Diligentia mirabili, et maxima apud Deum reverentia, quod mirum quasi videri potest in tali negotio dedito, propterea tanta fuit semper justitiae cura, et ideo suorum continentia, ut tot annis, quibus triremibus praefuit, ne unus quidem inventus sit, qui juste conqueri potuerat.” Senarega
-“Son action militaire fut fort heureuse.” Dictionnaire de biographie française
-« Este cestuy Prégent, homme de si hault couraige, de sens si singullier, de bonté si plain, d’honneur si geant, d’intégrité si lovable, de foy si certaine, de hardiesse si impareille que en chacune de ses vertuz peult estre dict accomply et parfaict. » Da una cronaca genovese riportata dal de la Roncière
-“Le plus grand marin du siècle montre beaucoup d’activité et d’habilleté.” Nicolas
-"Un homme qui se couvrira de gloire pendant vingt-cinq ans, dans toutes les actions où seront engagées les galères de Provence...Il a apporté dans la manoeuvre de ses batiments la sureté, le coup d'oeil, la rapidité d'exécution d'un Roger de Lauria, mais avec un coeur humain et une ame de chevalier." Joubert
-"Experienced sea officer." Rodger
-"Dont le courage était au-dessus de tout eloge." Engel
-"Pendant près d'un quart de siècle, ce capitaine hors du commun et injustement méconnu va servir avec une extraordinaire maestria la politique de troi rois de France, Charles VIII, Louis XII et François I. De la mer Ligure à la Manche en passant par l'Atlantique, les galères provençales se trouvent toujours là où se cristallisent les enjeux... Craint des Génois, des Anglais, des Turcs et des "Barbaresques", respecté des Espagnoles, redouté ou apprecié des Vénitiens selon qui combattait contre eux ou à leurs cotés...Grand homme de mer qui avait fait la réputation des galères de France. " Garnier
-"Se distingua dans de nombreux combats victorieux...Un gran marin méconnu." Rigaud