FERDINANDO DI HERBESTEIN Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Priore d’Ungheria.
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1685 |
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Gli viene dato il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano. |
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1686 |
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Maggio |
Malta |
Impero ottomano |
Salpa da Civitavecchia con Camillo Ferretti. Naviga lungo le coste calabresi, tocca Capo Colonna, le isole di Paxo (Paxoi) e di Santa Maura (Levkas), dove si congiunge con i veneziani: a bordo delle sue navi sono trasportati 1000 fanti agli ordini del Mechentin. |
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Giugno |
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Prende parte all’attacco contro Navarino (Pilos): la località si arrende a patti a metà mese. Il pascià della città dà fuoco nella cittadella ad una mina vicino al suo palazzo e vi muore con 150 suoi soldati. I vinti sono trasportati a Derna (Darnah) a bordo di 3 vascelli (3000 persone fra uomini e donne, di cui 800 abili alle armi). Vengono esclusi dagli accordi i 138 schiavi negri trovati nella piazzaforte, che, come i cannoni (40 di ferro e 40 di bronzo) sono ripartiti fra i vari belligeranti. A fine mese segue l’attacco ai danni di Modone (Methoni), difesa da 13000 fanti e 1200 cavalli. |
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Luglio agosto |
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Capitola a patti anche Modone. Abbandonano la città 4000 persone, di cui 1000 abili alle armi, fra i quali sono compresi 200 giannizzeri. Vengono recuperati nella località 100 cannoni di bronzo; restano nelle mani dei vincitori anche 181 schiavi negri: all’ordine gerosolomitano spettano 28 schiavi, compresa la quota relativa ai prigionieri di Navarino.L’ultima località presa di mira dal Morosini e dal Koenigsmark, che comanda le truppe di terra, è Napoli di Romania (Navplion). I veneziani sbarcano sotto Argo (Argos) ed a fine agosto vi è la resa della città. I turchi vengono trasportati a Tenedo (Imroz) da 12 vascelli veneziani; il comandante della piazza ed il governatore della Morea scelgono, invece, di andare a vivere con i loro famigliari a Venezia, per non incorrere nell’ira (con l’inevitabile condanna a morte) da parte del sultano. Gli schiavi negri restano, al solito, schiavi e vengono ripartiti come i 100 pezzi di artiglieria rinvenuti nella città. Nel campo cristiano sono morti in questo assedio 3000 uomini, fra cui 600 ufficiali (molti, fra costoro, sono deceduti per le malattie prese al campo). |
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Settembre |
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Maltesi e pontifici rientrano alle loro basi. Toccano Zante (Zakinthos), Cefalonia (Kefallinia), il golfo di Cropari dove avvistano 2 vascelli corsari inglesi, Capo Spartivento e Malta. A fine mese, l’Heberstein si allontana dall’ isola con 2 galee; naviga da Capo Passero a Favignana e dopo sei giorni rientra a Marsa Muscietto. |
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1687 |
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Gennaio |
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E’ mandato a Siracusa: gli abitanti della località si sono, infatti, offesi con i maltesi perché sempre più spesso, nelle trattative commerciali, viene loro anteposta Augusta |
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Aprile |
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Parte per una nuova campagna in Morea con 8 galee e 2 tartane che sono destinate all’approvvigionamento del biscotto per la squadra. Si rifornisce ad Augusta ed a Siracusa. |
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Maggio |
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A Messina; nelle acque di Pentidalolo si collega con la squadra pontificia (5 galee e 2 galee genovesi) guidata da Camillo Ferretti. Prosegue cautamente a causa della presenza della peste in Morea; decide, alla fine, di non congiungersi con i veneziani. |
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Giugno |
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Salpa da Corfù (Kerkira) e punta su Valona (Vlona): respinto il suo attacco, si porta verso Santa Maria di Leuca. Trascorre tutto il mese discosto dalla flotta veneziana, attenendosi in ciò alle disposizioni avute da Malta. Si dirige con i pontifici a Porto Viscardo, nell’isola di Cefalonia. |
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Luglio |
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I veneziani decidono di attaccare Patrasso (Patrai) e Lepanto (Navpaktos): alle sue truppe, come a quelle dei pontifici, è fatto divieto di partecipare alle operazioni di guerra, mentre sono libere di prendere parte a quelle di mare. Nel contempo, è proibito all’Heberstein di sbarcare ad Otranto. Per tenersi in esercizio, a fine mese, si porta ancora davanti a Valona ed assale all’improvviso Durazzo (Durresi). Ancora respinto, si sposta con i pontifici lungo le coste della Dalmazia. |
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Agosto settembre |
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Salpa da Lissa (Cres). A bordo delle due squadre pontificia e maltese (15 galee) sono imbarcati 1500 fanti. Nasce fra l’Heberstein ed il provveditore generale veneziano Girolamo Corner una controversia sulle procedure, in quanto il cavaliere gerosolomitano ha l’ordine di ubbidire solo al capitano generale Francesco Morosini. Le navi dei cavalieri di Malta passano davanti alla fortezza di Castelnuovo, proseguono per Ragusa (Dubrovnik) e costeggiano la Dalmazia fino a Curzola (Korcula). E’ presa la deliberazione con i veneziani di aggredire separatamente Castelnuovo. Le due squadre ausiliarie, la pontificia e la maltese, penetrano nelle bocche di Cattaro (Kotor); respingono i soccorsi provenienti dall’esterno e prendono parte all’assalto generale. A fine settembre vi è la resa della città. |
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Ottobre |
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2200 sono le persone di Castelnuovo sopravissute agli attacchi; fra essi vi sono 700 uomini atti alle armi: costoro sono imbarcati su alcune marcigliane per essere condotti a Durazzo. Nella città e nel porto sono trovati 57 cannoni, quasi tutti di bronzo, 4 fuste a terra e centinaia di cadaveri. L’Heberstein parte con i pontifici per rientrare a Malta: nelle varie operazioni d’assedio sono rimasti uccisi, o sono morti per malattie, 34 cavalieri dell’ordine gerosolomitano. |
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………… |
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Al comando della galee gli succede Carlo Spinelli. |
CITAZIONI