SANTA CRUZ (Alonso de Bazan) Di Napoli. Marchese di Santa Cruz. Figlio di Alvaro; fratello di Alvaro.
1571 (settembre) - 1640 ca.
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1583 | Spagna | Ha il comando delle galee di Napoli. | |
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1590 |
Spagna |
Inghilterra |
Il re di Spagna gli dà l’incarico di sorvegliare le coste spagnole e di difendere le navi, che stanno ritornando dalle Americhe, dagli attacchi dei corsari inglesi. |
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1591 |
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…………......... |
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Thomas Howard naviga nei pressi dell'isola di Flores e rimane per sei mesi nelle vicinanze delle Azzorre. Il Santa Cruz, contrariamente agli ordini ricevuti lascia le coste atlantiche della Spagna con 23 galeoni e naviga alla volta dell’isola di San Michele per tentare di sorprenderlo con la sua flotta. Il conte di Cumberland, che è sotto La Coruna, invia il vascello “Moonshine” per informare lord Howard di tale movimento. Il vascello inglese riesce a precedere le navi spagnole ed a informare lord Howard del prossimo arrivo degli avversari. Giunge nei paraggi anche il Santa Cruz; insegue i nemici per cento miglia e li mette in fuga. Si impadronisce solamente del vascello “Revenge” condotto da Richard Greville: la nave viene catturata perché l’equipaggio è colto impreparato perché intento al saccheggio del litorale. Il comandante inglese rimane ucciso dopo 15 ore di combattimento. Al rientro in Spagna il Santa Cruz, nonostante che con la sua azione abbia protetto l’arrivo dei vascelli provenienti dalle Americhe, viene ripreso per il suo atto di disobbedienza. |
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1592 |
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Staziona nelle Indie Occidentali. La sua flotta è scompaginata da una tempesta. Numerose sue navi fanno naufragio; fra esse si trova anche il vascello “Revenge”. |
| 1597 | |||
| Marzo | Ha il comando delle galee di Portogallo. | ||
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1603 |
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Agosto |
Spagna |
Impero ottomano |
E’ nominato generale delle galee di Sicilia, Si collega con la squadra dei cavalieri di Malta, che è comandata da Ascanio Cambiano, per effettuare una scorreria in Levante. Assale l’isola di Coo (Kos), saccheggia la città e vi fa 165 prigionieri. Si dirige lungo le coste della Morea; a Cefalonia (Kefallinia) si incontra con l'adelantado di Castiglia in navigazione con 7 galee. Costui sta ritornando a Napoli per mancanza di biscotto. |
| 1604 | |||
| Maggio | Lascia
Malta proponendosi di scorrere in Levante. Fa rotta per Candia (Kriti),
avvista una nave veneziana che sta trasportando merci appartenenti a
turchi ed ebrei e la blocca a Policastro. A Capo Salamon viene a conoscenza
del prossimo arrivo di un convoglio proveniente da Alessandria (Al Iskandariyah):
è presto costretto a desistere da esso per la presenza di una
forte scorta (20 galee). |
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| ................... | Assale di sorpresa
l'isola di Longo; sbarcano 50 cavalieri di Malta e 250 fanti spagnoli
per bloccare l'entrata del castello e farne saltare in aria la porta.
Costoro sono affiancati da altri 450 fanti spagnoli e dal resto della
fanteria maltese. Alla guardia delle galee rimane Garcia de Toledo;
all'impresa prendono pure parte Diego di Pimentel e Diego de Ayala.
Quest'ultimo ha il comando della fanteria da sbarco. Viene superata
la resistenza dei difensori del castello; la località è
sottoposta al saccheggio, sono fatti 189 schiavi e sono liberati 17
ungheresi, fra uomini e donne. Nel combattimento restano uccisi 400
turchi; fra essi vi è anche (uccisa da due soldati maltesi) una
nipote di Alì Pascià, l'ammiraglio ottomano che comandava
la flotta nella battaglia di Lepanto. I collegati subiscono, invece,
la morte di 30 uomini ed il ferimento di molti soldati. Il Santa Cruz
lascia l'isola e si porta a San Giovanni di Palmos per rifornirsi d'acqua.
