BERNARDINO D’ORNESAN (Bernardin de Baux, Bernardin de Vaulx) Cavaliere di Malta. Corsaro con patente del re di Francia. Abate di Nisors e di Feuillans. Fratello del Saint-Blancard e di Magdalon.
+ 1528 (aprile)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| .................. | Entra nell'ordine dei cavalieri
di San Giovanni e fa parte del priorato di Airasca (Alassio). |
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| 1495 | |||
| Settembre | Francia | Milano | Al comando di una fusta, affianca
il galeone del Servian, vale a dire il mercante Bartolomeo dal Pozzo (Barthélemy
Dupuy), alla difesa del porto di Marsiglia (Marseille) minacciato dalla
flotta genovese. Con tali forze, coadiuvato anche da altre imbarcazioni
provenzali, arma una flottiglia. Il consiglio cittadino accorda ai membri
dell'equipaggio del galeone biscotto, pane fresco ed un quintale di polvere
da sparo; ai marinai della fusta vengono, invece, concesse un certo quantitativo
di vino e 25 libbre di polvere. L'Ornesan si pone alla testa della squadra
marsigliese e, seguito dal galeone, contribuisce a mettere in fuga i nemici.
Il corsaro riporta numerose perdite nello scontro. |
| 1499 | |||
| Luglio agosto | Rodi | Impero ottomano | Salpa da Tolone (Toulon) con
Pregeant de Bidoux ($ galee e 2 brigantini) per combattere i turchi in
soccorso dei veneziani. La flotta è comandata dal gran priore dei
cavalieri di Rodi Guy de Blanchefort e consta in 16 vascelli. A metà
agosto la flotta cristiana si porta alla difesa di Lepanto (Navpaktos)
ed immobilizza gli ottomani nella baia di Navarino. Vi sono alcuni combattimenti
navali, al cui termine l'armata turca si ritira verso le coste del Peloponneso.
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| 1501 | |||
| Marzo | Francia | Napoli | Si trova a Genova; affianca
Philippe de Ravenstein in un'azione ai danni degli aragonesi di Napoli.
E' in questo periodo che il Ravenstein sceglie l'Ornesan come proprio
confessore. |
| Settembre novembre | Francia | Impero ottomano | Affianca ancora il Ravenstein
nella sua spedizione contro i turchi. Prende parte all'assedio di Mitilene
(Mitilini) e collabora con il Bidoux nell'assalto a terra portato da 3000
uomini, fra francesi, genovesi e veneziani. Con una picca in una mano
ed uno spadone nell'altra, si fa notare negli assalti portati alle mura
della cittadella. Dopo venti giorni di infruttuosi attacchi, i francesi
si ritirano sia a causa delle divergenze sorte fra i vari capitani, sia
per la mancanza di vettovaglie, sia per la comparsa di epidemie. |
| 1504 | |||
| Luglio | Rodi | Corsari turchi | Salpa da Marsiglia con il Bidoux.
E' pronto per una crociera in Levante alla caccia dei corsari turchi.
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| Agosto | Giunge a Rodi (Rodhos). | ||
| 1505/1507 | In proprio | Rimane a Rodi da dove esercita
la sua attività di corsara. Nel periodo privilegia la sua carriera
in seno all'ordine gerosolomitano. |
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| 1509 | |||
| Febbraio | Francia | Venezia | A Marsiglia, per i preparativi per la prossima guerra da condurre in Levante ai danni dei veneziani. |
| 1510 |
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| Gennaio | Francia | Corsari barbareschi | Rientra in Francia a seguito
della sua incursione sulle coste di Cipro (Kypros) e giunge a Villafranca
(Villefranche); riceve l'ordine dal re di Francia di portarsi a Capo Passero
per dare la caccia ad Arouj Barbarossa. |
| Febbraio | Rifornite le sue navi di viveri
e di munizioni, riprende il mare e si colloca davanti a Gerbe (Djerba).
