DRAGUT (Dorghut Rais, Turhud Rais, Dargut) Di Kharabulak, in Anatolia (Anadolu), di famiglia contadina. Viceré di Algeri. Signore di Tripoli e di Mehedia (Al Mahdiyah). Padre di Amurat Dragut.
1485 ca. - 1565 (giugno)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| ………… |
|
|
A dodici anni, mentre pascola il gregge, è notato da un capo dei bombardieri del sultano diretto al Cairo. Il padre e la madre danno il loro consenso affinché entri a far parte della milizia ottomana; poiché questa è preclusa ai turchi, la madre viene fatta passare come greca cristiana. Al Cairo impara l’uso delle artiglierie. Alla morte del suo protettore, si trasferisce ad Alessandria (Al Iskanderiyah); si imbarca su un vascello barbaresco ed acquista presto fama di buon pilota e di eccellente cannoniere. Naviga agli ordini di Sinan e dello Zoppo. Dopo varie scorrerie diviene proprietario di un quarto di un brigantino che, in pochi viaggi di corsa, sarà tutto suo. Arma una galeotta e con essa batte le acque orientali del mare Mediterraneo lungo la rotta che collega Venezia con i porti del mare Egeo. I suoi sottoposti lo temono più della morte. |
| 1520 |
In proprio |
|
Esercita la guerra di corsa con il Barbarossa. Quest’ultimo lo porterà con sè a Costantinopoli (Istanbul) e gli farà avere il comando di 12 galeotte. |
| 1526 |
In proprio |
Spagna |
Smantella il forte di Capo Passero. |
| ………… |
In proprio |
Impero |
Non lascia trascorrere una sola estate senza devastare le coste del napoletano e della Sicilia. Intercetta i vascelli che navigano verso la Spagna e l’Italia. |
| 1533 |
|
|
|
| Maggio |
In proprio |
Venezia |
Naviga con Cifut Rais e Trichut Rais (4 fuste da 18 banchi) nelle acque di Egina (Aiyina) e vi cattura 2 galee veneziane. |
| 1538 |
|
|
|
| Estate |
Impero ottomano |
Impero Venezia Chiesa |
Affianca il Barbarossa contro Andrea Doria nella baia di Prevesa (Préveza), sulla costa albanese a ridosso dell’ isola di Santa Maura (Levkas). |
| Agosto |
|
|
Saccheggia Candia (Kriti) e gli altri possedimenti veneziani nell’Egeo. |
| Settembre |
|
|
La flotta ottomana e quella cristiana si avvistano nelle acque di Prevesa; gli avversari vengono sconfitti . Nella battaglia ha il comando di 20 galee e di 10 galeotte; alla testa di 2 galeotte conquista la galea pontificia comandata dal cavaliere Giambattista Dovizi, abate di Bibbiena. Costui viene fatto prigioniero al tramonto, a seguito di un sanguinoso combattimento. Dopo lo scontro, alcune sue galeotte prendono a cannonate la flotta nemica, che si è fermata all’ancora nella baia di Arta (Amvrakikos). |
| 1539 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Si trova nei mari di Valona (Vlona), accompagnato da Corsetto Rais e da altri corsari, per impedire l’arrivo di soccorsi ai difensori di Castelnuovo. Ha a sua disposizione 36 vele, fra galee e galeotte. Nonostante la tregua in corso con i veneziani, investe 5 galee della Serenissima condotte da Luigi Gritti: di queste, 2 sono affondate e 3 sono catturate e rimorchiate. |
| ………… |
|
|
Il provveditore della flotta veneziana Francesco Pasqualigo assale con 12 galee alcune sue galeotte che stanno infestando le coste di Corfù (Kerkira). Queste si rifugiano nel golfo di Arta dove si è arrestato Dragut con il resto della sua flotta. 3 galee veneziane si incagliano nelle secche di Messangi, a 12 miglia dall’isola. Gli equipaggi si salvano; perviene nelle sue mani la galea di Antonio da Canal, cui si rompe l’albero. Subito dopo depreda il litorale di Candia; vi sbarca i suoi uomini; costoro vengono respinti dalla cavalleria stradiotta condotta da Antonio Calbo. |
| ………… |
|
|
Sinan è inviato dal sultano Solimano a Suez con l’incarico di capitano della flotta del mar Rosso; Dragut gli succede nel governo dell’isola di Gerbe (Djerba). |
| 1540 |
|
|
|
| ………… |
In proprio |
Genova |
Nei primi mesi dell’anno, si impadronisce di alcune imbarcazioni di pescatori di corallo di Santa Margherita Ligure. |
| Aprile giugno |
In proprio |
Impero Malta |
Con 2 galee e 13 galeotte sbarca a Gozo; sorprende gli abitanti nei campi e vi fa 50 schiavi. Lascia le acque di Pantelleria prima che vi arrivi la squadra delle galee di Sicilia di Berengario di Requesens che deve collegarsi con le navi maltesi di Bernardo Salban. Infesta poi le coste siciliane e spagnole con una squadra di 25/30 bastimenti. Si mettono alla sua caccia 81 galee comandate da Andrea Doria. Da parte sua (maggio) scorre nell'altoTirreno; naviga lungo la costa occidentale della Sardegna e cattura un galeone calabrese a Bosa. A fine mese sosta all'Asinara nell'attesa di predare un altro galeone. Attraversa le bocche di Bonifacio e dà alle fiamme varie località della Corsica meridionale, fra cui Palasca. Punta su Capraia. Ai primi di giugno vengono scorti da una barca di passaggio molti corsari che stanno scendendo a terra; sono trascinati a terra, verso la chiesa dell'Assunta non lontana dal paese, 4 pezzi di artiglieria con il relativo munizionamento. Capraia è sottoposta ad un intenso bombardamento. Gli si risponde dalla torre di guardia; viene aperta una breccia nelle mura della località e seguono tre giorni di saccheggi ed uccisioni. Dopo avere causato la morte di 35 uomini e di 5 donne, i corsari caricano 700 persone sulle loro navi. Prima di abbandonare l'isola sono incendiate le case e danneggiati i vigneti. Dragut fa nuovamente rotta su Capo Corso e scende con le sue navi cariche di bottino lungo i litorali frastagliati della costa occidentale. A metà mese viene così dato alle fiamme il villaggio di Pino e sono catturati altre 140 persone; dopo una sosta notturna alle Agriate, è distrutto il paese di Lumio nella Balagna ed è incendiata la torre di guardia. La flottiglia corsara viene intercettata in tali acque dalla squadra di Giannettino Doria e di Gentile Virginio Orsini (21 galee). Il Dragut si attarda alla cala della Girolata allo scopo di dividere il frutto delle razzie con Mami Rais e gli altri corsari; mentre è intento in tale operazione, compare nelle vicinanze Giorgio Doria con 6 galee ed una fregata. Il Dragut si mette incautamente all’ inseguimento di tali imbarcazioni con 7 galee: si trova, alla fine, intrappolato sotto i pezzi di artiglieria di una fortezza corsa verso terra e da quelli di altre 15 galee verso il mare. Una cannonata sparata dalla capitana nemica arriva precisa sulla sua prua, sfonda coperta e carena; altri colpi bene assestati fanno seguito al primo. Tenta di fuggire su un piccolo schifo e viene catturato; vengono, viceversa, liberati dalle catene gli abitanti di Capraia e gli altri che hanno subito la medesima sorte nelle precedenti razzie. Dragut è preso a calci al volto da Giannettino Doria per alcune sue sferzanti parole. Consegnato ad Andrea Doria, costui lo farà incatenare ai remi della propria ammiraglia per quattro anni. Jean Parisot de la Vallette, in visita al Doria, lo vorrà vedere a Tolone (Toulon) e, sprezzante, gli dirà che così si usa con i vinti. Più tardi il de la Vallette cadrà prigioniero dello Zoppo alle secche di Kerkenna e sarà anch’egli costretto al remo: il Dragut, già liberato, gli farà visita e non mancherà di fargli notare quanto sia mutevole la fortuna. In conseguenza della vittoria di Girolata sarà coniata dai genovesi una medaglia nella quale in un verso si scorge il profilo del Doria, a capo nudo e con il collare dell’ordine del Toson d’Oro al collo; sul rovescio viene rappresentata l’effigie del Dragut. Intorno al campo vi sono quattro catene allacciate da altrettante maniglie; sulle spalle spicca una galeotta corsara con la mazzetta ed i ceppi. Verrà venduto come schiavo ad un ricco mercante di Genova appartenente alla famiglia dei Lomellini. |
