FRANCESCO
FRANCESCHI Corsaro. Di
Centuri, in Corsica.
1606 - 1675 ca.
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Giovane, si trasferisce a Livorno per navigare a bordo del vascello corsaro dello zio Adriano. |
| 1629 | In proprio | Corsari | Depreda ed affonda due vascelli barbareschi.
Il bey di Algeri lo accusa di atto proditorio perchè le navi sono
state attirate in un'imboscata mediante l'esposizione della bandiera bianca
(segnale di autorizzazione a salire a bordo per ispezionare le mercanzie
trasportate). Il Franceschi è arrestato ed è sottoposto
a processo per tali catture; fornisce dell'accaduto una versione opposta.
In pratica sono stati i vascelli barbareschi ad aprire il fuoco per primi,
mentre egli è stato costretto a difendersi. Viene assolto da ogni
accusa. |
| 1640 | In proprio | Impero ottomano | Con il suo vascello "San Giovanni
Evangelista" si impadronisce a Monte Santo, nelle vicinanze di Salonicco
(Thessaloniki) di un'imbarcazione ottomana. Sono fatti prigionieri nell'azione
anche 16 greci di religione cristiana con la scusa che hanno partecipato
allo scontro. Tutti costoro sono venduti come schiavi al Bagno di Livorno.
La comunità greca ne richiede inutilmente la liberazione. |
| 1642 | Ottiene la cittadinanza di Livorno. Ottiene vari incarichi pubblici. | ||
| 1647 | Viene eletto a Livorno gonfaloniere.
ricoprirà il medesimo incarico anche nel 1651 e nel 1667. |
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| 1651 | In proprio | Naviga con i vascelli "Sant'Orsola"
e "Sant'Anna" di conserva con un corsaro biscaglino. |
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| 1652 | |||
| Settembre | E' nominato capitano del porto di
Livorno. Si avvale della sua carica per facilitare la sua attività
di armatore e di mercante di schiavi. |
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| 1666 | Esercita l'attività mercantile
assieme con quella di corsaro. Rientra a Livorno con la nave "San
Michele Arcangelo": a bordo si trovano, fra l'altro, 46 casse di
zucchero, 10 di indaco, 4 di osso di tartaruga e 12 di cacao. Tutte le
mercanzie sono destinate al congiunto Bartolomeo Franceschi. |
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| 1674 | |||
Due suoi vascelli scorrono in Levante.
Si imbattono in 5 vascelli tripolini che hanno la meglio su di essi nel
corso dello scontro. Nel combattimento rimane ucciso il nipote Santi ed
è catturato il fratello Pietro Francesco; le due navi sono catturate
con gli equipaggi e sono condotte a Tripoli. Viene richiesto un riscatto
di 20000 pezze, cui risponde con una controfferta di 9000 pezze. Forte
della sua carica di capitano del porto, per rappresaglia peggiora le condizioni
in cui si trovano gli schiavi musulmani e minaccia di chiudere le loro
moschee. Il fratello sarà presto liberato. |
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| 1675 | Muore. |
CITAZIONI
"Francesco divenne uno dei corsari più abili e noto conoscitore dei porti e delle coste levantine." Bartalucci