JOHN WARD (John Warde, John Wart, Capitan Ward, Iusuf Rais, Garde, Uguarde) Inglese. Rinnegato. Eroe di numerose ballate popolari.
1553 ca. - 1623
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Anno, mese |
Stato, in proprio |
Avversario |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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In proprio |
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Pescatore in origine a Feversham nel Kent, si trasferisce, successivamente, a Plymouth. Si segnala come un ubriacone ed assiduo frequentatore delle taverne di questa località. Fra il periodo di Feversham e quello di Plymouth svolge l’attività di corsaro nelle Indie Occidentali. |
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1597 |
In proprio |
Venezia |
Con il suo bertone si collega con un altro bertone, quello del corsaro inglese Ugo Whitbook: insieme attaccano il galeone veneziano “Emo”, inseguono la marcigliana “Cattanea”, battente pure essa la bandiera di San Marco, e causano danni molto gravi a diversi altri vascelli. |
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1602 |
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Si trova senza denaro a Plymouth all’avvento del re Giacomo I. Si deve arruolare nella marina reale e, come ufficiale, naviga a bordo della “Lion’s Whelp”, un’imbarcazione di 50 tonnellate addetta alla vigilanza delle coste della Manica, che naviga agli ordini del capitano Thomas Sockwell. Anche il Sockwell, più tardi, si dedicherà alla pirateria. |
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1603 |
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Estate |
In proprio |
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Insofferente della disciplina che vige nella marina regia, il Ward convince una trentina di suoi compagni a darsi alla pirateria. Ormeggiato accanto al suo vascello, nel porto di Portsmouth, vi è un piccolo battello di 25 tonnellate che deve partire per Le Havre. Esso appartiene ad un cattolico che sta per fuggire per la Francia con i suoi averi, circa 2000 sterline ed alcuni gioielli. Il tutto è nascosto nell’imbarcazione. Il Ward con i suoi compagni di avventura ottiene il permesso di scendere a terra per le usuali baldorie; ruba una barca, rema fino al battello, si impossessa del natante, ma a bordo vi trova solamente delle provviste: il cattolico,infatti, insospettitosi di alcuni movimenti ha preferito prendere il largo la sera precedente su un’ altra barca. I marinai decidono, allora, di ammutinarsi e di fare vela verso l’oceano Atlantico. A cinquanta anni il Ward si imbarca nuovamente nella carriera di corsaro. Naviga verso l’Irlanda settentrionale, probabilmente verso Berehaven o Baltimore, porti conosciuti per la loro ospitalità verso i pirati. |
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Novembre |
In proprio |
Inghilterra Francia |
Incrocia la “Violet” di Londra al largo dell’isola di Wight e se ne impadronisce. Ridiscende la Manica; quando raggiunge le isole Scilly si imbatte in un vascello francese, di 80 tonnellate ed armato con 5 cannoni, che può sperare di conquistare solo con l’astuzia. La maggior parte dei corsari si nasconde sotto coperta, mentre alcuni dei loro compagni sul ponte attaccano discorso con l’equipaggio della nave transalpina. I colloqui sono portati avanti per alcune ore, finché i corsari riescono ad avvicinarsi ad una distanza sufficiente per un abbordaggio con il quale sono in grado di ridurre il vascello all’impotenza. Il Ward battezza tale nave “Little John”. Ritorna di nascosto a Cawsand Bay, nei pressi di Plymouth, vi completa l’equipaggio, naviga per qualche tempo lungo le coste dell’Irlanda meridionale e fa vela, da ultimo, verso il mare Mediterraneo. |
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1604 |
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Estate |
In proprio |
Portogallo |
Durante il viaggio verso sud cattura un vascello a flauto di 100 tonnellate a nord di Lisbona. In cerca di una base per la sua nave, arriva nel Marocco meridionale: non trova buona accoglienza a Larache (al-Lariche), sulla parte ovest della costa. Giunto più a sud, scopre che Salé, porto marocchino nei pressi di Rabat, è controllato dai corsari moriscos emigrati dal Portogallo e non può rimanervi a causa della loro ostilità. A Salé incontra, peraltro, Richard Bishop, capitano del “Blessing” un vascello inglese in forte difficoltà a seguito di un combattimento con gli spagnoli. Il Ward non ha difficoltà a reclutarlo con i suoi 23 uomini. |
