ANDREA PROVANA (Andrea di Leiny) Di Leinì. Conte di Leinì, conte di Alpignano e Frossasco, conte della Castellata; signore di Viù, della valle di Lemme, Usseglio, Balangero, San Secondo di Pinerolo e Beinette. Cavaliere dell'ordine della Santissima Annunziata.
1511- 1592 (maggio)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1533 | Paggio dell'erede al ducato di Savoia
Ludovico, segue quest'ultimo alla corte di madrid allorché vi è
invitato dall'imperatore Carlo V. |
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| ............... | Rientra in Italia e diviene compagno
inseparabile del nuovo erede al ducato, il principe Emanuele Filiberto,
che sarà più tardi soprannominato "Testa di ferro". |
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| ............... | Ripara a Milano con la corte sabauda
quando il Piemonte è invaso dalle truppe francesi. |
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| 1545 | |||
| Maggio | Impero | Protestanti | Affianca Emanuele Filiberto in Germania.
E' raggiunta Worms, dove si trova il comando dell'esercito imperiale,
dopo un viaggio di due mesi in cui il corteo sabaudo tocca Novara, Milano,
Soncino, Mantova, Bolzano, Bressanone, Innsbruck, Bressau e Spira. Il
Provana funge da tesoriere della compagnia, afflitta peraltro da gravi
problemi finanziari a causa della scarsità dell'appannaggio imperiale. |
| 1546 | |||
| Agosto | Il principe di Savoia riceve l'ordine
del Toson d'Oro, ottiene il comando della guardia imperiale e, poco dopo,
quello della cavalleria nelle Fiandre ed in Borgogna. Il Provana è
aiutante di campo del principe. |
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| Settembre | Prende parte alla battagli di Ingolstadt. | ||
| ............... | Il bisogno di denaro spinge il Provana
a recarsi in Inghilterra alla ricerca di denaro per finanziare il mantenimento
sul campo del contingente sabaudo. |
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| 1551 | |||
| ............... | Affianca sempre Emanuele Filiberto
in Spagna quando costui è invitato dall'erede al trono di Spagna
Filippo a seguitlo nel suo paese. Per la via del Brennero, riattraversa
il Piemonte e si imbarca a Genova per Barcellona. Compiuto il doveroso
atto di omaggio, ritorna a Barcellona nell'attesa di salpare con la squadra
di Gian Andrea Doria. Compaiono nel porto 3 galee corsare francesi battenti
la bandiera imperiale. Il Provana, insospettitosi, persuade Emanuele Filiberto
ad inviare loro incontro 3 navi armate. Solo una di queste riesce a salvarsi
dalla cattura. le galee francesi sono respinte dai cannoni del porto:
sembra che questa sia l'occasione perché il principe sabaudo, per
la sua ostinata azione di persuasione, sia stato soprannominato "Testa
di ferro". |
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| Ottobre | Impero | Francia | Avviene l'imbarco per Nizza. La squadra
genovese sfugge al controllo della flotta francese e raggiunge Genova.
