SIMON DE DANSER (Simon Danziker, Zymen de Danser, Simon Simonson, Simon the Dancer, Deli Rais) Olandese, di Dordrecht. Soprannominato anche “Gran Diavolo”.
+ 1616 (febbraio)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Paesi Bassi |
Spagna |
Detto il Vecchio, per distinguerlo dal figlio. Comincia come semplice marinaio a Dordrecht. La sua capacità è premiata con il comando di una nave e diviene corsaro al servizio degli Stati Generali durante la ribellione contro la Spagna. |
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In proprio |
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Dopo un’infruttuosa spedizione nel Mediterraneo, si stabilisce a Marsiglia (Marseille). Si ferma nella città per ripararare e rifornire del necessario la sua nave: dissipa tutto il denaro che possiede, vende il vascello e ne spende analogamente il ricavato. Privato così del comando, riunisce alcuni malfattori del porto, ruba una piccola imbarcazione e prende il mare. In breve si impossessa di un grande vascello sul quale si trasferisce con il suo equipaggio. Numerosi marinai inglesi e mori si uniscono con lui e, nel corso di pochi mesi, si trova alla testa di una piccola flotta. Il vascello più grande della squadra dispone di 300 uomini e di 60 cannoni. Conclude un accordo con un rivale, il corsaro inglese John Ward ed aumenta in modo considerevole le forze a sua disposizione. |
| 1606 |
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Si trasferisce ad Algeri. Usando le prede catturate come modelli, Danser insegna agli algerini il comando e la navigazione dei vascelli tondi, vale a dire di quei velieri utilizzati nell’ oceano Atlantico, equipaggiati con ponti alti, gruppi di vele ed un numero di cannoni superiore rispetto alle navi che si trovano usualmente nel Mediterraneo. Insegna pure loro il modo di manovrarli. utilizzando il sistema delle vele che, con opportune inclinazioni e manovre, permette di usufruire anche dello spirare contrario dei venti. Ha come ricompensa una base logistica nella città ed un mercato dove vendere i propri bottini. |
| 1606/ 1608 |
In proprio |
Inghilterra Spagna |
Scorre il mare Mediterraneo per tre anni ed accumula grandi ricchezze. Dispone di 4 navi; egli naviga sul vascello "Lubeck", condotto da marinai inglesi e turchi. Nelle acque di Sanlucar di Barrameda, sulla Costa del Sol, cattura 29 bastimenti inglesi, francesi e fiamminghi. Compare, infine, al largo di Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente) con 18 vascelli. In un triennio si impadronisce nel complesso di 40 navi, che vengono incorporate nella flotta corsara. Da questo momento, gli algerini sono in grado di sostituire le perdite subite nella guerra di corsa con i bastimenti catturati e con i vascelli costruiti dai loro stessi cantieri. Il Danser viene chiamato Dali Rais, che vuol dire Gran Diavolo; si fa costruire un palazzo in Algeri e diviene intimo amico del pascià locale e del dey di Tunisi. Sulle coste maghrebine ormai incrociano una flotta inglese ed una spagnola con l’ordine di prenderlo vivo o morto: diviene, pertanto, per lui sempre più pericolosa la permanenza ad Algeri, anche perché non ha mai abiurato alla fede cristiana. |
| 1609 |
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| Gennaio | Cattura nelle acque di Valencia il
vascello siciliano, proveniente da Palermo, "La Bellina" ed
altre 2 navi che viaggiano di conserva con esso. Sono catturati a bordo
160 passeggeri, fra cui un figlio del viceré di Sicilia, il marchese
di Villena. |
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| Aprile giugno | Alla testa di 5 vascelli algerini,
dalla stazza di 500/600 tonnellate ciascuno, di 2 grandi petacchi e di
una nave portoghese catturata in precedenza, si imbatte sulla costa portoghese,
al Capo di Santa Maria, nel vascello del corsaro francese Beaulieu-Persac.
Si mette in ordine di combattimento. Una tempesta impedisce lo scontro.
