THOMAS TOMKINS Di Southampton. Pirata.

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Anno, mese

Stato, in proprio

Avversario

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Giovane, gode di buone amicizie. Serve a corte il conte di Essex. Lascia Southampton con il suo vascello “Margaret and John”: apparentemente è diretto verso le Indie Occidentali; in realtà modifica presto la sua rotta ed entra nel mare Mediterraneo.

1603

In proprio

Venezia

Con un bertone di La Rochelle carico di avventurieri francesi, fiamminghi ed inglesi, si impadronisce della nave “Balbiana” (battente la bandiera della Serenissima), che è diretta ad Alessandria (Al Iskandariyah) con un’ingente quantità di tessuti pregiati (seta, velluto, tessuti d’oro e d’argento e molti sacchi di monete veneziane e spagnole). Nella battaglia che segue, molti uomini dell’equipaggio della nave veneziana, compreso il comandante, sono uccisi. Il bottino è valutato in 300000 ducati (75000 sterline). Ciascuno dei 12 ufficiali del “Margaret and John” riceve più di 1000 sterline; la quota del Tomkins ammonta a 2600 sterline d’argento, 150 chilogrammi di carminio, 5 abiti, oltre a grandissime quantità di seta, damasco e tessuti preziosi. I pirati sbarcano a Lymington con il bottino e lo trasportano nel paese con alcuni carri. Sei di essi vengono in breve tempo arrestati per essere giustiziati a Southampton; un settimo riesce ad evitare la medesima sorte grazie alle suppliche dei suoi genitori.

1610



Il Tomkins viene riconosciuto dal re in persona nell’atto di presentare una petizione. Arrestato, è processato; è condannato all’impiccagione. Al processo non dà alcun segno di pentimento; dice, anzi, che l’unico suo motivo di rimpianto è quello di non avere trucidato tutto l’equipaggio della nave veneziana. Consegna 1000 marchi ad un fratello per ottenere la grazia reale; le amicizie influenti lo salveranno dalla morte.

CITAZIONI

Tra i più audaci e fortunati.” Bono