Segue il ritorno in Piemonte del principe e del Provana. |
| 1552 | |||
| ............... | Contrasta in Piemonte i francesi comandati
dal Brissac. Nominato governatore del castello di Lanzo Torinese, si arrende
agli avversari dopo alcuni colpi di cannone. Il castello è fatto
demolire. Di seguito il Provana appoggia Emanuele Filiberto nel conflitto
che vede i sabaudi recuperare San Damiano d'Asti, espugnare Bra (dove
sono impiccati tutti coloro che hanno collaborato con i francesi), tentare
di invadere il marchesato di Saluzzo. |
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| ............... | Emanuele Filiberto, indignato per
le ruberie e le violenze perpetrate dalle milizie imperiali in Piemonte,
decide di lasciare il territorio per combattere i transalpini nelle Fiandre:
gli viene dato il comando della cavalleria fiamminga. Il Provana è
sempre al suo fianco; prende parte al vano assedio di Metz alla cui difesa
si trova Piero Strozzi. |
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| 1553 | |||
| Giugno | Il principe ha il comando di tutte
le milizie imperiali ed il Provana continua a rimanere suo aiutante di
campo. |
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| Agosto | L'esercito imperiale si accampa ad
Arras e punta su Amiens. Il Provana ha il compito di attraversare travestito
il campo francese e di informare il borgognone Trelon, che comanda la
guarnigione di Beaupame, del prossimo arrivo dei soccorsi per gli assediati
e della necessità di un'azione concertata, dall'interno della fortezza
e dal suo esterno, per assalire di sorpresa gli avversari. I francesi,
sconfitti, sono costretti a ripiegare su Miraumont e Cambrai. |
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| Dicembre | E' inviato in Piemonte da Emanuele
Filiberto, divenuto nel frattempo duca di Savoia alla morte del padre
Carlo. Lo stato è in gran parte occupato dai francesi. Il Provana
tocca Trento e raggiunge Vercelli per rincuorare i fautori del duca. Si
reca da Ferrante Gonzaga, luogotenente imperiale in Lombardia, e chiede
il suo aiuto per la riconquista del Piemonte. Successivamente è
segnalato ad Ivrea ed al castello d'Issogne, in Val d'Aosta, per convincere
la seconda moglie del maresciallo di Challant, già luogotenente
del ducato e prigioniero dei francesi, ad accettare la presenza di guarnigioni
sabaude nei territori da lei controllati. Ad Aosta ed a Vercelli. |
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| 1554 | |||
| Gennaio | Parte per Nizza. Giunge a Genova;
la nave sulla quale si è imbarcato viene intercettata dai francesi.
Non è riconosciuto perché ha avuto l'avvertenza di travestirsi
da semplice marinaio. Imprigionato con tutto l'equipaggio e mal custodito,
riesce a fuggire nottetempo. Si dirige verso Cuneo; supera a Boves un'imboscata
tesagli dai francesi; riguadagna il col di Tenda e scende a Nizza. Nella
città la demoralizzazione regna sovrana; i soldati non ricevono
la paga da mesi. Solo il comandante Paolo Simeoni è in grado di
tenere a freno diserzioni ed ammutinamenti anticipando di tasca propria,
ogni quindici giorni, parte delle spettanze. Il Provana fa arrestare l'esattore
delle gabelle accusato di ruberie; si procura a Genova 2000 scudi ed altri
500 ne riceve dal luogotenente del ducato Amedeo Valperga di Masino; riesce
in tal modo a sedare il malcontento delle truppe. |
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| ............... | Ha il compito di raggiungere Cuneo
per giudicare l'operato del comandante del presidio Paolo Vagnese, accusato
di malversazione da molti abitanti della città. Lo sostituisce
nell'incarico con Carlo di Luserna e lo trasferisce a Vercelli. Rientra
a Nizza. |
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| 1555 | |||
| Settembre | E' sostituito nell'incarico di castellano
di Nizza da Carlo di Mombello, conte di Alpignano e Frossasco, per cui
può raggiungere nuovamente il duca nelle Fiandre. Lo affiancherà
all'assedio di Renty. |
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| 1556 | |||
| Gennaio | Duca Savoia | Francia | Alla difesa di Vercelli contro i francesi. |
| Febbraio | E' conclusa a Vaucelles una breve
tregua fra il re di Spagna Filippo II, a cui favore ha abdicato il padre
Carlo V, ed il re di Francia Enrico II. Il Provana è inviato a
Nizza come governatore: provvede senza indugio alle fortificazioni del
porto di Villafranca (Villefranche) e progetta l'allestimento di una piccola
squadra di galee. Utilizzerà come rematori, in un primo momento,
alcuni schiavi turchi e forzati inviatigli da Milano dal duca d'Alba ed
i condannati a morte cedutigli dal duca di Ferrara Ercole d'Este. |
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| 1557 | |||
| ............... | Non regge la tregua tra francesi e
spagnoli. A seguito delle minacce dei turchi (alleati dei transalpini)
alle coste liguri, prende contatti con i genovesi Giovan Andrea Doria
e Quirico Spinola affinché lo aiutino con le loro navi a respingere
i continui assalti degli avversari. |
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| Aprile | Gli abitanti di Cuneo richiedono il
suo soccorso contro un possibile attacco degli avversari fermi all'assedio
di Valfenera e di Cherasco. |
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| Agosto | Raggiunge Emanuele Filiberto nelle
Fiandre a seguito della vittoria di quest'ultimo a San Quintino. |
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| 1558 | |||
| Marzo luglio | Rientra a Nizza per l'avvicinarsi
della flotta franco-ottomana (30 galee) condotta da Cassim Pascià
e da Francesco di Lorena. I due capitani non trovano l'accordo sull'attacco
ai danni di Nizza, per cui decidono di scorrere ai danni delle isole Baleari.