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| Marzo |
In proprio |
Duca Savoia |
Con il suo galeone depreda sulle coste africane, a Djerba, la nave genovese “Rapallo”, che porta 3400 salme di frumento. Opera in collegamento con altri corsari francesi. Si porta, alfine, a Capo Passero ma Arouj Barbarossa si è già allontanato dai pressi. Si appropria anche delle navi cristiane: fra le vittime si annoverano anche alcuni legni sabaudi. |
| Aprile |
Francia |
Venezia Chiesa |
Si trova alle Saline sulla costa cipriota. Cattura 2 navi veneziane: una la brucia e la affonda davanti al porto di Famagosta (Ammokhostos) dopo averla sottoposta a saccheggio. Terrorizza tutta l’isola di Cipro con le sue scorrerie. Viene convocato a corte con Prégeant de Bidoux. |
| Maggio |
In proprio |
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Scorre nelle acque siciliane con il suo galeone e 2 barze. Si impossessa di alcune navi all’isola di Favignana e nelle acque di Malta; è segnalato a Capo Passero. |
| Luglio |
Francia |
Venezia Chiesa |
Alla difesa di Genova con il suo galeone; agli ordini del Bidoux, respinge un tentativo di attacco alla città portato da Marcantonio Colonna. Si porta in una rada vicina al capoluogo e, sempre agli ordini del Bidoux, costringe la flotta veneziana e pontificia, comandata, rispettivamente, da Girolamo (Grillo) Contarini e da Baldassarre di Biassa a darsi alla fuga. |
| Agosto |
In proprio |
Corsari barbareschi |
Si trasferisce sulle coste maghrebine verso Bichieri (Abu Kabir). |
| Settembre |
Francia |
Venezia Chiesa |
Ritorna alla guardia di Genova con 25 vele (4 vascelli, 6 galee sottili, 2 galee bastarde, il suo galeone con una nave appoggio ed altri galeoni di terzi). Esce dal porto con il Bidoux per affrontare 15 galee veneziane e pontificie comandate sempre dal Contarini e da Baldassarre di Biassa: dopo un’ora e mezza di colpi di artiglieria reciproci, in cui l'Ornesan combatte alla testa del suo galeone e di un brigantino, la squadra nemica è costretta a ritirarsi con qualche danno a Portovenere. |
| 1512 |
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| Giugno luglio | Ha l'incarico di scortare con
6 galee, da Marsiglia a Genova, il nuovo governatore della città
Jacques de Crussol. Allorché giunge davanti al porto si accorge
che Genova è già caduta in potere di Ferdinando d'Avalos.
Punta sulla fortezza di Capo di Faro (la Lanterna), ancora controllata,
come il Castelletto, dai francesi, imbarca l'ex governatore Rochechouart
ed a metà luglio rientra a Marsiglia. A fine mese, riprende il
mare al comando di 6 galee e del suo galeone "La Brava"; lo
affianca il Crussol che conduce altre 6 galee. Si separa al largo da costui
e prende la direzione del golfo del Leone, mentre il Crussol punta su
Genova per prestare soccorso ai difensori di Capo di Faro. |
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| Agosto | Francia | Inghilterrra Spagna | Salpa da Marsiglia. Con il vento
favorevole raggiunge rapidamente Gibilterra (Gibraltar). Entra nell'oceano
Atlantico ed all'altezza di Lisbona sconfigge una dozzina di navi spagnole.
Più avanti, all'altezza di Cabo de Finisterre si collega con la
flotta d'Armorica, guidata dal capitano bretone Hervé de Porzmoguer.
Con 2 vascelli di tale armata ed i galeoni "La Cordelière"
e "Charente" ha l'incarico di raggiungere a Baiona (Bayonne)
il Bidoux. Vista, alfine, l'inattività della flotta anglo-spagnola,
guidata dagli ammiragli Thomas Howard e Juan de Lezcano, viene richiamato
presto in Provenza (Provence); si sposta ancora una volta nelle acque
liguri per rifornire di vettovaglie munizioni i difensori di Capo di Faro.
