CAMALI (Kamali, Kamal Alì, Kamal Rais, Kemal Rais, Camal Aichio. Camalicchio) Turco.
1510 (dicembre)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1487 | Impero ottomano | Re d'Aragona | E' inviato dal sultano Baiazet
in soccorso dell'emiro di Granada Abou Abdallah. Irrompe su Malaga, dà
alle fiamme i villaggi finitimi, mette a sacco le abitazioni e fa prigionieri
numerosi abitanti. Prosegue le sue scorrerie nelle acque della Corsica,
delle isole Baleari ed è avvistato nei pressi di Pisa. Da ultimo,
trasferisce dall'Andalusia sulle coste maghrebine i mori in fuga dalla
Spagna. In un suo passaggio bombarda i porti di Elche, di malaga e di
Almeria. |
| 1496 |
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| Ottobre |
Impero ottomano |
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Salpa da Costantinopoli (Istanbul) con una squadra di 5 galee, 5 fuste, una barza di 1500 botti ed una nave più piccola. E’ sospettato di volere puntare su Taranto. |
| 1497 |
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| Gennaio |
In proprio |
Venezia |
Parte da Modone (Methoni), prende diverse navi veneziane, ne fa annegare i marinai trovati a bordo e ne trasporta i carichi a Negroponte (Evvoia). |
| Marzo |
Impero ottomano |
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Con un altro corsaro di Gallipoli (Gelibolu) il Camensan, si sposta nelle acque di Rodi (Rodhos) alla testa di 2 barze e di 3 fuste. Combatte una barza di corsari cristiani nelle vicinanze di Montestrato; costoro abbandonano la nave e fuggono su una caravella. Il Camali giunge a Stalimene con le barze e le fuste. Si dirige poi a Tenedo (Imroz): ritorna al servizio del sultano e gli viene concessa una provvigione giornaliera di 20 aspri. |
| Giugno |
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Gli sono messe a disposizione 2 grosse navi. Con l’Enrichi, ha l’incarico di bloccare tutti i bastimenti che trasportano frumento nelle acque delle Scolosie e di condurli a Costantinopoli. Il motivo: una grave carestia che sta desolando l’Asia Minore. |
| Luglio |
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Staziona presso Chio (Khios) con 2 navi (una della portata 700 botti e l’altra di 400). |
| 1498 |
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| Aprile |
Impero ottomano |
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Ha il comando di 6 galee, 12 fuste armate con grosse bombarde, 4 barze ed altre 4 navi più piccole. Esce dai Dardanelli (Canakkale Bogazi) e veleggia verso l’arcipelago greco. |
| Giugno |
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E’ segnalato nelle vicinanze di Paro (Paros). Prosegue per l’isola di Candia (Kriti); sbarca a Sitia, saccheggia una chiesa e ne asporta gli arredi sacri, si impadronisce del bestiame. Si informa sulle condizioni del locale castello. |
| Luglio settembre |
Impero ottomano |
Corsari |
Giunge a Rosetta (Rashid) con 5 galee, 6 fuste e 2 barze per condurre 300 pellegrini, diretti alla Mecca, che hanno con sé 400000 ducati da consegnare al sultano d’Egitto da parte del sultano di Costantinopoli. Alla bocca di Bicchieri (Abu Kabir) cattura la barza di un corsaro portoghese (300/400 botti di portata e 180 uomini a bordo) e si impadronisce pure di un galeone (anch'esso portoghese), immobile per via della bonaccia. La seconda nave è attaccata con le galee: molti turchi sono uccisi dai cannoni. La barza viene invece assalita sui suoi fianchi da 2 vascelli fatti appositamente rimorchiare dal Camali. Lo scontro dura due giorni ed in esso muoiono più di 250 turchi. Nell’abbordaggio finale gli ottomani uccidono i superstiti trovati in coperta; coloro che rimangono vivi al termine del combattimento sono fatti prigionieri; i più giovani verranno inviati a Costantinopoli come schiavi, altri saranno impalati. Il Camali prosegue nella sua campagna e si appropria della barza veneziana di Santorino (Thira): sempre nel periodo, attacca un' altra nave portoghese reduce da un viaggio a Costantinopoli (dove ha consegnato un carico di zucchero) e diretta a Salonicco (Thessaloniki) al fine di imbarcarvi del frumento. |
