MOHAMMED DI CHIO
(Mohammed Abballa, Machmet Bey) Di Chio (Khios), di origine genovese. Rinnegato. Corsaro barbaresco.

1601 - 1649 (settembre)


Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1630



Il Divano elegge come pascià di Tripoli il suocero Ramadan Pascià. Quest’ultimo gode del favore dei giannizzeri; governa con sobrietà e buon senso ed è stimato per la sua bontà.

1631




Agosto

In proprio


Mohammed di Chio esce in mare e ritorna carico di bottino.

Ottobre



Organizza una festa nei giardini del suocero, fuori di Tripoli, cui invita gli amici più intimi ed i giannizzeri più fedeli. Al termine del convito pianifica con essi una congiura ai danni del congiunto. Ramadan Pascià abita in un palazzo vicino al mare. Mohammed di Chio vi si introduce nottetempo e fa prigioniero il suocero; un giannizzero uccide un figlio di costui che tenta di resistere. Da qui il corsaro passa nel palazzo di Cassin Pascià, alto dignitario turco, suo concorrente nel tentativo di impadronirsi del governo dello stato; seguono quest’ultimo, nella cattura, il mufti, il cadì e l’agà. Come atto finale della cessione del potere, Ramadan Pascià consegna al genero le sue ricchezze, vale a dire tre muli caricati di sacchi di monete d’argento. Mohammed di Chio conferma le cariche agli amici, assicura l’ordine; ad ogni giannizzero, che lo ha aiutato nell’impresa, fa dare 12 scudi ed un quantitativo di stoffa sufficiente per confezionare un caffetano: il panno è acquistato anche da una nave veneziana, giunta da pochi giorni nel porto per caricarvi del sale.

1632




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Il sultano invia a Tripoli un nuovo pascià, Rapagan. Costui cerca di utilizzare la sua stessa tecnica per acquisire il potere: largheggia, tuttavia, troppo nelle promesse, si indebita e non riesce più a fare fronte ai suoi impegni. Alla fine, Rapagan Pascià deve fuggire e lasciare il campo libero al corsaro. Mohammed di Chio invia a Costantinopoli (Istanbul), al gran visir, il suo ambasciatore Iusuf Bey con magnifici doni.

Giugno

In proprio


Poiché ha alle sue dipendenze come schiavo un certo Pietro Peleng, esperto carpentiere provenzale, si fa costruire 2 nuovi vascelli per la guerra di corsa. Tre rais escono in mare ai suoi ordini con 4 navi: costoro riescono a catturare 2 navi cristiane che, più tardi, gli saranno conquistate nello stesso porto di Tripoli dai cavalieri di Malta. Nella medesima occasione fra i suoi uomini è fatto prigioniero il rais Morat Flamman, ammiraglio della sua squadra, che sarà fatto schiavo.

1633




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In proprio


Per la sua attività di corsaro dispone da 7 a 9 vascelli e di una galea. Le più grandi navi sono armate di 30/40 pezzi di artiglieria ed a bordo si trovano 300 giannizzeri e 50 schiavi cristiani, che vengono adibiti alle varie funzioni nella navigazione. Le imbarcazioni minori sono dotate di 20/30 pezzi.

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Sulla fine dell’anno il sultano gli fa avere la carica di pascià e gli dona una bandiera dell’impero ottomano.

1635




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Rinnova alcuni trattati commerciali con il re del Bornu e con il principe del Fezzan. Assume il monopolio del commercio con tali stati. I primi anni della sua reggenza sono pieni di frutti con la guerra di corsa. Nell’anno gli introiti ammontano a 180000 ducati; gli schiavi catturati sono dai 400 ai 500. Mohammed di Chio, inoltre, ha ai suoi ordini 1400 giannizzeri.

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Tripoli

Ribelli

Le popolazioni locali, sottoposte al suo controllo, incominciano a dare segni di insubordinazione: Tarhuna si rifiuta di pagare il tributo annuo e sono maltrattati i funzionari del pascià incaricati dell’esazione. Mohammed di Chio invia contro i ribelli il nipote Osman di Chio (Osman Bey) con 500 cavalieri (spahis), i quali affrontano 2000 ribelli in combattimento. All’inizio le operazioni sembrano procedere male per il nipote; costui riesce, tuttavia, a rianimare la cavalleria, cosicché i rivoltosi vengono disfatti; sono pure incendiati i loro accampamenti. Fra i nemici si contano 250 morti; mentre fra i spahis si registrano solo poche perdite.

1636



Nei primi mesi, Osman Bey riprende la campagna contro i ribelli del Gebel. Vittorioso, gli viene affidato il comando delle truppe.

1637



Mohammed di Chio invia nel Bornu una carovana con merci europee assortite; questa rientra con molta polvere d’oro.

1638




Gennaio

In proprio

Malta

Subisce una pesante sconfitta allorché 3 corsari tripolini si spingono sulle coste della Calabria. Costoro si imbattono con la squadra delle galee di Malta e vengono catturati dopo un aspro combattimento. Più di 200 dei suoi uomini sono uccisi: il danno che patisce per tale perdita è valutato in 100000 scudi.

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Tripoli

Bengasi

Invia Osman Bey e Yusuf Bey alla conquista di Bengasi (Banghazi).

