NIZZAM Corsaro barbaresco.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1543




Primavera

Impero ottomano

Impero

Luogotenente del Barbarossa, lo affianca nella sua azione contro gli imperiali.

Aprile giugno



E’ inviato con le sue fuste sulle coste della maremma toscana per fare prede e schiavi. Messa la sua base alle Formiche di Grosseto, opera numerose quanto improvvise incursioni sulle isole vicine e sulla costa, sbarcando di preferenza alla Cala di Forno, unico approdo lungo la scogliera dei monti dell’Uccellina. Da lì scorrazza, poi, nell’entroterra con veloci cavalli arabi, portati al seguito, piombando su fattorie, borghi ed abitati prossimi alla via Aurelia, uccidendo senza pietà chi osa opporre resistenza e catturando robe, viveri e prede umane. E’ ad una di queste incursioni che fa riferimento il leggendario episodio della “bella Marsilia”. Nanni Marsili è il signore di Collecchio, un castello sui monti dell’Uccellina: costui, a causa delle lotte civili che insaguinano Siena, conduce in tale località i suoi famigliari in attesa di tempi migliori. Il corsaro Nizzam viene a conoscenza della sua esistenza, in quanto dal suo servizio di spionaggio è venuto a sapere che la sua è una delle famiglie più ricche della regione. Il Nizzam attacca Collecchio, mette a ferro e fuoco il castello, trucida la famiglia; dalla strage si salva solo Margherita, la sedicenne figlia del Marsili dai capelli rossi: il Nizzam la destina all’harem del sultano. La donna diverrà in breve tempo la moglie favorita di Solimano: alla nascita del suo primo figlio, farà eliminare il maschio primogenito che il sultano ha avuto da un’altra moglie e farà riconoscere in sua vece come erede il proprio, il futuro Selim II.

1544




Giugno



E’ segnalato all’isola d’Elba. Scorre l’isola in lungo ed in largo per depredare beni e viveri e rapire persone. Sbarca poi nella maremma: le sue bande a cavallo occupano e danno alle fiamme Monterano e Porto Ercole; devasta pure le isole dell’arcipelago toscano come l’isola del Giglio. Di quest’ultimo abitato, saccheggiato, vuotato degli abitanti ed incendiato, rimane soltanto un cumulo di macerie.

Luglio



Assale Ischia; scende nottetempo a terra, devasta ogni cosa, incendia gli abitati, dà alle fiamme Forio.

CITAZIONI