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Attraversa lo stretto di Gibilterra. Fa rotta verso Algeri, ma vi riceve un’accoglienza ostile, perché Richard Gifford, un corsaro inglese al servizio del granduca di Toscana, ha recentemente tentato di bruciare le galee nel porto. Continua a navigare con successo per il mare Mediterraneo. |
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Dicembre |
In proprio |
Venezia |
Si trova nelle acque di Zante (Zakinthos): cattura la “Santa Maria”, un vascello veneziano carico di sete e di uva passita. Il giorno di Natale assale una nave fiamminga e la depreda del suo carico di cera, pepe ed indaco. |
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1605 |
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Le forze del Ward aumentano ulteriormente ad al-Lariche, dove un altro equipaggio inglese decide di unire i propri destini al suo. Il capitano di questi uomini, Michael, ritornerà presto in Inghilterra; non così il suo luogotenente, Anthony Johnson, che rimarrà con il Ward e diverrà uno dei suoi uomini più fidati. Nell’anno il corsaro è in grado di radunare attorno a sé una forza considerevole. La sua capitana, battezzata “Gift”, è un vascello a flauto olandese, veloce, da 200 tonnellate o più di stazza, armato con 32 cannoni e con un equipaggio di 100 uomini, reclutati in Marocco e nei porti nordafricani. I marinai sono in prevalenza inglesi ed olandesi. Oltre il vascello “Gift”, accompagnano il Ward nelle sue scorrerie tutte le prede di guerra che vengono ritenute utili alla guerra di corsa. |
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Ottobre dicembre |
In proprio |
Spagna Francia |
Le sue scorribande continuano per tutti i mesi dell’autunno e dell’inverno. A novembre, è nelle acque antistanti l’isola di Cipro (Kypros): rapina una nave proveniente da Messina carica di sete, velluti e damaschi, per un valore di 5500 sterline. Negli stessi giorni si impossessa, nella rada di Modone (Methoni), anche di un vascello francese che trasporta spezie, droghe e cotone. |
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1606 |
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Aprile |
In proprio |
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Si appropria al largo della Sardegna di una nave fiamminga carica di tessuti |
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In proprio |
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Si trasferisce a Tunisi con circa 300 uomini. Il protettore di Ward nella città è il dey Kara Othman che, in quanto capo dei giannizzeri, esercita un potere assoluto su Tunisi fin dal 1594. Un accordo viene raggiunto tra i due uomini; tramite esso il bey Othman ottiene il diritto di prelazione su tutti i carichi che i corsari trasferiscono a Tunisi. Le merci verranno, successivamente, conservate nei magazzini e saranno rivendute ai mercanti cristiani con profitti considerevoli. In pratica, il Ward insegnerà ai suoi ospiti l’arte moderna delle costruzioni navali e della navigazione a vela ed in cambio avrà una base ed un mercato di smercio per i propri bottini. |
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Agosto |
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Le cronache riportano che vive a Tunisi e che aiuta alcuni marinai inglesi momentaneamente in difficoltà. |
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Ottobre |
In proprio |
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Inizia il primo viaggio corsaro con base di partenza Tunisi. Kara Othman anticipa un quarto delle spese per l’approvvigionamento e l’armamento di un vascello a flauto, il “Gift”, dotato di 30 cannoni; l’equipaggio è composto di 67 cristiani (fra inglesi, tedeschi e spagnoli) e di 28 turchi, fatti imbarcare da Kara Othman. Il dey riconosce il loro costo di mantenimento. |
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Novembre |
In proprio |
Inghilterra |
Nei pressi di Corone (Koroni) cattura il “John Baptist”, di 90 tonnellate, un vascello appartenente ad alcuni mercanti londinesi ed impegnato in una traversata da Messina all’isola di Chio (Khios). Fa prigioniero il capitano John Keye di Limehouse e lo trattiene a bordo della sua nave. Un'imbarcazione di 50 tonnellate, comandata da Anthony Johnson, coadiuva il “Gift” in tale azione. |
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1607 |
