JOHN VERNEY (Francis Verney) Di Claydon, Buckinghamshire. Baronetto. Rinnegato. Corsaro.
1584 - 1615 (settembre)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1600 |
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Sposato ancora giovane dall’ intrigante matrigna, donna dal carattere risoluto, alla figlia di costei, è avviato a studiare al Trinity College di Oxford. |
| ………... |
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Ad Oxford si fa notare per l’aspetto simpatico, il suo coraggio personale ed il lusso delle vesti. Divenuto maggiorenne, si rivolge al Parlamento per ottenere la revoca di alcune ordinanze, fatte approvare dalla sua matrigna, che lo privano della fortuna paterna. |
| 1608 |
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| Autunno |
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Perde il contenzioso sull’eredità con la matrigna, litiga con la moglie, vende tutti i suoi beni, compreso il castello di famiglia ed abbandona l’Inghilterra. |
| ………. |
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Il Verney si reca inizialmente a Gerusalemme; vagabonda, poi, per l’Europa, si batte più di una volta in duello e dissipa il suo patrimonio. Quando non ha più un soldo decide di unirsi con un parente, il capitano Richard Gifford, che ha il comando di una compagnia di 200 avventurieri inglesi che combattono al servizio del pretendente al trono del Marocco, Muley Sindan. Dopo la definitiva sconfitta di Muley Sindan, il Gifford si trasforma in pirata e naviga a bordo della nave “Fortune”. Il Verney lo accompagna nelle sue spedizioni e si porta ad Algeri. |
| 1609 | |||
| .............. |
In proprio |
Inghilterra |
Incrocia i mari con la “La Fortune”. Cattura 3 o 4 navi inglesi di Poole ed una di Plymouth. Tra le prede vi è un bastimento carico di vino di Bordeaux, destinato alla mensa del re Giacomo Stuart. |
| Marzo | Francia | Si collega con il Bonel ed insieme
i due pirati catturano un vascello francese della marineria di Le Havre.
Al Capo di San Vincenzo (Cabo de Sao Vicente) si imbatte nel vascello
del corsaro francese Beaulieu- Persac. Gli si avvicina pensando che si
tratti di una nave mercantile fiamminga. Inizia l'abbordaggio; appena
si accorge dell'errore si dà prontamente alla fuga. |
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| 1610 |
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| Dicembre |
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L’ambasciatore veneziano a Tunisi riferisce che il Verney ha abiurato alla fede cristiana. In questo periodo si accompagna a John Ward. |
| 1611 |
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Viene segnalato a Firenze. |
| 1613 |
In proprio |
Spagna |
Catturato da alcune galee siciliane al largo della costa, è fatto schiavo e viene messo al remo di una galea per due anni. |
| 1615 |
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| Settembre |
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Vive a Messina. E’ gravemente ammalato. Dopo che è stato affrancato dalla schiavitù, tramite un gesuita inglese si converte alla fede cattolica. Si trova in condizioni tanto miserabili che per sopravvivere è costretto ad arruolarsi come soldato semplice. Muore a Messina ai primi del mese all’ospedale di Santa Maria della Pietà. Un mercante inglese, John Watchin, avrà cura di spedire a Claydon, residenza dei suoi antenati nel Buckinghamshire, tutti i suoi residui beni personali, tra cui un ritratto. Questi ricordi sono tuttora conservati a Claydon. |
CITAZIONI
-“Grande e coraggioso inglese” Da una relazione di John Lighgow.
-"There is a splendid portrait of him as a young man at the great family home of Claydon. Now attributed to Myttens, it shows a handsome young man in slashed hose, silken jacket, high boots and elaborately embroidered gauntlet gloves. Also preserved at Claydon in his purple Turkish robe and cap...Verney remained a Mediterranean pirate, but apparently not a very successful one." Lloyd
-"We find something romantic in Sir Francis Verney, a singularly despicable character." Fisher