FRANCESCO DI NATALE Corso. Corsaro con patente di Malta prima, del duca di Savoia e dei Grimaldi di Monaco poi.

+ 1760 ca.

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1738

In proprio

Impero ottomano

Serve come secondo su una nave corsara comandata dallo zio Giacomo, "La Vergine Benedetta del Rosario": il suo motto è Fortuna famme fa felice fine.” Naviga inizialmente con la bandiera del re di Spagna. Viene avvista sulle coste dell' Anatolia (Anadolu) una fusta battente bandiera greca. L'equipaggio non oppone resistenza; solo il capitano fa presente che la nave trasporta mercanzie varie (riso, caffé, lino) tutte appartenenti a greci cristiani. Giacomo di Natale, tuttavia, interrogando alcuni membri dell'equipaggio viene a sapere che l'imbarcazione ha lasciato Alessandria (Al Iskandariyah) con direzione Smirne (Izmir) battendo bandiera ottomana. Seguirà un processo a Malta, nel cui corso due marinai greci testimonieranno a favore dei corsari.

1739




Aprile

In proprio

Impero ottomano

Gli è concessa per cinque anni la patente di corsaro per Malta. Il di Natale ha il comando di un vascello a due ponti e tre alberi,dotato di 24 cannoni; lo accompagnano nella corsa 2 feluche ed un caicco. La nave, in precedenza, è stata al comando dello zio Giacomo. L’equipaggio è composto di 16 maltesi, 8 greci, 6 siciliani, 5 italiani, 3 dalmati, uno spagnolo (che diserterà più tardi) ed un francese: molti di costoro hanno già navigato a bordo della nave di uno zio, anch’esso corsaro maltese. La spedizione si effettua in Levante e durerà fino al luglio 1741.

Giugno luglio



Oltrepassa Capo Matapan (Akra Tainaron), Corone (Koroni) e Paxo (Paxoi); ritorna verso Malta e tocca le isole di Linosa e di Lampedusa. Si rifornisce di acqua e di altri beni a Malta, a Marsa Muscietto, e riprende il mare. Trascorre tre estati nel Mediterraneo orientale e due inverni nelle isole Cicladi. L’estate naviga tra le isole di Candia (Kriti), di Rodi (Rodhos) e di Cipro (Kipros), con rapide puntate verso i litorali del Libano ed il sud dell’Anatolia; non manca pure di toccare Damietta (Dumyat) sulle coste egiziane. Le prede consistono in due dozzine di imbarcazioni:ciò che caratterizza le sue imprese è il fatto che sono le 2 feluche a condurre l'azione decisiva di abbordaggio a seguito di un bombardamento effettuato con il vascello. Il di Natale, inoltre, spesso viaggia in conserva con altri corsari.

Ottobre novembre



Si ferma nelle Cicladi; da qui si avvia verso Antiparos, Delo (Delos) o Argentiera (Kimolos). Il livello di attività nel periodo invernale resta minimo, per cui si deve accontentare di qualche piccolo bottino o della cattura di qualche schiavo nelle incursioni a terra.

1740




Aprile



Riprende nel mese l’attività di corsaro. Incrocia nel mare Egeo.

Maggio



Sbarca a Cipro. Si scontra con la cavalleria nemica ed in un’azione in un villaggio fa prigionieri 25 donne ed un ragazzo.

Giugno



E’ all’ancora a Larnaka. L’equipaggio di una delle feluche sbarca, nottetempo, sulle coste del Libano; viene attaccato un villaggio e nell’azione sono fatti numerosi schiavi. Nel viaggio di ritorno, tuttavia, i suoi uomini sono sorpresi dalla cavalleria turca: 4 sono uccisi, mentre i 6 feriti, abbandonati dai loro compagni, vengono fatti prigionieri. Altri 2 corsari restano uccisi in un infruttifero attacco ad un villaggio turco posto in Anatolia: il bottino finale di queste due azioni consiste nella cattura di una donna turca, avvenuta nella seconda spedizione. Di seguito, trascorre una settimana nell’isola di Chalki per riparare i danni subiti all’alberatura principale in uno scontro con un sambecchino. Tutte le sue prede sono vendute o riscattate in Levante; spesso è segnalato a tal fine nei porti ciprioti (Larnaka), di Alessandretta (Scanderun) in Siria, di Beirut in Libano ed all’isola di Castellorizzo (Megisti), di fronte alle coste dell’Anatolia.