Il Provana approfitta della dilazione temporale per rafforzare le difese
della città con alcuni pezzi di artiglieria fatti arrivare dal
Piemonte e l'arruolamento di un migliaio di fanti tra gli abitanti agli
ordini di Silvestro Costantino. A metà luglio compaiono 6 galee
turche nella rada di Villefranche. Gli assalitori si accingono a sbarcare
al capo di Saint-Hospice: qui vengono accolti dal tiro di 3 compagnie
di fanti e da quello di alcuni cannoni. I turchi si ritirano con notevoli
perdite. Il Provana affretta la sistemazione delle fortificazioni di Monte
Albano e del forte di Sant'Elmo avvalendosi dell'operato dell'ingegnere
Orazio Paciotto di Urbino e della consulenza del capitano imperiale Cesare
da Napoli; dà inizio, inoltre, alla costruzione di un cantiere
navale a Villefranche per l'allestimento di due galee. |
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| 1559 | |||
| Novembre | Accoglie nel porto di Nizza con 3
galee il duca, imbarcatosi a Marsiglia per visitare la città. E'
nominato capitano generalle delle galee sabaude. E' in questo periodo
che si sposa con Caterina Spinola, vedova dell'amico Carlo di Mombello,
che gli porta in dote Alpignano, Frossasco e San Secondo di Pinerolo.
tali feudi gli saranno contestati davanti al tribunale di Torino più
volte nel tempo dal vescovo di Vercelli e da alcuni parenti dell'estinto
Carlo di Mombello. |
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| 1560 |
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| Gennaio | Salpa alla volta di Marsiglia; a bordo
della capitana si trovano Emanuele Filiberto ed i suoi dignitari. Accompagna
il Provana Giovanni Moretti con la "Margherita". Davanti a Monaco
le 3 galee sabaude vengono salutate, come d'uso, da salve di artiglieria. |
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| Giugno |
Duca Savoia |
Corsari barbareschi |
Veleggia tranquillamente nella rada di Villefranche con il duca; a bordo vi sono anche il marchese de la Chambre, il colonnello Guido Piovene ed il marchese di Chatillon. All’improvviso compaiono 9 fuste barbaresche guidate dall’Occhiali e reduci da una scorreria sulle coste liguri. Il Provana mette in salvo la galea sabauda; raccoglie in tutta fretta a Villefranche 300 fanti e 25 archibugieri a cavallo, comandati dal Piovene ed attacca i corsari sbarcati presso Saint- Hospice. Gli archibugieri cadono in un'imboscata e, dopo un furioso combattimento, vengono in parte uccisi ed in parte fatti prigionieri, compreso il Piovene. Anche i fanti sono sconfitti ed obbligati a ritirarsi lasciando sul terreno 20 uomini e 40 prigionieri. Il fuoco dei cannoni di Villefranche, infine, costringe gli attaccanti a retrocedere a loro volta. E' richiesto dall'Occhiali un riscatto di 100 scudi per ogni soldato catturato ed uno di 300 per ogni ufficiale fatto parimenti prigioniero (in totale sono pagati 4900 scudi). L'Occhiali pone come condizione della liberazione dei prigionieri anche quella di poter baciare la mano alla duchessa di Savoia, Margherita di Valois: il Provana fa passare per moglie di Emanuele Filiberto la prima dama di corte, Maria di Gondi. |
| Settembre | |||
| Ottobre dicembre | Si collega a Napoli con la squadra
delle galee spagnole di Juan de Mendoza e quella genovese di Giovan Andrea
Doria. Ha il comando di 2 galee sabaude, la capitana "Sole"
e la "Margherita" : la prima affidata a Giovanni Battaglino
e la seconda comandata da lui e da Giovanni Moretti. Allorché comprende
che la missione non ha alcuna prospettiva, attraversa con le 2 galee il
golfo di Taranto, tocca Gallipoli, dove acquista una fregata, e scorre
nelle acque veneziane. Assale nei pressi di Cefalonia (Kefallinia) la
"Mazzona", proveniente da Alessandria (Al Iskandariah), carica
di merci appartenenti a commercianti turchi; nelle acque di Zante (Zakinthos)
depreda un'imbarcazione candiotta carica di lino, formaggi e sale di proprietà
di mercanti cittadini della Serenissima. A dicembre rientra a Messina
e da qui fa ritorno a Villefranche carico di bottino. L'ambasciatore veneziano
in Piemonte, Andrea Boldù, chiede il risarcimento dei danni al
duca di Savoia per la sua azione di pirateria; parimenti l'ambasciatore
sabaudo a Venezia, Claudio Malopera, è oggetto di vibranti proteste.