| 1544 |
|
|
|
| Primavera |
|
|
Viene
liberato dal Doria accordatosi con il Barbarossa : per il suo rilascio
è pagata una taglia di 3500 ducati. Anche i Lomellini, che controllano
Tabara, hanno fatto pressione per la sua liberazione. Secondo altre fonti
(meno attendibili) ottiene la libertà con la fuga. Dragut si associa
con lo Zoppo. |
| ………… |
In proprio |
Genova |
Mette a sacco in Corsica Bonifacio. Si accanisce in particolare contro i beni dei genovesi. |
| ………… |
In proprio |
Malta |
Con il ritiro del Barbarossa, gli è affidato il comando di tutti i vascelli corsari nel Mediterraneo occidentale. Presto gli è dato dai cristiani il titolo di “Spada snudata dell’Islam” o di “Spada vendicatrice dell’Islam”. Assale Gozo: lo sbarco viene respinto dalla cavalleria di Giovanni Ximenes. Nella carica viene ucciso il fratello; ne chiede invano la salma che, al contrario, sarà cremata dai cavalieri dell’ordine gerosolomitano. Abbandona l’isola e si impadronisce di un grippo maltese che sta trasportando frumento siciliano. Con questa rapina riesce a porre freno alla carestia che domina nei suoi domini.. |
| 1545 |
|
|
|
| Giugno |
In proprio |
Impero Genova |
Scorre le acque siciliane. Entra con la sua flottiglia nel mare Tirreno. |
| Luglio |
|
|
Devasta l’isola di Capraia ed attacca la Riviera di Levante con 15 navi fra galee e fuste. Pone a sacco Monterosso e Corniglia; viene respinto da Manarola i cui abitanti si uniscono con quelli della vicina Riomaggiore. Nei giorni seguenti getta l’ancora nel golfo di La Spezia e permette il riscatto dei prigionieri appena catturati. Punta, da ultimo, con le medesime finalità su Rapallo, Pegli e Levanto. |
| 1546 |
|
|
|
| ……….. |
Algeri |
Impero |
Si allea con Hamùda, figlio ribelle del re di Tunisi Muley Hassan ed allestisce una flotta di 36 vele. Hisar Reis conquista Mehedia (Al Mahdiyah) con 4 galee. Dragut ottiene la città grazie al tradimento di un moro, da lui corrotto, che lo fa entrare nottetempo nella città attraverso un tratto di mura praticamente incustodito. Si porta a Sfax (Safakis), conquista Susa (Susah) e Monastir (Al Munastir); molti mori che hanno combattuto per Muley Hassan ora si uniscono alle sue truppe. Pone la sua residenza a Mehedia e da qui continua nelle sue azioni ai danni dei cavalieri di Malta. |
| Aprile |
Algeri |
Genova |
Salpa da Algeri con lo Zoppo e Kara Mustafa alla testa di 5 galee da 20 banchi ed altre più piccole. I tre corsari fanno tappa a Djerba; rientrano alla base di partenza per sedare dei tumulti scoppiati nella regione; subito dopo, riprendono la loro crociera puntando direttamente sulla Liguria. |
| Maggio |
Algeri |
Malta |
14 navi approdano sulla spiaggia di Laigueglia. 1000 uomini sorprendono nel sonno gli abitanti: oltre 250 persone sono deportate, i tre-quarti della popolazione; vi sono compresi tutti i bambini, le donne e parte degli uomini, tra i quali il podestà di Andora. I morti sono 14, diversi risultano i feriti. Dopo una breve sosta ad Andora per fare acqua sotto il controllo di una fusta di guardia all’altezza del Capo Mele, la flottiglia corsara riprende la navigazione e si trasferisce in tutta fretta nella Riviera di Ponente. Segue uno sbarco a San Lorenzo, che termina con la cattura di diversi abitanti, attardatisi a mettere in salvo i propri beni; incendiatene le case, viene assalita Piano della Foce. E’ dato fuoco alla porta in legno di un’abitazione, sono ammazzati 3/4 uomini e vengono catturati donne e bambini. Il Dragut rientra a Tagiora con 3 galee e 15 galeotte. Alla notizia della perdita della caravella di Abdela Rais, prende il mare per Gozo prevedendo che tale nave sia rimorchiata dai cavalieri a Malta. A fine mese, si scaglia sugli abitanti di Gozo; dà fuoco alle messi ed uccide il bestiame. Si ritira, infine, per cogliere in agguato un grippo carico di vino di Candia. |
| Giugno |
|
|
Antonio Doria si mette da Malta alla sua caccia; Dragut si posiziona all’isola di Favignana. |
| Agosto |
|
|
Dragut guida le sue navi a Tolone, dove si trattiene qualche tempo per fare riposare i suoi uomini e per permettere il riscatto dei prigionieri. |
| 1547 |
|
|
|
| Luglio |
|
|
Assale Malta con 23 vascelli, fra galee e galeotte, alla notizia che Napoli si è sollevata al viceré don Pietro di Toledo. Sbarca le truppe dalla parte di Marsa Scirocco, estremo punto dell’isola che fronteggia la costa africana; i suoi uomini arrivano velocemente nei pressi della chiesa di Santa Caterina. Le guardie si danno alla fuga senza avvisare gli abitanti della loro presenza; non viene, infatti, bruciato il mastello pieno di polvere da sparo, che rappresenta il segnale abituale in occasioni di tal genere. Vengono catturate 300 persone; l’arrivo, da ultimo, delle truppe maltesi, costringe i corsari ad abbandonare più di metà dei prigionieri. Sulla via del ritorno, Dragut, presso Capo Passero cattura una galea di Giulio Cicala, figlio naturale di Vincenzo; passa davanti al porto di Malta con a rimorchio tale naviglio. All’isola delle Saline, si impadronisce di un vascello maltese carico di vettovaglie: tale battello sarà recuperato poco dopo dai cavalieri dell’ordine gerosolomitano. Di seguito, Dragut si volge verso la Puglia; a fine mese i suoi uomini sbarcano sul litorale salentino ed assalgono l’abitato di Salve. L’attacco dei corsari viene respinto con colpi d’arma da fuoco e lanci di olio bollente. |
| ………… |
|
|
Risale verso nord, si dà al saccheggio sistematico ed alla rapina di cose e persone sulle coste calabresi, da cui gli abitanti fuggono terrorizzati verso le montagne dell’entroterra. Dalla Calabria si trasferisce in Corsica. Molte sono le navi isolate che cadono in suo potere. |
| 1548 |
|
|
|
| ………… |
Algeri |
Impero Malta |
Viene nominato viceré di Algeri dal sultano Solimano. Si fa costruire a Djerba una galea quadrireme e la impiegherà l’anno seguente. |
| ………..... |
|
|
Si accorda con Leone Strozzi per cogliere in imboscata al largo della Provenza (Provence) Andrea Doria, che sta scortando con la sua flotta l’arrivo in Italia dell’infante Filippo, erede al trono di Spagna. Arriva tardi all’appuntamento. |
