MATHURIN ROMEGAS (Mathurin d’Aulx de Lescout-Romegas, Maturino di Lescut). Guascone. Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Cavaliere di Romegas, un ramo cadetto della famiglia d’Armagnac.

1528 - 1581 (novembre)

Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1546




Dicembre



Entra nell’ordine dei cavalieri di Malta.

1547




Aprile

Malta

Impero ottomano

Partecipa a fortunate imprese in Levante ed in Ponente.

1555      

Inverno



Si trova nel porto di Malta a bordo di una galea. Una furiosa tempesta si abbatte sull’isola e colpisce anche la nave sulla quale è imbarcato: giunge il gran maestro dell’ordine gerosolomitano Jean de la Vallette a visionare nella rada le galee danneggiate e capovolte. Riesce a sentire un rumore che proviene dall’interno di uno scafo ed il Romegas viene tratto in salvo con alcuni cavalieri: tutti hanno passato la notte aggrappati alle travi con l'acqua fino al mento, e sono giunti all'estremo limite delle loro forze. Il primo essere ad uscire dalla nave è la mascotte, una scimmia.

1556




Agosto

Malta

Corsari barbareschi

Ha l’incarico di luogotenente nella galea del cavaliere Melac (Pietro di Gozon). A fine mese, il Melac lascia Napoli con 5 galee e naviga verso l’isola di Gerbe (Djerba).

Settembre



Giunge all’isola di Stromboli con la flottiglia del Melac. Sono avvistate 3 galeotte (di cui la maggiore è a 22 banchi) comandate da Succuli Rais. Costui finge di arrendersi; quando vede che i maltesi vogliono investirlo con il rostro, urla che i vogatori sono cristiani. Nel contempo, il corsaro fa cambiare ritmo di voga alle sue navi e si dà alla fuga approfittando della fermata dei suoi antagonisti. Il Melac conquista due galeotte, una condotta dal turco Deli Nasuf ed una dal rinnegato Morat Rais. Sono liberati dal remo 200 cristiani; molti mori e turchi prenderanno il loro posto al remo.

1557




Giugno

Malta

Impero ottomano

Ricopre ora l’incarico di luogotetente di Antonio di Tezan, detto Venasque. Arma una galeotta e scorre in Levante. Con la sua presenza spaventa gli equipaggi di 2 grosse navi turche cariche di mercanzie; si impossessa di entrambe, dopo che i marinai sono fuggiti a terra con la scialuppa di salvataggio.

Luglio



Rimorchia a Malta i 2 bastimenti.

1558




…………



Gli viene confermato dal gran maestro dell’ordine gerosolomitano il comando della galeotta. Fa la spola con la Sicilia per rifornire di vettovaglie Malta nella previsione di un attacco da parte del Dragut.

Maggio

Malta

Tripoli

Con Gil d’Andrade sbarca a Malta alcune compagnie di fanti arruolati in Italia. Scorre sulle coste tripoline e fa buone prede.

1559



Desola le coste africane ai danni del Dragut ed aiuta i suoi nemici come il re di Cairuan.

1560




Giugno

Malta

Impero ottomano

Si imbarca per Messina con 2 galee ed in tale località inizia ad armarne un’altra. Giunge a Capo Passero ed alla volta di Siracusa. Alla Torre Longina sono appostate 2 galeotte turche comandate dal Barbarossa e da Ionus Rais. I maltesi della galea “Santa Marta” vengono colti alla sprovvista; l’intervento del Romegas con la “Corona” vale a respingere i turchi. I due corsari nemici si nascondono nei boschi.

Luglio



A Messina. Arduino di Castillion, che comanda le 2 galee con le quali ha viaggiato di conserva, sta per morire a causa di alcune ferite. Il Romegas teme che il fratello di costui voglia rendersene padrone: informa il gran maestro del suo sospetto e da Malta vengono 4 galee per prenderne possesso perché esse sono di proprietà dell’ordine. Il Romegas vara negli stessi giorni la “San Gabriele” ed a fine mese rientra a Malta con le 7 navi.

