GENTILE VIRGINIO ORSINI (Virginio dell'Anguillara) Conte di Anguillara. Signore di Monterano, Stigliano, Cerveteri e Ceri.
+ 1548 (agosto)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1526 |
|
|
|
| Giugno luglio |
Chiesa |
Siena |
Ha dal papa Clemente VII il comando delle truppe pontificie contro i senesi. Con Ludovico Orsini e Gentile Baglioni raccoglie truppe sulle rive dell'Arbia. Assediata invano Montalcino, si porta sotto le mura di Siena per assalire la città. Dispone di 1200 cavalli, di più di 8000 fanti (per lo più contadini raccolti nello stato fiorentino) e di numerosi pezzi di artiglieria. Le truppe si accampano in un sobborgo senza sbocchi sui fianchi; anzi, l'unica via di uscita è occupata dai banchi dei vivandieri, per cui lo spazio disponibile per l'uscita delle milizie risulta di soli quindici piedi. Il disordine nel campo è tale che il pontefice ordina alle truppe di ritirare le artiglierie e di abbandonare l'assedio. Escono da Siena 400 soldati, che assalgono il convoglio in movimento delle artiglierie, scortato da fanti corsi. I buoi imbizzarriti ingombrano la strada; i fanti corsi si danno alla fuga. Allorché i vivandieri vedono arrivare, a loro volta, i nemici, cercano di raccogliere le loro masserizie impedendo ogni accesso al campo ai fuggitivi. Aumenta la confusione e la vittoria dei senesi è completa. Gli avversari riescono ad impadronirsi dei cannoni (10 appartenenti ai fiorentini e 7 ai perugini), che sono portati in trionfo a Siena con tutti i carriaggi. L'Orsini, vista la confusione, scende dal letto dove sta in quel momento riposando, prende un cavallo e, travestito da fante spagnolo, si dà alla fuga. |
| 1534 |
|
|
|
| Novembre |
Chiesa |
|
Il papa Paolo III gli affida il comando della flotta pontificia.; viene nominato commissario di Civitavecchia. Ha ai suoi ordini 12 galee; 3 della guardia permanente a Civitavecchia e 9 acquistate a Genova dal suo luogotenente Paolo Giustiniani. In pochi giorni arruola 1500 fanti, quasi tutti veterani delle compagnie di Renzo di Ceri; raccoglie in fretta marinai, provviste e munizioni. |
| 1535 |
|
|
|
| Marzo |
Chiesa |
Tunisi |
Salpa da Civitavecchia con 12 galee. Naviga verso Napoli per congiungersi con il viceré don Pietro di Toledo. Attende qui Antonio Doria, che deve giungere dalla Liguria con 22 galee. |
| Aprile |
|
|
Ritorna a Civitavecchia per prendere parte alla spedizione contro Tunisi. |
| Maggio |
|
|
Accoglie a Cagliari l’imperatore Carlo V. |
| Giugno |
|
|
Sale sulla galea dell’imperatore al Capo della Polla, nel golfo di Napoli, e gli reca lo stendardo e gli auguri del pontefice. Giunge di fronte ad Utica (Porto Farina). |
| Luglio |
|
|
Con le sue galee apre il fuoco contro la fortezza di Tunisi. Dopo otto ore anche La Goletta viene espugnata. |
| Agosto |
|
|
Si trova a Trapani con l’imperatore; ha il permesso di ricondurre a Civitavecchia le galee della squadra pontificia. E’ negato il bottino ai suoi uomini; costoro hanno solo la soddisfazione di ritornare a Roma con un chiavistello e la stanga di una porta di Tunisi, arnesi che saranno esibiti nella basilica di San Pietro, prima nel portico, più avanti nella sacristia e, da ultimo, vicino alle catene del porto di Satalia. |
| 1536 |
|
|
|
| Aprile | Naviga con 3 galee lungo la costa maremmana di fronte a Talamone. | ||
| Maggio dicembre |
|
|
Muove da Roma e supervisiona le difese di Nepi, Viterbo, Montefiascone, Orvieto, Gradoli, Toscanella (Tuscania), Capodimonte, Acquapendente, Corneto (Tarquinia), Civitaveccia e Ceri. |
| 1537 |
|
|
|
| Luglio |
Chiesa |
Impero ottomano |
Esce da Civitavecchia con 6 galee (di cui 3 di sua proprietà) per la comparsa sulle coste italiane del Barbarossa. Si collega a Napoli con 7 galee del regno, a Messina con le 3 di Sicilia e con le 22 di Andrea Doria. La flotta tocca il Capo Spartivento e si porta a Zante (Zakinthos). Assale le navi nemiche sulla costa albanese. |
| Agosto |
|
|
Si scontra con i turchi nelle acque di Corfù (Kerkira); come bottino gli sono riconosciuti una galea con molti prigionieri. Alla notizia dell’arrivo del Barbarossa, fa vela verso Messina con Andrea Doria e Leone Strozzi. |
| Ottobre |
|
|
