BARTOLOMEO PERETTI (Meo da Talamone) Di Talamone. Di famiglia di origine albanese o corsa.

1504 - 1544 (febbraio)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1522     Combatte nelle Bande Nere di Giovanni dei Medici.
1526      
Novembre Chiesa Impero
Con altri capitani corsi residenti a Talamone (Desiderio di Comignolo, Triadano di Michele e Ambrogio di Guido), favorisce la rivolta degli abitanti contro il presidio di Andrea Doria che ha occupato la località mesi prima. Riporta il porto maremmano all'obbedienza di Siena. A fine mese, ragiunge in Lombardia le Bande Nere e prende parte alla battaglia di Borgoforte, nella quale il Medici viene ferito mortalmente.

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Siena


I senesi, per l'impresa di Talamone, lo ricompensano facendogli dono di 40 ducati, da pagarsi in quattro anni. Gli viene, inoltre, concessa una provvigione mensile di 15 scudi ed il comando di una compagnia di 50 fanti.

1528      
............... Siena Francia
Rimane alla guardia di Talamone. Assale la fregata di un genovese, un certo Manfrino, diretta a Porto Ercole.
Luglio    
Esce in perlustrazione con 4 cavalli ed incontra nei pressi di Talamone cinque cavalieri, tra cui Prete da Campiglia, capitano di Sovana e Triadano Corso. Quest'ultimo, robabilmente per vecchi dissapori, lo investe di male parole e cerca di assalirlo. Il Peretti, più tardi, lo trova solo e lo uccide. Le autorità senesi accettano le sue giustificazioni.
1529      
Agosto    
E' inviato a Grosseto con 30 fanti per timore di un trattato in tale città a favore di Napoleone Orsini.
1530      
Autunno    
Al termine della guerra fra fiorentini ed imperiali, trattiene in maremma un migliaio di soldati in cerca di un soldo e li mantiene a sue spese.
1531      
Febbraio    
Con i soldati trattenuti a stento. si muove con 10 cavalli contro alcuni cappelletti spagnoli (cavalli leggeri), che si sono avvicinati ad Orbetello ed alla Cottoia impadronendosi di cavalcature, asini e di altri beni. Il Peretti li affronta, li mette in fuga e fa 4 prigionieri. La sera stessa esce nuovamente con 20 uomini e recupera cavalcature, muli, vino, olio e bagagli sottratti in precedenza dagli sbandati spagnoli a Montiano. Fornisce di un presidio la torre di Collecchio.
Marzo    
Alla testa di 300 fanti, tenta vanamente di recuperare di sorpresa Montiano. Nelo scontro sono uccisi 10 spagnoli ed altri 30 sono fatti prigionieri. A fine mese prepara un agguato con 200 fanti e 20 cavalli presso la Fonte di Carlo vicino al Collecchio ai cavalle leggeri del capitano Onciola reduci da una razzia di bestiame a Montalto. Gli spagnoli sono messi in fuga e sono recuperate una grande quantità di bestiame bovino nonché 150 cavalle brade.
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Si lamenta con le autorità senesi perché non gli sono riconosciute le spese sopportate per il mantenimento dei soldati. Si parla di una somma di 12000 scudi che la repubblica non gli rimborserà mai.
1534      
Maggio    
Invia a Castro 40 fanti in soccorso di Pierluigi Farnese, in lite con il conte di Pitigliano Giovan Francesco Orsini. I senesi si scontrano con gli uomini del Farnese e con quelli di Pirro Colonna riportando alcune perdite.
Giugno    
Controlla alcune compagnie di fanti spagnoli di passaggio per la maremma ed impedisce loro di entrare in Montiano.
1536      
Aprile    
3 galee pontificie condotte da Gentile Virginio Orsini navigano di fronte a Talamone: il Peretti fa allontanare il bestiame, per evitare che i marinai si riforniscano di carne fresca a spese degli allevatori locali.
Settembre    
A fine mese per il cattivo tempo si rifugia nella rada di Santo Stefano per alcuni giorni una flotta francese di 20 galee, accompagnata da diverse altre imbarcazioni quali fregate e brigantini. A bordo, con la scorta di Renzo di Ceri, vi sono sette cardinali francesi che si stanno recando a Roma per il conclave in cui sarà eletto pontefice il cardinale Alessandro Farnese (Paolo III). Il Peretti rifornisce di vettovaglie i francesi; di seguito, dal momento che il cattivo tempo non dà segni di cedimento, accompagna costoro per via di terra verso lo stato della Chiesa.
Aprile    
Deve cavalcare con i suoi soldati per riportare l'ordine a Montemerano ed a Saturnia, dove numerosi fanti spagnoli alloggiati a Samprugnano stanno mettendo a sacco il territorio circostante. Ricorre alla diplomazia e riesce a convincere gli imperiali a desistere dalle ruberie grazie ad opportune concessioni; li conduce, infine, a Grosseto.
1537      

