FILIPPO DORIA Di Genova. Padre di Antonio.
1320 ca. - 1360 ca.
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1336 | Ricopre l'incarico di podestà di Savona. | ||
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1346 |
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Acquista l’isola di Chio (Khios). |
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1350 |
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Settembre |
Genova |
Venezia |
Marco Ruzzini e Marco Morosini, al comando di 35 galee, sono nell’arcipelago alla caccia della flotta genovese. Un’improvvisa tempesta a Negroponte (Evvoia) li costringe a prendere terra a Caristo (Karistos). In questo porto è all’ancora la flotta del genovese Niccolò Magnerri (14 navi), carica di truppe destinate a Pera. I veneziani attaccano i rivali; 4 imbarcazioni genovesi riescono a divincolarsi ed a fuggire; le altre 10 sono, viceversa, bloccate dal Morosini. Di queste, 5 sono date alle fiamme perché gli equipaggi si rivelano restii a salire sulle galee veneziane. vengono catturati nell’azione 1000 uomini, fra cui 12 patrizi. Le 4 galee scampate alla cattura si rifugiano a Chio. Sono armate dai genovesi altre 9 galee e Simone Vignoso dà al Doria il comando della nuova flotta. |
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Ottobre novembre |
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Il Doria si porta a Negroponte che si è ribellata ai veneziani. Alla testa di 9 galee vendica la precedente sconfitta, si impossessa della città, libera i prigionieri e mette a sacco la località. Sono catturati 23 patrizi veneziani che sono condotti a Chio (novembre) con le galee catturate nell’ azione. |
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………… |
Doria |
Re d’Aragona |
Arma una squadra di 16 galee per liberare Alghero dall’assedio degli aragonesi. L’impresa fallisce. |
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1355 |
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Aprile |
In proprio |
Tunisi |
Per coprire le spese dell’impresa contro Alghero, assale a tradimento con 15 galee Tunisi; si appropria nel porto di 2 navi, cariche di spezie provenienti da Alessandria (Al Iskanderiyah). Assale e saccheggia la città; ne porta via in schiavitù 7000 abitanti, specie donne; si impossessa, inoltre, di un’ingente quantità d’oro valutata in 1.800.000 fiorini. La repubblica di Genova gli intima di ritornare immediatamente in patria. Non se ne dà per inteso e continua nelle sue razzie; riesce, da ultimo, a vendere Tunisi al signore dell’isola di Gerbe (Djerba). Viene perdonato dai genovesi alla condizione che per tre mesi si impegni a depredare le coste catalane a sue spese. |
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Settembre |
In proprio |
Re d’Aragona |
A fine mese, 12 galee, colme di bottino e cariche di schiavi, entrano nel porto di Genova; sono affiancate il giorno seguente da altre 3. Il Doria riprenderà la navigazione ed incrocia nel mare Mediterraneo. |
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1357 |
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E’ esiliato da Savona. Verrà poco dopo riammesso in Genova. |
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1360 |
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Muore. |
CITAZIONI
-"Huomo di somma prudenza e eloquentia mirabile e nelle battaglie per mare peritissimo, di modo che non haveva simile." Foresti