ROBERT MANSELL Gallese. Ammiraglio. Baronetto.
+ 1630 ca.
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| ................ | Inghilterra | Spagna | Naviga
nella marina della regina Elisabetta; prende parte all'assedio di Cadice
(Cadiz) ed è nominato vice-ammiraglio. |
|
1602 |
|
|
|
|
Autunno |
Inghilterra |
Spagna |
Pattuglia le coste della Manica alla testa di una squadra di vascelli. Naviga a bordo del “Hope”. Nello stretto di Dover intercetta 6 galee di Federico Spinola. Ne cattura 2 ed altre 2 costringe ad allontanarsi: queste cadranno nelle mani degli olandesi. Se ne salvano solo 2, fra cui quella dello Spinola. |
|
1604 |
|
|
|
|
Aprile |
|
|
Lascia il servizio attivo per essere nominato “Treasurer of the Navy”; a capo dell’ammiragliato si trova un suo parente, lord Nottingham. |
|
………… |
|
|
Acquista privatamente da un mercante larghe scorte di alberi di navi e grandi quantità di legname da costruzioni navali e si avvale dell’operato di costui per rivendere gli stessi materiali all' amministrazione: l’operazione gli procura lauti profitti. |
|
1605 |
|
|
Con il controllore della flotta reale John Trevor ed il responsabile di un cantiere di Woolwich, fa costruire il vascello “Resistence” utilizzando legname e manodopera pagati dalle entrate reali. La nave sosì costruita sarà successivamente noleggiata alla marina per il trasporto di un’ ambasceria in Spagna. Il cattivo esempio è presto seguito dai suoi subordinati. |
|
1608 |
|
|
Viene formata una commissione d’inchiesta, guidata dal conte di Northampton, per indagare sulla corruzione imperante nella marina. Essa scopre che solo il Mansell in un anno ha ricavato 12000 sterline dalle forniture e che, inoltre, si è impadronito di altre 1000 sterline stornandole dagli stipendi degli equipaggi. Interviene il re Giacomo I a suo favore: il mansell ed il Trevor possono così continuare nei loro traffici truffaldini. |
|
………… |
|
|
Fa parte della Camera dei Comuni. |
|
1610 |
|
|
|
|
Maggio |
|
|
Viene nuovamente eletto “Treasurer of the Navy”. |
| 1618 | Ottiene
per meriti politici il comando di una squadra navale con il titolo di
viceammiraglio del regno e luogotenente della marina reale. In cambio
deve vendere il suo incarico di tesoriere. |
||
|
1620 |
|
|
|
|
Settembre ottobre |
Inghilterra |
Corsari barbareschi |
Per ordine del re Giacomo I Stuart, salpa da Londra e si porta davanti ad Algeri con 6 navi da guerra ("Lion", "Vanguard", "Rainbow" di 600 tonnellate e 40 cannoni ciascuno; la "Constant Reformation", l'"Antelope" e la "Couverture", più piccole ma dotate di cannoni di bronzo. 4 vascelli dispongono di 250 uomini di equipaggio; 2 di 220 e 160 rispettivamente. Lo affiancano, infine, 10 mercantili armati e 2 imbarcazioni minori, armati tutti con cannoni di ferro. Fra i suoi ordini vi è quello di collaborare con spagnoli ed olandesi. Suo secondo è Richard Hawkins, viceammiraglio del Devon, un vecchio marinaio inattivo dal 1594 e personificazione delle più onorate tradizioni del periodo elisabettiano. Mansell naviga a bordo del "Lion" e l'Hawkins sul "Vanguard". |
|
Novembre dicembre |
|
|
