CHARRAULT (Jacques du
Liège Charrault) Cavaliere di Malta.
1639 (agosto)
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1637 |
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Ha il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano. |
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1638 |
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Aprile |
Malta |
Impero ottomano |
Parte per il Levante con 6 galee. Dopo sei giorni cattura un vascello mercantile turco e fa 17 schiavi. Viene nell’arcipelago e vi cattura altri piccoli legni. |
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1639 |
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Giugno |
Malta |
Corsari barbareschi |
Alla fonda di Brancaleone Marina, presso Roccella, avvista 3 vascelli tripolini; li investe con la squadra ed in due ore ne ottiene la resa a discrezione. A bordo delle navi sono catturati, dopo due ore di sanguinoso combattimento, 312 turchi con alcuni francesi; i morti turchi sono 450; 209 i maltesi. Fra essi vi sono anche 7 cavalieri ed un sergente d’armi; molti cavalieri sono feriti. Uno dei vascelli pervenuto nelle sue mani è stato comandato dal rinnegato marsigliese Ibrahim Rais, detto il Beccazza. Le galee del Charrault, al rientro, non sbarcano direttamente a Malta, ma nel porto di Marsa Muscetto per il sospetto che gli equipaggi si siano appropriati di parte del bottino destinato al tesoro dell’ordine. Salpa di nuovo poco dopo, viene a Capo Misurata (Misratah), di notte è sotto Tripoli. Spedisce una feluca per spiare i movimenti nel porto: all’ancora vi sono una galea e 5 vascelli. Il Rosset si imbarca sugli schifi e sui caicchi delle galee per entrare nel porto ed incendiarvi le navi alla fonda. Sono dati alle fiamme la galea ed un vascello, già preso dai corsari tripolini ai francesi. Con la reazione delle guardie, i maltesi si allontanano. |
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Luglio |
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Rientra a Malta ai primi del mese senza avere incontrato neppure un legno sulle coste africane. Viene inviato all’isola di Cimbalo (Zembrah) con 3 galee: nelle vicinanze si aspetta il prossimo passaggio di 3 galee algerine. Vi si trattiene per diciotto giorni; si porta poi a Capo Buonandrea dove è attesa la carovana d’ Alessandria (Al Iskandariyah). Prende una galeotta di 20 banchi carica di riso (25 schiavi); a Capo Metelino (Mitilini) scopre un grosso vascello, lo abborda invano due volte ed è obbligato a lasciarlo momentaneamente. All’alba, lo assale ancora ed il vascello affonda con tutto il carico. Si salvano 83 turchi, che sono fatti schiavi. |
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Agosto |
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Ritorna a Malta e muore due giorni dopo. E’ sepolto nel convento di San Giorgio. |
CITAZIONI
-“Cavaliere di gran cuore, ma così debole di forze, ch’a pena regger si poteva sopra de’ piedi.” Dal Pozzo