MICHIEL ADRIAANSZOON DE RUYTER Di Vlissingen.
1607 (marzo) – 1676 (aprile)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Giovane, lavora in una corderia. Di temperamento vivace, litiga spesso con i suoi compagni per cui viene licenziato. |
| 1618 |
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| Dicembre |
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Si imbarca al servizio di un guardiamarina. |
| 1622 |
Paesi Bassi |
Spagna |
Si distingue come bombardiere all’assedio di Bergen op Zoom. |
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Paesi Bassi |
Spagna |
Ritorna a navigare; ottiene l’incarico di “bosseman” (comito); è delegato alla cura delle ancore, dei cordami, delle sartie. E’ uno dei primi in un abbordaggio ad un vascello spagnolo: viene ferito gravemente alla testa da un colpo di picca. La nave, sulla quale è imbarcato, è catturata dagli spagnoli ed il de Ruyter è fatto prigioniero. Condotto a terra, trova modo di fuggire: si traveste da mendicante, attraversa la Francia e raggiunge i Paesi Bassi. |
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Naviga su un vascello mercantile ed inizia a conoscere l’arte della navigazione. |
| 1631/ 1635 |
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Si sposa e la moglie muore dopo dieci mesi. Viene nominato pilota e compie diversi viaggi in Groenlandia, ed in Patagonia. Si salva da una furiosa tempesta che spezza gli alberi e lacera le vele. |
| 1636 | |||
| Febbraio | Naviga sul vascello "Gouda"
armato con 28 cannoni inquadrato nella squadra del vice-ammiraglio Banckert.
Prende parte ad un combattimento che si svolge al largo di Dieppe. Nella
battaglia sono catturati l'ammiraglio di Dunkerque Collaert ed il vice-ammiraglio
Rombouts. |
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Si sposa in seconde nozze a Vlissingen. |
| 1637 |
In proprio |
Spagna |
Alcuni mercanti armano 2 vascelli per la guerra di corsa nella Manica. Il de Ruyter ha il comando di uno di questi; l’altro naviga agli ordini di Juste van Sluis. Cattura un vascello di Dunkerque, allora controllata dagli spagnoli, ed uno di Amburgo, che sono stati sorpresi ad introdurre merci di contrabbando in Francia. Vi è un litigio fra gli equipaggi delle 2 navi, in quanto i marinai del suo vascello pretendono per sé stessi quasi tutto il bottino: il de Ruyter, al contrario, dà ragione, ai loro commilitoni. Il suo equipaggio si ammutina, per cui è obbligato a scendere a terra: sfugge in tal modo, abbastanza casualmente, alla caccia organizzata ai suoi danni da 13 vascelli di Dunkerque. Sempre nell'anno viene a far parte della squadra di Maarten Tromp. |
| 1638 |
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Naviga in Brasile e nelle Antille. Scopre parecchi errori nelle carte nautiche. |
| 1639 | Paesi Bassi | Spagna | A bordo del vascello "Overrijseel"
(26 cannoni), partecipa alla battaglia di Dunes che vede la disfatta della
flotta avversaria comandata da Juan de Oquendo. |
| 1640 |
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| Dicembre |
Paesi Bassi |
Spagna |
I portoghesi si ribellano agli spagnoli e proclamano come loro re il duca di Braganza Giovanni. Il principe d’Orange invia loro soccorsi agli ordini dell’ammiraglio Gyfels. Il de Ruiyter ha il comando del vascello “La lepre” ed è nominato contrammiraglio. |
| 1641 |
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| Luglio agosto |
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Salpa da Vlissingen con la flotta a fine luglio. A metà agosto, si collega con l’ammiraglio ed il viceammiraglio delle stessa. Dopo un mese doppia il Capo di Mantego, in Portogallo, in ritardo a causa dei venti contrari. Si porta a Lisbona ed a Sanlucar. Da qui, sono inviati alcuni vascelli a Cadice (Cadiz) per spiare i movimenti dell’armata avversaria. |
| Dicembre |
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Raggiunge il Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente) con 20 vascelli, con la speranza di trovarvi le squadre alleate, la francese e la portoghese. Vi si imbatte, al contrario, in quella spagnola, forte di 24 vascelli. Il combattimento dura sei ore. Le due armate, alfine, si separano: gli olandesi perdono 2 navi, di cui una catturata e l’altra affondata. Il de Ruyter, nell’occasione, si comporta da valoroso; è segnalato essere sempre in prima linea in aiuto di chi è in difficoltà. Il suo vascello è crivellato di colpi. Gli spagnoli hanno 2 navi affondate e 100 uomini fra morti e feriti. Gli olandesi ritornano a Lisbona per rimettere a posto i loro vascelli. Il re del Portogallo dona a ciascun capitano una collana d’oro del valore di 150 lire tornesi; ad ogni catena è appesa una medaglia con l’effigie del sovrano. |
| 1642 |
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| Gennaio |
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Riprende il mare per rientrare nei Paesi Bassi. Ha il comando di una nave mercantile dei Lampens, che ha già guidato in passato: arma il vascello di cannoni per difendersi dai corsari. |
| 1643 |
Paesi Bassi |
Spagna |
Viaggia verso le Americhe: si scontra con un galeone spagnolo e lo affonda. Salva l’equipaggio della nave nemica, nonostante le risposte insolenti del capitano spagnolo alle sue domande. |
| ………... |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Naviga verso Salé, con cui i Paesi Bassi hanno un trattato commerciale. Quando sa che 5 corsari algerini lo attendono per depredarlo, arriva alla loro vista; fa trascorrere la notte e si prepara il mattino seguente ad un combattimento diurno. Si spinge all’attacco e passa in mezzo al loro schieramento: i corsari si ritirano, cosicché può entrare nella rada di Salé. Viene accolto in trionfo dagli abitanti per la sua impresa; percorre a cavallo le vie cittadine, seguito a piedi dai 5 capitani corsari, riempiti di insulti dalla popolazione. |
| ……….. |
Paesi Bassi |
Corsari spagnoli |
Nel ritornare dalla Francia, effettua un servizio di scorta a numerosi vascelli mercantili. Getta l’ancora all’isola di Wight e vi si ferma per qualche tempo per evitare i corsari di Dunkerque presenti nei paraggi. Con l’avvicinarsi dell’inverno, esce dal porto: prima fa spalmare di burro tutte le parti in vista della nave. Un corsaro lo avvista e tenta l’abbordaggio del suo vascello: i nemici scivolano sul ponte e ne è fatta strage. E’ ammirata a Vlissingen la sua astuzia. |
| ………... |
Paesi Bassi |
Corsari spagnoli |
Si imbarca su un piccolo vascello con 17 uomini di equipaggio e fornito di pochi pezzi di artiglieria. Si imbatte in un corsaro di Dunkerque, che dispone, invece, di 120 uomini e di 20 cannoni: sta trainando una nave predata. De Ruyter decide di impadronirsi dell’imbarcazione rimorchiata e fa vela contro il corsaro: costui lo scambia per un vascello da guerra ed abbandona il traino. Il de Ruyter avvista altri corsari, per cui si fa raggiungere da una nave da guerra della Zelanda con la quale divide parte del bottino. |
| ……….. |
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In un viaggio di ritorno da Salé, incontra parecchi corsari francesi che tentano di bloccarlo per impadronirsi della sua nave. Si fa condurre a bordo del vascello di colui che sembra comandare la flottiglia e gli ricorda che gli Stati Generali olandesi sono alleati del re di Francia. |
| ……….. |
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Commercia molto spesso con i mercanti di Salé; diventa amico delle autorità locali, in particolare del marabutto al-Ayyashi (chiamato dagli inglesi, il Santo) ed ha da lui il permesso di effettuare ogni anno due viaggi con tale paese, anziché uno come avviene di norma per gli altri naviganti. Si arricchisce e libera numerosi schiavi pagando loro il riscatto. Dopo un viaggio, il suo vascello si arena davanti al porto di Salé: i mori, che lo hanno preso a benvolere, raccolgono le sue mercanzie senza pretendere alcuna taglia. |
| 1651 |
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Decide di ritirarsi dal mare. Si sposa per la terza volta e la moglie gli fa promettere che non avrebbe più viaggiato. La guerra fra i Paesi Bassi e l’Inghilterra lo forza a mancare ai suoi giuramenti. Rifiuta in un primo momento il comando di una squadra; accetta, infine, l’offerta fattagli dagli Stati Generali di comandare 22 vascelli e 6 brulotti. |
| 1652 |
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| Agosto |
Paesi Bassi |
Inghilterra |
Si imbarca sul “Nettuno”, un vascello con 134 uomini di equipaggio e dotato di 28 cannoni. Parte da Calais per scortare un convoglio mercantile. 2 piccole navi olandesi lo informano che la flotta inglese si trova tra l’isola di Wight e Bill of Portland (40 vascelli, fra i quali 12 sono di primo rango, 2 di secondo, il resto di quarto e quinto, e 5 brulotti). Chiede rinforzi ed in pochi giorni è raggiunto a Gravelines da 8 vascelli da guerra, 3 galeotte e 60 vascelli da traffico. Viene così a disporre di 30 vascelli da guerra e di 6 brulotti, anche se è impacciato nei suoi movimenti dal grande numero di navi mercantili che deve sorvegliare. All’altezza di Plymouth, a fine mese, avvista l’armata inglese comandata da George Ayscue (38 vascelli e 8 brulotti). La flotta viene divisa in 3 squadre: i vascelli mercantili sono mescolati con le navi da guerra. Il combattimento ha luogo nel pomeriggio avanzato. Il de Ruyter passa con la sua squadra per due volte in mezzo all’armata avversaria; lo si vede con soli 6 vascelli in mezzo al fuoco nemico. All’imbrunire, quattro ore dopo che è iniziato, lo scontro ha termine; gli inglesi si ritirano a nord. L’olandese non li insegue; molte sue navi sono danneggiate e vuole, nel contempo, garantire la sicurezza dei vascelli mercantili. Nessuno dei suoi bastimenti è stato catturato o affondato; i morti fra i suoi uomini ammontano a 50/60, altrettanti sono i feriti. Gli inglesi devono rinunciare a 3 vascelli, che sono stati affondati o distrutti, e denunciano la perdita di più di 1300 uomini. |
| Settembre |
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Sorveglia i mari e scorta un convoglio nelle vicinanze delle isoli Scilly. Si collega con Witte Corneliszoon de With al largo di Calais. Robert Blake gli si muove contro al fine di appoggiare l’azione dell’Ayscue, uscito da Portland, e per pattugliare la Manica. |
| Ottobre |
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Quando sa che gli inglesi hanno messo in mare una nuova flotta agli ordini del Blake, chiede rinforzi: questi gli sono portati dal viceammiraglio Cornelis de With (44 vascelli). Il luogo di raduno è fra Dunkerque e Nieuwpoort. La flotta è costituita di 64 vascelli in piena efficienza. Il Blake assale il de With al largo di Calais nelle acque di Goodwin; il de Ruyter è alla testa dell’ avanguardia, il de With si colloca al centro ed il de Wildt alla retroguardia. I vascelli del de Ruyter e del de With sono maltrattati dal fuoco inglese; la stessa capitana del de Ruyter subisce gravi danni al pennone ed alla velatura. Il giorno successivo la flotta olandese si trova indebolita di un terzo, a causa della fuga cui si sono dati molti capitani. Il de Ruyter si deve, pertanto, ritirare; viene inseguito per qualche tempo dal Blake. |