Si ferma in tre porti spagnoli: il suo arrivo a Malaga provoca il panico nella città perché la sua flotta è scambiata per quella ottomana. A fine mese si colloca davanti ad Algeri. La città è bene fortificata, come lo sono le 200 miglia di coste dello stato. Infligge alcune perdite agli avversari; gli è, tuttavia, proibito di assalire la capitale perché al momento l’Inghilterra non ha alcun desiderio di inimicarsi il sultano turco. Il Mansell perde così tempo in una inutile azione diplomatica; in una notte, anzi, i corsari algerini violano il suo blocco ed introducono nel porto 3 navi predate, di cui due inglesi. Da ultimo, con l’avvicinarsi dell’inverno si ritira prima a Cagliari, in Sardegna; punta, indi, sull'isola di Minorca (Menorca) e da qui, a fine dicembre, si trasferisce ad Alicante. |
|
1621 |
|
|
|
| Gennaio aprile | Riceve
dall'Inghilterra l'ordine di restare sulle coste barbaresche per altri
sei mesi. Invia l'Hawkins in avanscoperta verso Malaga per ricevere
i rifornimenti che gli sono stati promessi, mentre egli con il capitano
Button incrocia con il resto della flotta, sempre senza alcun esito,
tra Cartagena ed Alicante. Si porta, indi, verso lo stretto di Gibilterra:
i risultati sono sempre nulli. Ritorna sotto Algeri ed incrocia con
la sua squadra davanti alla costa. Nonostante la sua presenza, i francesi
denunciano la cattura di 21 loro imbarcazioni da parte degli avversari.
Il Mansell chiede la liberazione degli schiavi cristiani; il dey ne
fa rilasciare 40, tutti quelli, a suo dire, presenti nella città.
L'ammiraglio reclama pure il rimborso dei danni subiti a causa della
cattura di 150 navi inferta dai corsari algerini alla marina mercantile
inglese negli ultimi sei anni. Gli algerini, a loro volta, chiedono
il risarcimento per i navigli loro depredati da corsari inglesi: domandano
pure la punizione dei medesimi, senonche, di costoro, uno, Richard Gifford,
fa ora parte dell'ammiragliato ed altri due, il Garrett e l'Allen, ricoprono
il ruolo di console, rispettivamente ad Alicante ed a Livorno. Le trattative
vanno pertanto in lungo; non ottenendo, da ultimo, alcuna risposta,
il Mansell decide di chiedere disposizioni all'ammiragliato; si sposta
nelle acque fra Malaga e Minorca (Menorca). Gli inglesi dichiarano apertamente
la guerra al dey. |
||
|
Maggio |
|
|
Compare nuovamente davanti ad Algeri. Tenta un assalto notturno alla città facendo lanciare nel porto 5 brulotti agli ordini di Francis Walsingham. Il vento li spinge verso il molo. La squadra inglese avanza ed apre il fuoco. Nello stesso momento, tuttavia, nasce un violento temporale per cui si vanifica ogni speranza di successo. Il Mansell si ritira sotto il fuoco delle batterie dei forti cittadini e decide di fare rientro in Spagna. Durante tali preparativi 4 corsari barbareschi forzano una volta di più il blocco delle sue navi ed entrano nel porto. |
| Giugno luglio |
|
|
Non si accorda con gli spagnoli per un’azione combinata fra i suoi vascelli e le galee iberiche. Durante le trattative viene richiamato in Inghilterra per l’aggravarsi della situazione internazionale. |
| Settembre | A fine mese tocca Londra. | ||
| 1624 | E' chiamato a far parte del Consiglio di Guerra. | ||
|
1626 |
|
|
Con la nomina a ministro degli esteri ed a lord ammiraglio del favorito del re Carlo II, il duca di Buckingham, il Mansell, suo oppositore cade in disgrazia e gli viene tolto ogni incarico. Si dedica alla produzione del vetro di cui ha praticamente il monopolio dell'offerta. |
|
1630 |
|
|
Muore. |
CITAZIONI
-“Who had the best fighting record of any of the Elizabethan admirals still young enough to serve, with Sir Richard Hawkins as his second…Mansell did his best in the teeth of acute logistical difficulties, but it is doubtful if in any circumstances he could have achieved much.” Rodger
-"Must be regarded as one of the most inept admirals in history." Lloyd