Settembre



Viene spedito a Rodi (Rodhos) con Gil d’Andrade. I due corsari viaggiano con 2 galee, la “San Gabriele” e la “Santa Fede”, sulle quali vengono imbarcate alcune spie che devono scendere nell’isola: nello stesso tempo, devono esserne prelevate delle altre da Rodi, al fine di avere informazioni sui movimenti della flotta turca. Al momento della partenza, il Romegas litiga con l’Andrade per chi debba avere la preminenza nella spedizione: il gran maestro dà ragione al più anziano dei due cavalieri, vale a dire l’Andrade. I due corsari salpano da Malta; raggiungono le acque di Rodi; per strada catturano solamente uno schierazzo all’isola di Milo (Milos). Riparano, alla fine, ad Otranto dopo avere patito molto freddo.

1561




…………

Malta

Impero ottomano

Si dirige con la “San Gabriele” (di proprietà del gran maestro) sulle coste africane. Investe il caramussali turco di Osman Rais, carico di legname per costruire galeotte, e gli si rompe l’albero. Nonostante ciò, è in grado di affondare tale nave, che gli resiste tanto vivacemente che alla fine rimangono in vita solo 9 turchi. Il Romegas rientra a Malta. Riprende il mare e cattura un altro caramussali carico di merci che proviene da Tripoli: sono fatti schiavi 32 uomini, per lo più negri.

Marzo



Avute notizie sulla cattura di Vincenzo Cicala e sui movimenti del Dragut, ritorna a Malta.

Agosto



Riprende il mare con altre galee maltesi agli ordini del Melac.

Settembre



Scorre isolatamente in Levante, mentre il resto della squadra si congiunge in Sicilia con gli spagnoli di Marcantonio del Carretto, principe di Melfi. Compie un’audace azione dal Capo Buonandrea fino alla foce del Nilo. Mette a sacco vari vascelli e se ne appropria di uno, che non ha alcun carico a bordo: è stato, infatti, inviato da Kara Mustafa, capitano delle galee della guardia di Alessandria (Al Iskandariyah), ad imbarcare del frumento. Quando il Romegas viene informato che verso le stesse acque sta per dirigersi lo stesso Mustafa con 3 galee, preferisce allontanarsi. Naviga ora alla volta di Cipro (Kypros) e della Caramania (Keraman) con la guida del pilota Cicco Pisano. Si impadronisce di vari vascelli mercantili con le stive ancora vuote; cattura gli equipaggi e vende i relativi marinai come schiavi ad alcuni greci. Si rifornisce d’acqua potabile ad Antiochia ed abborda un caramussali turco che, poco tempo prima ha recuperato uno dei vascelli da lui conquistati in precedenza. Incrocia le coste della Caramania e, fra Scandaloro e l’Alia, si imbatte nella germa di Dormus Rais di Satalia (Antalya), distanziatasi dal convoglio mercantile che da Alessandria è diretto a Costantinopoli (Istanbul). La germa è difesa da 150 turchi e da 90 negri armati di archibugi ed archi. Allorché gli ottomani si accorgono di essere assaliti da una sola galea, decidono a loro volta di abbordare la nave del Romegas. I maltesi cannoneggiano la germa, che inizia ad affondare. Alcuni turchi salgono su una barca per raggiungere terra e sono catturati; altri cercano di salvarsi a nuoto. Nella nave vengono uccisi dall’artiglieria 40 uomini e molti altri sono feriti. Il Romegas carica i feriti, le donne e gli anziani su una barca e li lascia liberi; gli altri, 300 uomini, sono fatti schiavi, compresi due ambasciatori inviati a Rostan Pascià. Il carico della germa supera il valore di 100000 ducati; poiché il corsaro non ha spazio nelle stive, affonda la nave con il suo carico. Permette ad uno degli ambasciatori di inviare a terra un suo messaggero per raccogliere il riscatto di alcune migliaia di ducati: il denaro non arriverà mai. Fra i prigionieri vi è pure una donna, favorita della sultana, che sta ritornando da un pellegrinaggio dalla Mecca.