| Novembre |
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Sempre agli ordini del Tromp, prende parte alla battaglia del Capo di South Sand, nella quale è sconfitto il Blake. Ritorna a Vlissingen, deciso a vivere in famiglia. Gli Stati Generali premono perché resti in servizio, almeno per un’altra campagna. In realtà è osteggiato da altri capitani invidiosi della sua posizione: da uno di questi, viene addirittura sfidato a duello. |
| Dicembre |
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Gli olandesi allestiscono una flotta di 62 vascelli, di varie piccole navi e di alcuni brulotti. Il comando di questa è dato a Maarten Tromp; il de Ruyter è uno dei suoi principali collaboratori. Si deve scortare fino a Cap Lézard un convoglio di 300 bastimenti; l’armata inglese, comandata ancora dal Blake, è tra Dover e Folkestone. Inizia lo scontro: il de Ruyter ed il viceammiraglio Cornelis Evertsen sostengono agli inizi l’urto; interviene il Tromp che libera i due dalle angustie e si impossessa di un vascello inglese di 44 cannoni. Anche l’Evertsen ne prende, da parte sua, uno di 36 cannoni. Il Blake ripiega verso il Tamigi; il de Ruyter lo insegue per un breve tratto, mentre il Tromp conduce a destinazione le navi mercantili. |
| 1653 |
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| Febbraio |
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Affianca ancora il Tromp, tra Capo Hogue e la penisola di Portland, in un nuovo scontro, della durata di quattro giorni, con la flotta olandese; durante una delle sue fasi, il Ruyter si impadronisce di una vascello nemico; circondato dagli avversari, manca poco che non sia fatto prigioniero. Gli inglesi si ritirano alle prime avvisaglie di una nuova battaglia navale. Nel complesso le perdite olandesi ascendono a 9 vascelli da guerra, di cui 5 affondati o dati alle fiamme e 4 catturati; il numero dei morti è stimato fra i 500 ed i 600, compresi 2 capitani. Gli avversari si sono impossessati, al contrario, di 24 vascelli mercantili che si sono allontanati dal convoglio; gli inglesi perdono più di 2000 uomini, 6 vascelli e denunciano un grande numero di navi che sono state messe, temporaneamente, fuori uso. |
| Luglio |
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Sempre vicino al Tromp. A metà mese si svolge la prima battaglia di North Foreland. Viene scoperta all’altezza di Newport la flotta inglese, guidata sempre dal Blake (100 vascelli e 5 brulotti contro 98 vascelli e 6 brulotti olandesi). Il Blake divide in tre parti la sua flotta: si pone al comando della squadra rossa; William Perm comanda la bianca e John Lawson la blu. Il Tromp cerca di impedirgli l’esecuzione di tale manovra penetrando con le sue navi nello schieramento inglese. Il de Ruyter attacca con la sua squadra quella del contrammiraglio Lawson; guadagna il vento e mette fuori uso una parte dei vascelli nemici, nonostante l’intervento a favore di quest’ultimo da parte di Thomas Monck e di Richard Deane. Lo scontro dura tutto il pomeriggio e cessa sul far della sera con la vittoria del Blake. L’indomani esso ricomincia e dura fino a dopo il tramonto: gli olandesi si ritirano e si dirigono su Ostenda (Oostende). Due giorni dopo il Tromp vede che la maggior parte delle sue navi è piuttosto malconcia e che, inoltre, incominciano a difettare sia la polvere da sparo che le palle di cannone: ripara allora dietro i banchi di Wielingen. Gli olandesi subiscono la cattura di 11 navi, l’affondamento di altre 6, l’incendio di 2. 1350 risultano i prigionieri, compresi 6 capitani; i moorti sono 800 e 1000 i feriti. Gli inglesi, al contrario, non perdono alcun vascello; 126 sono i morti, compreso il Deane e due capitani. Il de With ripara all’Aia; il Tromp si porta a Vlissingen con i suoi ufficiali ed invia un memoriale agli Stati Generali in cui si chiede, per affrontare al meglio i nemici, un maggiore numero di vascelli: questi devono essere, inoltre, più grandi e dotati di un armamento migliore. |
| Agosto |
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E’ pronta una nuova flotta, allestita in parte all’isola di Texel (agli ordini del viceammiraglio de With) ed in parte in Zelanda (agli ordini del Tromp). Gli inglesi ostacolano il ricongiungimento delle due squadre. Si muove il Tromp con 90 vascelli e supera il blocco avversario; il de With esce dall’isola di Texel e con 27 vascelli da guerra e 4 brulotti si collega con il resto della flotta. Il Tromp avanza decisamente contro gli inglesi; il combattimento si svolge a Kentish Knock o Scheveningen. Il Tromp comanda l’ala destra, il de Ruyter la sinistra, il viceammiraglio Evertsen il centro ed il de With la retroguardia. Il Tromp penetra in mezzo allo schieramento nemico ed è ucciso da un colpo di moschetto allo stomaco mentre sta dando degli ordini a dei bombardieri. Il comando è preso dall’Evertsen, che ordina subito di non segnalarne il decesso. Il de Ruyter, a bordo del vascello”Agnello”, 40 cannoni e 150 uomini di equipaggio, si lancia nei punti più pericolosi: il fuoco inglese è concentrato sulla sua nave; questa subisce gravi perdite e viene disalberata; sprovvista anche di munizioni, deve essere rimorchiata verso la Mosa. La battaglia cessa così dopo quattro ore; gli olandesi ritornano a Texel, gli inglesi ai loro porti. Gli avversari hanno subito la perdita di 8 vascelli, di cui 2 affondati, uno saltato in aria e 5 incendiati; i loro morti sono 400, compresi 8 capitani, i feriti 700; quasi tutte le navi, infine, sono in cattive condizioni di navigazione. Gli olandesi hanno perso 20 navi; i morti ed i feriti ammontano a 1200 unità; 1000 uomini sono fatti prigionieri. Il corpo del Tromp è portato a Delft, ove gli Stati Generali gli faranno erigere un mausoleo in suo onore. |
| ………… |
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Il de Ruyter fa riparare il suo vascello; arriva a bordo di una goletta l’Ervetsen con l’ordine degli Stati Generali di ricongiungersi con la flotta e di scortare un convoglio di navi mercantili dalla Norvegia nei Paesi Bassi. Durante la sua assenza viene nominato viceammiraglio: tenta di rifiutare; alfine, accetta e si trasferisce ad Amsterdam con la sua famiglia. |
| 1654 |
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| Maggio settembre |
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Oliver Cromwell, il lord protettore dell’Inghilterra, impone ai Paesi Bassi la pace di Westminster. Il de Ruyter ha ora il compito, con 5 vascelli da guerra, di scortare nel mare Mediterraneo un convoglio di alcune navi mercantili, di aspettarle e di riaccompagnarle in patria. Giunge a Cadice. Nell’attesa incrocia nel mare Mediterraneo: alcuni mercanti lo informano che a Salé al-Ayyashi tratta con durezza gli operatori olandesi, perché il contrammiraglio Cornelis Tromp, figlio di Maarten, ha catturato nei pressi di Mamora un vascello a flauto, “La Lepre”, iscritta alla marineria di Salé. Al-Ayyashi, per rappresaglia, ha bloccato nel porto 3 bastimenti di Amsterdam, minaccia di farne schiavi i marinai e di confiscare le mercanzie di bordo. |
| Ottobre |
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Entra nella rada di Salé. Il de Ruyter è informato dal locale console olandese che la vertenza può dirsi risolta: che il Tromp restituirà la nave scusandosi di averla scambiata per una nave corsara algerina. Il de Ruyter scrive di tale fatto ad al-Ayyashi; costui lo fa salutare con una salva di 7 colpi di cannone. Una furiosa tempesta, tuttavia, gli impedisce di entrare nel porto e lo costringe a riprendere il mare per Cadice. Per strada, ferma un piccolo vascello di Salé e consegna al capitano una lettera per al-Ayyashi in cui gli spiega la situazione. |
| Novembre |
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Parte da Cadice con 3 vascelli per scortarne 11 mercantili; gli altri 2 vascelli devono attendere il resto del convoglio. Lungo il viaggio incontra una nave francese, di ritorno dal Canada, che è a corto di vettovaglie: la rifornisce, anche se gli olandesi non sono propriamente alleati con i francesi. A fine mese, arriva all’isola di Texel e da qui prosegue per Amsterdam. |
| 1655 |
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| Marzo |
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Il borgomastro di Amsterdam, per i suoi meriti, lo esenta con i famigliari dal pagamento di alcune gabelle. |
| Giugno |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Gli Stati Generali lo spediscono nel mare Mediterraneo, con 8 navi da guerra e 2 battelli di rifornimento, per dare la caccia si corsari barbareschi di Algeri, Tunisi e Tripoli; ha anche l’incarico di recarsi a Salé e di stipulare un trattato di amicizia con quello stato. Salpa da Texel; si incontra con la squadra del Blake (22 vascelli da guerra) di ritorno dalle coste della Barberia: i due ammiragli si scambiano reciprocamente colpi a salve di saluto e si fanno dei regali. |
| Luglio | Paesi Bassi | Francia | Incrocia nel Mediterraneo con 8 vascelli
e 2 brulotti, sui quali sono imbarcati 1165 uomini che dispongono di 298
cannoni. |
| Agosto settembre |