Lo sforzo si rivela inutile per cui ritorna alla guerra di Corsa. Cattura
nei pressi di Marsiglia 2 navi biscagline, il cui carico è di proprietà
di alcuni mercanti genovesi. |
| Ottobre | Con il suo galeone "La
Brava" e l'appoggio del capitano mercantile Michel d'Andrea, si impadronisce
di una grossa caravella che trasporta zucchero, cera, stoppa e molti barili
di tonno salato. Le vettovaglie sono caricate sulla galea del guascone
frà Gianazzo (Janot de Fieux). Costui si presenta di sorpresa davanti
a Genova, sfugge al blocco avversario, si avvicina alle mura di capo di
Faro e, tramite una carrucola, trasborda i rifornimenti. |
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| 1513 |
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| Marzo |
Francia
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Genova
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Si presenta sotto Genova alla testa di un convoglio. Con una caracca tenta di approvvigionare i difensori di Capo di Faro. Arriva sotto le mura e getta un cavo per meglio agganciarsi alla fortezza. Andrea Doria si getta con la sua galea contro la nave, sostiene con essa un furioso scontro d’artiglieria. Alla fine Emanuele Cavallo taglia le ancore ed il cavo che lega il vascello alla fortezza. Viene effettuato l'abbordaggio. La caracca si insabbia a Sampierdarena ed i francesi a bordo si arrendono. L'Ornesan è catturato; dei 32 prigionieri, 6 sono impiccati ed i rimanenti sono avviati al remo. Liberato, viene dirottato dal sovrano sulla Manica per affiancare il Bidoux contro gli inglesi: scarica a Livorno alcuni capitani francesi e giunge a Petriex. |
| Aprile | Francia | Inghilterra Spagna | Liberato, viene dirottato dal
sovrano nella Manica per affiancare ancora una volta il Bidoux contro
gli inglesi: scorta a Livorno alcuni capitani franncesi e giunge a Petrieux.
Si porta alla difesa di Brest. Allorché l'imboccatura di tale porto
viene bloccata dalla flotta inglese e spagnola capitanata da Edward Howard,
raggiunge il Bidoux nella baia dei Blancs-Sablons alla punta di Kermorvan:
fa sbarcare i suoi uomini sulle scogliere, che costituiscono un bastione
naturale. Nella baia sono schierate in ordinanza 12 galee leggere e 4
galee bastarde ai suoi ordini. |
| Giugno | Francia | Genova | Al ritorno dalla Manica si prepara
ad una nuova spedizione contro Genova. Prima di salpare, il luogotenente
del senescalco di Provenza, Claude d'Urre, signore di Puy-Saint- Martin
lo investe di Beaux e dei benefici attinenti a tale abbazia. L'Ornesan
prende parte all'azione a sue spese: la campagna gli costerà fra
stipendi degli equipaggi, acquisto delle vettovaglie e delle munizioni
poco meno di 15000 fiorini. Il giorno dell'Ascensione le sue navi sono
di fronte alla punta del faro di Genova: la città subisce qualche
bordata dei suoi cannoni prima che il corsaro si allontani. I francesi
si impadroniscono di Genova. Negli stessi giorni, l'Ornesan deve subire
la cattura di 2 galee che gli sono conquistate con l'astuzia da Andrea
Doria. Con la successiva perdita di Genova da parte dei francesi, il corsaro
rientra a Marsiglia. Viene accolto con malumore dalla popolazione cittadina.
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| Settembre | Deve cessare dai suoi tentativi
di approvvigionare i difensori di Capo di Faro, capitanati dall'Houdetot.
Ha, infatti, il compito di condurre a Rodi il nuovo gran priore dell'ordine
Guy de Blanchefort, succeduto ad Emeric d'Amboise. Prende il mare a fine
mese. Prima di salpare un falco lacera la bandiera dell'ordine e tale
segnale provoca lo sbigottimento nei cavalieri secondo lo spirito dei
tempi. |
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| Novembre | Il Blanchefort muore durante
la navigazione. L'Ornesan rientra a Marsiglia: la flotta è stata
messa in disarmo per ragioni economiche. |
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| Dicembre | Viaggia di conserva con un'altra
nave insieme con il suo galeone "La Brava": le due navi trasportano
viveri e munizioni per i difensori di Capo di Faro. Si dirige verso Genova.
