PAOLO VETTORI Di Firenze. Marchese della Gorgona.
1477 – 1526 (marzo)
| Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
| 1504 |
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Da Genova trasporta un carico prezioso a Civitavecchia. Presso l’isola d’Elba viene intercettato e fatto prigioniero da una galeotta di Arouj Barbarossa. |
| 1507 |
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E’ nominato priore di Firenze. Ricoprirà il medesimo incarico anche nel 1512 e nel 1523. |
| 1512 | |||
| Agosto |
Chiesa |
Firenze |
Coopera con i pontifici a restaurare in Firenze la signoria dei Medici. Dopo il sacco di Prato da parte degli imperiali, con Gianfrancesco degli Albizzi decide di ribellarsi al gonfaloniere della repubblica Giovanbattista Soderini. A fine mese si porta con altri congiurati alla camera del gonfaloniere e minacciano di ucciderlo nel caso in cui costui non lasci immediatamente Firenze. Il Soderini dà le dimissioni dal suo incarico ed il Vettori lo accompagna nel senese con un salvacondotto pontificio. |
| 1513 |
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| Marzo |
Chiesa |
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Ottiene dal papa Leone X il comando della flotta ecclesiastica al posto di Baldassarre di Biassa. Viene inviato dal pontefice a Torino con Giuliano dei Medici, che vi si deve sposare con Filiberta di Savoia. |
| Dicembre |
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E’ segnalato a Civitavecchia. |
| 1514 |
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Ha ai suoi ordini diretti 3 galee e 2 brigantini, con i quali sorveglia nel mare Tirreno i lidi laziali. |
| 1516 |
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| Aprile |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Con Giovanni di Biassa si mette alla caccia nel Tirreno del corsaro Curtogoli. |
| Agosto |
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Sempre contro il Curtogoli: opera con 3 galee e 2 brigantini; altre 4 galee pontificie agiscono, invece, agli ordini di Giovanni e di Antonio di Biassa; 4 genovesi sotto Andrea Doria ed altre 4, sempre di Genova, appartengono a privati genovesi. Il Vettori collabora, infine, anche con Prégeant de Bidoux, che si trova al comando di 6 galee e di 3 galeoni francesi: il comando della spedizione è dato all’arcivescovo di Salerno Federico Fregoso. Irrompe nel porto di Biserta (Banzart), ne saccheggia gli immediati dintorni e dà alle fiamme alcune fuste del Curtogoli; naviga, ancora, lungo la costa tunisina; getta l’ancora e spinge 3 barche armate nello stagno di Tunisi. Le barche, nonostante il tiro dell’artiglieria proveniente dalla torre posta a difesa del porto di La Goletta, entrano nel canale, prendono a rimorchio una galea conquistata ai genovesi dal Curtogoli l’anno precedente. Indi, il Vettori costeggia il litorale maghrebino dalle Conigliere, alle secche di Kerkenna ed all’ isola di Gerba (Djerba). Sono incendiate navi nemiche e depredate varie località. |
| 1518 |
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| Primavera |
Chiesa |
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Prende il mare e sorveglia le coste laziali dal Monte Circeo al Monte Argentario. Viene investito dai fiorentini del marchesato della Gorgona. |
| Settembre |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Naviga nel mare Tirreno al largo della Toscana. Si getta all’inseguimento di 2 fuste con la sua sola galea, seguito, solo a distanza, da un’altra galea e da 2 brigantini: esce all’improvviso dal canale di Piombino il Gaddali con il resto della sua flottiglia (10 fuste). Il Vettori, ferito, viene catturato con la sua ammiraglia; solo 7 marinai sfuggono alla cattura. E’ condotto prigioniero dal Gaddali prima a Biserta, dove è curato delle sue numerose ferite, e poi a Tunisi. |
| 1519 |
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| Marzo |
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Viene riscattato da alcuni mercanti veneziani che pagano per la sua liberazione la taglia di 6000 ducati, venti volte più del normale. I mercanti lo consegnano all’ammiraglio della Serenissima, Piero Michiel, alla fonda nel porto di Tunisi, con il pretesto di rendergli onore, ma in realtà per garantirsi del denaro versato. Il Vettori sarà condotto da costui a Venezia. Interviene il papa Leone X che riconosce ai veneziani l’ammontare del riscatto attingendo ai suoi beni personali. Il pontefice riconferma al Vettori la sua fiducia. |
| Dicembre |
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Si trova a Roma. |
| 1520 |
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| Gennaio |
Chiesa |
Impero ottomano |
E’ inviato con 3 galeoni e 750 fanti in soccorso di Rodi (Rodhos), sede dei cavalieri, assediata dai turchi. Lascia Civitavecchia; suo luogotenente è Battista Nibbio. Si trattiene nelle acque greche per tutta l’estate: ha alcuni scontri con le navi del Curtogoli. |
| Agosto |
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A fine mese, è sempre segnalato nelle acque di Rodi. |
| Settembre ottobre |
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Viene congedato dal gran maestro dell’ordine frà Fabrizio del Carretto. Gli è donata una collana d’oro del valore di 1000 scudi. Riprende il servizio di pattugliamento del mare Tirreno. |
| 1521 |
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| Maggio giugno |
Chiesa |
Genova |