Ottobre



Lascia il Levante ed a fine mese si porta a Mazara del Vallo per acquistare del frumento da trasportare a Malta.

1562




Luglio



Naviga con 2 galee per caricare del frumento in Sicilia. Giunto a Pozzallo di notte, viene a conoscenza che verso Capo Passero si trova una galeotta corsara turca di 23 banchi. Invia in avanscoperta una fregata per farsi avvistare ed inseguire dai nemici. La galeotta si accorge della presenza delle 2 galee maltesi e si dà alla fuga. L’inseguimento dura per centottanta miglia; la notte seguente il Romegas persevera nell’azione e con l’aiuto del vento può avvicinarsi alla nave barbaresca con la galea “Santa Marta”. Alla galeotta, condotta dal rinnegato calabrese Cociuf Isuf, si rompe l’albero per lo sforzo. L’avversario non si perde d’animo, si getta contro la prima galea e viene ucciso mentre tenta d’abbordarla. Periscono nello scontro 20 turchi; altri 130 vengono avviati al remo. Il giorno successivo il Romegas entra in Malta con al traino la galeotta.

1563




Maggio



Si porta in Levante con il cavaliere La Motta per spiare ancora una volta i movimenti della flotta ottomana. A fine mese dà alle fiamme una nave di Lindo (Lindhos) che sta conducendo a Rodi diversi turchi, ed è carica di vino. Si dirige nelle acque di Scarpanto (Karpathos) e si imbatte in un galeone di Satalia, appartenente a Seyd Mohamet Ogli, che da Alessandria si sta recando a Costantinopoli imbarcato su una germa carica di riso. La seconda nave è catturata; il galeone si appresta alla difesa e combatte molte ore. Il vascello è preso solo con il favore della bonaccia a seguito di un lungo bombardamento; affonda, infine, con le sue ricchezze. A bordo è catturato il sangiacco del Cairo; sono fatti più di 400 schiavi, di cui 250 turchi, il resto, mori e negri. Arrivato a Malta, è imposto al sangiacco un riscatto di 18000 ducati, parte in denaro e parte in beni portati da Alessandria a Messina. Una volta liberato, il sangiacco stimolerà il sultano ad agire contro Malta.

Estate



Sempre con il La Motta, si unisce con 4 galee di Sicilia di Luigi Osorio e si colloca nei pressi dell’isola di Favignana per assicurare la navigazione nelle acque di Trapani.

Settembre



Le sue 2 galee salpano da Malta; presso Crotone danno la caccia a 2 galeotte del Caragiali: il corsaro si salva nella maggiore delle 2 navi; la minore, di 19 banchi, comandata dal rinnegato albanese Memi Caragia, è presa con 80 turchi. Vengono liberati dalla catena molti cristiani e costoro conducono la galeotta a Malta. Il Romegas procede verso Navarino (Pilos).

Ottobre



Incontra un grosso caramussali di Mehedin Rais che sta trasportando in Levante schiavi negri e molte merci: il bastimento è catturato ed è avviato alla volta di Malta con 150 schiavi.

1564




Marzo



Con 2 galee scorta più volte a Gozo il gran maestro, che ispeziona le fortificazioni dell’isola con alcuni balivi.

Aprile



Parte ancora una volta per il Levante. Cattura un vascello presso Cerigo (Kithira) e 2 caramussali turchi, caricati a Costantinopoli di munizioni e di altri materiali per armare vascelli da corsa. Le navi sono dirette a Tripoli.