Naviga sulle coste della Morea dove blocca 2 navi veneziane dirette
a Costantinopoli (Istanbul): sono catturati 12 ebrei ed un turco che
vi si trovano a bordo e sono confiscati i loro beni, mentre le due navi
sono lasciate andare. Tocca il braccio di Maina e l'isola di Zante (Zakinthos)
dove fa rilasciare gli ebrei dietro il pagamento di un riscatto perché
inidonei al remo. Di seguito si sposta sulla costa albanese ed assale
Durazzo (Durresi) le cui mura sono difese da 40 grossi pezzi di artiglieria.
La città viene attaccata da terra e dal mare da 26 galee: alla
fine è distrutto quel covo di corsari ed i cannoni sono trasportati
via come trofeo. |
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1606 |
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| Giugno | Spa | Corsari barbareschi | Salpa
da Napoli a metà mese alla volta di Messina. Conduce 26 galee
bene armate, in particolare la capitana e la padrona. Nella città
è raggiunto da Diego de Pimentel con 10 galee. Il primo ha il
compito di incrociare nel canale di Otranto e sulle coste pugliesi,
il secondo su quelle calabresi. |
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Agosto settembre |
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Luogotenente del principe Emanuele Filiberto di Savoia, capitano generale della flotta spagnola, chiama a raccolta le varie squadre della flotta cristiana. A Messina convergono 4 galee pontificie, 4 genovesi, 4 maltesi, 7 siciliane, 7 toscane, 7 genovesi agli ordini di di Carlo Doria, 6 del regno di Napoli. I vari ammiragli incominciano a discutere sulle precedenze: ognuno intende assumere il comando e nessuno vuole essere considerato secondo ad altri. Nel frattempo, giunge la notizia che 4 galee di Biserta (Banzart) incrociano nel mare Jonio davanti a Capo Colonna, con la chiara intenzione di sbarcare i corsari che sono a bordo sulle spiagge di Crotone. Non tutte le navi della flotta sono pronte a salpare. Senza perdere tempo, il Santa Cruz dispone, che si avviino alla caccia dei bisertini le capitane di ogni squadra. Le navi barbaresche prendono la fuga all’apparire delle galee cristiane. L’inseguimento dura dieci ore e prosegue per oltre sessanta miglia; alla fine, la capitana dei cavalieri di Santo Stefano, più veloce, raggiunge la padrona di Biserta e la investe con lo sperone di ferro. La mischia che segue all’abbordaggio è violentissima; lo stesso Iacopo Inghirami, che ha il comando della nave, rimane ferito nell’azione, colpito da tre palle di moschetto. La galea corsara è conquistata con 160 prigionieri; vengono liberati dalle catene 203 schiavi. La nave, il rais e l’armamento toccano ai toscani; i prigionieri sono divisi fra tutti. Dopo tale episodio la riunione della flotta si scioglie. |
| 1608/10 | Il Santa Cruz
è occupato nell'esibizione di prove di forza ai danni di di Larache
sulla costa maghrebina e nell'espulsione dei moriscos dalla Spagna.