Il senato della Serenissima se la prende in particolare con il Moretti,
già autore nel passato di azioni piratesche nei confronti di navi
veneziane. Il duca di Savoia risarcisce i danni e promette di punire i
colpevoli: il Provana viene riconfermato nel suo incarico con uno stipendio
annuo di 1800 scudi ed il Moretti è promosso "veedor"
(vale a dire ispettore e controllore) della squadra sabauda con uno stipendio
annuo di 300 scudi. |
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| 1564 |
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| Agosto settembre |
Duca Savoia |
Corsari barbareschi |
Si congiunge con le sue 3 galee a Cartagena ed a Malaga con la flotta cristiana comandata da don Garcia de Leyva: sulla sua capitana sventola la bandiera di broccato con la croce gialla in campo rosso. Con altri capitani protegge con i cannoni di bordo lo sbarco di 3000 fanti tesi alla conquista della fortezza del Pennone di Velez de la Gomera. Questa viene espugnata dopo tre giorni. Gli spagnoli lasciano un piccolo presidio a guardia della piazzaforte sul mare e procedono verso l'interno. Gli algerini, durante la loro assenza, si avventano sulla fortezza e la recuperano passando a fil di spada tutta la guarnigione. Il de Leyva ordina la ritirata; il Provana si accorda con il priore di Barletta Gian Vincenzo Gonzaga e con il genovese Galeazzo Giustiniani per una breve scorreria che lo porta fino a Ceuta. A fine mese, a bordo della capitana "San Pietro", ritorna a Malaga con il generale delle galee maltesi Pietro di Gioù. Ora il comando della flotta spagnola è detenuto da don Garcia di Toledo. Veleggia alla volta di Alcalà; sono sbarcati sulla costa 4000 fanti che puntano ancora sul Pennone di velez de la Gomera. Dopo due giorni di combattimento, i difensori si arrendono a discrezione. Il Provana rientra alla volta di Villefranche. La peste che infesta Marsiglia e la Provenza inducono il duca ad ordinargli di sbarcare a Savona. |
| 1565 |
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| Giugno |
Duca Savoia |
Corsari barbareschi |
Salpa da Villafranca con 3 galee, la capitana, la “Margherita” e la “Moretta” per collegarsi con la squadra genovese comandata da Giovanni Andrea Doria. Appena uscito dalla rada, si imbatte in 6 galeotte barbaresche. Inseguito per centoventi miglia, riesce, alla fine, a distanziarle ed a giungere all’isola d’Elba. Nell’oscurità appaiono 12 galee che egli scambia per nemiche; la sua squadra si ricompone a Livorno, dove compaiono anche le 12 galee misteriose, che non sono altro che le alleate genovesi. |
| Luglio agosto |
Duca Savoia |
Impero ottomano |
Si congiunge a Messina con le forze di don Garcia di Toledo. Nello stesso luglio parte per Malta, assediata dagli ottomani. Incrocia con 6 galee ( le sue 3, 2 pontificie agli ordini di Pompeo Colonna ed una spagnola) per due giorni attorno all’isola, senza però potere scendere a terra. Con l’arrivo di rinforzi spagnoli, portati dal marchese di Santa Cruz a metà agosto, esce di nuovo da Messina: naviga all’avanguardia con 2 galee (sulle 4 che fanno parte di tale colonna) assieme con Stefano di Mare e Giorgio Grimaldi. |
| Settembre |
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All'altezza di Capo Passero cattura con il di Mare ed il Grimaldi una nave ragusea (di Dubrovnik), noleggiata dai turchi e diretta a Gerbe (Djerba). Sull'imbarcazione sono trovati 5000 quintali di biscotto e sono fatti prigionieri 60 uomini. L'imbarcazione è rimorchiata con il suo carico a Siracusa. Con il ritiro della flotta di Piali Pascià dalle acque maltesi, salpa da Messina, trasporta a Napoli 15 compagnie di fanti spagnoli e rientra a Villefranche. Giunto a destinazione trova 1500 scudi per le paghe pregresse degli equipaggi, più altri 2000 per un nuovo viaggio con 2 galee verso la Spagna con a bordo il duca di Urbino Francesco Maria della Rovere. |
| ............... | Quando gli ugonotti si ribellano al
duca di Savoia, fa arrestare i capi della cospirazione e li condanna immediatamente
a morte. |
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| 1568 | |||
| Agosto | Viene insignito del collare della Santissima Annunziata | ||