Primavera

In proprio


In difficoltà per il mancato saldo delle paghe dei suoi uomini, come per la ritardata corresponsione della sua provvigione, decide di darsi alla guerra di corsa con una galea di 21 banchi. Compra la nave a Genova e questa viene trainata a Talamone dalla squadra pontificia dell'Orsini. Il Peretti chiede alla repubblica che gli siano destinati come vogatori i condannati delle prigioni dello stato e che gli sia consegnato qualche pezzo di artiglieria. La sua attività consiste essenzialmente nel controllo delle coste maremmane e di Talamone.

1538      

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Chiesa


Milita nella squadra pontificia agli ordini di Gentile Virginio Orsini: ha il comando della galea "San Paolo del Conte".

Giugno In proprio Corsari barbareschi
Nella seconda metà del mese naviga verso l'isola di Gorgona alla ricerca di fuste barbaresche insieme con le galee di Napoli comandate da don Garcia di Toledo. Si incontra con Andrea Doria, che lo invita a seguirlo per dare la caccia ai corsari avversari.
Agosto/ settembre    
Si trova nella sua base di Talamone: è preoccupato per i movimenti del Farnese ai danni di Siena.
1539      
Maggio In proprio Corsari barbareschi
Incrocia nelle acque della Corsica. Si imbatte con la sua galea, a cinque miglia dalla costa, in due fuste barbaresche. Si mette al loro inseguimento; si impadronisce della prima e vi lascia 20 uomini a bordo. Si getta sulla seconda e fa sua anche tale nave: sono catturati una cinquantina fra turchi e mori che vengono avviati al remo. Nello scontro sono uccisi 6 corsari.
Giugno    
Subito dopo la felice impresa compra per 800 scudi (di cui 600 in contanti) una galeotta di 19 banchi, priva tuttavia di artiglieria. Il Peretti si trattiene alcuni giorni nelle acque corse. A Bastia viene a conoscenza che a Capo Corso si trovano 2 galeotte nemiche. Il corsaro di Talamone vi si dirige immediatamente con le sue navi: le sue 2 fuste, mandate in avanguardia, si fanno inseguire dagli avversari. Costoro si trovano all' improvviso di fronte alla sua galea ed alla galeotta di recente acquisto. Segue lo scambio di reciproci colpi di cannone, finché una burrasca con piggia battente e vento impetuoso scompagina l'ordinanza della sua flottiglia e le due galeotte barbaresche riescono a far perdere le loro tracce. Ritornato a Bastia, giorni dopo passano nelle vicinanze 5 galeotte comandate dallo Scirocco, reduce da una razzia sulla costa di Orbetello. Il Peretti le assale con la sua sola galea e nel successivo scontro a fuoco i suoi 7 pezzi di artiglieria affondano una galeotta. Il governatore di Bastia lo rimprovera per il pericolo corso, non solo per la chiara inferiorità numerica, ma anche per il rischio di ribellione da parte degli schiavi turchi al remo. Dalla Corsica salpa per Talamone mettendosi a disposizione dei senesi. Chiede loro 15-20 condannati da mettere al remo nella galeotta appena acquistata ed un mezzo cannone o un sagro a fronte della sua provvigione. Giunto nel porto, lo stesso giorno arrivano le galee di don Garcia di Toledo, con a bordo la sorella di quest'ultimo Eleonora Alvarez di Toledo , destinata a divenire moglie del duca di Firenze Cosimo dei Medici. Il Peretti parte le galee napoletane e le scorta fino a Livorno.
1540      

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Chiesa


Ricopre l’incarico di luogotenente dell’Orsini.