Al largo della Corsica, a causa del cattivo tempo, non riesce ad impossessarsi
di un galeone. Si avvicina al capoluogo ligure a prezzo di grossi sforzi:
si accorge della presenza di 6 galee e ritorna a Marsiglia. |
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| 1514 |
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| Maggio |
Francia |
Spagna |
Incrocia nei mari della Corsica: gli spagnoli gli conquistano il suo galeone. |
| Agosto | Francia | Genova | E' sventato dal Doria un suo nuovo tentativo di soccorrere Capo di Faro. |
| Ottobre | Segue il Bidoux in una scorreria
sulle coste di Varazze con il suo galeone e 2 brigantini. Assale 8 galeoni
mercantili genovesi; uno di questi è dato alle fiamme. L'incendio
si propaga a tutti i legni a causa del forte vento. |
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| 1515 |
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| Febbraio |
In proprio |
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Dispone di una barza di 600 botti. Salpa da Marsiglia con 250 uomini a bordo. Naviga nelle acque della Sardegna. |
| Maggio |
In proprio |
Spagna Corsari barbareschi |
Si impadronisce sulle coste corse di una barza biscaglina, partita dalla Spagna e diretta a Chio (Khios) con, olio e zucchero nella stiva. Si scontra nel canale di Piombino con alcune fuste di corsari barbareschi. Queste lo affrontano: ne affonda 2. Si porta, successivamente, nei pressi di Porto Ercole e si impossessa di 8 galeoni. I marinai nemici fuggono a terra. |
| 1516 |
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| Gennaio | Il nuovo re Francesco I lo favorisce. Lo accoglie a Marsiglia con il Bidoux. | ||
| Giugno | Salpa da Marsiglia in testa
alla flotta francese con il suo galeone "La Brava" ed un brigantino;
lo seguono il Bidoux con 6 galee ed il Servian con 2 galeoni ed un brigantino.
Si porta a Genova. L'accoglienza dei genovesi nei suoi confronti è
piuttosto fredda, a causa di alcuni sue recenti azioni di guerra di corsa
nei loro confronti. |
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| Agosto |
Francia |
Corsari barbareschi |
Affianca il cardinale di Salerno Federico Fregoso alla caccia del Curtogoli che sta infestando il mare Tirreno. Alla spedizione prendono pure parte Giovanni ed Antonio di Biassa, il Bidoux ed Andrea Doria. La flotta tocca Bonifacio e Calvi, giunge a Biserta (Banzart) ed entra nella laguna alla ricerca della flottiglia nemica, forte di 15 fuste e di alcune galee. Dopo la vittoria, vengono liberati i forzati cristiani al remo. Sono messi a sacco dai marinai genovesi e francesi i borghi di Biserta e date alle fiamme alcune imbarcazioni fatte porre a terra dal Curtogoli nella fiumara. E’ perso del tempo prezioso. Alla difesa della città interviene un grande numero di mori. Si alza un forte vento e questo impedisce a 2 navi cristiane, penetrate nella laguna, ad uscirne: saranno prese dagli avversari. La navigazione prosegue verso Tunisi; 3 schifi entrano nel porto di La Goletta, superano il fuoco di sbarramento di un forte, conquistano e prendono a rimorchio una galea presa dal Curtogoli ai genovesi l’anno precedente a Cipro. L’azione continua sul litorale maghrebino fino all’isola di Gerbe (Djerba): sono date alle fiamme molte fuste e vengono effettuate alcune scorrerie a terra. Il Curtogoli si trasferisce sulla costa albanese. |
| Ottobre dicembre | Affianca Pietro Navarro in una
nuova spedizione contro i corsari barbareschi. Salpa da Marsiglia. Le
condizioni atmosferiche sono pessime e le tempeste si rivelano di una
rara intensità. 2 sue galee, peraltro già danneggiate nella
recente azione ai danni di Biserta, mostrano evidenti segni di cedimento.
L'Ornesan deve rientrare a Marsiglia. All'altezza di La Ciotat si ammutina
la cuirma di una di queste: i galeotti si impadroniscono della nave e
gettano in mare il capitano e gli altri ufficiali. Costoro sono salvati
dall'altra galea che, finalmente, tocca Marsiglia. |
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| 1518 |
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| Aprile | Ha il compito con il fratello,
il Saint-Blancard, di pattugliare le coste della Provenza (Provence).
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| Giugno |
Francia |
Corsari barbareschi |
Arma a Rodi (Rodhos) 6 galee. |
| Agosto |
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Lascia le isole di Hyères e raggiunge Piombino con 4 galee, un galeone, una barza e 2 fuste. Si sposta a Civitavecchia; si congiungono alla sua squadra le galee pontificie. |
| Autunno | Allorché le galeotte
barbaresche desolano le coste liguri e provenzali, viene diffidato dalle
autorità delle isole di Hyères di mettersi alla loro caccia.