| Novembre |
In proprio |
Venezia |
Sono catturati dalla galea veneziana di Paolo Nari alcuni corsari turchi che navigano su una fusta del Camali. I corsari sono condotti a Corfù (Kerkira). |
| 1499 |
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| Gennaio |
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Salpa da Costantinopoli con 10 galee e 4 navi. |
| Marzo |
Impero ottomano |
Venezia |
E’ pronto a combattere i veneziani: con lui sono anche l’Enrichi, Kara Hasan ed il Chablasi. |
| Luglio |
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Agli ordini di Daud Pascià prende parte alla battaglia navale che si svolge a Navarino (Pilos): attacca una galea avversaria e la dà alle fiamme. Nella sua squadra è presente anche una nave tonda. Si porta poi a Capo Colonna: la flotta turca, a seguito della battaglia navale non è in buone condizioni operative. Il Camali naviga su una grossa galea della portata di 3000 botti, nella quale sono imbarcati 700 uomini. |
| Agosto |
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Viene sotto Lepanto (Navpaktos); al largo, di fronte a tale località, viene sconfitta la flotta veneziana di Antonio Grimani ; i prigionieri nemici sono decapitati. Assale la nave di Andrea Loredan e la dà alle fiamme. Salva la vita al capitano avversario, nonostante che il capitano generale della flotta ottomana Ibrahim Pascià ne abbia decretata la morte. |
| Settembre |
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Chiede come bottino di guerra 10 galee fra quelle che sono state conquistate ai veneziani. |
| Dicembre |
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Deve abbandonare Cefalonia (Kefallinia), di fronte all’offensiva dei veneziani; passa alla difesa di Lepanto. |
| 1500 |
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| Aprile maggio |
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E’ fermo a Lepanto e provvede a fare riparare le navi della flotta ottomana: nei lavori sono coinvolti 15000 operai. Si trova alla testa di 15 fuste. |
| Luglio |
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A Lepanto con l’armata condotta da Alimech Pascià. |
| Agosto |
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Scorre le acque di Corfù ed è presente alla conquista di Modone (Methoni): bombarda la fortezza dal mare; subito dopo passa a Corone (Koroni). Si volge contro la flotta avversaria; conquista un brigantino all’isola di Sapienza (Sapientza) ed affonda la galea “Lezza”. Nello scontro vengono uccisi tutti i membri del suo equipaggio; anche 500 giannizzeri della flotta muoiono nella fase del suo abbordaggio. I prigionieri del brigantino, viceversa, sono portati a Capo Colonna da dove riusciranno a fuggire con la medesima nave nei giorni successivi. |
| Settembre |
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Minaccia Voiussa. |
| Ottobre |
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Naviga al largo del capo di Santa Maria di Leuca. |
| Novembre |
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Termina la campagna ed il Camali rientra a Costantinopoli. |
| 1501 |
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| Gennaio |
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Salpa da Costantinopoli con 35/36 navi fra galee e fuste. |
| Febbraio |
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All’isola di Negroponte con 10 fuste; si dirige su Napoli di Romania (Navplion). |
| Marzo |
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Da Negroponte si avvia verso Corfù. Riprende la guerra di corsa. Entra nel mare Tirreno e sbarca nell'isola di Pianosa, ove fa prigionieri gli abitanti. |
| Aprile |