| 1571 |
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| Luglio |
Duca Savoia |
Impero ottomano |
Si congiunge a Nizza con la flotta di don Giovanni d’Austria: ha il comando di 3 galee, la “Piemontesa” (comandata da Ottaviano Moretti, figlio di Giovanni), la “Margherita” (agli ordini del Battaglino) e la Capitana, chiamata anche “Duchessa” (affidata a Domenico Costantino). Sulla sua galea prendono posto anche il duca d'Urbino e molti altri nobili. |
| Agosto |
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Imbarca a La Spezia altri soldati, tocca Civitavecchia e Gaeta; si ferma a Napoli ed a fine mese prosegue per Messina. Per espresso ordine del duca di Savoia, cerca sempre di mantenersi il più vicino possibile al comandante supremo per cedere il passo solamente all’ammiraglio pontificio, Marcantonio Colonna, ed a quello veneziano, Sebastiano Venier. Naviga con la sua capitana alla destra della galea del Colonna, che, a sua volta, si mantiene a destra di don Giovanni d’Austria. Ad un certo momento Pietro Giustiniani, che comanda la squadra maltese, tenta di infilarsi con la sua nave tra quella del Provana e quella del Colonna. Il conte di Leiny con una pronta manovra sventa il tentativo di scavalcamento nella gerarchia. Ne nasce una controversia di carattere procedurale, destinata a rimanere viva per molti anni. |
| Ottobre novembre |
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A metà mese la flotta lascia Messina. Il Giustiniani cerca nuovamente di occupare il suo posto e manca poco che non sia speronato. Sulla "Capitana" è imbarcato il colonnello di fanti di Francesco Paolo Sforza. Il Provana, inquadrato nel corpo centrale, dove si trovano tutte le ammiraglie, comandato da don Giovanni d'Austria, prende parte alla battaglia di Lepanto (Navpaktos); le altre 2 galee sono collocate nello schieramento destro affidato al Doria. La “Piemontesa” viene investita da 3 galee turche, una la attacca a prua e due sui fianchi. Al termine del combattimento, di tale nave si salveranno solo 12 uomini (compresi i rematori): resteranno uccisi il comandante Moretti, Francesco di Savoia-Racconigi, Chiaberto Piossasco di Scalenghe, Cesare Provana, il cavaliere di San Vitale. La “Margherita”, viceversa, non prende parte alla battaglia pe rlo delle sue condizioni. Nei giorni successivi il Provana (rimasto ferito alla fronte nella battaglia per un colpo di archibugio alla fronte) si porta a Petalà. Con la divisione delle prede, gli è assegnata una galea bastarda con 100 schiavi turchi; il Venier, da parte sua, gli concede un'altra galea con 50 schiavi. Naviga a Corfù, dove cambia la galea bastarda ottomana con una nuova e dà alle fiamme la decrepita "Margherita". Da ultimo, si avvia a Messina, Napoli, Civitavecchia, Genova e Nizza che raggiungerà a fine novembre. |
| Dicembre | Entra trionfalmente in Torino. | ||
| 1572 | E' nominato a Nizza Grande Ammiraglio
del nuovo ordine cavalleresco dei Santissimi Maurizio e Lazzaro. |
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| 1574 | |||
| Ottobre | A Parigi, alla corte francese, per
trattare la restituzione al ducato di Pinerolo, Savigliano e Perosa. |
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| 1575 | A Nizza; acquista dal conte di Tenda
il Maro e Prelà. Più tardi, nel 1579, con l'esborso di un'ulteriore
somma di denaro, otterrà il resto della contea per annetterla allo
stato sabaudo. Sempre nel periodo, compra per 41000 ducati Oneglia da
Stefano Doria. Fallisce, viceversa, un analogo tentativo di annessione
riguardante Savona. |
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| 1576 | E' infeudato definitivamente dal duca
di Alpignano, Frossasco e San Secondo di Pinerolo. Nell'anno fa parte
con il Cacherano e Filippo di Savoia-Racconigi del triumvirato che governa
il Piemonte in occasione di un viaggio nella Savoia di Emanuele Filiberto. |
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| 1579 | |||
| Giugno | Aiuta Ruggero di Bellegarde, nemico
del governatore francese di Saluzzo Carlo da Birago, a scacciare quest'ultimo
dal marchesato. Il Bellegarde morirà poco dopo avvelenato in Francia.
