HOCQUINCOURT (Honoré d’Hocquincourt) Cavaliere di Malta. Corsaro con patente di Malta e di Venezia.

+ 1667

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1660

In proprio


Arma a Marsiglia (Marseille) una fregata da 36 cannoni. Come volontario a bordo della sua nave si trova il Tourville. L’Hocquincourt giunge a Malta ed ha la patente di corsaro dal gran maestro dell’ordine gerosolomitano Gersan de Clermont.

1661




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In proprio

Corsari barbareschi

Viaggia di conserva con il Creviller, che conduce una fregata con 24 cannoni, nell’arcipelago alla vana ricerca di 2 vascelli tripolini che sono stati segnalati nei dintorni. Si apposta nelle vicinanze di Zante (Zakinthos), presso l’isola di Sapienza (Sapientza) e nel mare Adriatico, all’altezza del canale d’ Otranto. Il Creviller avvista 2 vascelli algerini e lo attende. Ha inizio con gli avversari un reciproco cannoneggiamento; l’Hocquincourt punta contro un vascello, il Creviller, assale l’altro. Dopo un intenso fuoco di moschetteria, gli algerini tentano di abbordare le 2 navi corsare maltesi; riescono a salire sul suo vascello. Il rais avversario viene ucciso nel combattimento; vi è il contrattacco degli uomini dell’Hocquincourt e, nel successivo abbordaggio, il vascello algerino è catturato. Appaiono, nel frattempo, da Capo Matapan (Akra Tainaron), richiamati dai colpi di cannone i 2 precedenti vascelli tripolini. I colpi di artiglieria ora si indirizzano ai danni di tali navi: queste si ritirano. L’Hocquincourt va in soccorso del Creviller e viene affondato l’altro vascello algerino. A bordo della nave catturata è scovato un francese rinnegato; costui ritorna alla fede cristiana e sarà utilizzato dall’Hocquincourt come pilota. Al termine dello scontro, il corsaro si porta a Sifanto (Sifnos) sia per curare i feriti, sia per le opportune riparazioni della sua nave.

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In proprio

Corsari barbareschi

Lasciata Sifanto con 3 vascelli, compreso quello conquistato agli algerini, il cui comando è affidato al d’Artigny con il Trouville per secondo. L'Hocquincourt si dirige verso Zante per vendervi come schiavi i turchi fatti prigionieri. Sono scorti 2 vascelli tunisini con al traino un vascello mercantile da essi conquistato. Allorchè i barbareschi si accorgono di avere di fronte dei corsari maltesi non sono più in grado di distanziarsi a causa del vento contrario, per cui si preparano allo scontro. L’azione incomincia dalla nave del d’Artigny; il suo esempio è presto seguito dagli altri 2 vascelli. Il d’Artigny muore nel furioso cannoneggiamento che segue; è il Tourville ad avere il comando del vascello. Quando quest’ultimo, si accorge che la sua nave è sul punto di affondare a causa delle numerose falle, abborda il vascello mercantile che gli si oppone e lo conquista. L’Hocquincourt ed il Creviller si allontanano alla caccia degli altri 2 vascelli. Al termine delle operazioni, l’Hocquincourt si porta prima a Sifanto, poi a Zante e, infine, a Malta.

1662




Primavera estate

In proprio

Corsari barbareschi

E’ segnalato verso Zante. Viaggia ancora di conserva con il Creviller. Si scontra con 3 corsari barbareschi che gli conquistano la fregata: a titolo di risposta, con un fruttuoso abbordaggio riesce ad impadronirsi di un vascello nemico. Rimane gravemente ferito in tale scontro.

1663

In proprio

Corsari barbareschi

Si incontra a Malta con il Tourville.

1664

In proprio

Corsari barbareschi

Partono per un viaggio di corso in Levante 6 vascelli maltesi alla guida, rispettivamente, dell’ Hocquincourt, del Creviller, del Tourville, del Marini, del Saint-Roman e del Morosini. Costoro si imbattono in 6 vascelli algerini i quali, alla loro vista, preferiscono ritirarsi. L’Hocquincourt vede che il Tourville si lancia all’inseguimento di un vascello in fuga e che ha la meglio sull’ avversario. Negli stessi giorni il corsaro si ammala, diviene sempre più grave per cui deve rientrare a Malta. Il Tourville lo accompagna nell’isola.

