ALI MAZZAMAMMA (Alì Pascià) Corsaro barbaresco. Così chiamato, perché la madre muore al momento del parto.

+ 1661

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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In proprio


Conduce la guerra di corsa alla testa di alcune fuste.

1650

Impero ottomano

Venezia

Ha il comando della flotta ottomana contro i veneziani nella guerra di Candia (Kriti).

1651




Giugno

Impero ottomano

Venezia

Alla testa di 60 galee e di 6 maone, a fine mese si imbatte nelle acque di Santorino (Thira) nella flotta veneziana di Alvise Mocenigo composta di 24 galee e di 6 galeazze.

Luglio



Si scontra con gli avversari. Si muovono 2 galeazze veneziane, collocate sull’ala sinistra, per tagliare fuori una sua squadra di galee ferme a terra sull’isola, per rifornirsi d’acqua. Investe i veneziani con 6 maone e molte galee. Accorre Francesco Morosini, capitano delle galeazze, che scarica una bordata con i propri pezzi di artiglieria e colpisce con il cannone di corsia a palle incatenate la galea capitana della flotta turca. Il Mazzamamma è ferito; si dà alla fuga, seguito dalle sue navi. I veneziani si impadroniscono di una maona; 5 navi ottomane vengono incendiate, 4 sono conquistate, compresa l’ammiraglia di Costantinopoli (Istanbul), un vascello di 80 cannoni. Sono fatti 1500 schiavi e 200 cristiani sono liberati. Fra gli ottomani uccisi, vi è anche Mehemet Pascià, destinato ad avere il comando delle truppe di terra all’assedio della capitale della capitale dell’isola di Candia, Iraklion. Il Mazzamamma ripara a Rodi (Rodhos); provvede a rafforzare le difese di La Canea (Khania).

Agosto



La flotta di Alvise Mocenigo e le squadre maltesi e pontificia (comandate, rispettivamente, da Paolo Lascaris e Stefano Maria Lomellini) gli impediscono di rifornire le forze turche impegnate all’ assedio di Iraklion.

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Cerca di migliorare la flotta turca con la costruzione di vascelli d’alto bordo; fa venire maestranze dall’estero, specie dall’Inghilterra.

1661




Giugno



Lascia Costantinopoli.

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Scende nel mare Egeo con 58 galee; alle sue navi si congiungono anche 12 galee barbaresche. Una grave epidemia lo costringe ad entrare in Chio (Khios). Muore di peste come metà dei suoi equipaggi. Il comando della flotta passa al figlio, che arma 30 galee con gli uomini rimastigli e si porta all’assalto dell’isola di Tino (Tinos).

CITAZIONI

-“Che haveva l’intiero corso di sua vita travagliato sopra il mare.” Valier

-“ Cresciuto da predone sulle fuste algerine, pur essendo una squallida immagine dei grandi pirati del secolo precedente, costui non faceva che minacciare fuoco e fulmini contro Venezia. Giurava che quanto prima sarebbe sbarcato con i suoi uomini in piazza San Marco per mettere a sacco la città, impalare il doge e incatenare tutti i cittadini.” Panetta