Il Provana consiglia il duca di impadronirsi di Saluzzo a sua volta, con
l'obiettivo di impediire che la città cada in potere degli spagnoli.
Successivamente, il Provana viene inviato in Svizzera dove, nei territori
controllati dai sabaudi, sono soorti dei malcontenti di carattere religioso.
Riconduce la calma in tale regione. |
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| 1580 | |||
| Agosto | Muore Emanuele Filiberto. Il Provana
con Bernardino di Savoia-Racconigi diviene tutore del giovane duca Carlo
Emanuele. |
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| 1583 | Duca savoia | Corsari barbareschi | Muore a Nizza la moglie caterina Spinola,
che verrà sepolta a Villefranche. Riprende il mare per un'ultima
volta al comando della ammiraglia dell'ordine mauriziano. Si mette alla
caccia dei corsari barbareschi che stanno infestando le coste della Toscana
e della Corsica. Rientra a Torino e gli è conferita la cittadinanza
onoraria della città. |
| 1590 |
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| Novembre |
Duca Savoia |
Francia |
Affianca il duca Carlo Emanuele nella guerra di Provenza (Provence) contro i francesi. Lascia la regione con il duca a bordo della capitana. Si dirige verso la Spagna per chiedere soccorsi al re Filippo II. |
| 1585 | |||
| Febbraio agosto | Accompagna in Spagna il nuovo duca
che vi si reca per sposarsi con la figlia del re Filippo II. A saragozza
il Provana viene scelto come primo giudice della giostra che si svolge
sulla piazza del mercato. Dopo le nozze rientra anticipatamente nel ducato
per organizzare a Nizza ed a Torino suntuose accoglienze. |
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| 1588 | |||
Settembre ottobre |
Duca Savoia | Francia | Il generale ugonotto Francesco de
Bonne, duca di Lesdiguières, irrompe nell'alta val Varaita, fa
strage della popolazione, dà alle fiamme chiese e villaggi. Il
Provana ha l'incarico di preparare in segreto un contingente armato: per
ottenere lo scopo fa chiudere le porte di Torino al fine di impedire alle
spie di controllare i preparativi della spedizione. A fine mese marcia
su Carmagnola, dove è raggiunto da un altro corpo comandato da
Gaspare Ponti, signore di Scarnafigi. Attacca la città con alcune
compagnie di cavalli per richiamare l'attenzione su di sé degli
avversari; il Ponti ha così l'opportunità di assalire la
località su un fronte sguarnito di truppe. Dopo alcuni giorni cede
anche il castello sotto i tiri dell'artiglieria di Giuseppe Cambiano di
Ruffia e Carlo di Luserna si impadronisce di Centallo. Ai primi di ottobre,
il Provana lascia Carmagnola con l'ordine di occupare Saluzzo. Il generale
francese Fitte, allorché vede che i sabaudi hanno ottenuto in rinforzo
altri 6000 fanti, abbandona la città per rinchiudersi nel castello
di Revello. Il Provana entra in Saluzzo e penetra in val Varaita. Giunge
a Casteldelfino e blocca il paese, mentre il conte di Rivara attacca Chianale.