| Agosto |
|
|
Incrocia nelle acque di Castellamare di Stabia con 12 galee; sbarca sul litorale a Pozzuoli ed a Castallemara di Stabia, fa prigioniere 80 persone d’ogni età e sesso; si deve ritirare per la resistenza riscontrata che gli procura la perdita di 20 uomini. Si dirige, successivamente, su Procida, da dove tratta il riscatto dei sequestrati, con l’eccezione di un’unica donna che trattiene per il suo harem. Giorni dopo, sorprende e cattura a Capo Miseno una galea spagnola carica di truppe e di denaro. Negli stessi giorni una galea maltese, la “Caterinetta” salpa da Marsiglia (Marseille); si ferma alle bocche di Bonifacio per dare la caccia ad una fregata di Sardegna, scambiata per una fusta barbaresca. La nave è colta dalla tempesta e si mette in salvo al Monte Circeo. Il legno dei cavalieri riprende il mare benché non sia stata messa mano al suo riassetto; il suo capitano non si cura neppure di fermarsi a Gaeta, preferendo tirare avanti nel golfo di Napoli. Il Dragut si trova in questi frangenti nei pressi dell’isola di Procida con 20 navi, fra galee e galeotte. Si nasconde alla vista della nave maltese; questa si avvicina ad Ischia e viene sorpresa nel tratto di mare contiguo. Il suo capitano cerca di guadagnare i lidi di Baia e di Cuma per incagliarsi sulle secche. Si avvicina a riva; i vogatori si ribellano e la galea viene presa con le richezze che ha a bordo: 70000 ducati, raccolti in Francia, e destinati alle spese per il rafforzamento delle difese di Tripoli. Si salvano solo 25/30 cavalieri, rimasti a poppa quando la nave si è incagliata: costoro sono fatti prigionieri, mentre viene ucciso chiunque tenti di fuggire. Il Dragut si comporta con umanità con chi è stato catturato; non fa mettere al remo i prigionieri e permette loro di pagare il riscatto a Djerba: un cavaliere, in effetti, si reca a Malta su una fregata e vi raccoglie il denaro necessario. Solo il comandante della galea, Giorgio di Sangorria, viene trattenuto più mesi per essere scambiato con Golfa Rais, amico di Dragut e schiavo, a sua volta, a Malta. |
| 1549 |
|
|
|
| Maggio |
In proprio |
Genova |
Risale il mare Tirreno con lo Zoppo e naviga verso le coste liguri. |
| Luglio |
|
|
Assale con forza Rapallo alla testa di 21 vele. Dopo alcune ore, lascia il litorale e si rifornisce d’acqua a San Fruttuoso. Lascia tale località temporaneamente, salvo a ritornare presto a San Fruttuoso: rapisce alcune donne ed un ragazzo intenti ai propri lavori; viene ucciso un bambino. I corsari si danno alla fuga al sopraggiungere del capitano della milizia Gregorio Riseco con una cinquantina di archibugieri e di balestrieri. Il Dragut punta su Portofino. |
| Agosto |
|
|
A fine mese transita davanti a San Remo: si impossessa di un’imbarcazione di Barcellona con destino Napoli. Dispone di 17 navi tra grandi e piccole: 5 legni, comandati dallo Zoppo, si staccano dalla sua squadra nelle acque corse per prendere un’altra direzione. |
| ………… |
|
|
In un assalto a Palmi, in Calabria, i suoi corsari si addormentano presso una fonte in un uliveto. Sono sorpresi mentre riposano dai cittadini: molti di costoro vengono uccisi; solo pochi riescono a fuggire verso la spiaggia per raggiungere a nuoto i 40 navigli da cui sono sbarcati in precedenza. |
| 1550 |
|
|
|
| Febbraio | Lascia Djerba con 36 navi per
recuperare Mehedia. Ottiene senza trovare resistenza Monastir e Susa.
Da ultimo, entra nottetempo in Mehedia con l'aiuto dei suoi fautori all'interno
della città. |
||
| Maggio |
In proprio |
Genova Malta Impero |
A metà mese parte da Algeri con 3 galee, 10 galeotte e 12 fuste: gli equipaggi sono in massima parte composti da mori e da qualche turco. Depreda le acque della Sardegna e della Spagna con 6 galee e 14 galeotte. Tenta di prendere Bonifacio; con il fallemnto dell’impresa, lascia libertà d’azione ai suoi capitani Scirocco e Mami Rais, i quali si allontanano rispettivamente con 4 e 5 navi. Nel rientrare, si ferma a Gozo alla ricerca di informazioni e per rifornire d’acqua la propria flottiglia. |
| Giugno/ luglio |
|
|
E’ attaccato in Mehedia da Andrea Doria, mentre si trova impegnato in un’ incursione estiva al largo di Genova. Saccheggia Rapallo; si porta davanti alle coste spagnole, salvo a ritirarsi appena viene a conoscenza che Bernardino di Mendoza gli sta dando la caccia con una squadra di 12 grosse galee. Si sposta nel mare Tirreno; ai primi di luglio sbarca sulle coste occidentali della Sardegna e viene respinto con la perdita di 400 uomini. Venduti in Barberia i prigionieri che sono a bordo della sua squadra navale, torna a Djerba; raccoglie 3700 mori, 800 turchi e 60 cavalli al fine di soccorrere Mehedia; viene via mare con alcuni soccorsi turchi. Sorprende 750 fanti e 200 guastatori siciliani, che stanno raccogliendo legname per rafforzare le trincee. Nello scontro viene ucciso il governatore spagnolo di La Goletta Luigi Perez; alla fine, il Dragut è sconfitto, per cui deve fare ritorno a Djerba. |
| Settembre |
|
|
I difensori di Mehedia cedono agli spagnoli; viene uccisa la maggior parte della guarnigione turca. Il nipote Hisar Rais si traveste e si nasconde in una bara; nonostante ciò viene catturato; riconosciuto da Vincenzo Cicala, viene fatto consegnare da costui all’imperatore Carlo V. Hisar Rais sarà più tardi liberato dietro uno scambio con Giulio Cicala, schiavo dello zio. Il Dragut, nel contempo, ripara a Djerba ed ordina di tirare a secco le galee sulla spiaggia del lago dell’ isola per sottoporle ai necessari trattamenti di carenaggio. |
| Ottobre |
|
|
Compare all’improvviso a Djerba la squadra di Andrea Doria, che si colloca di fronte allo stretto passaggio che conduce al lago dell’isola. I corsari sono imbottigliati nel canale della Cantera, un sottile braccio di mare, che si stende fra la costa e l’isola di Djerba: il canale è praticabile da una sola estremità, perché dall’altro lato una serie di scogli e di bassifondi forma una specie di istmo a fior d’acqua. Il Dragut, che non vuole restare intrappolato, riunisce 2000 contadini e li forza, assieme con i suoi equipaggi e gli schiavi, ad aprire nottetempo un canale, profondo un metro, sull’estremo opposto dell’isola, dalla parte di sud-ovest. Lo fa riempire d’acqua e le sue navi vengono trainate a forza di braccia fino al mare. Riprende le sue scorrerie con 20 galee; dirotta una galea genovese, diretta a Djerba, che sta conducendo rinforzi al Doria; vi cattura a bordo Abu Beker il figlio del re di Tunisi; prende pure un galeone carico di vettovaglie e di munizioni, spedito con la medesima finalità dal viceré di Sicilia don Giovanni di Vega. Va in Levante con la sua flotta e chiede rinforzi al sultano Solimano. Gli spedisce anche il prigioniero Abu Beker: il sultano lo farà morire in una torre del mar Nero. |
| 1551 |
|
|
|
| ………… |