1665




Giugno



Guarito, ritorna a scorrere nell’arcipelago con il Tourville ed il Marini.

Novembre

In proprio

Impero ottomano

Si impadronisce di un londro nelle acque di Chio (Khios); si porta a Porto Delfino (Kolokithia) con il Tourville, a sei miglia dalla capitale dell’isola di Candia (Iraklion), per sbarcarvi delle truppe. Mentre è intento in questa operazione, escono dal porto 34 galee della flotta di Mehemet Ogli Pascià, proveniente dai Dardanelli (Canakkale Bogazi) per portare fanti e munizioni alle truppe impegnate nell’assedio della città. L’Hoquincourt non può prendere il largo a causa della bonaccia; i cannoni delle galee bombardano il suo vascello che viene colpito da 150 colpi di artiglieria. La capitana turca lo investe a poppa; l’urto è così violento che la nave può riprendere la navigazione con il favore del vento. Il bastimento ottomano si ritira allorché Ogli Pascià si accorge che tutti i pezzi dei 3 vascelli corsari sono concentrati sulla sua nave. L’Hocquincourt è ferito da due frecce; fra i 300 uomini degli equipaggi dei 2 vascelli, si contano 40 morti e 30 feriti. I turchi rientrano nel porto con la perdita di più di 100 uomini. L’Hocquincourt rimane nei pressi fino al momento in cui può collegarsi con la flotta veneziana; subito dopo rientra a Malta per le necessarie riparazioni al suo vascello.

1666




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A Malta il clima favorevole e di simpatia che hanno accompagnato l’Hocquincourt ed il Tourville nelle loro imprese, si dissolve presto sotto la spinta dell’invidia: il merito dei loro successi è ascritto alla presenza dei volontari a bordo delle loro navi piuttosto che alle effettive capacità dei due corsari. Anche un incontro con il gran maestro dell’ordine gerosolomitano non denota il medesimo calore dei precedenti: l’Hocquincourt ed il Tourville, scontenti di questa situazione, decidono di continuare la guerra di corsa con la patente di Venezia. Vendono i loro vascelli e si imbarcano su una nave che li conduce a Napoli. Da qui passano a Roma e, dopo qualche tempo, a Venezia. Ha luogo un incontro dell’Hocquincourt con il doge; assieme con il Tourville, chiede alla Serenissima una nave per difendere le coste del mare Adriatico dalle scorrerie dei corsari turchi e barbareschi.

Giugno settembre

In proprio

Corsari turchi

Si porta in crociera con il Tourville; fino a settembre non è avvistato alcun vascello turco. Sta per rientrare quando avverte lontano un rombo di cannoni. Avanza e scorge 2 vascelli in lotta contro 3 mercantili veneziani. Al suo arrivo i corsari si sono già impadroniti delle 3 navi e si preparano a combattere i 2 corsari veneziani. Il Tourville libera gli equipaggi e mette in fuga un vascello; egli affonda l’altro. Al termine del combattimento scorta per un breve tratto i 3 mercantili.

Ottobre novembre

In proprio

Impero ottomano

Riprende la guerra di corsa. A novembre, in una notte buia, si trova vicino a 26 galee turche. Vi è un furioso fuoco d’artiglieria per qualche ora, finché le galee nemiche si danno alla fuga. Ripara a Zante con il Tourville; le loro navi sono molto danneggiate e necessitano di urgenti riparazioni nei cantieri. L’Hocquincourt resterà nell’isola fino al maggio successivo.

1667




Giugno



Riprende il mare con il Tourville.

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Ripara a Zante dopo una terribile tempesta. Qui ritrova il Tourville; lo convince a seguirlo a Venezia. Il doge offre loro l’aggregazione al Gran Consiglio: tutti e due non accettano le offerte loro proposte per rimanere liberi di scegliere lo stato per cui combattere.

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Naufraga con il suo vascello su uno scoglio posto tra l’isola di Scarpanto (Karpathos) e quella di Caso (Kasos). Annega con altri 170 membri della sua nave. Secondo un’altra fonte, lascia la guerra di corsa per rientrare in Francia. Ha il comando di un reggimento di dragoni e morrà nel 1675 in uno scontro a Gamshaussen.

CITAZIONI

-“Era per sé questo cavaliero tutto ardire, e coraggio.Dal Pozzo

- "Gentilhomme qui avait construit et equipé lui-meme son navire de course." Jenkins