STEFANO DI MARE   Di Genova.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1558

Spagna

Impero ottomano

Acquista 2 galee da Alfonso Pappacoda.

1560

 

 

 

Maggio

 

 

Prende parte con 2 galee alla spedizione contro Gerbe (Djerba). Assalito dalla flotta ottomana, si dà alla fuga. Perde una galea, mentre con l’altra riesce a mettersi in salvo a Napoli. Si collega successivamente con 4 galee di Giovan Andrea Doria e 2 di Giorgio Grimaldi per scorrere sulle coste barbaresche. Si colloca nei pressi di Djerba, di Monastir e di Mahomet per intercettare il traffico mercantile. E’ avvista una piccola galeotta il cui equipaggio si salva a terra; l’imbarcazione viene catturata e sono liberati dal remo molti spagnoli fatti prigionieri in precedenza a Tripoli. Da ultimo è assalito vanamente il forte di Monastir. Segue il rientro a Palermo.

1561

 

 

Naviga nelle acque siciliane con 2 galee. A fine anno si ferma a Napoli.

1562

 

 

 

Ottobre

Spagna

Corsari barbareschi

Lascia la Spagna con 2 galee per seguire Juan de Mendoza alla caccia dei corsari barbareschi sulle coste maghrebine. L’intera flotta è colta da un fortunale nella baia di La Herradura ad est di Malaga: su 28 galee, 3 affondano compresa la capitana e 25 si scontrano tra loro o sono gettate sull’arenile. Saranno contate nel naufragio dalle 3000 alle 5000 vittime compreso il Mendoza.

1565

 

 

 

Luglio agosto

Spagna

Impero ottomano

Si congiunge a Messina con la flotta spagnola comandata da don Garcia di Toledo. A metà mese naviga all’avanguardia verso malta con Andrea Provana (2 galee sabaude), la sua e quella del  Grimaldi.

Settembre

 

 

All’altezza di Capo Passero cattura con il Provana ed il Grimaldi una nave ragusea (di Dubrovnik), noleggiata dai turchi e diretta a Djerba. Sull’imbarcazione sono trovati 5000 quintali di biscotto e sono fatti prigionieri 60 uomini. La nave è rimorchiata con il suo carico a Siracusa.

 

                                               UNA CITAZIONE

“Homo d’ingegno”. Giovan Andrea Doria