In proprio |
Venezia |
Il sultano Solimano lo nomina sangiacco dell’isola di Santa maura; il Dragut ha il comando della flotta di Lepanto (Navpaktos) e di Prevesa, forte di 40/50 galee. Penetra nel mare Adriatico e procura gravi danni ai battelli mercantili della Serenissima. Il provveditore della flotta Andrea Duodo lo blocca in un porto: riceve l’ordine dal senato di lasciarlo partire con tutti gli onori. |
| Maggio |
Impero ottomano |
Malta |
Desideroso di vendicarsi dello smacco di Mehedia, brucia in Sicilia Augusta e ne dà alle fiamme la rocca; infesta la costa orientale dell’isola. Affianca Sinan Pascià in un attacco contro Malta. Mette alla fonda le sue navi nel porto meridionale di Marsa Muscietto e si prepara a devastare l’isola. Si accosta alle mura della cittadella; prende visione delle fortificazioni di Birgu e di Senglea, perlustra tutte le posizioni attorno al porto principale ed arriva alla conclusione che i cavalieri possono essere sì sconfitti, ma solo se gli ottomani possono disporre di un numero di forze superiore rispetto a quello a disposizione al momento. Si dirige a nord ed assedia invano Mdina, posta su erti spicchi rocciosi. Deluso nelle sue aspettative e messo in allarme da un rapporto che prevede il prossimo arrivo di Andrea Doria, si dirige a Gozo. Ne prende il castello e fa schiavi 4000 abitanti. Perde 6 galee ad opera della flotta del Doria. |
| Giugno/ agosto |
|
|
Fa rotta su Tripoli, controllata dai cavalieri di Malta dal 1530. Attacca la località con Sinan Pascià e Salech Rais. Ad agosto, si collega con il Mourad e con Kambil Bey e con 8 pezzi di artiglieria spara contro il castello cittadino. Alla fine, il comandante del forte Gaspare di Villers, si arrende: i cavalieri spagnoli sono massacrati, mentre quelli di origine francese, su intervento dell'ambasciatore francese a Costantinopoli Gabriel d'Aramont, vengono rilasciati e possono rientrare a Malta. Con la vittoria, Dragut, Mourad e Sinan Pascià prendono parte ad una festa organizzata nei padiglioni del Villers e dell’ambasciatore francese d’Aramont. |
| Settembre |
Impero ottomano |
Impero |
Conduce la guerra di corsa nel mare Tirreno con Leone Strozzi. Irrompe su Taggia in Liguria; colpisce da solo ancora la Riviera di Ponente. Sbarca truppe sulla spiaggia di Riva Brigoso, desola il paese, lo incendia e ne deporta quasi tutti gli abitanti. |
| ………… |
|
|
Collabora con il Mourad ad estendere il suo dominio sul litorale su tutta la regione di Misurata (Misratah) fino a Zuara ed a Djerba e, nell’interno, sino ai piedi del Gebel. |
| 1552 |
|
|
|
| ………… |
Impero ottomano |
Impero Toscana Genova |
Compare davanti ad Augusta e Licata e fa 600 schiavi; un altro migliaio di persone vengono sequestrate nell’isola di Pantelleria. Si impossessa del locale castello. |
| Luglio |
|
|
Suoi corsari sono respinti sulle spiagge di Taormina. Dà il guasto nel golfo di Policastro; ritorna a Palmi per vendicarsi dello scacco subito tre anni prima in Calabria. Dopo avere saccheggiata la località, risale il mare Tirreno per congiungersi nuovamente nel golfo di Napoli con Sinan Pascià, in attesa che si colleghino con la flotta ottomana anche le navi francesi comandate da Polin de la Garde. Il Dragut giunge sulla spiaggia di Scauri, nei pressi di Formia. L’alleato tarda all’ appuntamento e Sinan Pascià decide di rientrare secondo gli ordini avuti dal sultano Solimano. Il Dragut lo convince a dirigersi a settentrione per danneggiare le isole della Sardegna e della Corsica. E’ saccheggiata Ponza; i turchi si spingono verso le spiagge laziali, depredando ed incendiando ovunque, sebbene che il re di Francia Enrico II abbia fatto ottenere allo stato della Chiesa un salvacondotto per le sue terre ed i suoi sudditi. Obbligato dal cattivo tempo, infine, ritorna ad incrociare con Sinan Pascià davanti al golfo di Napoli. Ha Massa Lubrense e Sorrento, si procura schiavi in qualsiasi luogo gli abitanti siano sorpresi; sbarca a Pozzuoli, devasta la cittadina ed il litorale fino a Minturno, scorrazza con le sue bande fino a Nola. Nello stesso tempo, parte da Genova per Napoli un convoglio di 40 galee, condotto da Andrea Doria, e che ha a bordo numerosi lanzichenecchi. |
| Agosto |
|
|
Andrea Doria, transita al largo di Ostia e conduce la sua flotta in mezzo all’armata ottomana, forte di 120 vele. I nemici, alla sua vista, si danno alla fuga; il Dragut si impossessa di 7 galee poste in avanguardia, compresa una che trasporta a Napoli il colonnello Madruzzi con molti fanti tedeschi. I prigionieri vengono incatenati al remo delle galee turche; altri subiranno lo stesso trattamento per essere utilizzati più tardi come forzati nelle galee francesi inviate a sostenere nel regno di Napoli l’azione del principe di Salerno, Ferrante da San Severino. Con la vittoria, Sinan Pascià, nonostante l’ opposizione del Dragut, abbandona le acque napoletane per rientrare in Levante, in quanto non è ancora giunta la flotta alleata. Per alcune fonti, il capitano generale della flotta ottomana assume questa decisione a seguito della consegna di alcuni falsi messaggi fattigli avere dagli avversari: gli sarebbero, così, state fatte avere delle false credenziali da parte del fuoriuscito Cesare Mormile, che agisce per conto degli imperiali tradendo con ciò la sua causa: tramite esse, Sinan Pascià viene informato che il re di Francia per l’anno in corso non è in grado di allestire una flotta. Questa versione è pure corroborata da una polizza di 200000 scudi, che, nell’occasione, sono stati forniti al Mormile dagli imperiali. Il Dragut, al contrario, continua imperterrito nelle sue razzie. |
| 1553 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Alla morte del Mourad, ottiene dal sultano di Costantinopoli il governo di Tripoli. Estende il territorio controllato da tale località e si espande verso ovest; lotta contro i capi tribù di Djerba e dell’interno. |
| Maggio/ luglio |
|
|
Ha il comando della flotta al posto di Sinan Pascià con il quale è venuto a contesa. Esce dall’ arcipelago greco con 60 galee, accompagnato dal principe di Salerno. Naviga con il de la Garde verso l’Italia; senza prestare attenzione alle esortazioni dell’alleato, prende terra a Crotone ed a Castello di Calabria. I turchi avidi di prede si gettano sulle campagne, bruciano le messi, incendiano le case, fanno violenza alle donne. Si reimbarca e costeggia la Sicilia; mentre è fermo a Licata per fare rifornimento d’acqua, gli equipaggi si sbandano e si danno al saccheggio. Con 700 abitanti legati alla catena ed ammassati nelle stive delle fuste e delle galee, riprende il mare. Il Dragut assale quindi Sciacca; molti turchi cadono in un agguato presso Modica teso loro dal presidio spagnolo: sono fatti prigionieri a centinaia e 40 perdono la vita. Quando il corsaro viene a conoscenza che la guarnigione imperiale di La Goletta è stretta d’assedio dai mori, pretende di spostarsi in Tunisia: ne è dissuaso a stento dai francesi. La flotta, sbattuta dal vento, dà fondo all’isola di Tavolara in Sardegna; da là si spinge verso Porto Ercole, tenta invano uno sbarco su quella costa, avanza verso l’isola d’Elba. I turchi scendono sul litorale e mettono a sacco Marciana Marina, Rio, Capoliveri; il Dragut si accosta a Cosmopoli (Portoferraio) e vi è respinto con molte perdite. Si ritira dopo qualche tempo; ad analogo insuccesso va incontro a Piombino. Cominciano nuovamente le recriminazioni e le lamentele dei turchi nei confronti dei francesi. Il de la Garde riconduce questi ultimi sotto Porto Ercole ed induce il Dragut ad una spedizione in Corsica alla testa di un centinaio di galee. Il corsaro assale l’isola di Pianosa e la mette a ferro e fuoco; ne trae schiavi tutti gli abitanti, un migliaio circa di persone. |