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Con 60 vele si volge alla volta di Napoli di Romania e di Malvasia (Monemvasia). Alla notizia, il capitano generale della Serenissima, che si trova a Corfù con sole 4 galee, fa requisire 5 galee in viaggio verso il Libano. |
| Maggio |
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Nelle acque di Chio con 21 vele (fra cui 8 galeotte da 20 e 22 banchi, e 13 fuste di 12, 15 e 16 banchi). Si porta a Tino (Tinos) e vi trasporta pietrame per rafforzare le difese dell’isola. Si impossessa della nave del provveditore della flotta Girolamo Pisani (con la relativa fanaleria e lo stendardo di San Marco) e della galea “Basadonna”. Entra nel porto di Zonchio (sulla costa del Peloponneso, nei pressi di Navarino) con i fanali e la bandiera veneziana bene in vista: lo seguono 14 fuste e 5 galeotte. I difensori gli vengono contro fiduciosi; i turchi sbarcano a terra e conquistano in meno di dieci ore il castello, la cui guarnigione si arrende vilmente. Si appropria nel porto di 3 galee, di una caravella proveniente da La Canea/Khania (carica di biscotto, formaggi e vini) e di altri grippi locali. Convoglia le prede su Modone e sull’isola di Egina (Aiyina); 2000 persone sono trasferite a Negroponte. Recupera Navarino (Pilos). |
| Giugno |
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Presta soccorso alle guarnigioni di Vojussa e di Valona (Vlona). |
| Luglio |
In proprio |
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Lascia Modone con 3 galee e 16 fuste: naviga sulla “Basadonna”, mentre la fanaleria utilizzata è quella della nave del Pisani. Si spinge nel mare Tirreno. Jacopo d'Appiano, signore di Piombino, è in difficoltà di fronte alle milizie pontificie comandate da Cesare Borgia. Il Camali approfitta della favorevole situazione per sbarcare nell’isola di Pianosa e condurre via come schiavi gli abitanti. Infesta il canale di Piombino. |
| Agosto |
In proprio |
Piombino Spagna |
Scende a terra in Sardegna e rapisce altre 1050 persone; in mare tenta di impadronirsi di una nave genovese che riesce a sfuggire al suo abbordaggio ed a mettersi in salvo benché crivellata da numerosi colpi di bombarda. Si dirige verso le isole Baleari e si scontra con gli spagnoli a Maiorca (Mallorca). Scorre sulle coste di Valencia, bombarda i porti andalusi ed effettua frequenti incursioni a terra, sia per potersi approvvigionare di vettovaglie che di procurarsi nuovi schiavi. Da ultimo, si reca sulle coste africane; naviga verso Tripoli; conquista alcune navi corsare genovesi, qui portatesi non solo per la ricerca di bottino, ma anche per incrociare le galee veneziane di Barberia. |
| 1502 |
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| Maggio |
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Parte da Costantinopoli con 50 vele e si dirige alla volta di Negroponte. |
| Giugno |
Impero ottomano |
Venezia Rodi Francia |
Esce con 50 vele per danneggiare l’isola di Langò (Kos) ed il castello di San Pietro che appartengono ai cavalieri di Rodi; minaccia Napoli di Romania. A Venezia è interrogato dal consiglio dei Dieci un suo cognato, Eustachus o Stac Sparcina di Negroponte, accusato di spionaggio ed arrestato a bordo della galea “Mosta”. |
| Luglio |
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Si trova con 12 fuste alla difesa di Mitilene (Mitilini), assediata da francesi e veneziani. La località è conquistata dai francesi. |
| Agosto |
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Ha come base l’isola di Santa Maura (Levkas), prossima alle coste albanesi; da qui infesta il mare Adriatico ed il mare Jonio facendo prede di robe e di persone, uccidendo senza pietà chi gli opponga resistenza. Nominato governatore della località, è assalito dalla flotta veneziana di Benedetto Pesaro (50 galee) e da quella pontificia del vescovo di Pafo (Paphos) Giacomo Pesaro (13 galee), commissario del papa Alessandro VI e fratello di Benedetto. Agli italiani si congiungono anche il cavaliere di Scalenghe con 3 galee di Rodi e 4 francesi agli ordini di Prégeant