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Getta l’ancora nella baia di Cadice. Viene a sapere che un vascello a flauto olandese, carico di mercanzie e di 50 cavalli per le Antille, è stato attaccato e preso al largo delle Canarie da una nave spagnola con l’uccisione di 5 uomini ed il ferimento di altri: il bastimento è stato condotto a Cadice, con la motivazione che i proprietari delle mercanzie sono francesi, con i quali la Spagna al momento è in guerra. Il de Ruyter appura che i proprietari sono, al contrario, dei mercanti del suo paese e scrive una lettera di protesta al duca di Medinaceli che comanda la flotta spagnola del Mediterraneo; chiede la restituzione del vascello, delle merci e la punizione dei responsabili dell’aggressione; chiude il messaggio dicendo che sarebbe partito il giorno seguente e che in caso di risposta negativa avrebbe bloccato per rappresaglia il primo vascello spagnolo incontrato in mare e che lo avrebbe fatto condurre ad Amsterdam. Poco tempo dopo, l’ammiragliato di Cadice risponde che sì vi è stato un errore, facilitato, peraltro, dal fatto che il capitano olandese non ha comunicato i nominativi degli acquirenti delle mercanzie; non si rifondono, viceversa, i danni per il ritardo del viaggio e le perdite dovute alla vendita forzata dei cavalli. Il de Ruyter scrive una nuova lettera di protesta al Medinaceli, contestando la circostanza che il capitano di una nave sia tenuto ad indicare il luogo di acquisto delle merci ed il nominativo del venditore; il suo dovere è solo quello di mettere in condizione i terzi di ispezionare il carico di bordo. Al termine di queste schermaglie, il de Ruyter parte alla ricerca dei corsari barbareschi: ordina che nel caso in cui i nemici si presentino più forti, di non abbordarli e di aspettare l’arrivo del resto della squadra. Fa rotta su Algeri; invia in avanscoperta verso il porto un vascello per conoscere il numero delle navi ferme in rada (5) e nel porto (7). Si avvicina di notte facendo alzare la bandiera inglese per ingannare i corsari: il suo disegno viene scoperto, per cui ripiega su Malaga. Prende una barca di Tetuan (Tetouan) con 20 mori a bordo: il capitano è un rinnegato spagnolo di Ceuta, che per odio ha fatto schiavi anche i suoi parenti. Costui è fatto impiccare dal de Ruyter, mentre i membri dell'equipaggio e l'imbarcazione sono venduti al mercato di Malaga. Passa lo stretto di Gibilterra; rientra sulle coste barbaresche ed insegue l’ammiraglia di Algeri, condotta da un irlandese, con 210 uomini a bordo (per lo più turchi e mori) e dotata di 36 cannoni. La affonda a colpi di cannone davanti ad Arzila, nel regno di Fez (Fès) ed a quattordici miglia da Gibilterra: sono salvati sulle scialuppe 10 schiavi cristiani gettatisi a nuoto. Stessa sorte subiscono un altro corsaro algerino ed un vascello a flauto barbaresco; il de Ruyter si porta davanti a Salé e saluta la cittadinanza con una salve di 9 colpi di cannone: gli si risponde con un pari numero di tiri. |
| Ottobre |
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Inizia i negoziati con le autorità; durante le trattative ordina a 5 vascelli di incrociare ai danni dei corsari algerini. Egli resta, invece, a Salé per concludere l’accordo. Si rendono dalle due parti le prede fatte: sono liberati gli schiavi olandesi e sono istituiti dei segnali speciali fra le controparti per riconoscersi vicendevolmente in mare. Appena lascia la rada di Salé, la reggenza gli fa avere 44 montoni, 4 cavalli, 200 polli, 4 pelli di leone ed una di tigre, una grande quantità di meloni, 10 otri di acqua fresca ed un sacco contenente 130 paia di scarpe per il suo equipaggio. |
| Novembre dicembre |
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Salpa per Cadice; durante il viaggio si impossessa di 4 navi barbaresche; nell'azione sono liberati dozzine di schiavi. Ricongiuntosi a 5 vascelli da lui inviati alla caccia di corsari algerini, il de Ruyter attacca 2 imbarcazioni corsare sotto le mura di Arzila: se ne appropria di una forte di 26 cannoni con 250 uomini e danneggia gravemente l’altra (20 cannoni con 200 uomini). A dicembre non viene catturata nessuna imbarcazione. |
| 1656 |
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| ………… |
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Rientra a Cadice, perché incominciano a difettare alla sua squadra la polvere da sparo, le palle di cannone e le pallottole per i moschetti. |
| Aprile |
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Gli Stati Generali gli ordinano di ritornare nei Paesi Bassi e di scortare un convoglio carico di merci preziose e di una considerevole quantità di argento. A Dover si incontra con 7 vascelli inglesi, comandati da William Wilthorn: costui cerca di bloccare le navi mercantili al fine di impadronirsi dell’argento. La presenza del de Ruyter lo dissuade dal mettere in atto questo proposito. |
| Maggio luglio |
Paesi Bassi |
Svezia |
La squadra entra a Texel accolta in trionfo: nella spedizione contro i barbareschi sono stati presi o affondati 6 vascelli corsari e 2 barche; sono stati recuperati 3 vascelli olandesi; è stato liberato un grande numero di schiavi cristiani; è stato stabilito un trattato di pace con la reggenza di Salé; è stato trasportato, malgrado gli inglesi, una notevole quantità di argento nei Paesi Bassi. Nello stesso mese, a causa della vittoria del re Gustavo Adolfo di Svezia sui polacchi e sulle possibili ripercussioni di tale evento sul commercio nel mar Baltico, il de Ruyter salpa da Vlissingen con 25 vascelli. Ai primi di luglio è a Sond; si reca a Copenhagen per conferire con l’ambasciatore degli Stati generali. Viene raggiunto dall’ ammiraglio Opdam con altre navi, per cui la flotta olandese risulta di 42 vascelli. Va in soccorso di Danzica ed è qui salutato dal fuoco di artiglieria del castello. |
| Ottobre |
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Lascia Danzica alla stipula della pace fra svedesi e polacchi. Rientra nei Paesi Bassi, nonostante le difficoltà causate da una tempesta. Ad Amsterdam. |
| Dicembre |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
I corsari barbareschi hanno ripreso le loro scorrerie catturando numerose navi olandesi. Viene deciso un nuovo intervento da parte degli Stati Generali. Il de Ruyter ha il comando della flotta con l’ordine di dare la caccia a tutti i corsari barbareschi (tranne quelli di Salé), di rispondere alle navi corsare francesi, spagnole e maiorchine, di scortare quelle inglesi e danesi; di proibire, infine, agli inglesi, come è loro consuetudine, di salire sulle navi olandesi per ispezionane il carico. Parte da Texel la vigilia di Natale alla testa di 5 vascelli di Amsterdam. |
| 1657 |
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| Gennaio |
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Arriva a Cadice a metà mese: è raggiunto da alòtri 2 vascelli agli ordini del capitano Gideon de Wildt ("Huis te Oosterwijk") e willem van der Zaan. Il duca di Medinaceli vorrebbe utilizzare le sue navi per scortare un convoglio spagnolo che deve trasportare un carico d’ argento; rifiuta e salpa da Cadice. |
| Febbraio marzo |
Paesi Bassi |
Corsari francesi |
Si prepara a dare la caccia ai barbareschi; giunge a Livorno, ove riceve l’ordine di contrastare nel mare Mediterraneo i vascelli dei corsari francesi che partono da Tolone (Toulon). Nelle acque della Corsica si imbatte in un vascello condotto dal la Lande (“La Reine” , 237 uomini di equipaggio, 30 cannoni di ghisa e 2 di ferro) e nella fregata “Le Chasseur” (180 uomini e 28 cannoni, di cui 18 in ghisa), capitanata dal Ladignac: i due corsari si sono appena impadroniti di una nave olandese "L'Aigle Noir". Il de Ruyter, alla loro vista, fa issare la bandiera inglese, li insegue con i suoi 7 vascelli e li intercetta fra la Corsica e l’isola di Gorgona. Conquista entrambi i legni, riportando perdite considerevoli fra le sue fila. Il capitano de “La Reine” è un cavaliere di Malta, il la Lande, un corsaro che in passato ha avuto a che fare con il de Ruyter: lo ha, infatti, catturato e, colpito dalla sua fierezza, ha voluto bere con lui prima di lasciarlo libero. Il de Ruyter non può farlo andare via come da ordini ricevuti dagli Stati Generali: lo tratta con cortesia; fa spogliare dei loro beni i marinai e li fa rilasciare a Barcellona, da dove raggiungeranno a piedi la Francia; trattiene prigionieri i due corsari con i loro luogotenenti. Ritorna in Spagna; tocca Cadice dove vende "La Reine" al duca di Medinaceli per 10000 reali (25000 fiorini). "Le Chasseur", infine, viene condotto nei Paesi Bassi da una nave da guerra della Zelanda: a bordo si trovano anche gli ufficiali francesi che verranno trattenuti prigionieri ad Amsterdam. |
| Aprile |
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Lo raggiungono a Cadice altri vascelli da guerra, per cui ora ne dispone di 12 imbarcazioni. Si porta a Salé; rinnova il trattato di pace e rientra a Cadice. In tre settimane rimette in ordine le sue navi, fa affari con il duca di Medinaceli e sorveglia la flotta inglese del Blake. |
| Maggio giugno | Divide la sua flotta : il de
Wildt si muove verso Ibiza con 5/6 navi, mentre egli stesso prende il
mare con i restanti vascelli verso l'isola di Maiorca (Mallorca), la Sardegna
e la Corsica. Punta sulle coste toscane. |
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| Luglio |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Durante la sua assenza i francesi per ritorsione all'imprigionamento del Lande, hanno bloccato nei loro porti le navi olandesi; in particolare sono stati sequestrati nel porto di Marsiglia (Marseille) 4 vascelli mercantili. Gli equipaggi di questi ultimi sono allontanati per essere utilizzati come navi per il trasporto di truppe. I 4 vascelli salpano da Marsiglia per trasportare in Toscana, con la scorta di altri 5 vascelli, delle milizie in soccorso del duca di Modena, in quel tempo in guerra con gli spagnoli. La squadra francese, comandata da Pierre Certaines de Frimbicault, approda a Viareggio, un porto della repubblica di Lucca: il de Ruyter le si muove contro per recuperare i 4 vascelli. I francesi, appena lo avvistano, cambiano rotta e si dirigono verso il porto di La Spezia, controllato dai genovesi. Il de Ruyter si mette al loro inseguimento e recupera, senza incontrare resistenza, un vascello di Hoorn (24 cannoni, con a bordo 60 uomini agli ordini del Courdeau), ribattezzato dai transalpini “L’Agneau Blanc”. Entra, indi, con la sua squadra nel porto di La Spezia ad un tiro di pistola dalle navi avversarie che si sono ormeggiate sotto i cannoni della fortezza. Chiede alle autorità portuali il permesso di assalirle; queste traccheggiano e chiedono lumi a Genova. Dalla capitale giunge un incaricato del doge, Lazzaro Maria Doria, con un messaggio che gli proibisce qualsiasi atto nocivo nei confronti dei vascelli francesi. Come risposta, il de Ruyter blocca il porto ed incomincia ad impedire il vettovagliamento delle navi ferme nella baia: vi è l'intervento del re di Francia Luigi XIV per cui a metà mese è firmata la pace tra i Paesi Bassi e la Francia. I bastimenti confiscati vengono restituiti ai loro proprietari ed il de Ruyter compie una visita di cortesia a bordo della nave del Frimbicault. Riprende immediatamente il mare; si ferma a Livorno. Invia 4 vascelli ad incrociare presso lo stretto di Gibilterra alla ricerca dei corsari barbareschi e, a fine mese, raggiunge Tolone. Si impegna a restituite i 2 vascelli catturati in precedenza al Lande ed al Ladignac e consegna i soldati ed i marinai che hanno disertato a La Spezia: il de Ruyter ottiene dal governatore di Marsiglia che costoro non siano puniti. |
| Agosto | Salpa da Tolone, riacquista a Cadice "La Reine" e la rispedisce in Francia. | ||
| Ottobre dicembre |
Paesi Bassi |
Portogallo Corsari biscaglini |