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| Novembre | Giunge a Marsiglia il cardinale Luigi
d'Aragona e si incontra con il corsaro. In tale periodo l'Ornesan comanda
un galeone armato con 12 cannoni, 12 falconetti e 100 archibugi. Il galeone
si chiama, secondo i casi, "Santa Maria", "La Bavosa"
oppure "La Brava". Sempre nel porto di Marsiglia si trova un'altra
grossa nave di sua prorietà, "La Maddalena", detta anche
"La Messinessa" ed una galea disarmata. |
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| 1519 |
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| Aprile |
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Arma alcune navi in Provenza (Provence). |
| Luglio |
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A Marsiglia con 3 galee. Nello stesso mese cattura frà Jannuzzo e si impossessa dei suoi beni: il corsaro viene ucciso. Ritorna a Marsiglia. |
| Settembre |
Francia |
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Entra in Genova con Andrea Doria: i due ammiragli sono alla testa di 23 galee e di 2 galeoni. |
| Novembre |
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In Provenza. Ha un grave litigio con Pietro Navarro. |
| 1520 |
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| Febbraio |
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Giunge a Genova. |
| Agosto | Francia | Impero ottomano | A Marsiglia. Lo Chanoy ha il
comando della flotta destinata a difendere Rodi dagli ottomani. Litiga
con il capitano generale, che gli revoca il comando di 2 galee reali.
Il corsaro si ritira dalla spedizione ed il comando delle galee della
squadra di Levante è dato al fratello, il Saint-Blancard. |
| 1521 |
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| Marzo |
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In Francia. Sta preparando una nuova flotta. |
| Settembre |
Con il Saint-Blancard (4 galee e 2 barze francesi) ed una nave del gran maestro dell’ordine dei cavalieri di Rodi Philippe Villiers de L'isle-Adam, guidata dal Bidoux, investe un vascello del viceré di Napoli: la nave è diretta verso Napoli e sta trasportando 700 balle di panno per velature del valore di 100000 ducati. Tali materiali sono utilizzati per equipaggiare la grande caracca dell'ordine, recente vittima di un grave incendio nei pressi di Marsiglia. |
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| Ottobre |
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Accompagna a Rodi il gran maestro. Per strada si appropria del galeone di Messina, sul quale sono caricate merci appartenenti a Paolo Vettori. |
| Novembre |
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A La Spezia. Ha il comando di una squadra di 9 barze, 6 galeoni e 4 galee. |
| 1522 |
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| Gennaio | Scorta a Livorno alcuni cardinali,
che devono recarsi a Roma per il conclave in cui sarà eletto papa
Adriano VI. Rimane nelle acque di La Spezia per dare la caccia alle navi
che sorpende isolate. |
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| Aprile |
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Si trova in Provenza con 37 vele, per lo più barze: cattura 3 navi spagnole ricche di merci. |
| Maggio | Francia | Impero | Andrea Doria e Pietro Navarro
si portano a Marsiglia per preparare una spedizione di soccorso di Genova.
la presenza del Doria provoca una pratica retrocessione nella scala di
comando per l'Ornesan e per il Saint-Blancard. Da qui sorgono gelosie
e tensioni dei due capitani provenzali nei confronti del genovese. |
| Settembre |
Francia |
Impero ottomano |
Si trova nel golfo di Squillace con 4 galee; appoggia Andrea Doria che ha a sua disposizione 14 galee sottili. I due capitani attendono le navi che devono giungere da Napoli per soccorrere Rodi dall’attacco portato dagli ottomani. |
| 1523 | |||
| Settembre | Alla morte del papa Adriano
VI con il Doria ed il fratello, conduce a Livorno i cardinali francesi
che devono prendere parte a Roma al conclave, che si concluderà
con la nomina a pontefice di Clemente VII. |
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| 1524 |
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| Marzo |
In proprio |
Genova |
