CARLO SFORZA Toscano. Dei conti di Santa Fiora. Cavaliere dell’ordine gerosolomitano. Priore di Lombardia. Fratello di Paolo e Sforza.
+ 1571 ca.
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Giovane, entra nell’ordine gerosolimitano. Combatte in Levante ed in Germania. Ottiene il priorato di Lombardia. |
| 1546 |
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| Novembre |
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Ha il comando delle galee dell’ordine gerosolomitano al posto di Fernando di Bracamonte. Le galee salpano da Malta per venire a prelevarlo a Civitavecchia. Raggiunge Malta. Si deve recare subito a Messina per condurre a Malta 2 nuovi scafi di galea. |
| 1547 |
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| ………… |
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Si porta a Roma, al fine di chiedere ai pontifici soccorsi per attaccare Tagiora e parare eventuali aggressioni da parte dei corsari barbareschi. |
| Maggio |
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Rientra a Malta con le galee. |
| Giugno |
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A Malta. Viene coinvolto in una feroce rissa fra i cavalieri dell’ordine per l’uccisione di un suo soldato sulla piazza del porto di Malta. Un suo familiare uccide a tradimento con un colpo di archibugio il cavaliere spagnolo Francesco Ribadeneira: i castigliani cercano di vendicare quest’ ultimo. Lo Sforza viene assalito ed è ferito; si salva per l’intervento di altri cavalieri italiani, fra cui Giorgio Adorno, che gli permettono di fuggire nel porto, dove con un gran salto è in grado di raggiungere la poppa di uno schifo che lo conduce in tutta fretta alla sua galea. A terra, nel frattempo, si battono i cavalieri secondo le nazionalità di appartenenza; il suo feritore viene privato dell’abito; sarà poco dopo ucciso in un agguato organizzato dallo Sforza a Roma, mentre costui si sta dirigendo a Firenze. A metà mese, lo Sforza si reca con una barza a Gaeta e da qui ritorna a Roma. Come comandante delle galee, al suo posto, viene scelto per un anno il priore d’Alvernia Amerigo des Reaulx. |
| ………… |
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Ritorna a Malta; abbandona l’isola e si sposta a Roma, dove è ospite del fratello cardinale (Ascanio). |
| 1548 |
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| Agosto |
Chiesa |
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Ottiene il comando della flotta pontificia alla morte di Gentile Virginio Orsini. |
| Settembre |
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Acquista per 20700 scudi, da Maddalena Orsini, moglie di Giampaolo di Ceri, e da Caterina Orsini (entrambe figlie di Gentile Virginio Orsini), 3 galee da esse ereditate alla morte del padre. |
| 1549 |
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| Aprile |
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Rimesse in ordine le galee della flotta pontificia, si appresta a darsi alla guerra di corsa. |
| Maggio |
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Si trasferisce in Sicilia; a Siracusa si incontra con il balivo dell’ordine Giorgio Adorno. A fine mese, insieme, entrano nel porto di Malta. Si rappacifica con i suoi avversari. |
| Giugno ottobre |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Naviga nell’arcipelago greco e scorre i mari. Rientra a Civitavecchia con buone prede. |
| 1550 |
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| Febbraio |
Chiesa |
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Alla morte del papa Paolo III, il nuvo pontefice Giulio III gli rinnova il comando della flotta. |
| Aprile |
Chiesa |
Algeri |
E’ impegnato alla caccia del Dragut. |
| Maggio |
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Raggiunge Napoli. Nell’entrare nel porto la galea di don Garcia di Toledo urta, non si sa quanto involontariamente, la sua e gli rompe tutti i remi del fianco sinistro. Lo Sforza affianca le altre navi della flotta cristiana contro il Dragut in Africa. |
| Luglio |