Lascia Cadice per congiungersi davanti al Tago con una flotta olandese, comandata dal capitano generale Wassenaer van Obdam; insieme a costui naviga sulle coste portoghesi per vendicare i torti subiti dagli olandesi in Brasile ed in altre contrade. E’ catturato agli avversari un considerevole numero di vascelli mercantili. Viene avvistata la flotta portoghese che sta ritornando dal Brasile: il de Ruyter la attacca e conquista 14 vascelli carichi di zucchero e di altri prodotti tropicali. Subito dopo l’ ammiraglio in capo ritorna nei Paesi Bassi, perché ormai i portoghesi si sono riparati nei porti; egli rimane, invece, a scorrere sulla costa al comando di 22 vascelli e di 2 navi appoggio. Oltre che alle navi portoghesi, dà la caccia ai corsari biscaglini che danneggiano il commercio olandese malgrado l’accordo che lega Paesi Bassi e Spagna. |
| 1658 |
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| Giugno |
Paesi Bassi |
Portogallo |
Salpa dall’isola di Texel; divide la flotta in tre squadre e si colloca all’avanguardia. Una violenta tempesta lo forza ad entrare alle Dunes. |
| Luglio ottobre |
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Si trova sulle foci del Tago e getta l’ancora di fronte a Cascais; fa rilasciare 9 barche di pescatori, di cui si sono impossessati i suoi uomini. Incrocia sulle coste portoghesi fino alla fine di ottobre senza incontrare un solo vascello nemico. |
| Novembre |
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Rientra a Texel. |
| 1659 |
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| Maggio |
Paesi Bassi |
Svezia |
Continua la guerra tra i danesi, alleati con inglesi ed olandesi, ed i svedesi. Sono armati a Texel 39 vascelli ed al de Ruyter è dato l’ordine di raggiungere a Copenhagen l’ammiraglio generale olandese. Salpa a metà mese; mentre è per strada, viene informato che è stato concluso un trattato tra Francia, Inghilterra e Stati Generali, al fine di imporre la pace ai re di Danimarca e di Svezia e di mantenere libera la navigazione nel mar Baltico. Prosegue a piccole tappe per rendere effettivo tale accordo. |
| Giugno |
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Tocca Schagerrak, dove si uniscono con la sua squadra alcuni vascelli olandesi partiti in ritardo. Gli è ordinato di entrare nel Belt; tutta la flotta si pone davanti a Droogen, nelle vicinanze di Copenhagen. Il re di Danimarca invita a pranzo l’ammiraglio generale ed il de Ruyter. Gli svedesi non cedono alle pressioni esercitate su di essi dalle tre potenze. |
| ………… |
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Gli inglesi si ritirano a causa della morte del Cromwell e dell’ascesa al trono di Carlo II Stuart; l’ammiraglio generale olandese si ammala ed il de Ruyter ne prende il posto. Ha l’incarico di trasportare le truppe danesi. |
| Novembre |
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Si trova nell’isola di Funen e giunge di fronte a Nyborg. Gli svedesi aprono il fuoco con le batterie costiere e danneggiano alcuni vascelli. Il de Ruyter simula un attacco notturno su un punto della costa per attirarvi gli avversari; nella realtà fa vela su Cartemonde. E’ qui effettuato il vero sbarco delle truppe danesi, imperiali, polacche ed olandesi. Viene attaccata battaglia nei pressi di Nybord e gli svedesi vengono sconfitti. La città è investita da terra dal maresciallo Schack e dal mare dal de Ruyter. Egli si impossessa di un forte, si avvicina e fa sparare la flotta con i suoi pezzi sulla città: i nemici si arrendono nelle mani dello Schack dopo un intenso bombardamento. I 7000 uomini del presidio sono uccisi o fatti prigionieri; si salvano solo i due comandanti, il principe di Sultsbach ed il maresciallo Steenbok perché si sono dati alla fuga prima della battaglia. La città viene messa a sacco dalle milizie imperiali e da quelle polacche. La campagna ha termine a causa del ghiaccio che impedisce la navigazione ed i rifornimenti via mare. A fine mese, il de il Ruyter riprende il mare da Nyborg, si rifornisce di viveri a Lubecca. Il principe di Meclemburgo sale a bordo della sua nave per complimentarsi con lui; segue un invito a terra da parte delle autorità cittadine. Gli svedesi mettono in agguato 500 uomini per catturarlo al ritono dal convito; preavvertito, sfugge all’insidia. |
| Dicembre |
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Arriva una flotta mercantile olandese e viene approvvigionata di quanto ha bisogno. Il de Ruyter entra nel porto di Copenhagen con l’armata. Il re Federico di Danimarca lo invita a terra con i suoi ufficiali; gli fa donare, giorni dopo, dall’ammiraglio Bielke una catena d’oro di grande valore, con una medaglia che riprende l’effigie del sovrano circondata da 42 diamanti. Il capitano trascorre l’inverno a Copenhagen. |
| 1660 |
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| Gennaio |
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Riceve a bordo della sua ammiraglia il re di Danimarca con gli ambasciatori di Francia, Inghilterra e Paesi Bassi. |
| Febbraio |
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Lo scorbuto falcidia i suoi equipaggi; 500 sono i morti in breve tempo. Si ammala anch’egli. |
| Marzo giugno |
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Guarito, il disgelo rende il mare navigabile. Prima di affrontare la flotta svedese, che è ferma a Landscroon, invita a pranzo il re e la regina di Danimarca, il duca di Lumburg, altri principi, l’ambasciatore olandese e l’ammiraglio Bielke. Leva l’ancora e si colloca davanti a Landscroon. Negli stessi giorni muore il re di Svezia Gustavo Adolfo; gli svedesi ora accettano una tregua. Gli Stati Generali gli ordinano di fare uscire da Landscroon gli avversari: non obbedisce e resta davanti al porto per spingere gli svedesi ad approvare l’offerta di pace. L’atto sarà firmato nel successivo giugno. Il de Ruyter si offre di trasportare a bordo delle sue navi le truppe svedesi nel ritorno nel loro paese. |
| Luglio |
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Conduce a Sond cavalli e fanti svedesi. Vengono a rendergli visita nell’occasione il principe di Sulsbach, molti ufficiali e l’ambasciatore francese in Svezia; tengono dietro altre attestazioni di stima da parte degli ex nemici. Al termine delle operazioni, si incontra ancora una volta con il re di Danimarca: costui gli riconoscerà una pensione annua di 800 scudi e lo creerà nobile di Danimarca. |
| Agosto |
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Viene richiamato dagli Stati Generali nei Paesi Bassi; si accomiata dal re di Danimarca e dalla corte. La sua partenza viene salutata da una salva di tiri d’artiglieria di tutta Copenhagen. |
| Settembre |
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A Vlissingen. Corre un grosso pericolo, allorché, portandosi da tale località ad Amsterdam, sullo Zuiderzee il vascello sul quale è imbarcato viene abbordato da un’altra nave che lo cola a fondo: il de Ruyter sfugge a stento al pericolo; si attacca a delle corde ed è salvato dalla morte. |
| 1661 |
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| Maggio |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Viene inviato a contrastare i corsari barbareschi con 9 vascelli armati di 342 cannoni e con 1660 uomini di equipaggio; un vascello a flauto fa da supporto logistico alla squadra. Suoi capitani sono il vice-ammiraglio Jan Cornelis Meppel e Cornelis Evertsen il Vecchio. Egli naviga sul "Liesde" dotato di 60 cannoni e con 270 uomini di equipaggio. Giunge a Cadice ed affitta a Malaga dei magazzini per allocarvi le mercanzie delle navi predate. Divide la sua flotta in quattro squadre comandate, rispettivamente, anche dal Meppel, dall'Evertsen e dal de Wildt. |
| Giugno novembre |
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Fino ai primi giorni di novembre non si imbatte in alcun corsaro. Poi ne avvista 6. 5 gli sfuggono; cattura il sesto, un vascello con 22 cannoni e 150 marinai: vengono liberati dalla schiavitù 36 cristiani. |
| 1662 |
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| Febbraio agosto |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Naviga nelle acque di Malta e sulle coste africane con 13 grossi vascelli alla ricerca delle navi corsare. A metà mese dà la caccia a 8 corsari; ne cattura uno che naviga a bordo di un vascello avente caratteristiche strutturali simile al precedente conquistato. Gli altri 7 si rifugiano a Porto Farina: il fuoco delle batterie del castello lo convince a desistere. Nei giorni seguenti cattura un terzo corsaro davanti a Tunisi: propone al bey di scambiare gli schiavi olandesi residenti nella città con i turchi ed i mori dell’equipaggio. La proposta viene accettata; viene, inoltre, stipulato un armistizio di sei mesi nell'attesa di un trattato di pace fra Tunisi e gli Stati Generali. Naviga alla volta di Tripoli ed ottiene la liberazione di 80 schiavi dietro il pagamento di un riscatto poco più che simbolico. |
| Settembre novembre |
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Continua ad incrociare davanti alle coste barbaresche alla caccia di navi algerine perché il dey rifiuta di applicare alcune norme riguardanti la proprietà delle merci. Anche tale stato è costretto ad accettare un trattato di pace: sono liberati 130 schiavi olandesi; in contraccambio dona agli algerini alcuni cannoni e della polvere da sparo. Rientra nei Paesi Bassi e viene sostituito nel suo incarico da Cornelis Tromp, figlio di Maarten. |
| 1664 |
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| Maggio |
Paesi Bassi |
Corsari barbareschi |
Gli algerini ritornano ad agire secondo i loro soliti costumi. Il de Ruyter è di nuovo inviato contro di essi con 12 vascelli (500 cannoni e 2300 marinai): con lui si imbarca anche il figlio quindicenne Engel. Salpa da Vlissingen a bordo dello "Spiegel", un vascello che dispone di 68 cannoni con 315 uomini di equipaggio. A fine mese raggiunge Cadice. |
| Giugno |
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Tocca Malaga e si colloca davanti ad Algeri; viene subito liberato il console olandese ed è proposto un nuovo trattato di pace. Sono affrancati dalla schiavitù pure 13 olandesi contro la liberazione di 30 algerini, fatti prigionieri in precedenza dal Tromp. |
| Luglio | Ottenuta la rimessa in libertà
di altri schiavi, ritorna ad Alicante. La vigilia della partenza nascondo
a bordo delle sue navi altri 5 schiavi, che sono riusciti a fuggire da
Algeri. |
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| Agosto |
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Si trova a Cadice. Vi sono le avvisaglie per una prossima guerra tra Paesi Bassi ed Inghilterra : l’Holmes con i suoi vascelli da guerra ha catturato sulle coste africane, presso l’isola di Capo Verde, numerosi bastimenti mercantili della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali ; ha costretto gli olandesi ad abbandonare un forte costruito nell’isola di Gorée e si è impadronito delle merci che vi ha trovato ; proibisce la navigazione a tutte le navi nel golfo di Guinea. Il de Ruyter è inviato in Africa con 12 vascelli; un’altra squadra, è previsto che debba seguirlo più tardi. |
| Ottobre novembre |
Paesi Bassi |
Inghilterra |