| Agosto |
|
|
A metà mese sono imbarcate sulle galee turche le milizie francesi del Termes. Giunge all'arcipelago toscano e saccheggia le isole d'Elba e di Pianosa. Si dirige, infine, verso la Corsica per sostenervi l'azione di Sampiero Corso contro imperiali e genovesi. Bombarda la città di Bastia che gli apre le porte; conquista Calvi e Bonifacio (che si arrende a patti). Il presidio di 1200 uomini esce dalla località con Antonio da Carmetto. Dragut non osserva le condizioni stabilite, si lancia contro i soldati e li fa schiavi con i loro famigliari. Chi resiste, viene ucciso. Dragut pretende dai francesi 30000 scudi a compenso delle munizioni spese nei tre assedi e per i regali che ha dovuto fare ai suoi capitani di galea perché se ne stiano quieti e non mandino i loro uomini al saccheggio. Il Termes e Polin de la Garde gli rilasciano una lettera di credito pagabile a Costantinopoli nel termine di cinque mesi; nello stesso tempo, inviano un loro messaggero al residente francese, con l’invito di non riconoscere alcuna somma perché le munizioni utilizzate sono di proprietà del sultano. Con l’occupazione di Bonifacio, Dragut lascia la Corsica. |
| Settembre |
|
|
Rientra in Levante con Mustafa Pascià stracarico di prede. |
| 1554 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Salpa dal Bosforo alla testa della flotta ottomana. Sverna a Chio alla testa di 60 galee. Mette a ferro e fuoco Vieste, nel Gargano; minaccia Ragusa (DubrovniK). |
| Agosto |
|
|
Si ripropone davanti alle coste toscane. La flotta di Andrea Doria, che ha lasciato in Corsica Adamo Centurione a completare la conquista dell’isola, incrocia davanti a Porto Ercole ed a Orbetello per impedire che il de la Garde ed il Dragut vi sbarchino corpi di spedizione; alla fine, il nemico si ritira ed il Dragut fa approdare le sue milizie ad Orbetello. |
| 1555 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Lascia Algeri e con Piali Pascià (nuovo ammiraglio dell’armata turca) ha l’incarico di prelevare degli schiavi nell’Italia meridionale. |
| Luglio |
|
|
Ai primi del mese, scende a Capo Vaticano, il promontorio più avanzato del golfo di Gioia Tauro, danneggia Ceramica e provoca altri incendi e devastazioni a San Lucido. Finita l’impresa, piomba sul far del giorno su Paola; nonostante una tenace opposizione, penetra nell’abitato e sconvolge la cittadina. Non è risparmiato il convento del santo, situato fuori mano in posizione elevata. I prigionieri, fatti in tale occasione ed in quella successiva che si svolge a Santo Noceto, ammontano ad oltre 350. Si presenta con Piali Pascià e 20 galee all’imboccatura settentrionale del canale di Piombino; conquista Populonia, ed assale invano Piombino e l’isola d’Elba, da cui viene respinto con forti perdite. Si congiunge con 30 galee francesi del principe di Salerno e si trasferisce in Corsica: ne porta via schiavi 6000 cittadini di Bastia. Sbarca a Calvi; ne va all’ attacco con i francesi; obbligato a ritirarsi a causa della resistenza riscontrata, scorre le coste della Sardegna con le usuali devastazioni. |
| ………… |
|
|
Compie alcune incursioni in Liguria ai danni di alcune località della Riviera di Ponente. Sbarca ad Ospedaletti e, seguendo il suo abituale schema operativo, guida i suoi uomini a battere il territorio circostante; fa numerosi prigionieri nel borgo della Colla. Si sente talmente padrone della situazione che, subito dopo la scorreria, si ferma sulla spiaggia di San Remo, in località San Rocco, ed offre la possibilità di riscattare le persone catturate. Il podestà Alessandro Giustiniani vi accorre insieme con le altre autorità e gran parte della popolazione. |
| ………… |
|
|
Rientra a Costantinopoli. Al sultano Solimano fa notare come il Mourad sia invecchiato e non abbastanza energico per trattenere gli abitanti di Tripoli nell’obbedienza dell’impero ottomano. |
| 1556 |
|
|
|
| Marzo |
|
|
Viste frustrate le proprie ambizioni riguardo l’ammiragliato della flotta ottomana, rinuncia al sangiaccato di Santa Maura: è nominato governatore e pascià di Tripoli, mentre Mourad si deve accontentare della sola Tagiora. E’ accolto in trionfo a Tripoli al suo ritorno da Costantinopoli. Farà fortificare la città nelle sue mura, incominciando a costruire il bastione della polveriera (Dar el Barud); anche le difese portuali verranno rafforzate mediante l’edificazione di un altro bastione, il forte Dragut, che sostituirà nello stesso punto il fortino San Pietro. |
| Luglio |
|
|
Ritorna alla guerra di corsa. Nel mese, viene avvistato al Capo di Santa Maria; presso l’isola di Lampedusa si impossessa di una nave veneziana che trasporti materiali necessari per la difesa di Malta; se ne appropria, li fa caricare sulle sue navi e li trasferisce a Tripoli per rafforzarne le difese. A bordo dell’imbarcazione della Serenissima viene trovato pure un fanale costruito per la capitana dell’ordine gerosolomitano: lo utilizzerà, invece, il Dragut per la sua ammiraglia. Di seguito raggiunge la Liguria e vi devasta Bergeggi e San Lorenzo. |
| Dicembre |
|
|
Si impossessa di Gafsa, ad ovest di Tripoli. |
| 1557 |
|
|
|
| Estate |
|
|
Esce dal Bosforo con la flotta forte di 60 galee. Arriva davanti al golfo di Taranto, si butta sulla costa calabrese ed assale Cariati, che viene messa a ferro e fuoco. Scorrazza lungo la Puglia ed altre località subiscono la medesima sorte. Caricate le galee di prigionieri, frumento e beni predati, fa rientro alle sue basi. |