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Si trova all’assedio di Afrodisio (Mehedia/Al Mahdiyah), difesa dal nipote del Dragut Hisar Rais. Con lo Sforza sono anche Giambattista del Monte ed Antimo Savelli. Bombarda dal mare la città. A fine mese, salpa con 5 galee piene di ammalati e di feriti e trasporta i soldati invalidi agli ospedali di Trapani. Da qui viene a Napoli e fa ritorno in Tunisia con a bordo nuovie truppe e munizioni. In questo viaggio ha modo di liberare una fregata napoletana che sta per cadere nelle mani dei corsari. |
| Settembre |
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Prende parte all’attacco generale contro Mehedia. |
| Dicembre |
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E’ segnalato a Civitavecchia. |
| 1551 |
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| Marzo |
Francia |
Impero Chiesa |
Nasce la guerra di Parma, che vede contrapposti pontifici ed imperiali da un lato, Farnese e francesi dall’altro. Lo Sforza abbandona Civitavecchia e ripara a Marsiglia (Marseille). Passa al servizio dei francesi. Gli viene dato il comando di 4 galee. |
| Maggio |
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Salpa da Marsiglia con Orazio Farnese, duca di Castro, Francesco Nobili, Antonio da Gubbio, Aurelio Fregoso. In un naufragio presso Viareggio perde 2 sue galee. |
| 1552 |
Francia |
Impero Firenze |
Combatte nella guerra di Siena al comando di 300 fanti. Affianca il fratello Mario, mentre il fratello Sforza milita al servizio degli imperiali. |
| 1554 |
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| ………… |
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Conduce le sue galee a Marsiglia. Incrocia nelle acque della Liguria e della Corsica; perde le sue 2 rimanenti galee in combattimento. Ne fa costruire due nuove a sue spese. Deve abbandonare, alfine, tali navi nel porto di Marsiglia perché, sospettato di tradimento, è costretto a darsi alla fuga. Ciò non gli impedirà di continuare a combattere in Toscana, sempre a favore dei francesi. |
| Luglio |
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Si trova a Civitella Marittima con il fratello Mario. Sorpreso alla pieve di Presciano (Badia al Pino) da Alessandro Palogi, viene catturato. Trascinato prigioniero a Firenze, viene fatto riscattare dal re di Francia che paga la sua taglia. Liberato, si trasferisce a Roma dove prende alloggio con il fratello Mario. |
| 1555 |
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| Agosto settembre |
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Rifiuta di ritornare al servizio dei francesi e preferisce restare a Roma a causa di un piede azzoppato dal calcio di un cavallo. Manda a Civitavecchia il fratello Alessandro che, con un colpo di mano, sorprende il fuoriuscito fiorentino Niccolò Alamanni e si appropria delle sue 2 galee per combattere i pontifici ed i francesi a favore degli imperiali. Ne nasce un caso diplomatico. A Roma il fratello cardinale di Santa Fiora, sollecitato dai suoi congiunti, prima che il papa Paolo IV abbia sentore della vicenda riesce a carpire al conte di Montorio l'ordine per il castellano di Civitavecchia di lasciare salpare le navi. Queste si dirigono immediatamente verso Gaeta e Napoli. Il pontefice fa gettare in carcere il segretario del cardinale di Santa Fiora ed ingiunge ai fratelli di Carlo Mario, Alessandro ed Ascanio (il cardinale) di fare rientrare le galee da Napoli. A fine mese il prelato è rinchiuso in Castel Sant'Angelo. Sforza Sforza (altro fratello) deve recarsi dal duca d'Alba per riottenere il possesso delle 2 galee, che a metà settembre ricompaiono a Civitavecchia per essere riconsegnate ai francesi. Solo allora il cardinale di Santa Fiora verrà liberato. |
| 1557 | Francia | Impero Firenze | Contrasta imperiali e medicei a favore
della repubblica di Montalcino nel senese. |
| 1560 |
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| Giugno |
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Viiene sollecitato dal gran maestro dell’ordine gerosolomitano Jean de la Vallette a ritornare con 2 sue galee al servizio dei cavalieri di Malta, al fine di soccorrere Alvaro de Sande assediato nel forte di Gerbe (Djerba): non accetta l’invito perché ammalato. |
| 1571 |
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Si riduce a vivere a Parma e muore al servizio sempre dell’ordine gerosolomitano. |
CITAZIONI