Prima della partenza, forte della recente esperienza danese, fa acquistare migliaia di limoni e ne fa distribuire venticinque a testa ai singoli membri dell’equipaggio. Eliminato il pericolo dello scorbuto, salpa da Cadice e sfugge alla sorveglianza della squadra del viceammiraglio Lawson che incrocia nel mare Mediterraneo. Ha con sé 12 vascelli ed un vascello a flauto per gli approvvigionamenti. A fine mese, si ferma vicino all’isola di Gorée. All’alba avvista 9 vascelli inglesi della Compagnia Inglese delle Indie all’ancora sotto il forte. Muove loro contro e costringe il governatore inglese dell’isola ad evacuare il castello: le merci contenutevi sono confiscate ed il forte ritorna olandese. Il governatore ed i suoi soldati sono imbarcati su uno dei vascelli mercantili conquistati per essere condotti in Gambia o in un qualsiasi altro possedimento inglese a loro scelta. Nell’isola vive un nero, già schiavo nei Paesi Bassi: costui, che ricopre un ruolo importante presso i suoi connazionali, ha navigato sulla stessa nave in cui il de Ruyter ha avuto le sue prime esperienze marine. Dopo tale intermezzo cameratesco, il de Ruyter decide di raggiungere la Sierra Leone per fare riposare i suoi uomini; scende a terra alla foce del fiume omonimo e viene informato dalla popolazione locale che nei paraggi vi sono dei magazzini carichi di mecanzie pronte per l’esportazione; in secondo luogo, che gli inglesi trattengono come schiavo un olandese con la sua famiglia e che si sono impadroniti di numerose imbarcazioni olandesi. Si muove con 4 vascelli, risale il fiume, si incontra con il governatore inglese e con il prigioniero olandese, che gli conferma le notizie avute in precedenza. Sbarca i suoi marinai che si impossessano di grandi quantità di mercanzie; lascia agli inglesi viveri sufficienti fino all’arrivo di nuove navi dall’Inghilterra e non fa toccare né le loro abitazioni, né le loro piantagioni. |
| Dicembre |
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Parte per la Costa d’Oro (l’odierno Ghana), al fine di riconquistare i forti olandesi caduti nelle mani degli inglesi: attacca quello di Tacorari, presso Cormantin, ne scaccia gli inglesi e fa incendiare le loro mercanzie. |
| 1665 |
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| Febbraio |
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Ha il forte di Cormantin. Riceve l’ordine dagli Stati Generali di assalire gli inglesi in qualsiasi parte del mondo, tranne che in Europa. |
| Marzo |
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Prende il mare dalle coste della Guinea, al solito con 12 vascelli, più uno d’appoggio. |
| Aprile maggio |
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Giunge alle isole Barbados. Entra nella baia e spara contro i due forti. Gli viene risposto da un fortino dell’isola e da 36 vascelli mercantili fermi all’ancora. Le navi olandesi sono danneggiate dalle bordate, specie la sua ammiraglia che ha difficoltà a manovrare. Si ritira dopo un’ora e mezza con alcune perdite. Si reca in Martinica, controllata dai francesi, per fare riparare le navi. Il governatore lo accoglie benevolmente; la sua flotta è rifornita di vettovaglie e d’acqua a prezzi ragionevoli. Dopo una settimana riparte con sole 7 navi e si dirige verso le Antille alla ricerca di navi inglesi da depredare. Incontra una barca di Amburgo, che lo informa come nell’isola di Nevis vi siano 9 vascelli mercantili e 4 in quella di Monserrat. Fa rotta su quest’ultima località; cattura un vascello di 20 cannoni, carico di zucchero e di tabacco; entra nella baia e si appropria di altri 4 vascelli e di 3 barche. Da qui si trasferisce nell’isola di Nevis; mette ora le mani su 6 bastimenti sotto il fuoco dei forti; vola verso l’isola di San Cristoforo, di cui parte è dominata dai francesi e parte dagli inglesi. Gli olandesi approdano nel porto francese di fronte al forte della Basse-Terre: il de Ruyter vi si ferma in attesa del ritorno delle sua navi dalla Martinica, dove si trovano in arsenale per alcune riparazioni. Poiché queste ritardano, si sposta all’isola olandese di Sant’Eustachio. Viene qui raggiunto dai vascelli mancanti e, sempre in tale isola, è venduta parte del bottino. Ne parte a metà maggio per puntare all’isola di Terranova (Newfoundland). |
| Giugno luglio |
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Cattura nei paraggi di Terranova 6 imbarcazioni: a causa dei molti prigionieri che si trova avere a bordo, imbarca costoro su 3 piccoli legni, con viveri ed acqua per cinque settimane, nonché esche ed ami per pescare, e li lascia liberi. Subito dopo rientra in Europa. Durante la sua assenza gli Stati Generali, a seguito della sconfitta nella battaglia navale di Lestoffe nelle acque inglesi, gli danno il comando della flotta di Amsterdam, con il titolo di ammiraglio generale. |
| Agosto |
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E’ davanti a Delfzijl. Presenta il consuntivo del suo operato. Ha a rimorchio 5 vascelli presi agli inglesi; altri 2, parimenti conquistati, sono al momento fermi a Bergen in Norvegia; ha combattuto gli avversari in Guinea, nelle Antille ed a Terranova; sono stati prese nel complesso 26 navi, 2 sulle coste della Guinea, 17 nelle Antille e 7 a Terranova; ne ha, inoltre, distrutte una, vendute 6 nelle Antille, affondate 2, incendiata una, fatte arenare 3, incendiate altre 3, date ai prigionieri liberati altre 3. I 5 vascelli che porta con sé sono carichi di zucchero, come gli altri 2 fermi in Norvegia; sui vascelli sono anche caricate 16000 zanne d’elefante e 680 marchi in oro; nel bottino è, anche, compresa una corona reale, guarnita di rubini e di smeraldi, inviata dal duca di York ad un re della Costa d’Oro. Viene accolto trionfalmente; è nominato ammiraglio generale d’Olanda e gli è dato il comando di tutta la flotta. Parte per Texel salutato da salve di artiglierie del forte di Delfzijl; riceve il medesimo onore da tutte le località. Solo il Tromp è scontento per la sua nomina; chiede di essere dispensato dal servizio effettivo per non militare ai suoi ordini: alla fine, costui recede dal proposito su forti pressioni degli Stati Generali. |
| Settembre |
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Ha ai suoi ordini 93 navi fra vascelli e fregate, con 4337 cannoni, 16000 uomini, 2600 fanti da sbarco e 1425 guardiamarina. La flotta fa vela verso l’Inghilterra; nel contempo, 70 vascelli inglesi stanno ancora incrociando nelle acque norvegesi nella speranza di intercettarlo nel suo rientro dal Nord America. Il de Ruyter punta prontamente verso la Norvegia: una tempesta disperde le sue navi per cui ritorna a Texel. Ricerca ed attende gli sbandati. L’armata inglese si presenta al largo di Vlissingen: quando gli olandesi si muovono, si ritira prontamente nei suoi porti. |
| Ottobre novembre |
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Risoluto al combattimento si colloca sulle foci del Tamigi. Con la presenza di un’epidemia a bordo delle sue navi, rientra a Texel. Gli Stati Generali decidono di rinnovare la flotta: sono allestiti 70 vascelli da guerra 12 fregate; 35 navi sono armate con 60/80 pezzi e 300/400 uomini di equipaggio, fra marinai e soldati; gli altri 35 vascelli dispongono da 40 a 60 cannoni, con 300 uomini a bordo; le 12 fregate hanno da 34 a 40 cannoni ciascuna e da 100 a 130 uomini di equipaggio. A queste navi si aggiungono 12 brulotti, 12 fregate d’avvistamento e 24 bastimenti per il rifornimento della flotta, carichi di acqua, birra, vettovaglie e munizioni. L’armata, infine, è rafforzata da 20 vascelli forniti dalla Compagnia delle Indie Orientali. |
| 1666 |
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| ………… |
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Molti principi europei, quali l’elettore di Brandeburgo, il principe Guglielmo d’Orange, i principi di Holstein e di Anhalt, si recano a Texel per vedere la flotta: vengono tutti accolti con gli usuali onori dal de Ruyter. Anche molti nobili francesi, fra cui il principe di Monaco Luigi Grimaldi, sono fra i visitatori. |
| Giugno |
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Salpa verso le coste inglesi al fine di trovare la flotta inglese di 81 vascelli, comandata dal Monck. All’altezza del passo di Calais, al largo di Dunkerque, chiama tutti i capitani sulla sua ammiraglia per gli ultimi ordini. Gli olandesi navigano di fronte al Tamigi; gli inglesi si muovono loro contro in ordine di battaglia. Il Tromp, che è all’avanguardia, inizia il combattimento dopo mezzogiorno; il de Ruyter attacca con l’impetuosità che gli è usuale dal suo lato. Dopo cinque ore di combattimento gli inglesi arretrano: sono, allora, assaliti da altre due squadre olandesi, quella dell’Evertsen e quella di Tjerk Hiddes de Fries che fino a quel momento, a causa del vento, non sono potute intervenire. Solo la notte avanzata separa i contendenti. L’indomani mattina si rinnova la battaglia: gli inglesi sono all’ancora sopravvento ad una lega dalla flotta olandese. Il Tromp penetra troppo con 5 vascelli nello schieramento avversario; si trova a malpartito; il de Ruyter lo appoggia e lo libera dall’accerchiamento: un vascello viene dato alle fiamme dai nemici e 4 sono rimorchiati a Texel perché inservibili. Pure la nave ammiraglia è in cattive condizioni a causa del fuoco dell’artiglieria inglese; il de Ruyter trasferisce il suo gonfalone sulla nave del Van Nès, che è al suo fianco. Alla fine, gli inglesi si ritirano, inseguiti dagli olandesi fino al Tamigi. Gli avversari per aumentare la loro velocità incendiano la nave più malridotta; il viceammiraglio Gorge Ayscue, invece, si arena su un banco di sabbia con il suo “Royal Prince” dotato di 92 cannoni e con 620 uomini a bordo. Tale vascello viene subito circondato da numerose navi olandesi; l’Ayscue si arrende. Il de Ruyter fa dare alle fiamme il “Royal Prince” e fa condurre all’Aia i prigionieri. Arrivano da sud-ovest sulle coste olandesi 25 vascelli comandati dal principe Rupert, duca di Cumberland, attardatosi per sbarrare la strada al Beaufort, diretto in Spagna: costui evita per il momento lo scontro e preferisce collegarsi con il Monck. E’ deciso, da parte inglese, un nuovo combattimento per il terzo giorno consecutivo: gli avversari dispongono di 61 vascelli, di cui 25 intatti; gli olandesi, 64 e tutti con i segni delle battaglie dei due giorni precedenti. La battaglia si svolge il giorno della Pentecoste ed ha inizio di primo mattino fra le Forland inglesi ed i banchi della Fiandre, in mare aperto a otto leghe dalla costa olandese. L’armata del de Ruyter, che è sopravvento, riesce a penetrare in tre punti nello schieramento nemico. Lo scontro rimane incerto tutto il giorno. Un viceammiraglio olandese, il Liesde, a bordo di un vascello di 60 cannoni, si trova fianco a fianco con un vascello inglese del principe Rupert (80 cannoni); i pennoni delle due navi si toccano; le bordate sono reciproche. Il de Ruyter interviene a favore del Liesde e lo libera dal pericolo. La battaglia riprende con furore. Viene dato il segnale dell’ abbordaggio: il Tromp, il Muppel, il Banckert, il Van Nès, il Liesde, l’Evertsen assalgono gli avversari e li mettono in fuga nel tardo pomeriggio a seguito di una lotta durata undici ore. Il de Ruyter richiama i suoi dall’inseguimento, perché non vuole che i suoi vascelli nell’oscurità si scontrino l’uno con l’altro o che si arenino in una qualche secca, di cui è ricco quel tratto di mare. Gli olandesi subiscono molte perdite con la morte di numerosi ufficiali e capitani e quella di 800 uomini fra marinai e soldati, i feriti sono 1500; fra gli inglesi vi sono, invece, 6000 morti, fra cui il viceammiraglio Barclay, 17 vascelli sono affondati o incendiati e 6 sono presi. Sono condotti nei Paesi Bassi 3000 prigionieri. Grandi sono le feste per la vittoria. Gli inglesi, da parte loro, fanno cantare in tutte le chiese di Londra un Te Deum di ringraziamento e si dichiarano vincitori. |
