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Pirati, Corsari
e loro Cacciatori nel Mediterraneo (XIII secolo - XVII secolo) - DIZIONARIO
BIOGRAFICO |
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| GLOSSARIO |
A |
ACCOSTARE
Far volgere la prua della nave a destra (dritta) o a sinistra (manca).
AGA’
Voce turca, sta per superiore. Capo di milizie. L’agà è
il capo della milizia ed il soldato più anziano.
AGUZZINI Agli ordini del comito, sono
coloro che sono incaricati della sorveglianza degli schiavi. Hanno il compito
di incitarli durante la voga.
ALARE Tirare un cavo o una manovra.
ALIMENTAZIONE I bastimenti sono
dotati in genere di una riserva d’acqua e di vino pari a due mesi; sia
dell’uno che dell’altro genere, è distribuita una razione
giornaliera di tre/quarti di litro. Nei porti si distribuisce carne fresca,
in navigazione carne salata, pesce secco, biscotto e legumi.
ALBERO Grosso e lungo fusto, per lo più
d’abete, che si mette dritto sulle navi per sostenerne le verghe e le
vele. Si distingue, fra gli altri, l’albero maestro (il maggiore di ogni
bastimento, sia latino che quadro, posto verticalmente vicino al centro) e l’albero
di trinchetto (il secondo albero quanto a grandezza, ed il più vicino
alla prua di ogni nave che abbia più di un albero).
ALLA CAPPA mettere la prua al vento
e ridurre la velatura, orientandola in modo da non far avanzare la nave.
ALLA FONDA Dicesi di nave ormeggiata
all’ancora o ad una boa, lontano dalla riva.
AMMIRAGLIO Titolo e grado di ufficiale generale
nella marineria, che per ufficio può comandare tutta la flotta. Deriva
dall’arabo Al-Emil. Secondo gli statuti veneziani, ammiraglio è
invece il titolo del primo nostromo della flotta, del porto o dell’arsenale.
ANTENNA Asta d’abete lunga fino
a quaranta metri che, messa trasversalmente all’albero con la punta più
bassa verso la prua, serve a reggere la vela latina. Non si deve confondere
con il pennone.
A POPPAVIA In direzione della poppa.
A PRORAVIA In direzione della prua.
A RIVA Sopra la coperta, sull’alberatura.
ARMAMENTO DI UNA NAVE La distinzione
tra pirati e corsari è abbastanza vaga. Le navi mercantili sono sempre
armate a scopo difensivo, il che spesso consente loro di trasformarsi da prede
in predatrici. Secondo un’ordinanza del 1354 del re d’Aragona Pietro
il Cerimonioso, le galee grosse devono avere in dotazione 1000 verrettoni, 6000
frecce, 120 scudi, 120 corazze complete, 500 lance ed ancora altri tipi di armi
offensive e difensive. Su una cocca armata a Barcellona nel 1331 per combattere
i genovesi, si trovano 3166 verrettoni, 357 lance larghe, 40 lance manesche,
16 rampini, 300 balestre, 68 scudi, 106 elmi, 107 corazze complete, 7520 frecce,
un trabucco per scagliare pietre.
ARMARE L’attività volta a
fornire e mettere a bordo tutte le armi da guerra, i pezzi d’artiglieria,
le altre armi da fuoco quali gli archibugi ed i moschetti, le armi da getto
quali archi e balestre, le armi bianche (lance, scuri, pugnali, spade), le munizioni,
l’attrezzistica di complemento. Può anche significare la messa
a punta degli alberi, delle antenne, dei pennoni, delle vele, delle gomene,
delle ancore, del vettovagliamento e del carico di tutte le pertinenze della
nave. Il termine vale anche per l’equipaggio, vale a dire la messa a bordo
delle persone necessarie per il governo, la navigazione ed il combattimento.
ARMATA Insieme di navi da guerra, flotta.
Deve essere formata da un numero determinato di bastimenti di linea, secondo
le regole della tattica e le ordinanze di ogni stato. Ogni armata deve avere
tre squadre; ciascuna squadra è composta di tre divisioni, più
una di riserva.
ARMATORE Colui che finanzia l’attività
della guerra di corsa o di una nave da traffico. L’entità del denaro
impegnato in una nave (dipendente dal suo tonnellaggio, dal numero dei membri
dell’equipaggio e dalla lunghezza dei viaggi) impedisce quasi l’esistenza
di un solo proprietario. Da ciò il ricorso a diverse forme di associazione
o alla vendita di quote, dette carati. Ciascun bastimento armato è diviso
in 24 carati, per cui ogni armatore possiede alcune quote di numero molto variabile,
secondo i rischi che si vuole prendere. La proprietà di una o più
navi è suddivisa tra esponenti della borghesia, della nobiltà,
a volte tra i membri di una stessa famiglia.
ARREMBAGGIO E’ la fase successiva
al bombardamento o allo speronamento. Accostata la propria nave a quella nemica
e bloccatala con ganci e rampini, pirati e corsari saltano sul ponte di questa
per uccidere coloro che fanno resistenza o costringerne gli occupanti alla resa.
ARSENALE Luogo dove si fabbricano le
navi ed ogni strumento di guerra navale. I veneziani hanno fino dal 1104, primi
in Europa, il loro arsenale, più volte ingrandito secondo i bisogni ed
il progresso dell’arte della costruzione. Qui vengono allestite le galee
e sono fabbricati i grossi cordami per l’uso di bordo. L’arsenale
di Venezia decade con il tempo, anche per l’impossibilità di fare
passare per il canale di Malamocco i vascelli più pesanti.
ARTIGLIERIE Prendono diversi nomi:
cannoni, mezzi cannoni, colubrine, sagri, petrieri ecc. Sono collocate le maggiori
a prua ed a poppa; poi sui fianchi, tra i banchi. Il pezzo può essere
di ferro o di bronzo; è caricato con polvere di grana diversa, a seconda
delle sue dimensioni e delle palle utilizzate (ferro o pietra); è fisso
sul suo affusto. E’ dato fuoco alle artiglierie solo quando, dopo un movimento
adeguato della nave, esse si trovano in direzione del bersaglio. Tocca perciò
al capitano di manovrrare in modo da poterle volgere contro il nemico. Solo
in epoca tarda saranno usate nelle galee le fiancate, vale a dire lo sparo contemporaneo
di tutti i pezzi collocati sul fianco.
ASSENTO Contratto di mutuo consenso stipulato
tra uno stato ed un armatore privato, con il quale quest’ultimo si obbliga
di mantenere in ordine delle navi militari nel numero e nel modo che si è
patteggiato, dietro il compenso di una somma prefissata. Si distingue dal noleggio,
perché il contratto non riguarda la locazione temporale di un bene, ma
un servizio militare per un periodo limitato (generalmente tre anni); dall’appalto,
perché il contraente privato, invece di pagatore, risulta pagato; dalla
condotta, perché l’assentista, sovente, non è il comandante
delle navi.