Maggio



Si impadronisce di 3 caramussali carichi di remi, di stoppa e di munizioni diretti a Tripoli e di una nave turca di 1300 salme, partita da Tripoli per Costantinopoli con a bordo 113 negri. La nave viene condotta a Siracusa, i caramussali a Napoli.

Giugno



Si collega con la flotta dei cavalieri guidata da Pietro di Gioù (7 galee). I maltesi vengono a conoscenza che nelle vicinanze di Corfù (Kerkira) è passato un galeone di 4000 salme di portata, chiamato la Sultana, partito da Costantinopoli e diretto a Venezia con un carico di mercanzie pregiate. La nave è dotata di 20 cannoni di bronzo ed ha a bordo 200 soldati turchi, per lo più archibugieri.

Luglio



Il galeone, accompagnato da un caramussali, è avvistato tra le isole di Zante (Zakinthos) e di Cefalonia (Kefallinia). L’attacco non è bene organizzato ed è, in sovrappiù ostacolato dall’ emulazione che divide il Gioù dal Romegas. La capitana del primo subisce gravi perdite; un fatto analogo si ripete per la capitana del secondo, dove un solo colpo di cannone uccide 22 uomini. Le altre galee maltesi, fra cui quella dell’Andrade, fattesi più caute dall’esperienza, circondano il galeone e fanno in modo che il loro tiro intervellato sia continuo. Ci si prepara all’abbordaggio; Bairan Ogli, sfiduciato, si arrende dopo cinque ore di furioso combattimento. Il Romegas si avvia con il galeone verso Siracusa; prosegue poi per Capo Passero, dove sono avvistate 2 galeotte. Si getta al loro inseguimento. Un turco si butta in mare; raccolto dal capitano della “San Giacomo”, gli fa sapere come il Dragut sia nei pressi con la sua squadra, pronto a tendere un agguato alle galee maltesi ed al galeone trainato. A malincuore il cavaliere francese volta la prua; le 2 galeotte sono salve. La notizia di quella cattura provoca un gran fermento a Costantinopoli, anche perché il vascello appartiene a Qapù Aga, capo degli eunuchi negri del Gran Serraglio. Il valore del bottino è valutato in 80000 ducati.

Settembre ottobre



Con l'arrivo dei rinforzi provenienti dalla Sicilia gli ottomani terminano le operazioni di assedio a Malta. Secondo cronisti contemporanei fra i turchi sono rimasti uccisi 30000 uomini; fra i difensori, rimangono sul terreno 221 cavalieri (83 francesi, 50 spagnoli, 79 italiani e 9 tedeschi), più di 2500 soldati, 7000 abitanti e 5oo schiavi. Romegas riprende la guerra di corsa. Alla testa di 2 galee, della galeotta presa a Cociuc Isuf, di 2 brigantini e di una fregata, si trasferisce nelle acque di Cerigo. E’ agli ordini di Parisot de la Vallette, nipote del gran maestro; la loro guida consiste in un anziano greco di Malvasia (Monemvasia). Fatto rifornimento d’acqua alla Cala del Cerigotto (Antikithira), la squadra è colpita da una forte tempesta; galee e galeotta ne sono rese malconce, i 2 brigantini e la fregata naufragano. La flottiglia dei cavalieri a metà mese giunge nei pressi di Malvasia, sulla costa sud-orientale del Peloponneso; i corsari maltesi si appropriano di 2 barche di proprietà di alcuni greci; al fine di avere informazioniè fatto prigioniero un rinnegato. La guida conduce gli uomini della squadra sotto le mura della rocca di Malvasia: i comandanti della missione trovano pericoloso scalarne di notte le mura, soprattutto perché mancano vie di fuga in caso di eventi negativi. Per tale motivo, la missione termina con un nulla di fatto. Al suo rientro a Malta (ottobre), il Parisot viene ripreso aspramente dallo zio.