| Luglio agosto |
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Il de Ruyter fa riparare i vascelli danneggiati. Riprende il mare e si colloca davanti al Tamigi: i piloti non se la sentono di guidare una grande flotta in un fiume che non conoscono. Si cambia progetto e si inizia una navigazione sulle coste inglesi: nobili francesi salgono sulle navi francesi per imparare il mestiere. La flotta avversaria è forte di 90 vascelli e di 19 brulotti; a fine luglio essa scende dal Tamigi agli ordini del Monck, nominato da poco duca di Albermarle. L’ultimo giorno del mese le due armate si affrontano senza indugio. La bonaccia non permette a metà della flotta olandese di essere vicina al suo comandante; il de Ruyter è, pertanto, costretto a sostenere l’urto nemico in formazione ridotta. Circondato, riesce a districarsi dalla pericolosa situazione. Allorché il fumo provocato dalle artiglierie si dissipa, si accorge che la squadra della Zelanda e di Frisia, condotta dall’Evertsen, prende la fuga; cerca, invano, di fermarne la corsa con il fuoco dei suoi cannoni. Il Monck si getta sul de Ruyter: viene respinto. L’ammiraglio olandese vede che non arrivano soccorsi; incomincia perciò a ripiegare verso sud. A sera si ricongiunge con la squadra dell’Evertsen, rimasto ucciso in battaglia come molti altri ufficiali dell’avanguardia fra cui il de Fries: l’avanguardia ha, inoltre, perso 3 vascelli, 2 incendiati ed uno affondato. Su un altro fronte il Tromp ingaggia lo scontro con la squadra di Jeremy Brown e si disinteressa del resto della flotta olandese per mettersi all’ inseguimento dei nemici. Il de Ruyter, affiancato dal Van Nès, si ritira e cerca di fare riparare al meglio di notte le sue navi. Il mattino seguente gli inglesi circondano la sua squadra d’ogni lato. Un violento fuoco di artiglieria si concentra sul suo vascello e, presto, viene ridotto in condizioni estreme; anche il Van Nès si trova nel medesimo stato. Il Monck si getta addosso al de Ruyter per catturarlo; gli è inviato contro un brulotto per incendiare il suo vascello. L’ammiraglio fa mettere prontamente in mare 4 scialuppe sulle quali salgono 40 marinai fidati ed i nobili francesi al fine di mettere fuori causa la nave incendiaria. Un’abile manovra consente di sfuggire all’insidia; il brulotto viene bombardato ed è assalito dagli occupanti le scialuppe. Il vascello inglese di 70 pezzi che lo sta trainando è obbligato a ritirarsi ed il brulotto viene affondato. Il Monck persevera nel fare sparare contro la nave ammiraglia; il de Ruyter si avvicina con i pochi vascelli a sua disposizione verso i banchi di sabbia; gli inglesi si fermano. Allorché 3 vascelli olandesi si allontanano dalla sua formazione a causa del vento, invia loro in ausilio il viceammiraglio Bankett con i vascelli e le fregate meno toccati dal combattimento e gli inglesi desistono dall’ inseguimento. Il costo della sua sconfitta è elevato (24 vascelli), 4000 morti e 3000 feriti. Gli inglesi perdono solamente il vascello "Resolution" e dai 300 ai 500 uomini. Lo stesso giorno (primo di agosto) il de Ruyter sbarca a Doorlo: i francesi rientrano a Parigi ed egli si trasferisce a Wienlingen da dove invia una relazione agli Stati Generali. Accusa il Tromp di non avergli dato il sostegno necessario e di essersi volontariamente allontanato in un’azione non coordinata con il resto della flotta. Il Tromp è, subito, convocato all’Aia e viene sollevato dal suo incarico. A fine mese, il re di Francia Luigi XIV gli fa avere l’ordine di San Michele (una collana d’oro con un medaglione raffigurante il re): l’insegna del cavalierato gli è consegnata dal conte d’Estrades. |
| Settembre |
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La flotta (90 navi e 27 brulotti) è in grado di ritornare a combattere. Supera il passo di Calais, strapazza la flotta inglese all’altezza di Boulogne. Un giorno una vampata irregolare di un cannone lo ferisce gravemente al volto: costretto a rientrare in famiglia per curarsi, il comando passa temporaneamente al Van Nès. |
| Dicembre |
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Ricompare in pubblico per un servizio religioso di ringraziamento per la salute ritrovata. Le autorità fanno a gara nel fargli avere presenti; il suo ritratto è messo nella camera del consiglio di stato. |
| 1667 |
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| Giugno |
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Per la nuova campagna lo seguono il figlio Engel ed il genero Van Galder, che hanno ciascuno il comando di un vascello (il primo di 80 cannoni; di 44 il secondo). L’armata si compone di 71 navi. A metà mese si colloca davanti alle foci del Tamigi. 2 vascelli entrano nel fiume con l’appoggio, più arretrato, di 10 altre navi e di 2 brulotti. Vengono sbarcati 800 fanti; costoro si impadroniscono di un forte a Sheerness sulla sponda del Tamigi. Questo è raso al suolo; tutti i materiali che vi sono trovati, quali alberi, munizioni e tonnellate di pece e catrame, sono portati via. Gli olandesi avanzano all’alba nel fiume Medway, rompono una catena che sbarra loro la strada e catturano alcune navi ancorate sulle sue rive; l’avanzata prosegue sino a Chatham dove sono prese altre imbarcazioni come il vascello “Royal Charles” di 100 cannoni, il “Jonathan” di 90; sono, inoltre, bruciati sul posto o messi fuori uso molti bastimenti. Dopo tre ore, viene suonata la ritirata; gli olandesi ridiscendono con tranquillità il Medway, rientrano nel Tamigi e navigano fino alla foce. I 2 vascelli sono mandati nei Paesi Bassi. |
| Agosto ottobre |
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E’ diretta verso la sua nave una scialuppa con la bandiera bianca: a bordo vi sono 2 ufficiali e 2 nobili inglesi, che lo informano sul fatto che inglesi e Stati Generali hanno firmato un trattato di pace. Il giorno successivo gli sono portati alcuni doni da Plymouth. Leva l’ancora e riceve un analogo dispaccio anche dai Paesi Bassi. Incrocia la Manica fino all’entrata in vigore effettivo dell’intesa. |
| 1668 |
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| Aprile |
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Gli Stati Generali, per onorarlo, concedono al figlio Engel, non ancora dianovenne, il brevetto di capitano di vascello. |
| 1669 |
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Il re Federico di Danimarca chiede un ritratto del de Ruyter all’ambasciatore olandese. |
| 1670 |
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Gli Stati Generali e gli inglesi ricercano il suo parere sul modo migliore di contrastare i corsari barbareschi. |
| 1671 |
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| Luglio settembre |
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Si rimette in mare con parte della flotta. Incrocia le coste olandesi e fa fare continue esercitazioni di combattimento alle sue navi in previsione di una guerra con i francesi. Ha a disposizione 46 navi fra vascelli e fregate, 10 battelli e 6 brulotti per un totale di 62 vele. Divide l’armata in tre squadre ed avanza in mare. A fine agosto, una furiosa tempesta si abbatte sugli olandesi. Molti vascelli puntano su Whitechapel; la nave del de Ruyter si avvicina alla costa olandese. Un battello inglese, il “Merlin” passa in mezzo alla sua armata e saluta l’ammiraglio con i rituali colpi di cannone. Egli non può rispondere perché il suo vascello tende alla deriva; l’ammiraglio Wilhem Van Ghent, che si trova vicino al battello, risponde con 7 colpi. La nave inglese lascia andare 2 scariche a palla, perché reputa di non essere stato salutato nel modo conveniente, con l’abbassamento della bandiera. Ne nasce un incidente diplomatico, che diventa pretesto per una nuova guerra anglo-olandese. |
| 1672 |
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| Gennaio |
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L’ambasciatore inglese chiede soddisfazione all’Aia per la mancanza di saluti alla nave del suo paese; chiede anche che sia punito il Van Ghent. |
| Aprile |
Paesi Bassi |
Inghilterra Francia |
Inglesi e francesi dichiarano guerra agli olandesi. Il de Ruyter ha il compito di assicurare la difesa dei porti; gli è assegnata una compagnia di soldati come guardia del corpo e gli viene assicurato uno stipendio mensile straordinario di 1000 lire. |
| Maggio giugno |
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Ha ai suoi ordini 35 vascelli, 11 fregate, 12 brulotti e 9 battelli più altre navi per i compiti logistici; a questi bastimenti, si aggiungono presto altri 6 vascelli, 2 fregate, 4 brulotti e 2 battelli. Punta sul Tamigi, per ricercare la flotta inglese prima che questa si colleghi con quella francese. Apprende da una nave danese che la congiunzione delle due flotte è già avvenuta a Solebay, sulla costa del Suffolk e che la conseguente armata consiste in 83 vascelli, di molte fregate e di 28 brulotti. Chiede allora rinforzi ed arrivano in suo soccorso altri 13 vascelli, 13 brulotti e 7 battelli di vario tipo. Altre navi lo raggiungono a giugno, per cui la flotta olandese ascende a 150 vele. Il de Ruyter si volge contro i nemici che intercetta ad Hollesley Bay, fra Harwich e Yarmouth (130 vele). L’armata è comandata dal duca di York, James Stuart, che si colloca al centro (squadra rossa); la squadra bianca, la francese, è guidata dal conte d’Estrées e la blu (l’ala sinistra) da Edward Montagu, conte di Sandwich. Il Banckert si appresta ad attaccare i francesi ed il Van Ghent l’ala sinistra. Il de Ruyter punta, invece, contro la nave ammiraglia del duca di York. E’ mattina. I 2 vascelli si scambiano bordate per due ore; viene abbattuto l’albero maestro del vascello inglese che inalbera il segnale di guerra, il gonfalone rosso. Sotto il violento attacco del “Zeven Provincien” del de Ruyter, il duca di York perde 200 uomini a bordo del “Royal Prince”, per cui si trasferisce sul “London”. Il figlio del de Ruyter è gravemente ferito allo stomaco. Il Van Nès ha la meglio sulla squadra blu: il vascello del Montagu, “Royal James”, è incendiato da un brulotto; costui sale con un figlio su una scialuppa e rimane ucciso. La battaglia cessa di notte, con la perdita di alcuni vascelli per gli inglesi, fra incendiati ed affondati, e la morte di 2500 marinai. Molti sono i morti anche fra gli olandesi: fra di essi l’ammiraglio Van Ghent; devono, inoltre, subire la perdita di un vascello affondato, di uno catturato e di uno dato alle fiamme. I nemici prendono il vento e si danno alla fuga. Il giorno dopo la divisione di punta francese, condotta dal Du Quesne, non entra in combattimento, malgrado le pressanti richieste del duca di York esercitate con gli opportuni segnali: per il francese l’ammiraglio inglese si è dimenticato di appoggiare con due colpi di cannone la comparsa della sua bandiera rossa. |