Luglio



Sorprende una galea di 26 banchi con 300 uomini a bordo ed una galeotta di 18 banchi con altri 130 uomini, dirette a Giaffa (Yofo). Nelle acque della baia di Finica (Finike) attacca battaglia con le navi avversarie capitanate da Mustafà Pascià: lo scontro dura sette ore e si rivela feroce. I maltesi sparano 88 colpi di artiglieria e subiscono la perdita di 22 uomini; la galea e la galeotta riescono, alfine, a riparare nel porto di Finica. Il di Natale fa rotta per Malta; tocca Linosa e Gozo e, a fine mese, raggiunge l’isola; sbarca a Marsa Muscietto: la sua nave è fortemente danneggiata; le sue perdite complessive ascendono a 38 uomini, compresi 6 disertori e 6 uomini uccisi nelle incursioni a terra. Il di natale trascorre il resto dell'anno a riparare i danni sopportati nel recente scontro.

1742




Giugno

In proprio

Corsari barbareschi

Parte per una seconda crociera sulle coste della Barberia. Tocca l’isola di Kerkenna; le sue 2 faluche si impossessano di un sandalo carico di olio e di numeroso barracani; sono pure fatti 7 schiavi (un uomo, una donna, 4 ragazzi ed una ragazza). A fine mese, rientra a Malta: sulla strada si imbatte in una nave francese, diretta da Algeri a Tripoli, in cui il capitano e 2 membri dell’ equipaggio sono morti di peste.

Luglio



Venduto il bottino e rifornitosi d’acqua fresca, supera Gozo e Pantelleria e giunge a Capo Bon. Le feluche catturano una nave corsara turca con 17 uomini, di cui 2 feriti nello scontro; naviga ancora al largo di Biserta (Banzart) ed avvista una nave olandese, che trasporta alcuni passeggeri turchi da Algeri a Tripoli. Non la insegue; prende, invece, il cammino per Malta e giunge a metà mese a Marsa Muscietto. In navigazione per l’isola di Gerba (Djerba).

Agosto



Batte per diversi giorni le acque tra Djerba, Kerkenna, Pantelleria e Lampedusa. A metà mese intercetta un’imbarcazione turca nei pressi della prima isola: le sue feluche aprono il fuoco su questa e la abbordano. La nave nemica si incaglia e cade in potere dei maltesi. A fine mese, il di Natale rientra a Malta.

Settembre



Incrocia verso Capo Bon; le feluche si impossessano di un sandalo e fanno 10 schiavi: vende la nave ed il relativo carico ad un turco, imbarcato su una nave proveniente da Mahon nelle isole Baleari. Il giorno seguente viaggia di conserva con 2 altre navi maltesi, 2 galeotte ed una barca e per tutta la settimana incrocia al largo di Sfax (Safaqis) e delle secche di Kerkenna: non viene fatta alcuna preda. A fine mese, viene segnalato all’ancora a Lampedusa per rifornirsi di acqua e di legna.

Ottobre



Si dirige su Malta; nelle vicinanze di Linosa viene sorpreso da una tempesta. E’ costretto a gettare in mare 4 cannoni; una feluca naufraga. Solo quando il mare ritorna calmo può raggiungere la costa siciliana, presso Sciacca. Da qui fa rientro a Malta.

1743



Cessa il suo rapporto come corsaro con i maltesi.

1744




Aprile



Rinnova per un anno e mezzo il suo contratto di corsaro con i maltesi: ha l’autorizzazione di agire sulle coste di Barberia da Capo Misurata (Misratah) allo stretto di Gibilterra ed al regno del Marocco.

1749

In proprio

Impero ottomano

Agisce sempre in Levante. Ha il comando di una nave corsara e batte la bandiera del duca di Savoia.

1755

In proprio


La sua base è ancora Malta: la bandiera è ora quella dei Grimaldi, signori di Monaco. La sua area di azione è rappresentata dalle acque cipriote e da quelle del sud dell’Anatolia.

1760



Muore.

CITAZIONI

-“Captain Natale fought only two real battles in four years which hardly fits the popular image of the corsair. But as has been explained before, although many hotheads were attracted to the corso, it was a business, and there was no sense in risking one’s investment unnecessarily.Earle

-" Du caractère de Francesco le trait le plus frappant est sa passion inextinguible pour le jeu, qui lui occasionnera des ennemis tout au long de sa vie." Coulet du Gard