de Bidoux. Le 12 galee pontificie, favorite dai venti australi, si infilano rapidamente tra la terraferma e l’isola; oltrepassati lo Scorpione, il Dreparo, la punta della Torretta ed il forte di San Giorgio, tali navi entrano con coraggio nel grande stagno presso l’estremità del canale dove si trovano 12 galeotte dei corsari. Le imbarcazioni ottomane sperano di potere cogliere alla sprovvista la squadra del vescovo Pesaro. Sono, al contrario, i corsari a subire l’azione di sorpresa. I pontifici non indugiano a fare bottino; proseguono nella loro azione, rompono il ponte che collega Santa Maura alla terraferma ed appostano 4 galee sulla costa greca per impedire ogni possibilità di soccorso ai difensori. Sbarcano nell’isola 1000 fanti; costoro investono la piazza dal lato meridionale ed occupano il borgo. Sul far della sera, i pontifici, riparati dalle case del borgo, pongono i loro alloggiamenti vicino al castello e tagliano l’acquedotto, che provvede all’approvvigionamento idrico della fortezza. La flotta veneziana di Benedetto Pesaro, nello stesso tempo, sempre con il favore dei venti australi, giunge sino alla spiaggia dei Pineti; non è, tuttavia, in grado di orzare tanto da accostarsi alla piazzaforte. La situazione migliorerà nei giorni seguenti. Favorita dalla brezza, la fanteria veneziana sbarca rafforzata da alcuni pezzi di artiglieria di grosso calibro. Sono battute le mura del castello, alla cui difesa provvedono, oltre ai corsari, molti giannizzeri e 2000 abitanti. Il governatore turco dell’Epiro spedisce in aiuto di Santa Maura 1000 cavalli ed alcuni battaglioni di fanti: tali uomini, giunti alla testa del ponte di congiunzione, sono presi sotto il fuoco delle 4 galee pontificie e vengono dispersi. L’isola viene espugnata a fine mese; sono catturati 600 giannizzeri; tutti i corsari fatti prigionieri nella circostanza, sono impiccati ai merli della fortezza. Il Camali sfugge alla cattura (anche se per alcune fonti coeve muore impiccato come gli altri). Migliaia di schiavi pugliesi, siciliani, calabresi sono posti in libertà. Il Camali riesce a fare rientro a Gallipoli: in un primo momento sembra cadere in disgrazia presso la Porta, anche perché in precedenza non è stato in grado di sostenere con la dovuta energia la difesa di Mitilene. |
| Settembre |
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Lascia Gallipoli con 60 vele; una burrasca ne disperde 30 nei pressi di Mitilene. |
| Ottobre |
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Ordina di varare nuove navi al posto di quelle perse nella tempesta. |
| 1503 |
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| Gennaio |
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A Costantinopoli. I lavori di ricostruzione della flotta proseguono a rilento. |
| Marzo |
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Ha il comando della flotta turca a Gallipoli. |
| Novembre |
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Vittima del mal francese, è segnalato in cattive condizioni di salute. |
| Dicembre |
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Inattivo a Costantinopoli. Si parla nuovamente di una sua caduta in disgrazia. |
| 1505 |
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| Marzo |
Impero ottomano |
Rodi |
Alla morte del gran priore Pierre d'Aubusson, esce dai Dardanelli con 3 galee ed altre 17 vele per combattere i cavalieri di Rodi ed i corsari legati all’ordine gerosolomitano, che intercettano i carichi di frumento diretti in Asia Minore. Punta sull’isola di Lango (Kos). |
| Maggio |
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Assale le coste di Rodi: sbarca a terra un grande numero di turchi per devastare le campagne e gli abitati. Gli vengono contro molti cavalli e fanti. Costretto a riprendere il mare, si porta all’isola delle Scimmie; bombarda il castello da terra con alcuni pezzi di artiglieria. I turchi sono respinti dai cavalieri di Rodi, che vi sono alla difesa, con molte perdite. Il Camali attacca, succesivamente, le isole di Tilo (Tilos) e di Nissaro (Nisiros), trovando ovunque la medesima resistenza. Danneggia l’isola di Lemno (Limnos); dalla sua flotta fuggono molti rinnegati che riprendono la fede cristiana ed informano l’ordine gerosolomitano dei suoi piani. Punta, infine, su Chio. Si collega con Kara Tornus. |