| Luglio agosto |
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I francesi avanzano nei Paesi Bassi ed il de Ruyter deve limitarsi a compiti difensivi. |
| Settembre |
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A causa delle ripetute sconfitte, gli Stati Generali sono messi in discussione; vi è un colpo di stato ed il potere passa nelle mani del principe d’Orange, che comanda le truppe di terra. Il de Ruyter è accusato di connivenza con i francesi; la sua casa è saccheggiata. Il principe d’Orange si adopera a suo favore. Egli rientra ad Amsterdam e, nella sua casa, corre il rischio di essere accoltellato da uno squilibrato (che non verrà mai trovato): si salva solo per il pronto intervento di una domestica che, quando vede il coltello, lancia una piccola scala contro l’attentatore. |
| 1673 |
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| Marzo |
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Si deve riconciliare con il Tromp, da sempre partigiano del principe d’Orange: il rivale riottiene gli incarichi precedenti ed il de Ruyter mantiene sempre il comando della flotta. |
| Giugno luglio |
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La flotta anglo-francese è davanti alle coste della Zelanda, a Schooneveldt: sono 141 vele, di cui 60 vascelli e 30 brulotti inglesi e 30 vascelli e 21 brulotti francesi. A queste il de Ruyter può contrapporre solo 52 navi da guerra, 12 fregate, 14 battelli e 25 brulotti per un totale di 103 vele; si ripara, pertanto, dietro dei banchi di sabbia. L’armata nemica è comandata dal principe Rupert; il d’Estrées è all’avanguardia e lo Spragge alla retroguardia. L’avanguardia olandese è condotta dal Tromp; il Ruyter è al centro ed il Banckert alla retroguardia. Una squadra del d’Estrées, di 35 vascelli leggeri francesi e di 13 brulotti, condotta dal Forant ha il compito di provocare a battaglia gli olandesi. Viene assalita la squadra del Tromp prima di mezzogiorno; gli olandesi ripiegano; il de Ruyter si scontra con il corpo di battaglia ed il Banckert con lo Spragge. L’ammiraglio olandese, a bordo del “Golden Leew”, è attaccato con violenza dal “Conquérant” del capitano Tivas; costui abbatte 100 uomini dell’equipaggio; i brulotti, tuttavia, mancano i loro obiettivi e sono tutti distrutti o gravemente danneggiati. Il de Ruyter, alfine, si sbarazza con la sua potenza di fuoco di ogni ostacolo; il Banckert è in difficoltà di fronte alla retroguardia nemica e la sua nave, il “Deventer”, viene disalberata; il de Ruyter si muove in suo aiuto, passa, successivamente, a sostenere la squadra del Tromp. Lo trova stretto in mezzo a due squadre avversarie e scaccia i nemici: lo scontro cessa a notte fonda. Gli inglesi perdono da 9 a 10 brulotti, 3/4 vascelli; si ritirano. Gli olandesi perdono 5/6 brulotti; più ingenti sono le perdite umane fra le quali si notano la morte degli ammiragli Schram e Vengh e di 6 capitani di vascello; solamente sul “Deventer” 171 sono i marinai sopravissuti allo scontro. Fra i francesi rimane ucciso un solo capitano di vascello, quello del “Trompeur” che è stato distrutto; fra gli inglesi cadono 4 capitani di vascello. Gli olandesi riparano in fretta le navi ed a metà mese riprendono il mare. Vi è un nuovo scontro. Il de Ruyter avanza contro la squadra di centro; il Banckert si ritrova contro il d’Estrées; la notte separa i contendenti. I francesi hanno 3 vascelli in avaria; le due azioni sono costate alla squadra bianca 212 morti e 224 feriti. Gli inglesi ed i francesi ora ripiegano verso il Tamigi, mentre gli olandesi restano vicini alle loro coste: hanno subito pesanti perdite, ma la superiore capacità manovriera del loro ammiraglio li ha salvati. Il conflitto riprende forza da parte degli avversari. Gli anglo-francesi presentano 108 navi fra vascelli e fregate, 24 brulotti, più numerosi e bastimenti sui quali sono trasportati fanti e cavalli, agli ordini del conte di Schomberg, pronti ad effettuare uno sbarco nei Paesi Bassi. Il de Ruyter resta a Schooneveldt, invia numerose navi in esplorazione a spiare i movimenti degli avversari; ordina alle sue fregate di attaccare le navi di trasporto truppe. |
| Agosto |
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Il principe d’Orange è in visita alla flotta; viene salutato con 13 salve di cannone. E’ tenuto un consiglio di guerra a bordo dell’ammiraglia e si decide un attacco preventivo alla flotta nemica con 65 navi, fra vascelli e fregate, 25 brulotti e 18 battelli che dispongono di 4312 pezzi di artiglieria. Sono imbarcati 17600 marinai e 2650 soldati. Da Texel muove una seconda flotta che, unitasi alla prima, porta l’armata olandese a 150 vele, di cui 104 vascelli e fregate. La flotta avversaria si colloca di fronte a Kijkduin. Il Banckert, alla testa dell’avanguardia, aggredisce le linee avanzate del d’Estrées, condotte dal marchese de Martel; il de Ruyter assale il corpo centrale, il Tromp, che è alla retroguardia, viene alle prese con la squadra dello Spragge. Il Tromp avanza talmente verso nord che si allontana dalla costa olandese; gli altri due ammiragli lo seguono nella medesima direzione, seguiti da francesi e da inglesi. Le manovre del de Ruyter e dei suoi luogotenenti isolano la squadra principale inglese. Il Tromp pressa sempre più da vicino l’ammiraglia dello Spragge; ne abbatte alberi e vele e fa strage del suo equipaggio. Il “Royal Prince” deve essere rimorchiato; lo Spragge sale su un canotto; speronato da un brulotto, muore. Sugli altri fronti la squadra del marchese di Martel non guadagna il vento rispetto agli olandesi; il d’Estrées non vede, da parte sua, il segnale di combattimento e se ne resta inattivo in attesa di riguadagnare il vento; il principe Rupert è costretto a vedersela con le squadra della Mosa e quella della Zelanda. La battaglia procede fino a notte, allorché gli avversari decidono di rientrare nei porti inglesi. Nello scontro sono uccisi 2 viceammiragli (Jan de Liesde ed Isaac Sweers e 4 capitani (fra cui il genero del de Ruyter); la sola squadra di Amsterdam registra la messa fuori combattimento di 191 uomini, fra morti e feriti; molti ufficiali sono gravemente feriti; non è catturato alcun vascello, anche se molti sono severamente danneggiati. Gli inglesi denunciano l’affondamento di 2 vascelli, con la morte dei rispettivi capitani, e l’incendio di altri; il ferimento del viceammiraglio Kempton e di altri 3 capitani; sull’ammiraglia di Rupert vi sono a bordo 60 morti. Le perdite francesi non risultano considerevoli. Al termine della battaglia, il de Ruyter nomina il figlio contrammiraglio di Amsterdam; la scelta viene avallata dal principe d’Orange. Gli olandesi rientrano a Texel ed a Vlissingen e sbarcano a terra i propri feriti. |
| Settembre |
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La flotta rimane nei porti a causa della stagione avanzata. Il de Ruyter, il Van Nès ed il Tromp si recano all’Aia per fare il punto della situazione: per lo zelo dimostrato all’ammiraglio di Vlissingen viene accordata una pensione di 2240 lire l’anno. |
| 1674 |
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| Febbraio |
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Il principe d’Orange lo conferma al comando della flotta. Il de Ruyter presta giuramento di fedeltà nelle sue mani. |
| Maggio |
Paesi Bassi |
Francia |
E’ firmata la pace con gli inglesi; continua la guerra con i soli francesi. Il de Ruyter parte per la Martinica. |
| Luglio ottobre |
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Si porta in Martinica alla testa di 7700 uomini.Verifica le difese di Port Royal per un eventuale attacco. Effettua uno sbarco e punta su Fort Royal, alla cui difesa si trovano 161 uomini fra soldati e marinai. Nel bacino di carenaggio vi sono, inoltre, un vascello di 44 cannoni di Saint-Malo “Les Jeux” e 2 navi provenzali. Le fregate olandesi sono bloccate dalla catena che difende il porto. Il de Ruyter fa condurre l’attacco al forte dal lato opposto al bacino; conduce 5000 uomini all’assalto. Il capitano del vascello francese, il marchese d'Amblimont, è in grado di uscire dal porto e con i suoi pezzi d’artiglieria colpisce alle spalle gli attaccanti. Gli olandesi devono ritirarsi con la perdita di 574 uomini: segue, subito dopo, il reimbarco ed il rientro nei Paesi Bassi. |
| ………… |
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Il re d’Inghilterra lo invita vanamente a Londra: il de Ruyter preferisce restare ad Amsterdam. Il figlio, invece, che è stato nominato baronetto già nel 1668, è riconfermato in tale titolo a marzo. |
| 1675 |
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| ………… |
Paesi Bassi |
Francia |
Viene inviato in Sicilia per soccorrervi gli spagnoli contro i francesi. Gli è messa a disposizione una flotta di 18 vascelli, 4 brulotti, 6 battelli e 2 bastimenti per il trasporto delle vettovaglie. Protesta perché ritiene tale armata inadeguata per le necessità operative della spedizione. |
| Settembre dicembre |
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Viene stabilito che la sua missione debba durare sei mesi. Perde parecchi giorni a Cadice per fare riparare il suo vascello. Ai primi di ottobre attraversa lo stretto di Gibilterra; tocca Alicante, Cagliari (ai primi di dicembre) e Milazzo, dove trova ad attenderlo un vascello spagnolo e 14 galee. |
| 1676 |
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| Gennaio |