Esce da Civitavecchia per affiancare gli imperiali alla conquista di Genova ai danni del doge Ottaviano Fregoso. |
| Agosto |
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Con il fallimento delle operazioni, ai primi del mese, rientra a Civitavecchia. Viene catturato da Bernardino d’Ornesan un galeone di Messina che trasporta merci di sua proprietà. |
| 1522 |
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| Aprile |
Chiesa |
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Alla morte di Leone X, il collegio dei cardinali lo conferma nel capitanato della flotta pontificia. Salpa da Civitavecchia con 4 galee ed un brigantino per accompagnare i cardinali Cesarini e Colonna, diretti in Spagna presso il nuovo papa Adriano VI. Naviga verso Barcellona. Dalla Spagna scorta a Roma il pontefice. |
| Luglio |
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Raggiunge Tolosa (Toulouse) con la sua flotta. Conduce il pontefice in Italia; con lui si uniscono altri bastimenti, fra cui 4 galee spagnole capitanate da Giovanni di Velasco. Sosta a Tarragona. |
| Agosto |
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Riprende il mare con Adriano VI e vari ambasciatori accreditati presso la Santa Sede; alle sue navi si congiungono 4 galee spagnole comandate da Giovanni di Velasco. Costeggia i lidi catalani e francesi; si ferma a Villafranca (Villefranche) ed a Monaco; prosegue lungo le riviere di Santo Stefano, Porto Maurizio, Noli, Savona, Genova, Portofino, Portovenere, Livorno e Porto Ercole, fermandosi in vari approdi e cale per trascorrervi la notte; a fine mese, perviene a Civitavecchia. Sempre durante il tragitto, interviene con la sua squadra a favore di un legno mercantile in navigazione verso Genova e lo libera dagli assalti portati da alcune fuste corsare. |
| 1523 |
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| Agosto |
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Incrocia tra il Monte Circeo e l’isola di Ponza. Va incontro ai cavalieri di Rodi del gran Maestro Filippo di Villers, costretti a cedere di fronte ai turchi. Li scorta a Civitavecchia. |
| Dicembre |
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E’ riconfermato dal papa Adriano VI nel comando della flotta (2 galee e 2 brigantini); è pure eletto castellano di Civitavecchia. Prende a prestito del denaro per conto dei pontifici. Gode di una provvigione annua di 8000 ducati. |
| 1524 |
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| Marzo |
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Ha l’incarico dal viceré di Napoli Carlo di Lannoy di trattare la pace tra francesi ed imperiali. A Roma. |
| Giugno |
Chiesa |
Corsari barbareschi |
Salpa da Civitavecchia con le sue navi e 3 galee dei cavalieri dell’ordine gerosolomitano, guidate da Claudio Gruel, da Fernando de Matta e da Bernardino Airasca, per dare la caccia al Sinan che con 34 legni, fra fuste e galeotte, sta infestando le coste tirenniche. Presso l’isola di Giannutri si impadronisce di 2 fuste lasciatevi dall’avversario: 200 cristiani sono liberati dal remo per essere sostituiti da quasi altrettanti turchi e mori fatti prigionieri. Altre 2 galeotte vengono catturate dai cavalieri di Malta. Le navi da lui conquistate sono condotte a Civitavecchia: il Vettori vi viene accolto con grandi feste e suoni di campane. I prigionieri sono rapati a zero, vengono rinchiusi nelle prigioni della darsena, in attesa del loro turno come forzati della guardia (le galee addette alla sorveglianza del litorale). |
| Novembre |
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A Soncino, per trattare una tregua fra pontifici e veneziani. |
| Dicembre |
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Si incontra con il viceré di Napoli ed il duca di Milano Francesco Sforza. |
| 1525 |
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| Giu. |
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A La Spezia. Comanda la flotta pontificia che conduce in Spagna il cardinale Giovanni Salviati, legato pontificio. |
| 1526 |
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| Febbraio |
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Viene nominato dal pontefice Clemente VII suo ambasciatore in Francia ed in Inghilterra. |
| Marzo |
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Si appresta a partire per la Francia; a Firenze si ammala di peste e muore. E’ sepolto nella chiesa di San Giacomo Sopr’Arno. |
CITAZIONI
-“Pari a chiunque nella grandezza dell’animo, nella gagliardia del braccio e nella perizia dell’arte nautica…Sottile e rubizzo della persona, fronte sporgente, ricca e crespa capigliatura all’occipite, rada alla sommità, naso affilato e non breve, piccoli mustacchi, poca barba, alto il ciglio, e lo sguardo acutissimo e penetrante come di succhiello.” Guglielmotti
-“Valente capitano.” Panetta
-“ Uomo di molta abilità nelle cose di mare…Uomo pieno di valore, e di generosità d’animo, e che nulla più aveva a cuore che di segnalarsi con delle imprese, le quali il nome cristiano facessero temere e venerare.” Serie di ritratti d’uomini illustri toscani
-“Era un ottimo marinaio e manovriero, di nobilissima famiglia fiorentina…Non misurava gli avversari, non badava al numero e alla proporzione delle forze; coraggioso sino alla temerità, lo avresti detto un Giovanni dalle Bande nere, non a cavallo ma sul ponte di comando.” Bravetta
-"Il n'avait aucune expérience de la mer." Garnier
-"S'era assai distinto nella milizia marina." Inghirami