GIACOMO DANDOLO Di Venezia.
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1266 |
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Maggio |
Venezia |
Genova |
Si ferma all’isola di Negroponte (Evvoia) dove lo raggiungono alcune galee condotte da Marco Zeno e da Piero Querini: quest’ultime sono provenienti da Candia (Kriti). Lascia l’arcipelago e naviga sulle coste barbaresche: nel porto di Tunisi sorprende e dà alle fiamme un mercantile genovese, appartenente a Giovanni Roccatagliata. Il giorno seguente cattura un piccolo vascello, che sta trasportando del vino da Savona. Il valore dei due carichi è stimato in 6000 lire genovesi. Il Dandolo, di seguito, rientra verso Messina e scorge 2 galee genovesi con una saettia: si impadronisce di una galea. Tutte le imbarcazioni catturate sono inizialmente condotte a Messina e, da qui, vengono rimorchiate a Ragusa (Dubrovnik). |
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Estate |
Venezia |
Corsari genovesi |
Contrasta con 34 galee la squadra corsara di Lanfranco Borbonino (28 galee). Si porta a Ragusa. Ricevuti rinforzi da Candia e da Negroponte, si scontra con gli avversari al largo di Trapani. I nemici vengono sconfitti e sono loro conquistate 15 galee. Il Borbonino ed i suoi ufficiali vengono accusati dai genovesi di negligenza. |
CITAZIONI