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Gli viene contro la flotta francese all’altezza delle isole Lipari; il de Ruyter cerca di guadagnare il vento sugli avversari : vi riescono i nemici. Dispone di 19 vascelli (di cui uno spagnolo), di 6 fregate, di 4 brulotti e di 2 bastimenti; i francesi hanno 30 vele, fra cui si trovano 20 vascelli e 4 brulotti. L’ammiraglio olandese divide l’armata in tre squadre e si colloca al centro; la squadra di testa è condotta dal contrammiraglio Verschoor e la retroguardia dal Den Haen. La flotta francese è agli ordini del Du Quesne; il Preuilly in testa ed il Gabaret in coda. L’ammiraglio olandese si piazza nei pressi di Stromboli. Il Preuilly assale l’ala nemica che ha di fronte con forza, affonda lo ”Essen”, il Verschoor è ucciso. Il de Ruyter, a seguito di tale fatto, perde l’iniziativa che stava per avere, pressa il “Pompeux” del Valbelle; interviene il Du Quesne con il “Saint-Esprit”. I francesi fanno condurre contro il suo vascello un brulotto dietro l’altro per darlo alle fiamme. Si allontana in ordine. Questa ritirata apre un vuoto tra il suo corpo di battaglia e la retroguardia che ha aggredito il Gabaret. Il Du Quesne getta contro il Den Haen il Tourville con 4 vascelli per accerchiare la squadra di quest’ultimo. Il Den Haen, tuttavia, riesce ad evitare tale manovra e si ricongiunge con il de Ruyter. I francesi lamentano la perdita di 400 uomini tra morti e feriti; gli olandesi 264, con l’affondamento di un vascello. Alle navi olandesi si collegano 10 vascelli spagnoli ed un brulotto, comandati dal principe di Montesarchio: anche la flotta avversaria viene rafforzata. Gli olandesi si portano da Milazzo a Palermo per le opportune riparazioni e per curare i feriti. A fine mese, il Du Quesne entra in Messina. Il de Ruyter informa gli spagnoli che il suo semestre sta per scadere e che egli si appresta a rientrare nei Paesi Bassi. Invano il viceré di Sicilia, il marchese di Villafranca, si reca sulla sua ammiraglia per cercare di distoglierlo da tale intento; gli è anche donata una pesante collana d’oro che egli rifiuta, come rifiuta un premio di 100000 lire da parte del re di Spagna. |
| Febbraio |
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Si porta a Napoli. Sulla sua ammiraglia ora sale il viceré di Los Veles. Il de Ruyter ne approfitta per chiedere la liberazione di 40 pastori protestanti ungheresi, slovacchi e boemi che, fatti arrestare l'anno precedente dall'imperatore d'Austra Leopolodo d'Asburgo, sono stati condannati al remo delle galee della flotta spagnola e di altri 3, che sono stati imprigionati in Spagna. I religiosi sono tutti liberati per essere condotti ad Amstredam. Nel frattempo, arriva la disposizione del suo governo che gli ordina di rimanere in Sicilia per altri sei mesi. Si reca in visita al viceré e gli sono regalati una medaglia raffigurante il re di Spagna incastonata in diamanti con la relativa collana d’oro, un bacile d’argento, un bastone di comando ornato di diamanti ed una spada con l’impugnatura di corallo. A fine mese, raggiunge Palermo: alla sua flotta si collegano 10 navi da guerra spagnole con un petacchio ed un brulotto. |
| Marzo |
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Fa vela con la sua flotta e quella spagnola verso Milazzo. Viene presa la decisione di attaccare Messina; pensa di fare allontanare i francesi dalla città per combatterli in alto mare. A tal fine naviga sulle coste calabresi. |
| Aprile |
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A fine mese, punta su Augusta per impadronirsi della città: un forte vento gli impedisce di entrare nel porto. Si mette all’inseguimento del vascello “Syrène” del cavaliere di Malta de la Béthune. Appena sa che la flotta francese ha lasciato Messina, prende subito il largo: i nemici dispongono di 30 vascelli, 3 fregate e 7 brulotti, L’avanguardia è agli ordini del marchese d’Alméras, il corpo di battaglia del Du Quesne, la retroguardia è affidata al marchese di Gabaret. Gli olandesi e gli spagnoli utilizzano 27 vascelli, 6 fregate leggere, 4 brulotti e 9 galee (1772 cannoni contro 1450). Il de Ruyter si colloca nell’ avanguardia, il Den Haen alla retroguardia e lo spagnolo Francisco Pereira Freire de la Cerda è collocato in mezzo. La battaglia si svolge a fine mese, di pomeriggio alla vista dell’Etna. Il corpo spagnolo, spinto da una leggera brezza da sud si allontana sottovento e ciò provoca ritardi nell’azione della retroguardia olandese. Il de Ruyter si lancia con veemenza sulla squadra dell’Alméras; presto si trova isolato fino all’arrivo degli spagnoli. Il combattimento è terribile. Una pallottola colpisce l’ammiraglio sopra la caviglia del piede sinistro e gli sfracella la gamba; cade e si ferisce alla testa. A sera 5 vascelli olandesi sono in così cattive condizioni che devono essere rimorchiati a Siracusa. E’ questo il suo ultimo ordine. Muore a Siracusa dopo una settimana per le ferite riportate. Il vascello sul quale è imbarcato il de Ruyter, l’ “Eendragt” ha ricevuto 136 colpi di cannone nella sola velatura, senza contare le pallottole e le scariche di mitraglia. Il re di Spagna, che ignora ancora la gravità delle sue ferite, gli fa avere il titolo di duca ed una rendita annua di 2000 ducati: quando arrivano tali documenti, l’ammiraglio è già morto. Il corpo sarà imbalsamato e sarà trasportato nei Paesi Bassi per esservi sepolto. I preti di Siracusa si oppongono alla sua sepoltura in chiesa in quanto protestante, ed i suoi marinai non vogliono che sia sepolto nel palazzo del governo. Alla notizia della sua morte, il re Luigi XIV farà sparare numerose scariche di artiglieria di saluto verso la nave che passerà al largo dei porti francesi per trasportare la sua salma; il re d’Inghilterra ne farà l’elogio; l’elettore di Brandeburgo ed il re di Danimarca scriveranno le loro condoglianze alla vedova; anche il principe d’Orange si esprimerà in tal senso. L’ “Eendragt” lascerà Palermo con la flotta olandese; a bordo vi è il corpo dell’ ammiraglio; giungerà a dicembre a Hellevoetsluis e nel gennaio 1677 vi saranno i funerali solenni a spese dello stato. Il de Ruyter verrà sepolto ad Amsterdam. |
CITAZIONI
-“Ruiter a rempli le monde de son nom & prouvé qu’il nait des héros sous le chaume comme sous les lambris dorés…On y vantoit sa prudence, ses talens & sa valeur. Il avoit disposé son armée dans un si bel ordre, l’avoit postée si avantageusement, que les anglois firent en vain les plus grands efforts pour y pénétrer & y mettre le désordre. Il avoit l’œil partout ; examinoit tous les mouvements & toutes les manœuvres des deux armées : il faisoit toujours à propos les signaux de porter sur l’ennemi, ou de changer de bord. Il ne négligeoit aucune occasion de pénétrer lui-meme dans la flotte angloise, ou d’y faire pénétrer les siens, dès qu’il voyoit le moyen de la doubler, ou de couper quelques-uns de ses vaisseaux & de les couler à fond…Ruiter étoit d’una taille médiocre, mais bien proportionnée. Il avoit le tempérement robuste, & beaucoup d’agilité, ce qui le rendoit propre au travail. Son front étoit large, son teint étoit assez beau ; ses yeux étoient vifs, meme perçans ; il avoit les cheveux bruns. Il portoit une moustache épaissée & relevée. Sa physionomie présentoit un air de sévérité melé de douceur qui inspiroit du respect & de l’amour in meme-temps. Il étoit naturallement sain...Dans un age avancé, il fut attaqué de la grevelle qui lui causoit quelequefois de grandes douleurs. Sa force naturelle jointe à l’habitude, lui faisoit supporter facilement les fatigues de la mer..La nature lui avoit donné une justesse d’esprit admirable ; il voyoit toujours ce qu’on devoit faire, & les moyens qu’il falloit employer pour réussir : ses sentiments étoient toujours soutenus par des raisonnnements solides. Jamais il n’étoit embarassé lorqu’il se trouvoit dans le cas de parler devant des personnes élevées au-dessus de lui, meme devant des princes ou des rois. Il entendoit & parloit plusieurs langues, sans les avoir apprises dans les écoles..C’étoit l’expérience seule qui l’avoit instruit : elle lui avoit appris à connaître les différens pays, les différentes cotes, les fonds de chaque parage, les giffemens des ports, des gréves, des bancs, des haut-fonds ; à choisir un champ de bataille ; à gagner le vent, à le tenoir : a bien concerter ses signaus ; à ranger une armée en ordre de bataille, à prendre un temps favorable, à prevoir & à éviter les dangers, à ménager les avantages, à inventer des ruses de guerre : elle lui avoit enfin appris à ne jamais se reposer sur les autres. ” Richer
-“The greatest naval leader of this century.” Clowes
-“ Ruyter è l’eroe della sua gente a quel tempo. Riceve premi importanti per le sue prede, da 6000 a 50000 fiorini, e notevoli vantaggi in natura, ma resta un uomo semplice. Il conte di Guiche, che sale a bordo della sua ammiraglia dopo la vittoria su Monk, al largo di Dunkerque, lo trova a fare le pulizie della sua cabina e a dare da mangiare ai suoi polli…Dopo la sua morte,..i poeti di Amsterdam rendono la sua fama ben oltre la portata delle vittorie da lui riportate. Luigi XIV, informato della sua morte, rende onore al nemico definendolo “un uomo che fa onore all’umanità,”. ..Il più grande marinaio del secolo.” Pietrostefani
-“ Dès le XVII siècle, un grand chef, l’amiral hollandais, Ruyter, fixa les principes de la stratégie navale et de la tactique des flottes à voiles. Dans toutes les actions de guerre de cet éminent marin, on retrouva les memes caractéristiques..et la meme doctrine…Pour Ruyter il n’existe sur mer qu’un seul objectif stratégique : la flotte ennemie. Toute concentration, toute opération, ne doit avoir qu’un but : détruire la principale force de l’adversaire..Tout doit donc etre subordonné à la rencontre décisive…Tactiquement, Ruyter n’a pas la hantise de l’ordre régulier, de la ligne de file les uns derrière les autres, que certains marins commencent à préconiser sous prétexte de dégager le champ de tir latéral des pièces. Pratiquant la liaison large, le grand amiral hollandais se borne à exiger une formation en ligne à l’intérieur de chaque division, sans chercher à former une ligne genérale.” De la Roncière
-“Dutch seaman and one of his country’s greatest admirals, whose brilliant naval victories in the Second and Third Anglo-Dutch wars enabled the United Provinces to maintain a balance of power with England.” The new Encyclopedia Britannica
- "Grand marin...Ruyter fut.. sans doute le plus grand marin de son temps. Il manoeuvra des flottes aussi nombreuses que celles de Tourville, avec une souplesse, une décision, une varieté d'inspiration inégalées. Il a la meme fermeté, la meme indépendance de caractère que Duquesne; et sa generosité sous la meme rude écorce recèle sans doute plus de bonté. Il a formé la marine hollandaise pour la guerre, comme Tourville formera la marine française; mais l'un dresse poue un temps des capitaines et des équipages, l'autre éduque des états-majors, crée une doctrine et un état d'esprit pour l'avenir." Joubert
-"Il più grande ammiraglio che abbia mai comandato sui mari." Randaccio
-"Developed tactics to concentrate the Dutch squadrons against portions of an enemy fleet, as well as metrods to break throug a line." Palmer