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Il re del Bornu gli fa avere 30 eunuchi, 100 giovani negri, 50 fanciulle ed un manufatto in oro di grande valore. Mohammed di Chio lo ricambia con 200 cavalli, 15 giovani rinnegati cristiani, moschetti e scimitarre.

1640




Agosto

Tripoli

Angila

Il nipote Osman raduna la cavalleria turca ed i capi di Garian, Tarhuna, Beni Oulid, Msellata e Misurata (Misratah), per un totale di 6000 uomini, al fine di conquistare Angila. Nel medesimo tempo si muove dal mare Mohammed Rais con una piccola flotta: sono sbarcati 1500 giannizzeri a Bengasi.

Settembre



E’ assediato in Angila il principe Salem. L’avversario si arrende a patti: nonostante ciò, Osman Bey lo fa arrestare e la città viene messa a sacco.

1641



Mohammed di Chio costruisce a Tripoli, nei pressi della porta della Mescia, un nuovo bagno, composto di 76 camerette, nelle quali possono essere raccolti 450 schiavi.

1642




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Tripoli

Duca Savoia

Fa costruire dagli schiavi una torre che sorge nelle vicinanze di Zuara: vi colloca un presidio di 40 turchi con 6 cannoni. Sue navi catturano sulla costa una nave corsara sabauda con 110 uomini di equipaggio.

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Mohammed di Chio reprime in Tripoli una prima congiura organizzata da alcuni giannizzeri ai suoi danni: sono decapitati e impiccati i membri del complotto.

1643




Giugno

Tripoli

Spagna Genova Toscana

La sua squadra corsara, congiunta con quella di Tunisi, scorre sui litorali della Sardegna e della Corsica: 600 uomini sbarcano nella seconda isola, a Gazoli, e si procurano 50 schiavi. Sono catturati molti vascelli cristiani di fronte a Livorno.

Luglio

Tripoli

Spagna Toscana

La squadra naviga nei pressi di Ustica e cattura un veliero diretto a Palermo: a bordo vi sono 2 frati agostiniani. I corsari risalgono verso Porto Ercole ed avvistano 4 galee toscane: queste si ritirano alla loro vista.

1644



Mohammed di Chio reprime una rivolta in Bengasi. Convince all’abiura uno dei due frati agostiniani catturati in precedenza.

1645




Febbraio



Il frate agostiniano, che ha rinnegato la sua fede, ritratta l’abiura precedentemente espressa: Mohammed di Chio lo fa rinchiudere nel bagno di Sant’Antonio e qui permette che venga ucciso da altri rinnegati. Per contrappasso, forse perché pentitosi, permette lo svolgimento di una missione francescana in Tripolitania.

1646



Reprime un secondo tentativo di sommossa perpetrato dai giannizzeri: anche in questo caso ne sono giustiziati i capi.

1647




Maggio

Tripoli

Tunisi

Il bey di Tunisi giunge a Tripoli: Mohammed di Chio capisce che le intenzioni dell’ospite non sono perfettamente amichevoli nei suoi confronti. Cerca di farlo scendere dalle sue navi con vari inviti. Il bey sfugge all’insidia, inseguito dai colpi di artiglieria del forte cittadino.

1649




Settembre



Sorge un nuovo complotto ai suoi danni e viene avvelenato il figlio dodicenne Alì. Mohammed di Chio è colto da una crisi di malinconia. Muore di veleno, dopo avere bevuto una pozione tenuta in un armadio di cui egli solo ha la chiave.


CITAZIONI

-“Rinnegato di origine genovese, divenuto famoso e potente capo corsaro…Governò con abilità e saggezza, affidando a rinnegati le principali cariche dell’amministrazione e della milizia, abbellì la città con edifici e monumenti, curò il riordinamento delle finanze, favorì il commercio con le regioni sahariane e l’armamento delle navi, represse con energia alcuni tentativi di rivolta.” Bono

-“Il miglior capitano corsaro della reggenza di Tripoli, per il valore e per le sue doti di mente era riuscito ad entrare nelle grazie dei grandi: Ramadan Dai gli aveva dato in isposa sua figlia Miriam e ciò aveva contribuito ad elevarlo nella stima della città. Conoscitore profondo dell’anima venale turca, egli donava generosamente ai suoi giannizzeri parte della preda di guerra e largheggiava pure coi beni che aveva ricevuto dal suocero. Come capo corsaro il suo valore gli dava mezzo di arricchirsi a spese dei mercanti cristiani e divideva largamente le spoglie coi suoi soldati…Di statura mediocre, forte, robusto, di presenza grave e maestoso, aveva un animo generoso. Raramente rifiutava ciò che gli si chiedeva. Ambizioso e furbo, sapeva dissimulare i suoi pensieri. L’anonimo gli aggiunge pure un carattere vendicativo e crudele. Parlava speditamente il turco, il greco, l’arabo, l’italiano e sapeva scrivere nelle prime due lingue. Della prole avuta, rimase solo una figlia cieca, data in isposa a Osman Bey per ragioni di stato e di interesse. Lasciò l’erario ben fornito e alla sua morte risiedevano in Tripoli 650 schiavi, dei 4000 ch’egli ebbe in suo potere in 18 anni di reggenza.” Bergna