I suoi tentativi di conquistare la città vengono respinti non
solo dalla difesa frapposta dai mori, ma sono anche frustrati dalle
cattive condizioni atmosferiche. |
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| 1609 | |||
| Febbraio | Propone,
senza successo, la conquista di Cerigo (Kithira) o, meglio, un'incursione
ai danni della carovana di Alessandria: il consiglio di stato spagnolo
rigetta i suoi suggerimenti. |
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| 1611 | |||
| Settembre | Lascia
Messina con 12 galee della sua squadra napoletana, 10 di Genova, 7 di
Sicilia e 5 di Malta. Si ferma a Malta per decidere con il gran maestro
dell'ordine gerosolomitano la strategia da seguire. I temporali lo obbligano
a fermarsi a Lampedusa. Qui distacca il Pimentel affinché con
6 galee controlli le acque antistanti le isole Cherchell nel golfo di
Gabes. Lo segue con il resto della flotta ed a fine mese sbarca i suoi
uomini in tali isole sotto il fuoco di artiglieria delle galee. Il giorno
seguente avanzano 3 squadroni, a destra quello di Malta, a sinistra
quello di Napoli con il maestro di campo Sancho de Luna, il terzo con
i colonnelli di Sicilia e di Lombardia agli ordini di Luis de Cordoba,
più 50 cavalli leggeri comandati da Antonio de Mendoza. Il nemico
si è trincerato in un braccio di mare. Sale l'alta marea e molti
fanti spagnoli hanno fretta di assalire i nemici perché si trovano
con l'acqua alla cintura. La cavalleria è obbligata ad intervenire
in loro soccorso; escono i mori dalle loro trincee e vengono respinti
con molte perdite. Alla fine il Santa Cruz è obbligato a ritirarsi:
conduce con sé come schiavi per le galee 500 uomini fra pescatori
e contadini. |
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| 1612 | |||
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Estate |
Spagna |
Corsari barbareschi |
Con 7 galee di Napoli e 6 di Sicilia, comandate da Ottavio d'Aragona, dà alle fiamme 9 vascelli corsari fermi nel porto di La Goletta; saccheggia il porto di Biserta e si impadronisce di un ricco bottino (munizioni, polvere da sparo, sartie): il tutto viene caricato sulle sue galee. |
| 1614 | Progetta
di scorrere in Levante contro i corsari alla testa di 35 galee. Il comando
generale della flotta spagnola è detenuto dal principe Emanuele
Filiberto di Savoia. |
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| 1618 | Spagna | Venezia | In concomitanza
di un attacco dei persini ai turchi, fa pressioni sul governo affinché
siano occupate dagli spagnoli nel mare Egeo, ai danni degli ottomani
e dei veneziani , le isole di Patmos, Zante e sulla costa albanese la
città di Durazzo. |
| 1619 | |||
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................... |
Spagna |
Impero ottomano |
Esce da Napoli alla testa delle galee per combattere i veneziani nel mare Adriatico; lo affiancano Ottavio d’Aragona e Francisco de Ribera, che hanno ai loro ordini i vascelli del regno di Napoli e di quello di Sicilia. Sbarca truppe spagnole sulla spiaggia di Vado, in Istria. Compie, infine, una scorreria in Levante al fianco dei pontifici, delle navi del granduca di Toscana e di quelle maltesi, ed agli ordini del principe Emanuele Filiberto di Savoia. I risultati sono deludenti, giacché è catturata solamente la galea del sangiacco di Santa Maura (Levkas). |
| ................... | Spagna | Corsari barbareschi | Appoggia
il principe di Savoia in un infelice attacco portato ai danni di Susa
(Susah). Visto il decorso delle prime operazioni a terra, consiglia
il capitano generale di non sbarcare l'artiglieria e di affrettare l'ordine
del ritiro. |
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1623 |
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…………... |
Spagna |
Francia |
Contrasta i francesi alla difesa di Genova. Obbliga le galee di Emmanuel de Gondi a desistere dal loro obiettivo di attaccare la città ed a rifugiarsi nel porto di Antibes. |
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Luglio agosto |
Spagna |
Impero ottomano |
Ottiene il comando delle galee della flotta cristiana (25 navi). Salpa da Messina agli ordini del principe di Savoia e si dirige verso il Levante. All’avanguardia si trovano le 5 galee toscane di Giampaolo del Monte, alla retroguardia le 3 pontificie guidate da Obizzo Guidotti, nel corpo centrale le genovesi di Carlo Doria. La navigazione è sconvolta a Santa Maria di Leuca dalle rivalità usuali tra maltesi e genovesi. |