1565      

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Malta

Impero ottomano

Il Romegas si pone alla difesa di Malta a fianco del gran maestro alla testa di 500/800 cavalieri, di 100 sergenti, di 1350 soldati, di 500 schiavi delle galee. Sono pure armati gli abitanti per cui i difensori ammontano ad 8000/9000 uomini. Il Romegas si colloca alla posta delle Guve con i marinai ed i soldati della sua galea, ancorata all’imboccatura del porto principale.

Maggio    
Esce in perlustrazione con il Giou per sorvegliare i movimenti della flotta nemica.
Luglio    
Alla morte di Francisco Zangonara, che con Melchor de Robles comanda la guarnigione posta su uno sperone che difende il porto, accorre in soccorso dei difensori alla testa di 50 uomini. Costoro con i loro archibugi riescono a respingere l'attacco in corso. All'azione partecipano pure Federico di Toledo, Vincenzo Carafa e Parisot de la Vallette.

1566




Maggio



Viene inviato con la galea capitana incontro a 12 fregate spedite dal re di Francia in soccorso dei maltesi, ancora minacciati dagli ottomani. Si imbatte in costoro a Capo Passero; imbarca su una galea molti avventurieri transalpini che salgono a bordo di essa per essere condotti dal Romegas a Malta.

Giugno



Scorta con 2 galee a Messina Giovanni Andrea Doria, venuto a Malta per incontrarvi il gran maestro Jean de la Vallette.

Luglio



Imbarca sulle sue 2 galee i numerosi avventurieri francesi (Brissac, Filippo Strozzi e Bellegarde) venuti due mesi prima in soccorso di Malta: il pericolo è cessato.

Settembre ottobre

Malta

Impero ottomano

Effettua le solite scorrerie in Levante. Rientra a Malta con la notizia della morte del sultano Solimano e dell’ascesa al sultanato di Selim.

1567




Febbraio marzo

Malta

Corsari barbareschi

Giunge a Trapani per visionare i lavori di riparazione di un galeone maltese, che ha corso il pericolo di naufragare a causa di una tempesta. Nel rientrare a Malta, si impadronisce all’isola di Favignana di 2 brigantini, appartenenti ad Hassan Rais ed a Domus Rais. Tutti i marinai sono fatti schiavi. Rientra a Malta per i primi di marzo.

Aprile



Vaga sulle coste africane con 2 galee ed una galeotta guidata dal Lussan: ha il compito di mettere a sacco Zuaga. A bordo vi sono 500 uomini, tra cavalieri e marinai. Il Saint-Aubin comanda le truppe di terra. Un moro conduce i maltesi nella città: sono catturate 60 persone, per lo più donne e bambini che, in un periodo successivo, saranno battezzati quasi tutti. Al ritorno, prende alle secche di Palo un garbo carico di barracani e di altre mercanzie moresche. Ritorna a Malta con tale nave al traino.

Maggio

Malta

Impero ottomano

Viene inviato alla volta delle isole Strofadi con 2 galee. Tocca il mare di Cerigo: manda avanti Andrea Bagnasco (capitan Fantone) con un caicco a verificare se in una cala dell’isola vi siano delle galeotte turche. Ne sono avvistate 2, una di 18 banchi ed una di 20. Il Bagnasco si fa ad arte inseguire e le 2 navi incappano nelle 2 galee in attesa della preda. Il Saint-Aubin si impossessa della galeotta più piccola, sulla quale è imbarcato il corsaro Kara Borno; è pure fatto prigioniero, nell’occasione, un nipote del Dragut. Il Romegas si avventa sulla galeotta maggiore: i turchi resistono ed uccidono 60 uomini della sua galea, fra cui lo stesso Bagnasco con altri 3 cavalieri. Anch’egli è ferito al volto da una freccia. Tayx Mami, che la comanda, si accorge del disordine sorto nella nave maltese a causa di un incendio e cerca, a sua volta, di passare all’offensiva. Ne va all’abbordaggio: interviene il Saint-Aubin in soccorso della capitana. Spara un colpo di cannone ed investe la galeotta ottomana. A fine mese, il Romegas rientra a Malta; per sua volontà, entrambe le galeotte vengono portate al traino dal Saint-Aubin. Sulle due navi sono fatti schiavi solo 94 turchi; tutti gli altri sono caduti in combattimento. Sono liberati dalle catene 300 cristiani.