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Gennaio febbraio |
In proprio |
Venezia |
Cade nelle sue mani il galeone “Rubi”, un mercantile veneziano di più di 300 tonnellate, di ritorno da Alessandria (Al Iskandariyah) con un ricco carico di spezie (pepe, cannella, indaco) e 3000 pezzi d’oro. Il “Gift”, che batte bandiera olandese. Avvista il "Rubi" a fine gennaio, quaranta miglia al largo delle coste della Morea. La nave viene abbordata. A questo successo (a febbraio) ne segue un altro, a spese di un altro vascello, anch’esso veneziano, il “Carminati”, che si sta dirigendo verso Venezia dopo un viaggio a Napoli di Romania (Nvuplion) ed a Atene. Il Ward rientra trionfalmente a Tunisi con le sue due prede veneziane. Sono liberati nell'occasione il Keye ed altri 140 inglesi. |
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Aprile |
In proprio |
Venezia |
Si rimette in mare con il “Rubi”, riconvertito in nave da guerra ed equipaggiato con 140 uomini, in maggioranza inglesi. Ancora una volta Kara Othman ha acquistato una partecipazione del 25% nell’impresa, fornendo ai corsari armi, polvere da sparo, micce e palle di cannone dell’armeria turca. In questo caso non sono imbarcati mori turchi a bordo delle navi. Il colpo che dà avvio alla fortuna del Ward è quello ora compiuto ai danni della nave veneziana “Reniera e Soderina”, un mercantile di 600 tonnellate proveniente dalla Siria e da Cipro. Il bastimento viene raggiunto, grazie alla bonaccia che sorprende l’imbarcazione nel golfo di Satalia (Antalya), da 2 navi del Ward, ciascuna stimata montare 40 cannoni e trasportare almeno 100 uomini armati. Nel carico della nave vi sono indaco, sete, cannella e cotone per un valore di almeno 100000 sterline. L’azione dura tre ore; sulla nave veneziana vi sono 150 uomini che il capitano piazza con i passeggeri parte sul cassero di poppa, parte sul ponte e a poppa. Le 2 navi sparano pochi colpi di cannone (sei ciascuna) mirando alla velatura ed all’equipaggio; alcune delle palle incendiano alcuni sacchi di cotone. Vi è un ammutinamento a bordo del mercantile, seguito immediatamente dalla resa. |
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Giugno |
In proprio |
Venezia |
Continua le sue scorrerie prendendo un altro vascello veneziano. Rientra a La Goletta, con un bottino valutato in 400000 corone. Il Ward non desidera sbarcare il bottino perché Kara Osman non vuole accettare il suo prezzo: si allontana dal raggio dei cannoni e tiene le sue vele al riparo fino alla conclusione degli accordi. Alla fine, il Ward e Kara Othman si accordano sul prezzo di 70000 corone. Ad ogni membro del suo equipaggio viene riconosciuta una quota del bottino variabile dalle 15 alle 80 sterline. Il corsaro trasforma la “Reniera e Soderina” nella sua ammiraglia adattando lo scafo a bertone; vi dispone 40 pezzi di artiglieria di bronzo sul ponte inferiore e 20 su quello superiore. |
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In proprio |
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Il Ward per le sue scorrerie nel mare Mediterraneo si collega talora anche con Simon de Danser. Militano (o militeranno) ai suoi ordini numerosi corsari inglesi quali il Sampson, Richard Bishop, James Procter, di Southampton e John Smith di Plymouth. Più tardi quest'ultimo si trasferirà in Virginia e diventerà famoso per il suo sfortunato amore con la principessa indiana Pocahontas; in precedenza ha combattuto i corsari ottomani dai quali viene catturato, ridotto in schiavitù ed inviato in catene ad Adrianopoli e Costantinopoli al servizio della favorita di Bogall pascià. Sarà anche autore di un'autobiografia intitolata "The true travels, adventures, and observations of Captaine John Smith in Europe, Asia, Africa, and America from Anno Domini 1593 to 1629". |
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In proprio |
Francia Venezia Malta |
Ha tanto successo nelle sue incursioni che il re di Francia invia a Tunisi una missione speciale per protestare contro le incursioni dei pirati inglesi ai danni della sua marina. Da questo momento cessa di molestare il naviglio transalpino, per privilegiare nella sua azione le navi veneziane e quelle dell’ordine dei cavalieri di Malta. Con le ricchezze accumulate con la guerra di corsa, costruisce un palazzo a Tunisi, secondo per grandezza solo a quello dello stesso bey. |
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Dicembre |
In proprio |
Venezia |