Si accompagna con il Salman (2 galeoni) ed un altro francese di nome Bernardino (un galeone); giunge a Sciacca. Sono catturate dai tre corsari 16 navi, fra cui una caracca genovese di 3500 salme, altri bastimenti di 2400 salme, altri ancora, più piccoli, di 800 salme: trasportano tutte cariche per lo più frumento, anche se non mancano altre merci nelle loro stive.. La caracca viene trainata; 6 navi sono riscattate dai proprietari: il bottino è valutato in 20000 ducati. I tre corsari si spostano, successivamente, nel golfo di Tunisi e vi catturano una barza, la “Perla” (14000 ducati di merci), ed una nave ragusea, che viene, viceversa, lasciata andare. Il Salman si trasferisce nei pressi di Lipari, mentre l’Ornesan continua a fare molti danni nelle acque di Malta. |
| Aprile |
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I tre corsari si ritrovano all’isola di Favignana e da qui fanno ritorno a Marsiglia. |
| Giugno | Fran | Impero | Con il fratello imbarca a Savona il
re di Francia Francesco I. Le 6 galee (4 comandate dal Saint- Blancard
e 2 da lui, sono tutte dipinte di nero a causa delle recente morte della
moglie del sovrano. |
| Luglio | Il Doria ed il Saint-Blancard
si impadroniscono nei pressi di Villafranca di un brigantino proveniente
da Barcellona. Su esso sta viaggiando il principe d'Orange, Philibert
de Chalons. I due capitani litigano perché si ritengono ciascuno
autore della cattura: l'Ornesan aiuta il fratello a prendere il prigioniero
ed a condurlo a Marsiglia. Tocca La Ciotat con 14 galee e numerosi brigantini:
a Marsiglia ritrova il Bidoux. |
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| .................. | Si distingue alla difesa di Marsiglia. | ||
| 1525 | |||
| Giugno | Con i suoi 2 galeoni scorta
il re Francesco I che, fatto prigioniero nella battaglia di Pavia, viene
condotto in Spagna. Alla missione di scorta prendono pure parte 15 galee
spagnole comandate da Rodrigo Portundo e 6 galee del fratello con equipaggio
spagnolo. Su queste ultime sono imbarcati il Saint-Blancard ed il capitano
generale della flotta francese Annes de Montmorency. |
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| ................... |
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La città di Tolosa (Toulouse) fornisce alcuni forzati alle sue galee sottili. |
| 1526 |
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| Marzo | In proprio | Impero | Con il Doria ed il Saint-Blancard
si impadronisce nelle isole Hyères di una nave catalana. A seguito
di tale episodio i consoli di Barcellona inviano una lettera di protesta
al re di Francia. |
| Maggio |
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Ha il compito di armare 4 galee. Nello stesso mese si sparge la notizia della sua morte: tale annuncio viene presto smentito. |
| Luglio |
Francia |
Impero |
A Marsiglia, con un galeone e 2 galee: affianca Pietro Navarro (dal quale viene nominato suo luogotenente) nella spedizione comandata da quest'ultimo ai danni di Genova. |
| Settembre |
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Si porta dapprima al largo di Genova; rientra, quindi, a Marsiglia. |
| Novembre |
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Con il Navarro ed Andrea Doria partecipa alla battaglia di punta Chiappa, nelle vicinanze di Portofino. Viene affondata una nave spagnola con 300 uomini; il suo galeone "La Brava" subisce forti danni. |
| 1527 |
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| Ottobre | Viene sollevato dal Doria dall'incarico
di luogotenente della squadra delle galee di Levante. D'altra parte, sofferente
di calcoli renali, è inattivo da qualche tempo. |
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| Novembre |
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Appoggia, contro l’opinione del Doria, il progetto di Renzo di Ceri di assalire la Sicilia. |
| 1528 |
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| Aprile | Muore a Marsiglia nel suo palazzo.
Nel suo testamento lascia il galeone "La Brava" e tutti i pezzi
di artiglieria in eredità all'ordine gerosolomitano. |
CITAZIONI
-“Insignis pirata, qui mirabili arte galeonum aedidificaverat, navemque cantabricam delegerat, cum quibus ceteras omnes naves velocitate cursus superabat.” Senarega
-“Corsaro famosissimo.” A. Giustiniani
-"Deviendrait le plus grand corsaire provençal du temps et obtiendrait le titre de signeur des Baux...Si le "grand corsaire", comme on l'appelait, est aujourd'hui oublié, il néanmoins laissé des traces visibles avec l'édification, à ses frais, de l'une des tours du chateau d'If, de la Tour royale de Toulon, ainsi que la reconstruction de la ville des Baux et de son église, chef-d'oeuvre architectural de la Renaissance, encore admiré." Garnier