…………



Con 7 galee, assale fra Zante e Cefalonia un grande mercantile turco con a bordo un carico valutato sugli 80000 ducati: la nave trasporta oggetti preziosi veneziani e si sta dirigendo, con la scorta di 200 giannizzeri, a Costantinopoli. A bordo vengono fatti prigionieri molti personaggi importanti, fra cui la nutrice di Mihrmah, la figlia prediletta del sultano Solimano.

1571




Agosto

Chiesa

Impero ottomano

Si trova a Messina al comando di una galea pontificia.

Ottobre



Prende parte alla battaglia di Lepanto (Navpaktos) a bordo della galea capitana dello stato della Chiesa. E’ inserito nella squadra azzurra. Dopo la vittoria, viene inviato da Marcantonio Colonna a Venezia con Prospero Colonna.

1572




Agosto



Affianca il Colonna in uno scontro a Zante con la flotta avversaria.

1575

Malta

Corsari barbareschi

Ha il comando generale della flotta dei cavalieri nel triennio. Prende parte alla spedizione del marchese di Santa Cruz all’ isola di Kerkenna. Depreda una germa ed una maona barbaresche con un ricco bottino di schiavi e di mercanzie.

1577



Viene eletto luogotenente del gran maestro la Cassière a seguito di una rivolta dei cavalieri della lingua di Castiglia.

1581




Settembre ottobre



Giunge a Malta, dopo un periodo di turbolenze, il delegato apostolico, monsignor Gaspare Visconti. I cavalieri hanno l’ordine di obbedirgli in quanto rappresentante della Santa Sede. Il Romegas presenta le dimissioni dalla sua carica ed il gran maestro (che negli ultimi anni è stato praticamente esautorato dal Romegas) riprende il suo posto. Il Romegas viene invitato a recarsi a Roma per discolparsi. Si imbarca con i suoi fautori su una galea, mentre il gran maestro lo segue con 300 cavalieri su 3 galee. Sbarca a Pozzuoli ed è ricevuto con pochi attestati di stima. Molto diversa è, viceversa, l’accoglienza riservata al suo rivale.

Novembre



Muore a Roma in solitudine, abbandonato non solo dai partigiani del suo partito, ma anche costretto dal papa ad umiliarsi di fronte al la Cassière. Si sospetta che sia stato avvelenato. E’ sepolto nella chiesa di Trinità dei Monti. Il mese successivo morrà a Roma anche il gran maestro.

CITAZIONI

-“Uomo audacissimo e famoso per le continue battaglie navali sostenute coi barbareschi.” Manfroni

-“Guascone di patria, detto Romegas, uomo potente nella congregazione, e segnalato in battaglie navali.” Maffei

-“Cavalliero di Malta e valente soldato.” Pantera

-Con il Thémérincourt “Sont devenus de véritables personnages de légende dont la tradition orale a gardé le souvenir” Fontenay

-"L'un des plus remarquables marins de l'ordre au XVIe siècle." Engel

-" Il était généreux, splendide, magnifique et libéral et pour entretenir sa splendeur, libéralité et magnificence, s'avisa d'armer deux galères de soi, outre celles de la Religion...Ce fut grand dommage de ce grand capitaine, car après le grand maitre Parisot, ç'a été le premier des siens, que s'il eut été grand maitre, il eut fait de grandes choses." Brantome

-"Prince of knights-errant, scoured the seas in search of prey." Lane-Poole