Riprende il mare con 4 bertoni e giunge sino al porto di Zant: l’equipaggio è composto di 400 uomini, sia inglesi che turchi. Dopo uno scambio di cannonate con la fortezza dell’isola, parte per Modone e Corone, dove lo aspettano altri suoi vascelli armati. Si appropria di una nave. |
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1608 |
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Gennaio |
In proprio |
Venezia |
Ai primi del mese affonda al largo di Cerigo (Kithira) la “Reniera e Soderina”, con la perdita di quasi tutto l’equipaggio, 250 turchi e 150 inglesi con il capitano Croston: la nave, infatti, è appesantita dall’armamento eccessivo oppure i cannoni, male posizionati, hanno compromesso la stabilità della nave; anche il fasciame della chiglia risulta inadeguato alla navigazione. A metà mese il Ward si impossessa del galeone “Balbi” e lo rimorchia a Navarino (Pilos). Lo fa armare al fine di unirlo con la sua flotta: appena esce dal porto, la nave naufraga. Il Ward prende, successivamente, nei pressi di Modone il galeone (sempre battente bandiera della Serenissima) “Spelegato”. Preferisce non attardarsi nel mar Jonio e puntare sul Levante. Dopo l’affondamento della “Reniera e Soderina”, a Tunisi cresce tanto il risentimento popolare nei suoi confronti che deve intervenire a sua difesa Kara Osman. |
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Marzo |
In proprio |
Venezia |
La flotta veneziana intercetta al largo di Modone un bertone ed una nave minore, facenti parte della sua squadra: entrambe le imbarcazioni sono condotte dal Casten. I veneziani uccidono 50 corsari, compreso il Casten, e ne fanno prigionieri altri 44. |
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In proprio |
Inghilterra |
Cattura nei pressi di Gibilterra una nave di Plymouth. |
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In proprio |
Spagna |
Entra in Algeri con una preda spagnola carica di vino. Si incontra con un altro corsaro inglese, John King di Limehouse, che ha appena catturata una nave carica di birra. Il Ward scambia un barile di vino contro uno di birra. |
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Avvia delle trattative per ottenere l’indulto del re d’Inghilterra Giacomo Stuart. Offre 200 sterline ad un suo conoscente, perché porti del denaro in Inghilterra al fine di fare le opportune pressioni sul lord ammiraglio; sono, pure, promessi alla medesima finalità 30000 scudi all’ambasciatore veneziano. Il sovrano non accetta. |
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In proprio |
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Sulla fine dell’anno non dispone che di 2 navi. 50 marinai, inoltre, disertano dalla sua squadra con la "Little John". |
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1609 |
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Gennaio |
In proprio |
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Salpa da Tunisi alla testa di 9 bertoni; lo affiancano anche due capitani turchi. Negli stessi giorni il re d’Inghilterra Giacomo Stuart menziona il suo nome in un proclama sulla cattura dei pirati. nel periodo le sue ricchezze sono valutate in 500000 scudi. |
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Luglio |
Tunisi |
Spagna |
E' segnalato nelle vicinanze dell'isola di Favignana. Nello stesso mese non riesce ad evitare le gravi perdite inflitte alle sue navi ed alle altre imbarcazioni tunisine dalla forza spagnola di Luis Fajardo, che ha attaccato con successo La Goletta. Nell’occasione viene affondato o è incendiato anche il galeone “Balbi”; riesce a sfuggire alla furia dell’assalto nemico perché al momento si trova a terra per addestrare i suoi uomini all’uso delle artiglierie. |
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Settembre |
In proprio |
Inghilterra |
Si trova nello stretto di Gibilterra; si impadronisce di una nave londinese dietro insistenza dell’ equipaggio turco; libera il capitano Fisher di Redriffe e gli consegna 100 sterline che l’ufficiale deve consegnare alla moglie del Ward rimasta in Inghilterra. Costui tradisce la sua fiducia. Al loro incontro seguente, il Ward depreda la nave del Fisher, lo cattura e lo fa ripetutramente gettare in mare legato ad un pennone fino al suo annegamento. |
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Ottobre |
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E’ segnalato in visita a Munster, dove si reca con Richard Bishop. |
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Novembre |