Rientra a Civitavecchia. Ospita il Doria nella città. |
| Novembre |
|
|
A Civitavecchia. Il vescovo di Pavia Giovanni dei Rossi ha l’incarico di visionare lo stato della flotta pontificia: le galee sono giudicate in piena efficienza. |
| 1538 |
|
|
|
| Agosto |
|
|
Alla volta di Corfù. |
| Settembre |
|
|
Viene coinvolto nella sconfitta di Prevesa (Préveza), sulla costa albanese. |
| 1540 |
|
|
|
| Aprile giugno |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Contrasta con 7 galee le scorrerie del corsaro Dragut. Con Giannettino Doria si pone alla caccia del corsaro nelle acque della Corsica e della Sardegna. In perlustrazione sulle coste della seconda isola, viene a conoscenza che l’avversario è stato visto superare le bocche di Bonifacio e che si sta dirigendo, sempre in Corsica, a Capo Corso ed alla cala della Girolata. Qui gli avversari si fermano per dividersi il bottino. Viene mandato innanzi Giorgio Doria con 6 galee ed una fregata, affinché si faccia inseguire da costoro. Il Dragut si colloca alle loro calcagna con 7 galee; presto viene circondato da altre 15 galee che gli muovono contro con il vantaggio del vento. Giannettino Doria imprigiona il corsaro. L’Orsini si porta allora alla cala della Girolata, dove sono ferme 2 galee (la veneziana “Moceniga” ed una persa dai pontifici nello scontro di Prevesa) lasciate dal Dragut agli ordini di Mami Rais. L’Orsini si impossessa di tali imbarcazioni. Mami Rais riesce a darsi inizialmente alla fuga nei boschi vicini: verrà preso due settimane dopo allorché si deve arrendere per fame. Nell’ azione vengono liberati dalla schiavitù 1200 cristiani e sono catturate 9 galee. L’Orsini si dirige, successivamente, a Civitavecchia ed a Roma, dove viene accolto con particolari festeggiamenti. |
| 1541 |
|
|
|
| Marzo | Si porta verso Napoli per dare la caccia a Dragut. | ||
| Giugno |
Chiesa |
Algeri |
Allestisce a Civitavecchia le 3 galee della guardia e le 4 di sua proprietà per appoggiare gli imperiali nell’ impresa di Algeri. |
| Agosto |
|
|
Salpa da Civitavecchia e fa capo a La Spezia. |
| Settembre ottobre |
|
|
Lascia La Spezia per affiancare il Doria contro Algeri. La sua capitana, secondo il protocollo stabilito, si colloca alla destra della galea imperiale. Le truppe sbarcano a terra senza i necessari supporti logistici ed in mare la flotta è sbattuta da una forte tempesta. Ha il comando di 4 galee. |
| Novembre |
|
|
Deve ritirarsi; rientra a Civitavecchia dopo avere fatto rotta su Biserta (Banzart), l’isola di Favignana e le isole Eolie. |
| 1542 |
|
|
|
| Aprile |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Intensifica la sorveglianza delle coste laziali per controbattere i corsari barbareschi con 6 galee. Con Giulio Podiani cattura diversi bastimenti e fa prigioniero lo Scirocco. |
| 1543 |
|
|
|
| Marzo |
Francia |
|
Prende congedo dal papa a causa dell’alleanza dello stato della Chiesa con Carlo V contro i francesi, che sono alleati dei turchi. Si porta a Marsiglia (Marseille) con le sue 4 galee. Il re Francesco I gli concede l’ordine di San Michele e lo nomina luogotenente generale della flotta. |
| Agosto | Naviga nelle acque della Corsica. | ||
| …………. |
|
|
Si incontra con il Barbarossa, alleato dei francesi, ed ha uno scambio di doni con l’ammiraglio ottomano: costui gli fa regalo di dieci tavolette con i ritratti in miniatura di altrettanti sultani. Presto l’Orsini viene sospettato di tradimento dai francesi ed è imprigionato da Leone Strozzi. Recupera la libertà in breve tempo. |
| 1548 |
|
|
|
| Marzo |
Chiesa |
|
E’ richiamato al comando della flotta pontificia dal papa Paolo III. Acquista per 17500 scudi 3 galee di proprietà di Orazio Farnese. |
| Giugno |
|
|
Inizia la costruzione di una quarta galea, che verrà ultimata cinque mesi dopo. |
| Agosto |
|
|
Si trova a Roma. Si ammala e muore. |
CITAZIONI
-“Uomo per arte e per valore da essere annoverato tra i primi marini del suo tempo, che pur n’ebbe di molti e di eccellentissimi. Fu uomo per grandezza d’animo e per antico senno onorato in Italia e fuori; ricerco dalla Francia, e sempre altrettanto osservato dalla Spagna: capitano e marinaro eccellentissimo.” Guglielmotti