Aprile    
Ha pressanti richieste dai senesi per la carestia che ha colpito la Toscana. Tenta varie volte di dirottare navi cariche di frumento nei porti maremmani incrociando con le sue galee nel canale di Piombino e verso l'isola d'Elba; si spinge fino a Livorno. D'altra parte ha necessità di vettovaglie per i suoi equipaggi (sono necessari 3 moggia di frumento il giorno); chiede una volta di più a Siena la consegna dei condannati alle prigioni per poterli utilizzare come vogatori.
Maggio     Sorveglia la navigazione nel canale di Piombino.
Giugno/ luglio    
Parte per Civitavecchia di scorta ad un convoglio di vettovaglie; ai primi di luglio accompagna un carico di vini e di altre derrate proveniente da Napoli. Durante tale missione non manca di dare la caccia alle navi barbaresche. Prima insegue una galeotta ed una fusta; il sopraggiungere della notte non gli permette la loro cattura. Giunto alle foci del Tevere si imbatte in un'altra fusta che perde di vista a causa dell'oscurità. Si mette al suo inseguimento alle prime luci dell'alba; segue la costa fino ad Ansidonia e punta sull'isola di Giannutri, abituale rifugio delle navi corsare. Vi si ferma ed il mattino dopo ritorna indietro: alla Graticciaia, sul tombolo del lago di Burano verso il Chiarone, avvista la fusta che gli sta venendo incontro. La assale e la conquista, facendo prigionieri una trentina di turchi e mori e liberando dal remo molti schiavi cristiani. Al termine delle operazioni fa riparare la sua galea utilizzando 50 o 60 alberi della pineta di Orbetello.
1541      
Marzo    
Segue con le navi pontificie l'Orsini verso Napoli alla ricerca del corsaro Dragut.
Settembre /ottobre Chiesa Algeri
Lascia la Spezia con l'Orsini per affiancare il Doria nella sua spedizione contro Algeri. Una forte tempesta scompagina la flotta imperiale di fronte ad Algeri.
1542      
Maggio    
Rafforza la sua flottiglia con l'acquisto di una seconda galea, per la quale ottiene ancora da Siena la concessione di alcuni forzati. Ora ha a disposizione 3 navi: due galee ed una galeotta. Il comando della seconda galea è affidato al fratello Girolamo. In precedenza quest'ultimo ha corso un geosso rischio in occasione di un tentativo di ammutinamento avvenuto sulla galea. Sedataa la rivolta, alcuni ribelli sono squartati; altri sono risparmiati, tra cui alcuni cristiani partecipanti alla rivolta, per essere condannati a vita alla catena.

1543




Aprile

Chiesa

Corsari barbareschi

Con la partenza dell’Orsini per la Francia, ottiene dal papa Paolo III il comando di 5 galee della squadra pontificia.

Maggio



Si porta a Malta a contrastare la flotta del Barbarossa.

Giugno    
A metà mese con le galee dell'ordine gerosolomitano cattura nelle acque siciliane 2 galeotte ed un galeone diretti ad Algeri. Sono fatti prigionieri 700 turchi.
Agosto    
Si ferma vari giorni nella rada di Santo Stefano all'Argentario ed approfitta di tale fatto per farsi curare a Talamone dei primi segni del male della pietra. Si dirige in cerca di fuste corsare verso l'Elba e la Corsica. In quest'ultima isola si incontra con Gentile Virginio Orsini cui probabilmente consegna 2 delle 4 galee di proprietà di quest'ultimo.

Settembre



Torna da Malta a Civitavecchia. Avute nuove istruzioni, ritorna a Malta con 3 galee.

Ottobre dicembre



Scorre nei mari di Levante con 2 galee ed una galeotta. Si avvicina ai Dardanelli (Canakkale Bogazi) e porta ovunque la desolazione. Nell’isola di Mitilene (Mitilini) fa dare alle fiamme la villa che il Barbarossa vi si è fatto costruire. Rientra a Civitavecchia carico di prede. Siena lo iscrive alla nobiltà cittadina.

1544




Gennaio



Il trionfo dura poco: ben presto sorgono dissidi e sono lanciate accuse nei suoi confronti. Deve fuggire da Roma i dissapori sorti per la divisione del bottino; ripara a Talamone. Nel frattempo, le sue galee ancorate a Civitavecchia sono sequestrate e nella confusione la maggior parte dei forzati si dà alla fuga. Il Perett ha nuovi attacchi di calcolosi. A fine mese si reca a Siena per farsi operare.

Febbraio



Muore a Siena ai primi del mese. I funerali si svolgono nella chiesa di San Francesco dove gli sarà eretta una statua in suo onore. Il suo corpo è sepolto a Talamone nella chiesa di Santa Maria. A giugno sbarcherà in tale località il Barbarossa; verrà dissepolto il suo cadavere; questo sarà bruciato e, sempre per vendetta, ne verranno disperse le ceneri.

CITAZIONI

-“Uomo di grande valore.” Guglielmotti

-“Huomo valoroso in mare.” Summonte