In proprio |
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Punta verso i mari d’Irlanda con 11 navi corsare: a bordo vi sono 1000 uomini. Naviga davanti alla costa della contea di Cork. |
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Sempre nell’anno, si tratta seriamente a Firenze di dare asilo al Ward nel granducato. In ogni caso il corsaro rinnega la propria fede, e si fa chiamare Iusuf Rais. Si sposa anche con una rinnegata, una donna di Palermo di nome Jessimina, il cui nome da cristiana era Francesca: ciò non gli impedisce di continuare ad inviare denaro alla moglie rimasta in Inghilterra. |
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1610 |
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In proprio |
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Si imbarca da Tunisi per una spedizione. Il lord ammiraglio inglese invia una nave in Barberia, al comando del capitano Pepwell, per persuaderlo ad abbandonare la vita del corsaro. La missione non solo fallisce, ma tutti i marinai inglesi del Pepwell disertano per unirsi con il Ward. |
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Trasferisce ad un cugino della moglie la proprietà di 1400 ducati, che gli sono dovuti da un cittadino di Palermo per una nave ed il suo carico. |
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1611 |
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Vive sempre a Tunisi. |
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1612 |
In proprio |
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Salpa da Tunisi per una scorreria. |
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1615 |
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Si trova a Tunisi ed a Algeri con il viaggiatore scozzese William Lithgow. Si veste da turco e beve solo acqua. E’ molto interessato al problema dell’incubazione delle uova di pollame in escrementi di cammello. |
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1618 |
In proprio |
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Effettua una nuova spedizione con partenza da Tunisi. |
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1620 |
In proprio |
Inghilterra |
Fa sue le navi inglesi “Elizabeth”, la “Anne”, la “Judith”: di seguito, libera parte dell’equipaggio, probabilmente dietro il pagamento di un riscatto. |
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1622 |
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In proprio |
Venezia |
Prende parte alla cattura di un vascello veneziano. Un mercante inglese, Thomas Bespich, riconosce un debito di 250 pezzi d’oro spagnoli che sono serviti per il pagamento di un riscatto. |
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In proprio |
Francia |
Con il Sampson si scontra al largo di Siracusa con le navi francesi del de Mantis. |
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1623 |
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Muore di peste a Tunisi. Viene sepolto in mare. |
CITAZIONI
-“Ward’s name is probably best known as that the hero of the ballad “Captain Ward and the Rainbow”... There was a Captain Ward, there was a King’s ship Rainbow, but that the two ever fought is a balladmonger’s fictio.” Dictionary of national biography
-“Probabilmente il corsaro del quale sappiamo di più è John Ward. Ward ebbe il “privilegio” di essere rappresentato come il malfattore nel famoso successo teatrale del 1612, “A Christian turn’d Turke”. Ward si meritò anche due libelli diffamatori e due ballate popolari, i tabloid da supermercato del buon tempo andato, probabilmente pieni di errori e menzogne bell’e buone, anche se dipingono un quadro interessante…Ribattezza la nave (francese presa alle isole Scilly) “Little John”, cosa questa che ci offre un prezioso spaccato sulle sue idee e sull’immagine che aveva di sé: chiaramente si considerava una specie di Robin Wood dei mari. Abbiamo prove che desse ai poveri ed era sicuramente determinato a rubare ai ricchi.” Wilson
-“Molto basso, con pochi capelli e quelli completamente bianchi, calvo davanti; scuro di carnato e di barba. Parla poco e quasi sempre bestemmiando. Ubriaco da mane a sera. Generoso e coraggioso all’estremo. Dorme moltissimo, spesso a bordo quando è in porto. Le abitudini di un “lupo di mare” stagionato. Un pazzo idiota a causa del suo mestiere.” Da una descrizione del capitano inglese Pepwell riportata dal Senior.
“ A Tunisi in Barberia
Ora costruisce un imponente
Palazzo splendido e un posto reale.