| Luglio |
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Ritorna a Modone con 2 galee e 3 fuste. |
| Settembre |
In proprio |
Spagna Ragusa |
Incrocia nelle acque siciliane e vi cattura 3 navi cariche di frumento, una ragusea (di Dubrovnik) e 2 siciliane. |
| 1506 |
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| Gennaio |
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Il suo operato è richiesto dai mori di Gerbe (Djerba) per combattere gli spagnoli. Scorre una volta di più sulle coste andaluse; bombarda i porti di Almeria e di Malaga. |
| Febbraio |
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Si reca in Africa e si sposa con la vedova di un capo di Tunisi. Ha con sé 11 navi. |
| Maggio |
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Ritorna nell’arcipelago greco: molte teste prese in Ponente fanno parte del suo bagaglio. |
| Giugno |
Impero ottomano |
Rodi |
Si getta all’improvviso sull’isola di Lero (Leros); vi si accosta nottetempo con 8 navi fra galeotte e fuste. Fa sbarcare 500 turchi e li fa nascondere presso il castello, nell’attesa di un suo segnale da darsi con un colpo di cannone dal parte della sua squadra. Si cela anch’egli con le navi in un’ansa non sorvegliata. Gli abitanti escono il mattino per raccogliere orzo; il Camali dà il segnale per aggredire il castello. I pochi difensori, agli ordini di Paolo Simeoni, rintuzzano i suoi assalti e lo obbligano a ritirarsi. |
| Luglio agosto |
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Le sue fuste infestano le acque dell’arcipelago. Il Camali si trasferisce, successivamente, in Ponente. Naviga tra la Sardegna e la Corsica. Ad agosto assale con 3 galee l'isola di Capraia. Sbarcano sulla costa 300 corsari dopo un breve fuoco di artiglieria, condotto, fra l'altro, con una bombarda che lancia pietre di 60 libbre. I suoi uomini sono respinti dagli abitanti dell'isola (6/8 corsari uccisi ed altri feriti contro il ferimento di soli 10 isolanii). Prima di partire sono date alle fiamme alcune case e sono tagliati alcuni vigneti. Il Camali continua le sue scorrerie attorno alla Corsica; le 3 galee puntano su Capo Corso, danno alle fiamme un'imbarcazione e si muovono nuovamente tra la Corsica e l'isola di Pianosa. Da ultimo, a fine mese, il Camali ritorna in Barberia con 22 vele (di cui 3 galee grosse ed 11 fuste). Costeggia i litorali siciliani: il viceré di Sicilia prepara una squadra per affrontarlo. |
| Settembre |
Corsari barbareschi |
Spagna |
Combatte alla difesa dell’isola di Djerba. Con 4 galee sottili e 4 fuste si impossessa di una nave. |
| Ottobre |
Impero ottomano |
Corsari |
Nel porto di Trapani incendia un barzotto di un corsaro genovese, dopo avere fatto scaricare a terra 2000 stera di frumento appartenenti alla comunità di Palermo. Ne sono lasciati liberi i marinai perché non hanno partecipato ad una precedente azione di pirateria, svoltasi nell’ arcipelago ai danni della nave del veneziano Benedetto Priuli. Dal forte cittadino gli sparano contro; fa rispondere alle sue navi. Passa per Cerigo (Kithira) con 3 galee e 2 fuste. Si incontra con il provveditore della flotta veneziana Girolamo Contarini: i due si salutano e si scambiano i doni di rito. Raggiunge Costantinopoli, dove presenterà al sultano una filza di 100 e più teste. |
| 1507 |
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| Gennaio |
Impero ottomano |
Rodi |
Parte da Gallipoli (Gelibolu) con 15 galee e 25 fuste bene armate agli ordini di un genero del sultano Bajazet; ha l’obiettivo di cacciare i corsari cristiani e le navi dei cavalieri di Rodi. |