Con la cattura di tale capitano da parte dei francesi, arretra a Sampeyre,
dove fa approntare i trinceramenti per le truppe di Filippo Solaro da
Monasterolo e di Galeazzo da Ceva. Successivamente, scende a Revello;
con Francesco da Martinengo, conte di Pianezza, assedia ed espugna tale
castello. A fine mese, riprende la strada per la val Varaita con 4000
fanti e 4 cannoni, raccoglie i contingenti di Sampeyre ed assale Chianale.
I francesi abbandonano la postazione a seguito di alcuni assalti; i transalpini
salgono il colle di Maurin e per Barcellonette rientrano nel loro paese.
Il Provana può ora raggiungere i quartieri invernali. |
| 1589 | |||
| Dicembre | Duca Savoia | Cantoni svizzeri | Si trova nel Chiablese sul fiume Arve,
che scende dal Monte Bianco verso il lago di Ginevra: sulla sua riva destra
stanno marciando verso il ponte di Boringes 10000 fanti di Berna per attraversare
il fiume e gettarsi su Faucigny. Il Provana fa distruggere il ponte e
controlla i movimenti degli avversari volti ad attraversare l'Arve a Thyez.
Il sopraggiungere del duca di Savoia con 15500 fanti e 1500 cavalli fa
desistere i bernesi dalla loro azione e li induce a ritirarsi nel baliaggio
di Gaillard. |
| 1590 | |||
| ................ | Duca Savoia | Francia | Il duca di Savoia si propone di annettere
al suo stato la Provenza. Il Provana ed il Martinengo varcano il Varo
per impadronirsi di Antibes. Il Provana entra in Grasse e vi lascia un
presidio agli ordini del Solaro; dispone pure l'invio di alcune galee
in Provenza e parte per Torino per concertare con Carlo Emanuele di Savoia
il proseguio delle operazioni. Ha il compito di imbarcarsi per la Spagna
allo scopo di convincere Filippo II ad attaccare, a sua volta, i francesi. |
| Marzo | Si imbarca per la Spagna con il duca
di Humena ed il luogotenente spagnolo delle Fiandre. la missione non ha
successo. |
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| Luglio | I sabaudi penetrano in Provenza. Il
Provana muove da Nizza, entra in Antibes, Cannes e Grasse, cavalca verso
Aix-en Provence dove viene accolto dalla popolazione con tutti gli onori.
Assume il governo della regione. I francesi reagiscono con vigore all'invasione
ed i sabaudi sono costretti a retrocedere. |
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| 1591 | |||
| Primavera | E' segnalato di presidio nel forte di Demonte. | ||
| Agosto | Accompagna il duca in Spagna per ricercare
(questa volta con successo) l'alleanza degli spagnoli contro i francesi. |
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| 1592 |
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| ................ | In missione ad Antibes per un caso
di tradimento. Ottiene la liberazione del marchese di Pescara Cesare d'Avalos,
catturato dal governatore fedifrago della città, il signore di
Bart. E' pagato un riscatto di 15000 scudi. |
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| Maggio |
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Muore a fine mese a Nizza di ritorno da Antibes. Sepolto in un primo momento a Villefranche, accanto alla moglie, più tardi, nel 1703, Francesco Provana ne farà trasferire la salma in una cappella della chiesa parrocchiale di Frossasco, nei pressi di Pinerolo. La tomba è stata distrutta nel tempo. Il ruolo svolto dal Provana nella battaglia di Lepanto è ricordato dallo storico veneziano Giovanni Battista Rasarro ("De victoria Christianorum ad Echimadas") e dal portoghese Girolamo Corte Real ("Felicissima victoria concedida dal cielo al senor don Juan de Austria en el golfo de Lepanto de la poderosa armada Othomana"). |
CITAZIONI
- "Andrea Provana fu la figura che, in tutti i momenti più importanti della storia piemontese durante la seconda metà del XVI secolo, spiccò sopra ogni altro accanto a quella di Emanuele Filiberto di Savoia...Andrea Provana pose le basi della marineria sabauda, nella quale poi si fusero tutte quelle della Penisola, e fu quindi lui, un piemontese purosangue, il Conte di Alpignano, l'anima promotrice di quella che oggi è la Marina Italiana. La stessa Marina, alcune decine di anni fa, volle ricordarlo intitolando a suo nome due sommergibili". Salvo