Addobbato di delizie finissime,
Più adatto a un principe che a lui
Cosa che finirà per dimostrarsi la sua sventura.” Da una ballata riportata dal Wilson
-“I contemporanei di Ward in Inghilterra non mancarono di criticare aspramente sia lui sia gli altri rinnegati inglesi, che vedevano in una luce quasi medioevale, come se avessero abbandonato la cristianità per abbracciare la religione islamica. E tuttavia non si può non simpatizzare col pragmatismo di questi pirati in contrapposizione al dogmatismo del loro tempo. Certamente Ward fece guerra al naviglio cristiano, senza alcuna eccezione per le navi inglesi, ma le voci che non avrebbe esitato a rapinare il suo stesso padre se l’ avesse incontrato in mare appaiono pure e semplici malignità. Esisteva anche un altro lato del suo carattere. Si sa che per lo meno in due casi egli liberò degli inglesi che si erano ritrovati schiavi a Tunisi e Lightow, che lo aveva conosciuto di persona, parlava di lui col nome del generoso Ward.” Senior
-“Ward non fu l’unico inglese a contribuire alla ricostruzione e al riarmamento delle navi tunisine. Collaborò con un marinaio di Dartmouth chiamato Samsun Denball. Da allora in poi i loro nomi furono associati all’alto grado di efficienza e capacità operativa raggiunto dalla flotta corsara tunisina, che cominciò ad avvalersi di imbarcazioni e tattiche di stampo nordeuropeo. Nel primo studio turco-tunisino sull’argomento, scritto in arabo una cinquantina di anni dopo, Ward e Samsun (Denball) sono, a parte Simon Danzer...gli unici europei citati tra i marinai della flotta tunisina modernizzata…Il popolo inglese fu molto colpito dalla storia di Ward, e non solo allora. Tre secoli dopo, nel periodo di massimo fulgore dell’imperialismo marittimo britannico, tra il giubileo della regina Vittoria e il 1914, lo storico della marina Julian Corbett vide in John Ward l’improbabile araldo della potenza navale inglese nel Mediterraneo, un’estensione dell’egemonia della sua patria che Corbett accettava e guardava con favore. In questa versione del primo Novecento della sua storia, Ward non è un traditore della religione protestante e della corona inglese.. A promuovere improvvisamente Ward a eroe nazionale fu uno dei massimi propagandisti della potenza navale inglese prima e durante il conflitto mondiale, che lavorò per il ministero della marina britannica per oltre vent’anni. Mezzo secolo dopo il crollo della potenza navale inglese, il giudizio di Corbett suona bizzarro e anacronistico… La sua carriera suggerisce che all’epoca l’Islam offriva a un rinnegato possibilità che la società gerarchica cristiana gli negava.” Partner
“ Gli uomini della sua terra natia,
Maltratta sempre con vigliaccheria;
Schiena a schiena li getta fra i flutti;
Ne prende alcuni e li taglia a pezzetti,
Altri ne fucilerà contro un muro,
E non ne salverà quasi nessuno.“ Da una ballata riportata dal Partner
-“Allorché sentiamo parlare di lui per la prima volta, egli ci viene presentato come ubriacone cencioso, assiduo frequentatore delle taverne di Plymouth, dove era giudicato un tipo scontroso e immusonito, quasi sempre ubriaco e che passava il suo tempo “a lamentarsi dei propri mali e delle fortune altrui”. Aveva cominciato la sua carriera come pescatore e aveva servito verso la fine del regno di Elisabetta come corsaro. Quando re Giacomo salì al trono con la sua idea originale della pace con la Spagna, Warde si trovò, al pari di tanti altri, senza lavoro…Egli non era un marinaio modello: mal sopportava la disciplina e la paga non bastava ad assicurargli le comodità cui spirava. Si diede così a diffondere lo scontento tra i suoi compagni ricordando i bei tempi di Elisabetta, “quando potevano cantare, bestemmiare, bastonare e ammazzare il prossimo come fanno i vostri pasticcieri con le mosche; quando il mare intero era il nostro Impero dove potevamo saccheggiare a volontà e quando il mondo era il nostro Giardino che ci divertivamo a scorrazzare”. Con questo genere di discorsi Warde fece breccia tra alcuni dei suoi compagni sino a far loro accettare l’idea di qualsiasi avventura.” Gosse
-"No private enjoyed greater notoriety in his own day than Captain Ward. The hero - or anti-hero - of three ballads, two blackletter pamphlets and a play by Robert Osborn, "A Christian turn'd Turke", he is seldom heard of today. a good deal of his career is obscured by legend, but its outlines may be pieced together from the numerous complaints about him in the Venetian State Papers and the citations in the records of the High Court of Admiralty. Since he only operated in the Mediterranean, he escaped the censure of the formidable judge of that court, sir Julius Caesar, and since he made a success of his career, the last we hear of him is living in a palace at Tunis and enjoying his hobby of rearing chicks from incubators." Lloyd
-"He was known for a sullen, foul-mouthed, hard-drinking ruffian, who was seldom sober, and who would sit at his cups all day long and "speak doggedly, complaining of his own crosses and cursing other men's luck", quarrelsome too at his drink, yet always ready to take a cudgelling rather than fight." Corbett