| Marzo |
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Esce da Costantinopoli con 14 vele. |
| Agosto |
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Salpa ancora da Costantinopoli per Alessandria (Al Iskandariyah) con 25 vele: porta in dono al sultano d’Egitto, affinché sia in grado di combattere i portoghesi nel mar Rosso, 8000 remi e 50 pezzi di artiglieria. |
| Dicembre |
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Si trova sempre in Egitto. |
| 1508 |
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| Febbraio |
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Segnalato in Egitto. |
| Maggio |
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Segue i lavori di allestimento della flotta a Costantinopoli per contrastare nell’arcipelago greco i corsari cristiani ed i cavalieri di Rodi. |
| Giugno | Impero | Francia | Naviga sulle coste provenzali. Una
sua galea si scontra con un vascello basco fra la fortezza di Brégançon
e Pont-Cros, nelle isole Hyères. Si impadronisce nel corso della
scorreria di molte barche da pesca. |
| Agosto |
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Viene avvistato a Negroponte con 2 galee, 3 barze e molte fuste. |
| Ottobre |
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Alla volta di Tenedo danneggia una nave nel porto di Sizia. Respinge le minacce dei corsari rodioti ed in tal modo assicura a Costantinopoli il necessario approvvigionamento di frumento. |
| Novembre |
In proprio |
Genova |
Nelle acque di Tenedo si appropria di una galeazza di Savona, partita da Chio e diretta a Costantinopoli: a bordo vi sono prodotti vari appartenenti a mercanti fiorentini e genovesi. L’equipaggio viene ucciso. |
| 1509 |
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| Gennaio |
Impero ottomano |
Rodi |
Assale con 13 vele il castello di Coo, appartenente all’ordine gerosolomitano; è respinto. Negli stessi giorni rifiuta di restituire la galeazza, da lui depredata in precedenza, ai legittimi proprietari. |
| Febbraio |
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Imbarca su 2 grosse fuste un buon numero di giannizzeri. Alla testa di 20 navi (una galeazza, una barza, 2 barzotti, 4 galee, 2 galeotte, 10 fuste) sbarca a Rodi con il Curtogoli. Seguono in pochi giorni quattro assalti alle mura del castello della capitale. A metà mese, con 3 galee e 3 fuste, va alla caccia della flotta dei cavalieri riparatasi all’isola di Coo: si imbatte in 3 galeoni ed in altre 9 navi. Preferisce ripiegare. |
| ………… |
In proprio |
Genova |
Incrocia nelle acque della Liguria. |
| 1510 |
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| Gennaio |
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E’ prevista la sua uscita usuale contro i corsari cristiani. |
| Aprile |
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Si sparge a Roma la voce della sua morte. |
| Settembre |
Impero ottomano |
Portogallo |
Lascia Gallipoli con 2 galee, una galeotta ed alcune fuste; è diretto ad Alessandria; scorta un convoglio di navi che trasportano legname, artiglierie ed altri materiali necessari per la flotta egiziana che deve combattere i portoghesi in India. Esce con 40 vele, tra cui 8 galee. |
| Dicembre |
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27 navi della flotta naufragano nel corso di una tempesta presso Nasso (Naxos). Il Camali muore annegato. |
CITAZIONI
-“Tanto celebre.” De Hammer
-“A la Porta dil Signor molto honorato…Chamallì hé huomo di pocha riputatione in Costantinopoli et a presso a’ turchi, ma pur, per gli favori che lui ha, mediante la sua astutia et ingiegno, hé ussito fuori con quatuordici velle de licentia del signor…Archipyrata famosissimo.” Sanudo
-“Rinomato corsaro.” Leti
-“Qui étoit le plus fameux corsaire de son temps.” Richer
-"Jusque-la (1505), le corsair le plus dangereux pour le monde chrétien." Garnier
-"Il aurait été l'inventeur des canons de marine à longue portée." Rigaud