ANTONIO PISANI Di Venezia.
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1619 |
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Febbraio |
Venezia |
Napoli |
Lascia l’isola di Candia (Kriti) con 10 galee e si congiunge a Corfù (Kerkira) con la flotta comandata da Lorenzo Venier. Incrocia le coste albanesi e sequestra ogni nave carica di frumento che sia diretta a Napoli. |
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1624 |
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Luglio |
Venezia |
Corsari barbareschi |
E’ nominato provveditore della flotta. 13 galotte barbaresche, comandate da Alì Mehemi e da Osta Morat, si inoltrano nelle bocche di Cattaro (Kotor) con la connivenza del governatore turco di Castelnuovo; è messa a sacco Perasto. Il fatto viene preso a pretesto da 23 galee spagnole che, condotte dal marchese di Santa Cruz, avanzano sino a Ragusa (Dubrovnik). Alla notizia, il Pisani si sposta nelle stesse acque con 8 galee e 2 galeazze: avvista al Capo Sant’Elia di Itaca (Ithaki) le navi barbaresche rafforzate da una galea di Hassan Mariolo e da 4 fuste di Santa Maura (Levkas) che hanno intrapreso a saccheggiare l’isola. Le galeotte e la galea avversarie, ancorate a Capo Ducato, si danno alla fuga inseguite dal fuoco dei suoi cannoni; gli equipaggi delle 4 fuste, invece, sbarcano sulla costa nord di Itaca e qui sono fatti prigionieri dagli abitanti per essere venduti come schiavi. Il Pisani si appropria delle 4 fuste di Santa Maura, incagliatesi a terra, e le fa sue: 10 turchi trovati a bordo sono da lui fatti decapitare il mattino del giorno seguente. Gli spagnoli si ritirano ed il Pisani riceve l’ordine di incrociare al largo di Santa Maria di Leuca e di Otranto. |
CITAZIONI