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1624 |
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Primavera |
Spagna |
Tunisi |
Alla testa della flotta congiunta di Sicilia e di Spagna (8 galee) e di quella di Malta (6 galee comandate da Niccolò della Marra), si imbatte tra Capo Zafferano e l’isola di Cimbalo (Zembrah) nella squadra di Osta Morat. Il combattimento ha luogo poco lontano dalla costa. I corsari barbareschi vedono colare a picco 3 galeoni condotti dal rinnegato Francesco Guicciardo; riportano circa 300 morti ed altrettanti feriti. 200 turchi sono fatti prigionieri. Il bottino ammonta a 200000 scudi. Il Guicciardo non riesce a fare saltare la santabarbara della sua nave e viene anch’egli fatto prigioniero. Secondo le fonti spagnole, obiettivo della squadra del Santa Cruz è quello di penetrare nel porto di Tunisi. Viene affrontato per strada da un veliero olandese di 20 cannoni e dai 3 galeoni del Guicciardo. Il Santa Cruz riesce a penetrare nel porto e cerca di dare l'abbordaggio alle navi ferme nella rada. Si porta sopravvento ed inizia a bombardare i 3 galeoni del Guicciardo danneggiandone scafo e parapetti. Il rinnegato cerca di fuggire e di raggiungere terra. Le galee abbordano il galeone in cui quest'ultimo si trova e lo fanno prigioniero. Simon Costa traina i 3 galeoni catturati nel porto di Palermo. L'ingresso del Santa Cruz a Palermo è trionfale: le navi che hanno partecipato alla spedizione sono accolte da salve di cannoni che durano un'ora. Pari è la risposta dalle galee. |
| Luglio | Alla morte
del principe di Savoia ottiene il comando generale della flotta. Sconfigge
una squadra barbaresca nei pressi di Tunisi di fronte a Porto Farina;
si impadronisce di 3 navi e ne affonda altre 2. Si trasferisce nell'Adriatico
e vi perseguita le galee corsare di Algeri e di Biserta. Queste trovano
riparo in una caletta: il Santa Cruz le assale senza esitare ed a metà
mese consegue una grande vittoria. Una sola imbarcazione riesce a sfuggire
ai suoi uomini; 4 sono affondate, 3 vengono date alle fiamme durante
il combattimento e 6 sono conquistate a forza. Fra queste ultime si
trova la capitana di Barcellona trafugata dai corsari algerini quattro
anni prima. |
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1625 |
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| ................... | Spagna | Francia | Respinge da Cadice (Cadiz) la flotta francese. Si sposta in Liguria e difende Genova ed il suo porto dalle incursioni nemiche. |
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Novembre dicembre |
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E’ segnalata la sua presenza nel porto di Savona, imbarcato sulla capitana di Sicilia. Si incontra con il capitano pontificio Alessandro da Filicaia, reduce dalle acque francesi. |
| 1631 | Spagna | Paesi Bassi | Trasporta nelle Fiandre via mare 9782 fanti tra spagnoli ed italiani e 1526 cavalli. |
| 1634 | A
Palermo, al comando della flotta spagnola; naviga a bordo della galea
reale. Allorché la squadra di Malta entra nel porto, ordina ai
capitani delle navi siciliane, ormeggiate alla sua destra, di cedere
il loro posto a favore di quelle dei cavalieri dell'ordine gerosolomitano.
La capitana di Sicilia si colloca in vista di quella di Genova: sarà
pubblicato un protocollo per convalidare tale situazione gerarchica.
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1635 |
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Con il marchese di Villafranca conquista le isole di Sainte-Marguerite e di Saint-Honorat sulla costa provenzale. |
| ................... | Trasporta truppe nelle Fiandre. | ||
| ................... | E' nominato maggiordomo maggiore della regina di Spagna Isabella. | ||
| 1640 | Muore. |
CITAZIONI
-"Almost the only galley admiral in the Spanish service who had not disgraced himself during the English war." Corbett
-"Por término de quarenta anos seguidos se mantuvo a bordo, asistiando a un numero de acciones de guerra tan crecido, que embaraza la cuenta, con la fortuna de salir victorioso en todas aquellas que dirigio como jefe." Fernandez Duro