FRANCESCO GATTILUSIO Di Genova. Pirata. Signore di Mitilene (Mitilini).

1326 – 1384 (agosto)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1354

In proprio


Arma 2 galee e naviga verso il mare Egeo; svolge l’attività di pirata sulla rotta commerciale che unisce i porti del mar Nero con quelli del Mediterraneo occidentale.

1355




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L’imperatore d’Oriente Giovanni Paleologo, scacciato dal trono da Giovanni Cantacuzeno, si rifugia a Tenedo (Imroz). Giunge in tale isola il Gattilusio con 2 galee. Appoggia il Paleologo nelle sue pretese; in cambio, gli viene promessa in moglie la sorella Maria ed in feudo l’isola di Lesbo (Mitilene). Salpa dall’isola di Tenedo e giunge nottetempo nel Corno d’Oro a Costantinopoli; finge di essere un mercante d’olio. Durante un temporale, si avvicina alla porta della di Santa Maria di Blachernae; vi si attesta nei pressi con alcuni armati. Si lamenta della sfortuna; chiede di entrare rompendo ad arte degli orci vuoti contro le mura; domanda soccorso perché in grave pericolo. Le guardie gli aprono la porta senza sospetto; i suoi uomini, che sono in agguato, entrano ed uccidono le sentinelle. All’alba il Gattilusio si impadronisce della torre e vi inalbera la bandiera del Paleologo. La città insorge; il Cantacuzeno, abbandonato da tutti, vestirà l’abito religioso e si trasferirà in un monastero del monte Athos.

Luglio



Riceve l’isola di Mitilene (Mitilini) come dote della moglie. Vi si insedia a metà mese.

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Costantinopoli


Ha il comando della flotta dell’Impero d’Oriente.

1357




Primavera

Costantinopoli

Rivoltosi

Assiste l’imperatore nella repressione della rivolta del governatore della Focide Giovanni Kalothetos.

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Appoggia l’imperatore in Tracia contro Mattia Cantacuzeno, figlio di Giovanni.

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Durante la prigionia del Cantacuzeno a Vidin, in Bulgaria, partecipa alla spedizione di soccorso guidata da Amedeo di Savoia.

1366

Costantinopoli

Turchi Bulgari

Prende parte alle operazioni per la liberazione di Gallipoli (Gelibolu) dai turchi e di Mesembria dai bulgari.

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Mantiene sempre rapporti con Genova, dove, peraltro, detiene varie proprietà immobiliari con dei parenti; ha anche il giuspatronato della chiesa di famiglia, quella di San Giacomo di Sestri Ponente.

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I veneziani, tramite l’ambasciatore Rafaino Caresini, protestano con i genovesi nei suoi confronti, perché a Mitilene, nella sua zecca, vengono contraffatti ducati della Serenissima con un titolo aureo inferiore a quello autentico.

1369




Ottobre



Accompagna il cognato imperatore nel suo viaggio in occidente. A metà ottobre s i trova a Roma di fronte al papa Urbano V in qualità di testimone della solenne confessione di fede cattolica prestata da Giovanni Paleologo.

1373




Ottobre



Il papa Gregorio XI lo invita a prendere parte alla riunione dei principi cristiani, convocata a Tebe (Thivai), allo scopo di discutere i provvedimenti necessari da adottare contro la minaccia turca.

1374



Il pontefice gli rivolge un appello affinché dia tutto l'aiuto possibile per la riuscita della missione degli emissari papali inviata a Costantinopoli per consolidare l'unione delle Chiese.

1379



Interviene nella guerra di Chioggia inviando una galea armata a sue spese a prendere parte alle azioni di guerra della flotta genovese impegnata nel mare Adriatico contro i veneziani.

1381



E’ sospettato dai veneziani durante la guerra di Tenedo. Il governatore dell’isola, dopo la pace di Torino, Zanachi Mudazzo rifiuta di abbandonarla, perché in essa vi si trova un inviato del Gattilusio, Raffaele di Quarto. E’, infatti, sospettato dalla Serenissima di volersi impadronire della località. Con il fallimento della sua manovra, il Gattilusio non esita a prestare assistenza alla flotta veneziana, incaricata di imporre con la forza l’applicazione dei capitoli del trattato di pace. La popolazione di Tenedo verrà deportata.

1382



Riesce ad ampliare i dominii della propria casata ottenendo dai propri parenti imperiali il riconoscimento dell'insediamento di suo fratello Niccolò nella baronia di Enos, sulla costa della Tracia.

1384




Agosto



Muore nel suo castello di Mitilene con i propri famigliari durante un terribile terremoto. E’ sepolto in un grande sarcofago con due figli nella chiesa di San Giovanni Battista: in epoca turca la sua tomba sarà trasformata in un abbeveratoio, che è ancora visibile nel castello.

CITAZIONI

-“Praeclara virtus atque animi fortitudo supra modum enituit.” Bizari

- "A differenza della maggior parte dei principi latini dei territori appartenenti all'Impero bizantino, il Gattilusio giungeva a Lesbo non come un conquistatore straniero, ma come il legittimo titolare di un appannaggio territoriale conferitogli dall'imperatore regnante, una diffferenza - soprattutto per quanto attiene ai rapporti con i suoi sudditi greci - che ebbe una notevole importanza nella successiva affermazione ed espansione del potere della dinastia da lui fondata. Ad accattivare le simpatie dei sudditi contribuirono notevolmente la tolleranza e il rispetto dimostrati dal nuovo signore - che pure rimase sempre dichiaratamente cattolico - nei confronti della Chiesa ortodossa e delle sue gerarchie locali, alle quali egli si limitò ad affiancare, senza intaccarne i diritti, un arcivescovo cattolico, che si trovò ad amministrare una comunità del resto abbastanza poco numerosa riunita intorno alla chiesa di S. Giovanni Battista, fondata dallo stesso Gattilusio nel castrum della capitale Mitilene." Basso