| 1558 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Nella Barberia orientale mette in piedi un nuovo stato fondato sui tributi dei notabili delle città e delle tribù dell’interno. Si impadronisce di Garian, i cui abitanti hanno commesso l’errore di non prendere in considerazione un suo messaggero. Li obbliga al tributo; il medesimo risultato ottiene con i suoi giannizzeri a Tarhuna. Sconfigge, indi, i Beni Oulid, sempre in Tripolitania, e riduce anch’essi allo stato di suoi tributari; si dirige verso Taorga, che cede senza resistenza; passa a Misurata; tocca per via di terra Tagiora, che dalla morte di Mourad fa anch’essa parte dei suoi domini, e fa ritorno a Tripoli. Sempre nel periodo, aspira al possesso di Djerba, al momento l’isola è sottoposta al controllo del re di Kairouan Sidi Arfé, che vi ha nominato un governatore di nome Solimano. Il Dragut combatte più volte contro i rivali. Nell’anno riesce a catturare con l’inganno il governatore di Djerba, dopo averlo invitato a Tripoli per trattare la pace con il re di Kairouan. Lo fa strangolare; si mette in mare ed occupa Djerba. Si giustificherà, più tardi, presso il sultano di Costantinopoli facendogli presente che Sidi Arfé ha sempre agito in perfetta intesa con gli spagnoli. |
| Maggio |
Impero ottomano |
Corsari |
Una sua galea bastarda e 4 galee dell’Occhiali attaccano in Levante il galeone corsaro di Vincenzo Cicala. |
| Giugno |
Impero ottomano |
Chiesa Spagna |
Raggiunge con le sue fuste allo stretto di Messina la flotta di Pialì Pascià. Si butta sulle riviere calabresi, devasta Reggio Calabria e la mette a sacco; raccoglie un ricco bottino ed un grande numero di schiavi che saranno venduti sul mercato di Tripoli. Naviga lungo le isole Eolie, devastando vari villaggi; passa lungo la costa di Amalfi, penetra nel golfo di Salerno, ha Massa Lubrense. Approdato alle prime luci dell’alba sul lido del Cantone, si mette alla testa dei suoi armati, sale le colline, discende dall’opposto versante e cala sulla località catturando gente d’ogni età, d’ogni sesso e condizione, uccidendo chi oppone resistenza, bruciando le case le cui porte non gli vengono aperte. Prosegue per Sorrento, ma qui deve segnare il passo perché la città è cinta di mura. Uno schiavo moro d’una nobile famiglia del luogo, i Correale, lo raggiunge e gli consegna le chiavi cittadine, che sono affidate per un antico privilegio a quella famiglia. Irrompe entro Sorrento; sono portate nelle stive delle sue navi migliaia di persone destinate alla schiavitù in Barberia o a Costantinopoli. Con la sua flotta corsara corre la costa fino a Torre del Greco; riprende la rotta verso nord, veleggia davanti alla Toscana, si ferma a Piombino. |
| Luglio |
|
|
A Tripoli. Informato che 4 galee maltesi sono state avvistate a Misurata, esce con 8 vascelli (3 galee e 5 galeotte) per andare loro contro. |
| Agosto |
|
|
Prende alcuni bastimenti nel canale di Malta. Vengono ad affrontarlo le 4 galee di Malta agli ordini di Pietro di Monte e 4 galee del genovese Giacomo Grimaldi. Alla loro vista si ritira in gran fretta da quei mari. |
| Settembre |
|
|
Si urta con i francesi e con Pialì Pascià infesta le coste spagnole. Viene colpita in particolare Minorca (Menorca). Rientrato in Libia, organizza grandi feste a Tripoli. Convoca a banchetto tutti i corsari barbareschi. |
| 1559 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Doma in Tripoli una ribellione causata dai suoi funzionari che sono stati incaricati di riscuotere le tasse. Riallaccia relazioni commerciali con il re del Bornu. |
| ………… |
Impero ottomano |
Malta |
Cattura una fregata dei cavalieri di Malta uscita da Messina: viene in tal modo informato dei preparativi dell’ordine gerosolomitano per un prossimo attacco a Tripoli. Provvede a rafforzare le difese della città. |
| 1560 |
|
|
|
| Febbraio |
Impero ottomano |
Spagna Chiesa Malta |
Viene minacciato dal viceré di Sicilia, don Giovanni della Cerda, duca di Medinaceli. Una flotta spagnola di 28 grandi vascelli, 14 di minori e 50 galee agli ordini di Giovanni Andrea Doria attracca nelle secche di Palo e nei pressi dell’isola di Djerba. A bordo vi sono 30 battaglioni di fanti spagnoli agli ordini di Alvaro de Sande e 35 comandati da Andrea Gonzaga; sono, inoltre, imbarcate 14 compagnie di fanti tedeschi, 2 compagnie di francesi, 600 archibugieri e molti pezzi di artiglieria, per un complesso di 30000 uomini. Collegate alla flotta sono pure 4 galee pontificie, 4 toscane e 5 dei cavalieri di Malta. Il Dragut si porta immediatamente a Djerba con 1000 giannizzeri e 10000 mori; rafforza, pure, il presidio di Tripoli con 2000 soldati e raccoglie una grande quantità di pezzi di artiglieria, di vettovaglie e di munizioni. Molesta le truppe degli avversari, che tentano di sbarcare per procurarsi l’acqua. Dragut, da ultimo, invia Occhiali a Costantinopoli a chiedere pronti soccorsi al sultano. Raduna, nel frattempo, le sue fuste e si conduce nel mare Adriatico, a Valona. Da tale base inizia ad effettuare insidiose puntate alla volta della Puglia, della Calabria e della Sicilia. Non opera sbarchi, ma tiene sempre all’erta gli avversari facendosi vedere sulle loro coste. |
| Marzo |
|
|
Invia a Costantinopoli 2 galee cariche di donativi per ricercare il soccorso della flotta ottomana. A metà mese il castello di Djerba perviene nelle mani degli avversari. Nel contempo, protestano la loro fedeltà al re di Spagna il sovrano di Tunisi Mohammed ben Hamydah ed il re di Kairouan Mohammed-el-Refà. |
| Aprile |
|
|
Giunge in suo soccorso la flotta di Piali Pascià con 60 galee. |
| Maggio luglio |
|
|
Con Piali Pascià sorprende la flotta spagnola e quella dei loro alleati nelle acque di Djerba e la intrappola in una sacca. I turchi affondano o incendiano 20 galee e 27 navi adibite ai rifornimenti e distruggono completamente l’armata pontificia. Sono fatti 5000 prigionieri, fra i quali vi sono Sancio de Leyva, Berengario di Requesens e Gastone de la Cerda. Il Dragut si collega di nuovo con l’ammiraglio turco alla testa di 11 galee e, insieme, stringono d’assedio Djerba. Per tre mesi 18 pezzi di artiglieria battono le mura della piazzaforte in cui sono rinchiusi 500 soldati, fra italiani, francesi e spagnoli agli ordini del de Sande. Manca l’acqua; dopo qualche inutile sortita, i difensori si arrendono a discrezione. Il Dragut rafforza il porto di Djerba e lo trasforma in un covo piratico. Con le ossa dei cristiani periti nell’assedio, i turchi innalzeranno presso il forte un mausoleo per commemorare la loro vittoria: si tratta di una piramide di 25-30 piedi di altezza e 130 piedi di circonferenza, visibile dal mare (la cosiddetta “torre dei crani”). Solo nel 1848 a quei resti verrà data sepoltura. |
| ………… |
|
|
Piali Pascià facilita il Dragut nell’accordarsi con i berberi che gli sono ostili e lo ristabilisce nel regno di Tagiora: i capi della sommossa sono puniti in modo esemplare. Il Dragut tratta con umanità il Sande e gli altri suoi prigionieri: quelli di minor conto saranno venduti sul mercato a Tripoli. Anche l’ammiraglio ottomano fa ritorno a Tripoli, ove viene accolto con grandi salve di artiglieria. Le galee turche, adorne di stendardi e di bandiere, recano sulle antenne di poppa a riverso i vessilli spagnoli catturati nel combattimento di Djerba. Private di albero e di timone, le galee cristiane, che sono state catturate, vengono rimorchiate fino all’imbocco del Bosforo; in segno di successo la prima nave trascina in acqua un vessillo, sul quale cui è dipinto un Cristo crocifisso, già appartenente all’esercito spagnolo. |
