FRANCESCO DA MONTAUTO (Francesco Barbolani) Cavaliere di Santo Stefano.
+ 1599
|
Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
|
1590 |
|
|
|
|
Agosto |
Toscana |
Corsari barbareschi |
Si trova a Livorno. Ha il comando delle galee dell’ordine dei cavalieri di Santo Stefano al posto di Pier Luigi dei Rossi. Conduce la sua squadra in Corsica; si indirizza nelle isole Eolie e nell’ arcipelago toscano. Cattura qualche legno corsaro. |
|
Settembre |
|
|
Naviga con 2 galee grosse e 3 sottili; viene informato da una feluca che lo accompagna, della presenza di un grande vascello e di 4 legni minori algerini. Alle sue navi è ordinato di mirare in particolare all’alberatura: il vascello viene così disalberato ed è agevolmente sottomesso; anche i navigli più piccoli pervengono in potere del Montauto. Tutte le navi conquistate sono trainate verso il porto di Livorno. |
|
1591 |
|
|
|
|
Luglio |
Toscana |
Duca Savoia |
Salpa da Livorno, trasporta un corpo di milizie da sbarco ed abbondanti provvigioni. La spedizione è, apparentemente, volta contro i barbareschi; in alto mare si sa che l’obiettivo reale è quello di occupare le isole delle Pomegues, che dominano l’imboccatura del porto di Marsiglia (Marseille) ai danni del duca di Savoia Carlo Emanuele. Con la connivenza del vescovo della città e del capitano Bausset, comandante del forte d’If, il Montauto è in grado di prendere possesso di di tale forte. Respinge dalla località un attacco portato dalle galee sabaude comandate da Carlo Doria. |
|
Novembre |
Toscana |
Corsari barbareschi |
Incrocia con 5 galee in Levante. La sua squadra viene obbligata da una tempesta a rifugiarsi a Porto Ercole, sotto il controllo degli spagnoli, con i quali il granduca di Toscana non è in buoni rapporti. Vieta, pertanto, agli equipaggi di scendere a terra, presta gli opportuni saluti, mediante salve d’artiglieria, alle autorità della fortezza e, appena può, riprende il mare. Raggiunge Malta per onorare il nuovo gran maestro; nonostante la stagione avanzata, si spinge in Cirenaica sino a Tolometta, l’antica Tolemaide, dove riporta alcune prede di poca importanza. A Livorno. |
|
1592 |
|
|
|
|
Giugno |
|
|
Un’infezione petecchiale manifestatasi a bordo, lo obbliga a ritornare in Italia dopo un breve viaggio ed a fare una lunga quarantena a Portoferraio. |
|
1593 |
|
|
|
|
Novembre |
|
|
Si incontra a Livorno con Enrico Pucci, che ha il comando della flotta pontificia: tratta la creazione di una lega più grande, comprendente la Spagna, al fine di fronteggiare meglio la flotta ottomana. |
|
1595 |
Toscana |
Impero ottomano |
A Messina con 4 galee; si unisce con don Pietro di Toledo, con le squadre di Napoli e di Sicilia, e prende parte ad un improvviso attacco contro Patrasso (Patrai). Respinto, si dirige verso Rodi (Rodhos) alla ricerca di prede; cattura un brigantino barbaresco e ritorna a Messina, dove trova Giovanni Andrea Doria con la squadra di Spagna. Il capitano generale, tergiversa a lungo e, alla fine, preferisce licenziare le squadre alleate. Il Montauto rientra in Toscana. |
|
1596 |
Toscana |
Corsari barbareschi |
E’ nominato generale di mare. Conduce ogni anno i suoi legni nelle acque di Sicilia; sempre senza alcun risultato a causa dell’ignavia del Doria. Si collega con il capitano dei pontifici Cesare Magalotti; incrocia con costui lungo le coste di Barberia e negli arcipelaghi cristiani, dove sono catturati alcuni bastimenti dei corsari. |
|
1598 |
|
|
|
|
Maggio |
|
|
Con la sua capitana, viene a battaglia con un grosso vascello algerino; non riesce a conquistarlo per colpa del capitano della galea “San Giovanni Nuova” che, invece, di muoversi in suo soccorso per investire l’ avversario come da suoi segnali, si accontenta di sparare da lontano sulla nave corsara. |
|
1599 |
|
|
Muore. |
CITAZIONI