La corrente lo trascina allo stretto di Gibilterra. Nel frattempo il Beaulieu-Persac
si collega con la squadra di Juan Maldonado, luogotenente del duca di
Ferrandina Pedro di Toledo, generalissimo delle galee spagnole, che gli
sta dando la caccia con 8 galee, aventi il compito di difendere il litorale
andaluso. Di esse 3 sono comandate dallo spagnolo Luis Carrillo e 5 dal
genovese Domenico Centurione. Gli avversari preparano un'imboscata ai
suoi danni. Una tempesta scompagina la formazione nemica, per cui il Danser,
senza altre preoccupazioni, può puntare direttamente su Algeri. |
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| Luglio | In proprio | Spagna | Decide di ritirarsi dalla guerra
di corsa portando con sé il denaro accumulato; ricerca un paese
disposto ad offrirgli asilo: Riesce ad intavolare delle trattative attraverso
la cattura di una nave spagnola in navigazione con 10 gesuiti di Valencia
a bordo: si avvale di costoro per informare segretamente la corte francese
di Enrico IV della sua intenzione di rientrare a Marsiglia, dove ha lasciato
moglie e figli. I francesi iniziano dei negoziati volti ad ottenere la
messa in libertà dei gesuiti. |
| Autunno |
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Si tratta seriamente anche a Firenze per offrirgli asilo nel granducato di Toscana. |
| ………. |
In proprio |
Spagna |
Il Danser organizza la sua fuga da Algeri: 4 navi corsare entrano nel porto con un carico di merce scelta. Acquista la quasi totalità delle mercanzie trasportate e vi sale a bordo per pagare il prezzo convenuto. Ai remi delle stesse vi sono solo schiavi cristiani. Mentre quasi tutti i marinai degli equipaggi musulmani si trovano a terra, organizza una rissa tra gli schiavi ai remi ed alcuni mori rimasti a bordo: costoro sono tutti uccisi, tranne alcuni ufficiali che sono presi in ostaggio. Resosi padrone delle 4 navi, reca con sé 2 potenti cannoni di bronzo, che gli sono stati prestati dal governo algerino, ed imbarca i gesuiti, sempre schiavi ad Algeri. Salpa per Marsiglia, si impadronisce per strada di una nave spagnola e si riunisce con i propri famigliari; vende le prede per 60000 corone e si trova a disporre di un patrimonio valutato in mezzo milione di corone. Nella città non trova, tuttavia, l’accoglienza sperata; deve girare con una guardia del corpo ed è costretto a risarcire i danni ad alcuni mercanti marsigliesi. Il pascià di Algeri reclama la restituzione dei 2 pezzi di artiglieria sottratti con l’inganno: il Danser li donerà al governatore della Provenza (Provence), il duca di Guisa. |
| Dicembre |
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Viene convocato a Parigi dal sovrano. Si reca nella città con il suo protettore, il duca di Guisa. |
| 1610 |
Francia |
Tunisi |
A Marsiglia possiede 5 navi. Presenta ad Enrico IV ed ai consiglieri marsigliesi un progetto per una spedizione contro Algeri. Gli è dato, viceversa, l’incarico di attaccare La Goletta, fortezza che protegge Tunisi. La spedizione ha completo successo. Le navi del bey sono date alle fiamme, 450 cannoni ed un bottino del valore di 400000 corone sono trasportati in Francia. Il Danser lascia, alòfine, il servizio reale. |
| 1616 |
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| Febbraio |
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Si trova a bordo di una nave olandese, “la Meermin” di Amsterdam, che proviene da Tetuan. Si reca a La Goletta come ambasciatore del re di Francia per prendere in consegna 22 navi francesi che, catturate dai corsari barbareschi, devono essere restituite ai legittimi proprietari. Scende a terra con due signori francesi per rendere omaggio al bey di Tunisi. Il giorno seguente quest’ultimo, accompagnato da dodici dignitari, si porta sulla nave olandese per restituirgli la visita. Sono consegnate ufficialmente al Danser le navi; viene invitato, a sua volta, a visitare il forte di La Goletta. Accetta; all’ingresso della fortezza due turchi si staccano dal corteo destinato ad accoglierlo e gli vanno incontro per rendergli omaggio; il Danser si stacca per cortesia dal suo gruppo e precede i suoi accompagnatori sul ponte levatoio; le porte sono immediatamente chiuse alle sue spalle, mentre il resto del suo seguito deve rimanere all’esterno del forte. Viene condotto davanti al bey; è accusato di avere catturato numerose navi, di essersi impadronito di grandi bottini e di avere ucciso molti mori. Viene decapitato ed il suo cadavere è gettato in un fossato. Dalla fortezza i cannoni sparano contro la “Meermin”, che può prendere il largo solo a stento. I suoi accompagnatori, rimasti a terra, sono rimandati ai 22 battelli restituiti alla marina francese e possono salpare a bordo di tali navi per Marsiglia. |
CITAZIONI
-“Pirata famoso e valente capitano di mare.” Gosse
-“Fu il famoso corsaro che (almeno secondo la leggenda) insegnò per primo ai nordafricani ad abbandonare le loro antiquate galee a remi con velatura latina, per iniziare a navigare con “navi rotonde”, cioè vascelli in stile europeo…Danser e il suo compagno, il capitano Ward..guadagnarono fama sufficiente da comparire come personaggi nella commedia di Thomas Dekker “If this be not a good play, the Devil is in it” (1662). ” Wilson
-“Ladrone fiammingo,..il quale aveva insegnato agli stessi pirati l’impiego di grossi vascelli a vela (galeoni) al posto delle galee.” Panetta
-"The chief promoter of the change over from galleys to round ships at Algiers...Is a more shadowy figure than John Ward. " Lloyd
-" All the world about has heard
Of Danseker and Captain Ward
And of their proud adventures every day" (Da una ballata riportata dal Lloyd)
--"Famoso corsaro...Esempio di corsaro inquieto, di personalità borderline, ma caso atipico: egli non aveva mai fatto apostasia, quindi non può essere annoverato tra i rinnegati." Fabris