| 1561 |
|
|
|
| Marzo |
|
|
3 sue galeotte, agli ordini dell'Occhiali, catturano presso l’isola di Marettimo Vincenzo Cicala e Luigi Osorio, che sono condotti a Tripoli. Prepara la flotta per combatter i cristiani nella prossima campagna. |
| Giugno |
|
|
Si nasconde a Stromboli con 7 grosse galee e 2 galeotte. Le sue galeotte si fanno scoprire nei pressi di Milazzo da 7 galee di Sicilia, che stanno conducendo a Napoli il vescovo di Catania Nicola Maria Caracciolo. |
| Luglio |
|
|
Il cavaliere di Malta fra Bernardo Guimeran (Guimarens), che comanda le 7 galee, si mette all’inseguimento delle 2 navi. Si porta troppo in avanti con la sua capitana ed altre 2 galee; cade nell’imboscata predisposta da Dragut nelle acque di Lipari. Segue lo scontro fra le due squadre e la cattura di tutte e 7 le galee. Il Guimeran cade in combattimento ucciso a prua da un colpo di archibugio. La galea di quest'ultimo è catturata in meno di un'ora di lotta. Dopo dieci mesi di schiavitù il vescovo sarà riscattato con la somma di 3000 scudi; nei patti predisposti per la sua liberazione, è prevista un’ulteriore somma da corrispondere al corsaro nel caso in cui il prelato diventi papa. Dragut ritorna in trionfo a Tripoli dopo avere fatto rifornimento d’acqua a Gozo. |
| Agosto |
|
|
Blocca dal mare la città di Napoli con 35 navi. |
| 1562 |
|
|
|
| Aprile |
|
|
Prepara 14 galee per assalire le coste di Malta. Invia in esplorazione una galeotta: questa viene presa dai cavalieri che fanno schiavi 120 uomini. |
| ………… |
Algeri |
Spagna |
Assedia Orano (Oran). Alla notizia dell’arrivo della flotta spagnola di Francesco di Mendoza con 35 galee spagnole e genovesi, si ritira. |
| 1563 |
|
|
|
| ……….... |
|
|
Compie un’incursione nel territorio di Granada: questa termina con la deportazione di 4000 persone. Entra in Malaga in pieno giorno. |
| Aprile |
Algeri |
Orano |
Appoggia Salech Rais nei suoi attacchi ad Orano. Gli invia in aiuto 20 vascelli e 20 pezzi di artiglieria; da parte sua, lancia da terra una grande offensiva contro Orano e la vicina fortezza di Mers-el-Kebir. |
| Settembre |
In proprio |
Spagna Genova |
Postosi all’agguato nelle acque di Napoli, cattura nei paraggi di Capri 6 navi appena uscite da quel porto: 3 stanno andando in Sardegna con un carico di legname e 3 sono dirette in Spagna con a bordo zolfo, tartaro ed altre merci; una di queste trasporta molti soldati spagnoli con le loro famiglie. Il capitano di uno di questi legni, il raguseo Vincenzo di Pasquale, preso dalla paura per la sorte cui è destinato con i suoi famigliari, dà fuoco alla santabarbara: molti turchi e spagnoli che stanno combattendo fra loro muoiono. La nave va a fondo: tra i pochi raccolti in mare vi è anche il capitano, che viene condotto sulla galea del Dragut. Il corsaro gli fa tagliare la testa. Subito dopo il Dragut si spinge sotto Chiaia, con la speranza di catturare la vedova di Alfonso d’Avalos. Con il fallimento dell’operazione, si sfoga facendo prigionieri gli abitanti della località. Dopo di ciò infesta le coste della Liguria e della Sardegna: in particolare, la sua presenza è segnalata nel litorale di Oristano e nel porto di Marcellino. In tale occasione, suoi corsari sbarcano e si avviano all'interno per le solite depredazioni; una parte di costoro cade in un'imboscata tesa da una cinquantina di cacciatori diretti casualmente verso i boschi di Ercolento. I sardi, inferiori di numero, vengono respinti; di essi una decina viene catturata e fatta schiava. Altre masnade di Dragut si recano, invece, nel mare Jonio e nel mare Adriatico e mettono a sacco le coste pugliesi ed abruzzesi. Rientra, infine, nelle acque siciliane; si trova due volte alla fossa di San Giovanni, vicino a Messina, con 28 navi. |
| Ottobre |
|
|
Naviga intorno al Capo Passero e nel canale di Malta con 18 vascelli per intercettare 5 galee maltesi, che hanno partecipato all’azione del Pennone di Velez de la Gomera. Deluso nelle sue aspettative, decide di attaccare il castello di Gozo. Viene respinto dai cavalieri. |
| 1565 |
|
|
|
| ………… |
|
|
Spinge il sultano ad assalire La Goletta, più che a muovere contro Malta. |
| Maggio giugno |
Impero ottomano |
Malta |
Tarda a venire contro Malta; vi arriva. Infatti, solo l’ultimo giorno di maggio. Piali Pascià salpa da Marsa Scirocco con 80 vele e gli viene incontro. Dragut giunge con 13 galee e 2 galeotte (per altre fonti 17); è alla testa di 1600 soldati (3000), detti “matasiete”, per avere giurato di uccidere ognuno non meno di sei nemici in guerra ed in arabo “settah” vuol dire sei (da ciò è derivata la voce di “ammazzasette”). Tali guerrieri, vestono pelli di belve, portano un casco di ferro dorato, hanno il volto tatuato con maschere tali da incutere spavento e sono armati di scimitarre affilatissime. Decide di sbarcare di fronte alle Forche, all'ingresso di Marsa Muscietto, una punta rocciosa volta a nord-ovest, che porta ancora oggi il suo nome. Dragut si incontra con Mustafa Pascià, che lo riceve con grandi onori; consiglia di espugnare, prima di ogni altra cosa, il castello di Gozo e la città vecchia. Spinge, poi, a concentrare il fuoco sul forte di Sant’ Elmo, che si staglia dominante l’ingresso del porto principale. Costruito da poco tempo, esso sembra, infatti, più vulnerabile: la piazzaforte è battuta con 30 cannoni. Il Dragut ha il comando dell’artiglieria: sulla fortezza si abbattono, nelle ventiquattro ore, 6000 palle; in un attacco sono uccisi 450 turchi. Appena si accorge che il forte ed il borgo hanno ancora modo di comunicare fra loro, ordina di estendere l’assedio per isolare del tutto la fortezza. A metà giugno, viene ferito alla fronte da una scheggia di pietra, provocata da una grossa palla di ferro sparata dal forte di Sant’Angelo, mentre sta guidando i suoi in un attacco contro il castello di Sant’Elmo. Perde sangue dagli orecchi e dalla bocca. Portato in una tenda vicina, muore due giorni dopo. Il suo corpo viene trasportato a Tripoli, ove sarà sepolto. Alla testa dei corsari gli succede l’Occhiali. Il forte di Sant’Elmo sarà conquistato a fine mese. Vi saranno ancora vivi soltanto 9 uomini e tutti sono feriti in modo grave: costoro saranno tutti uccisi per vendetta sul posto. I loro cadaveri sono fatti inchiodare su delle tavole che poi vengono gettate in mare, affinché le onde li trasportino verso i muraglioni della città. Il corpo di Dragut sarà sepolto a Tripoli nella moschea di Sarai Dragut, da lui fatta costruire al posto di una cappella dei cavalieri di Malta. Ad organizzare le sue onoranza funebri sarà l'Occhiali. |
CITAZIONI
-“Egli era uno dei pochi capi della marineria turca che fosse nato musulmano.” Lingua
-“Cranio rotondo, chioma folta a crespe naturali, collo carnoso, poca barba, labbra strette, naso perfettissimo, pomelli rilevati, liscia la pelle, e l’occhio fisso.” Guglielmotti
-“Vir sane bellicosus, et rei militaris peritissimus, cuiusque fides et prudentia saepius imperatori Solymani perspecta fuerat in rebus bellicis gubernandis… Quippe qui longe spatio caeteros Turcas proceres suae aetatis virtus est peritia rerum maritimarum, et diligentia, et consilio, et animo magnificentia ac liberalitate antecellere. Quod si tanti ingenii splendorem inhumana vel potius ferina crudelitas non contaminasset, suae tempestatis nemico secundus dux atque imperator classicus jure haberi poterat.” Conti
-“Acquistossi gran fama nelle cose di mare. Perché venuto a notitia del Granturco, e chiamato alla corte, coll’essersi in molti luoghi valorosamente e fedelmente portato, venne in poco tempo in tanta gratia e autorità appresso del Signore, che di gran lunga passava tutti gli altri c’havevano cure maritime, la somma del governo delle cose navali era a lui commessa…Chiarissimo capitano.” Foglietta
-“Famoso e a christiani dannoso corsale…Il più crudel nemico de’ christiani, et il più dispietato, e pernicioso corsale, di quanti all’età nostra in questi mari stati siano…Potente, e crudel corsale.” Bosio
-“Qui se distinguait par son caractère audacieux et la détestable activité avec laquelle il pérsecutait le commerce des Espagnoles.” Prescott
-“ Divenuto formidabile in tutto il Mediterraneo, e recava infiniti danni ai due regni di Napoli e di Sicilia.“ Di Blasi
-“Famoso corsale.” Ammirato
-“Fu il più grande uomo di mare che la marina turca abbia avuto mai; conosceva punto per punto tutto il Mediterraneo e per lunga pratica era divenuto maestro nell’arte del navigare.” Frignani
-“Famoso corsaro odiato per la sua gran tirannia non solo da’ christiani, ma da’ turchi stessi.” Leti
-“Qui Chariadeno nuper defuncto successerat, atque maritimarum rerum peritia illius virtutem, et ausus aequabat…Summi nominis pirata.” Morosini
-“Era noto come egli inferocisse verso i disgraziati che avevano la sventura di cadere nelle sue mani: con la violenza li obbligava a denunciarsi gli uni con gli altri per conoscere il rango sociale di ciascuno, al fine di stimarne il prezzo dell’eventuale riscatto. Spesso, a forza di nerbate, li costringeva a rinunziare alla fede cristiana per farsi musulmani.” Panetta
-“Famoso corsaro.” Sagredo
-“Il più geniale dei corsari barbareschi.” Monterisi
-“Uno dei capitani più temuti della flotta turca…(Dal giorno della sua liberazione) recò i propri uomini all’attacco delle coste d’Italia, saccheggiando e incendiando città e villaggi, portando via ogni volta un gran numero di prigionieri, e divenne celebre per le sue prove d’audacia, ma, ancor più, per aver ordinato, durante le corse, degli orribili massacri. Si diceva che alcune centinaia di spagnoli, dell’esercito di Alver de Saude, luogotenente del viceré di Sicilia, furono, per suo ordine, uccisi tutti in un sol giorno, e che, per suo divertimento, i rispettivi crani furono sistemati uno sopra l’altro a formare una piramide.” Heers
-“Barbaro corsale…La cui morte se ben dolse molto alla setta maomettana, nondimeno fu di gran giubilo a tutta la christianità.” Summonte
-“Pirata multis in nostros maleficiis clarus.” Fazello
-“Gran corsale…Fu..il più acerbo corsaro et nemico de’ christiani, che comparisse gran tempo in mare, et rovinò molte contrade.” Roseo
-“Il più grande marinaio del suo tempo.” Bradford
-“ Dragut era superiore a Barbarossa. Conoscitore profondo del Mediterraneo, egli univa le cognizioni teniche all’audacia. Non vi era insenatura, o canale, che egli non avesse solcato. Ingegnoso nel progettare rotte e piani di battaglia, quando intorno a lui tutti venivano presi dalla disperazione, eccelleva nell’escogitare metodi inattesi per sfuggire alle più pericolose situazioni. Era un comandante di navi incomparabile,…aveva conosciuto la durezza della prigionia e si dimostrava umano nei confronti dei suoi prigionieri. Era, sotto ogni aspetto, un gran personaggio e nessuno più di lui meritava di portare il nome di re.” Dalla testimonianza di un ammiraglio francese riportata dal Bradford
-“E’ turco di mentalità, di religione e d’origine, provenendo da un villaggio dell’Anatolia. Egli è cresciuto alla scuola del Barbarossa…Il più terribile corsaro turco che la storia ricordi.” Fedozzi
-“Uno dei più audaci ed abili capi corsari.” Bono
-“Greco-asiatico, aveva il cranio rotondo, la capigliatura folta e crespa, scarsa la barba, carnoso il collo, strette le labbra, perfettissimo il naso, rilevati i pomelli e fisso l’occhio come chi sa pensare, antivedere, provvedere. E difatti, sia come marinaio, sia come condottiero, Dragut non era superato che da Ariadeno (Barbarossa).” Bravetta
-Con il Barbarossa “Famosi corsari turchi.” Manuele
-“Inhumain.., la memoire duquel sera toujours detestable aux pauvres esclaves…Il alloit ordinairement en course avec une trentaine de galeres. » Dan
-“Celebre nella storia di Tripoli e di Malta…Diede un forte impulso alla pirateria, facendo di Tripoli la sede del movimento corsaro. Disponeva di 36 galere. Nelle sue scorrerie si spingeva sino a Napoli, sulle coste della Toscana e della Liguria, depredava le navi cristiane, saccheggiava i paesi indifesi e rientrava nel suo covo carico di preda.” Bergna
- Great corsair.., a Karamanid whose early military trainings had come in the service of the Mamluks. Bicheno
-" Il n'avait pas l'élegance de Kheir ed-Din, quand il avait son age, ou plutot devrait-on dire il n'avait pas son allure d'officier-forcé-de-faire-la-guerre, que Barberousse montrait par moments. Dragut était un aigle-des-mers, un écumer-né, à qui le diable del flots avait sans doute insufflé un ricarement cruel avant et après la bataille, et ce gout insensé de l'action, meme au prix de nombreuses existences. Car contrairement à Barberousse, Dragut aurait sacrifié la moitié de ses Equipages afin d'assarvir sa soif de conquetes, mais surtout sa revanche contre le monde chrétien qui voulait méconnaitre ses qualités de marin et qu'on baptisait de mille épithètes malséantes et malsomantes...Partout le pavillon de Dragut rouge et blanc aven un croissant bleu, flottait sue le territoire que le grand Kheri ed-Din lui avait dit de surveiller. Lorsq'il s'élençcait de l'ile de Djerba qui était devenue son repaire rien ne pouvait l'arreter, il razziait les terre, écumait la mer revenant chez lui gorgé de fatigue et de gloire autant que ses navires l'étaient de butin." Coulet du Gard
-"Fue Dragut el primer corsario que se atrevio a atacar de frente a los caballeros de San Juan de Jerusalén." Masia de Ros
-"Humane to his prisoners, a gay comrade, an inspiriting commander, a seaman every inch, Dragut is the most vivid and original personage among the Corsairs." Lane-Poole
-"Altro famoso corsaro divenuto con le piraterie il terrore del Mediterraneo." Bargellini